mattino presto

anonymous asked:

Parla di scampia

Innanzitutto mi scuso per averti dato una risposta proprio ora, dopo mesi e mesi, ma ho voluto lasciare questa “domanda” in sospeso.
Parlare di Scampia sembra tanto facile ma, in realtà, per chi sa davvero quante sfumature possa avere questo quartiere risulta davvero difficile.
Per me è difficile.
Inizio dicendo e sottolineo che, nonostante tutto, sono innamorata di Scampia. Lo affermo non perchè questo è il mio quartiere o perchè ci sono molto affezionata, ma semplicemente perchè penso che questo posto sia in grado di spiegare il vero senso del “male” e del “bene”.
Anche Scampia appartiene a Napoli, pure se tendiamo a tralasciarlo, dimenticarlo, oscurarlo.
Perchè facciamo questo?
Perchè Scampia è il quartiere di frontiera, la più grande piazza di spaccio d'Europa, il quartiere di cronaca nera, il quartiere dove “l'istituzione più presente è la camorra”, il quartiere da cui stare alla larga, il quartiere delle faide di camorra, della droga, dello spaccio di droga e stupefacenti, della prostituzione e delle regole “non scritte” da rispettare.
Droga, tra l’altro, a basso prezzo e quindi convenientissima. Sempre che non si tenga conto del prezzo della vita, che qui non viene mai considerato.
Per questi motivi poi Scampia è diventata Scampia.
Allora appena riesci a comprendere determinate cose (soprattutto quando in queste situazioni ti ci trovi), prende il sopravvento la rabbia e inizi a porti tante domande sul perchè tu l'abbia capito proprio ora.
Il più grande sacrificio dei bambini di quel quartiere è non poter essere bambini, perchè a Scampia fondamentalmente non puoi permettertelo. Per cui quando si parla di Scampia mi vengono in mente gli occhi di quei bambini pieni di domande, quelli che attendono risposte da tempo archiviate.
“La vita è una cosa seria, che vale la pena di essere vissuta. Non dobbiamo mai pensare di archiviare la speranza, cedendo alla rassegnazione.”
Parlando di me sempre a proposito di questo argomento, posso dirti che sono cambiata capendo.
Ho capito che la libertà e la spensieratezza esistono davvero e forse riusciranno, un giorno, a coprire l'immenso vuoto e l'insoddisfazione.
Il vero problema è che la camorra riesce a darti come favore ciò che lo stato ti dovrebbe dare come diritto.
“Avevo le tasche piene di soldi. Potevo concedermi tutti i piaceri. Persino la droga. Avrei fatto carriera come boss. Ma quella non era vita. Era una morte anticipata. Alloggiavo stabilmente nell’anticamera dell’inferno. Ancora pochi passi e sarei precipitato nel fondo dell’abisso.
O, forse, il fondo l’ho toccato per davvero. Non saprei dire. Oggi posso dire: è bello vivere puliti. Ed è bello, oltre che necessario, creare dentro di sé e attorno a sé un piccolo spazio di pulito. Certo, cambiare non è facile. Tante sono state le cadute e parecchie le sconfitte. Ma ce l’ho fatta. Ora tocca a Scampia.”

“Scampia è anche tanta onestà. È il quartiere in cui sono cresciuti tanti e tanti studenti universitari e laureati, di chi studia e lavora sodo per difendere i propri sogni, il quartiere dei campioni olimpionici e delle reginette di bellezza, e di tante persone che ci credono ogni giorno. È il quartiere di chi si alza presto al mattino per sopperire alle necessità delle proprie famiglie. Qui non tutti ascoltano musica neomelodica e anche se lo fanno non per questo delinquono. L’ignoranza non è sempre sinonimo di malvivenza.”

SCAMPIA É PARTE DELL'ITALIA: NON LO DIMENTICHIAMO.

Ed io ti immagino al mattino presto insieme a me nel letto, ti guardo. Ti osservo e ti vedo senza trucco, capelli scombinati, occhiaie, ma sei comunque bellissima. Sei tu il mio caffè.

Dopo essermi lasciata con te, uscì con un ragazzo. Mi portò in centro con la macchina, parlando di noi per conoscerci meglio. Mi chiese quali fossero i miei gusti musicali. Risposi elecandogli tutti i gruppi che, obbligandomi ad ascoltare, inizialmente odiavo ma di cui, col tempo, mi hai fatto innamorare. Dicevi che dovevo iniziare a convertirmi, che dovevo smettere di ascoltare merda e iniziare a conoscere la vera musica. Queen, Pink Floyd, Led Zeppelin, e così via.
Dopo un paio di uscite, questo ragazzo decise di portarmi al mare, ad un paio d'ore da casa. Era mattino presto, tirava vento e io indossavo uno dei miei soliti vestitini cortissimi che tanto odiavi. “Stai tremando. Metti il mio telo da spiaggia sulle spalle altrimenti prendi il raffreddore, in piena estate non è il massimo .“ Sorrise ” Vuoi che accenda l'aria calda?”
“ Grazie, magari anche una stufa.” Risposi ridendo.
Rise anche lui. Era dolce, premuroso. Mi piacevano le fossette che gli si formavano sul viso quando sorrideva.
Per radio passò “Il mio pensiero” di Ligabue.
“Alzi il volume?” gli chiesi. Amavo quella canzone, prima che tu iniziassi a rieducarmi in materia musicale. Iniziai ad intonarne il ritornello
“.. e adesso che sei dovunque sei, chissà se ti arriva il mio pensiero, chissà se ne ridi o se ti fa piacere..”
Mi guardò incredulo.
“La conosci? Pensavo non ti piacesse questo genere. ”
Lo guardai, senza dire niente. Guardai davanti a me ed iniziai a piangere. Ero convinta di averti dimenticato, iniziavo anche a non pensarti più così spesso come i primi tempi. Ma dovetti ricredermi. “Cos'hai ?”
Capì che non avrei trovato mai nessuno come te. Che mi avrebbe capita con una parola, con uno sguardo. Capì che avrei preferito piangere per te con te che per te con chiunque altro.
“Brutti ricordi… non volevo..”
Singhiozzavo. Non riuscivo a parlare, le parole mi rimanevano incastrate in gola. Provavo una nostalgia lancinante, una sensazione che mi suggeriva di aprire lo sportello e scappare. Quello non era il posto in cui dovevo stare. Quello, non era il ragazzo che avrei voluto al mio fianco per andare al mare in un giorno d'estate.
—  Me
23:09.

Sono giù.

Sono triste e mi viene da piangere.

Ti voglio abbracciare e non sei qui con me,

ti voglio baciare e non sei qui con me,

ti voglio guardare negli occhi e non sei qui con me.

Dove sei? 

Mi tormento e mi vengono gli occhi pieni di lacrime.

Di notte non dormo,stringo un cuscino e scoppio a piangere.

Mi addormento piangendo e mi sveglio con il cuscino lavato e gli occhi lavati dalle lacrime.

Il cuscino lavato e gli occhi lavati per le lacrime,l’ansia e la tua mancanza che mi uccide.

Mi manchi e posso solo pensarti, mi manchi e posso solo piangere,

di notte stringere un cuscino,chiedermi dove ho sbagliato e cosa ho sbagliato. 

Ti penso e scoppio a piangere perchè mi manchi da morire.

 Ti Amo… Mi viene solo da piangere, la tua mancanza mi uccide.

I giorni passano e tu non sei con me…Mi sento male senza di te, mi sento morire.

 Voglio abbracciarti forte e dirti che ti amo, guardarti e dirti che sto bene con te, 

Guardare nei tuoi occhi e poi baciarti, stringere la tua mano e dirti che amo solo te per sempre.

Voglio abbracciarti, guardarti negli occhi e dirti che tu sei il mio cuore. 

Ti Amo, Ti Amo davvero… Ti Amo e ti aspetto per tutta la vita, non voglio altri ragazzi.

Io Voglio te, io amo solo e solamente te…Amo te.

Le 23:26 e sono qui , mi tormento e sto male.

Sto male e ho gli occhi gonfi e rossi dai pianti, 

so già che appena mi stendo a letto, ti penso e l’ansia mi soffoca.

Oggi sono senza di te, domani sono senza di te.

Ad agosto, la prossima settimana è un altro mese senza di te.

Mi sento male al pensiero.

Mi viene solo da piangere.

Abbracciami e non mi lasciare, guardami e ammazzami di amore.

Ammazzami di abbracci, baci, lividi e morsi.

Ammazzami di passione, voglio guardarti negli occhi e perdermi nei tuoi occhi.

I tuoi occhi persi nei miei e i miei occhi persi nei tuoi occhi.

 Soffocami di gelosia e amami come io amo te.

Chiamami sempre anche se sono le 3 del mattino,

chiamami di mattina presto e di sera prima di dormire,

chiamami di mattina presto.

Mandami un messaggio e fammi sapere che mi pensi,

mandami un messaggio o chiamami e fammi svegliare con il sorriso quando sei lontano da me,

prendimi e abbracciami, guardami e lascia il tuo amore  su di me, i tuoi morsi pieni di amore.

Voglio avere il tuo profumo su di me, voglio addormentarmi abbracciata  a te e svegliarmi abbracciata  te.

Ti Amo, Ti Amo da morire.

Sto male senza di te.

Dove ho sbagliato? 

Cosa ho sbagliato? Mi viene solo da piangere.

Mi manchi da morire.

Dove sei?

Non sei con me.

Ti Amo da morire.

Volevo dirti che voglio guardare le stelle con te. Fuori. Di notte, al mattino presto. Al freddo. Stretti nel solo calore dei nostri corpi vicini. Volevo dirti che voglio guardare le stelle e non esprimere nessun desiderio perchè avrei tutto ciò che voglio vicino a me. Volevo dirti che ti lascio l'ultimo goccio di the, che ti lascio mangiare il ghiaccio e il limone. Volevo dirti che ti bacerò gli occhi quando vorrai piangere e i sorrisi quando vorrai ridere. Volevo dirti che ti bacerò sempre. Volevo dirti che voglio scappare con te. In un posto qualunque. Tu, io, una tenda, la tua chitarra e la mia macchina fotografica. Volevo dirti che vado a comprare un mappamondo. Tu lo farai girare e girare, io lo bloccherò e con le mani intrecciate, senza guardare, punteremo il dito e ce ne andremo. Volevo dirti che ti aspetto ogni notte. Sotto le coperte, a farmi i grattini sul collo, quelli che mi fanno impazzire. Nei sogni, nel nostro posto di sempre. Volevo dirti che sei la cosa più preziosa che ho. Che hai il sorriso che m'ammazza e gli occhi gialli che brillano più del sole. Volevo dirti che avrò paura di perderti, perché togli te da me e sono il vuoto a rendere. Volevo dirti che ti aspetto in ogni momento per baciarti tanto. Che aspetto i tuoi baci. Sulla fronte. Sul naso. Sul collo. Sulla bocca. Volevo dirti che cucinerò per te solo per avere i tuoi occhi su di me. Volevo dirti che ti porterò al cinema, a cena fuori, alle feste, al mare, nel deserto, ovunque tu vorrai. Tanto qualsiasi posto mi piace se ci sei tu. Volevo dirti che voglio le tue mani su di me. Volevo dirti che ogni volta che ti assenti anche solo per un attimo mi manchi da morire e che ti vorrei con me ogni istante della mia giornata. Volevo dirti che è con te che voglio guardare i temporali dalla finestra perché con te non ho paura. Che vorrei ascoltare il suono del vento da sotto le coperte. Il silenzio della neve. I grilli e le rondini che cantano. Volevo dirti che ti leggerei infinite storie per farti addormentare con la mia voce. Che mi lascerei guardare dormire. Che ti voglio al mio fianco al mio risveglio. Che posso stringermi a te se faccio degli incubi. Volevo dirti che metterei play a qualsiasi film tu voglia solo per poterti coccolare. Che danzeremo sotto la pioggia, in riva al mare, sopra ai tetti.
Volevo dirti che potrei scriverti mille poesie per dirti quanto importante sei per me. Volevo dirti che ti voglio. Voglio te. Volevo dirti che ti amo e che aspetto il giorno in cui mi apparterrai come un cieco brama dalla voglia di vedere i colori.
—  Haragionechiefelice
Mattino presto

Penso a quegli amori in fila come al banco della macelleria, col numeretto in mano fermi e buoni ad aspettare il proprio turno, come se amare fosse ordinare un filetto e aspettare di essere serviti, o peggio ancora fosse essere quel filetto, obbligandosi a una qualche forma di appetibilità per esser scelti e incartati prima di andare a male.

La perfetta solitudine del mattino presto. Stesa sul letto a pensare a quanto troppo tempo perdiamo dormendo. Dicono che da vecchi si perde il sonno, ci si sveglia prima: forse perché si vuole far in modo che le giornate durino di più. Avete mai guardato negli occhi un vecchio? Sono occhi che si sono aperti a migliaia di albe e vorrebbero vederne ancora tante, ma l’uomo è materia e la materia è mortale. Così gli anziani sanno, sentono di dover vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo. Noi giovani invece dormiamo, dormiamo tanto e pensiamo a niente.
Dormiamo tanto è leggiamo poco.
Dormiamo tanto e perdiamo le nostre occasioni, buttiamo la vita. Non abbiamo il coraggio che serve a cambiare le cose, non abbiano neanche la voglia di provarci. Accettiamo tutto e non riflettiamo su niente, ci piangiamo addosso e teniamo tutto dentro.
Perdiamo tempo. Sempre stesa sul letto penso ancora: cos’è il tempo? E non ho una risposta, so sola che passa, e in troppa fretta si porta via gli anni più belli.
—  K.

Tecniche di meditazione.

 

Tutte le principali tecniche di meditazione analizzate nei loro aspetti fondamentali con consigli pratici per il loro utilizzo sono illustrati per poter conoscere tale argomento e trarne i massimi benefici. Ogni religione, ogni credo ed ogni filosofia di vita accoglie, riconosce e pratica la meditazione se pur in maniera differente. Questa particolare usanza esiste da sempre ma solo negli ultimi anni sta diventando oggetto d’interesse comune. Chiaramente non tutti abbracciano, se pur fedeli ad un credo, questa pratica.

Cos'è la meditazione?

La meditazione è un esercizio molto difficile perché va “contro” tutto quello a cui siamo portati a fare in ogni istante della nostra vita, sia volontariamente che involontariamente. Sto parlando del pensare. La pratica meditativa s’incentra sull’osservare la mente in assenza di pensieri. Per entrare in uno stato meditativo è indispensabile la concentrazione. A seconda della filosofia o credo che si abbraccia, la concentrazione sarà indirizzata in maniera differente. La meditazione ha come scopo ultimo, il raggiungimento di una consapevolezza interiore profonda.

Analizzeremo nello specifico le principali tecniche di meditazione associate alle varie tradizioni culturali.

Tecniche di Meditazione buddista.

Non tutti sanno che esistono due filoni di tradizione buddista principali. Il più conosciuto è il Buddismo Tibetano; di non meno diffusione ed importanza è il Buddismo giapponese. Nella meditazione, come nei principi base del filone filosofico stesso, ci sono degli elementi comuni. La meditazione Buddista viene esercitata per arrivare all’illuminazione (Buddità / sviluppo mentale). Consigli da seguire per la riuscita di una buona meditazione buddista:

Soprattutto per le prime volte in cui si pratica, è importante scegliere un luogo tranquillo dove non si possa venire distratti da rumori o situazioni esterne caotiche.

Non bisogna andare di fretta quindi è importate scegliere un momento della giornata in cui possiamo dedicarci completamente a noi stessi. Il mattino presto o la sera sono generalmente i momenti migliori.

Non si hanno delle regole sulle tempistiche; per iniziare consigliamo comunque una meditazione di quindici minuti.

Con il passare del tempo ogni persona mediterà a seconda delle sue esigenze, con naturalezza.

Generalmente i buddisti meditano da seduti. La posizione utilizzata è meglio conosciuta con il nome di posizione a fiore di loto (il fiore di loto, simbolo di purezza ed armonia cosmica, è un elemento sacro per il buddismo).

Esistono varie tecniche di meditazione Buddista:

La meditazione della tranquillità (samatha) viene chiamata così perché ha come scopo quello del raggiungimento della serenità interiore e fisica.

La meditazione analitica, dell’intuito (vipassana), viene praticata dopo la Samatha per accrescere i pensieri di natura positiva e per scardinare le false visioni della vita che ci siamo creati con il passare del tempo.

La meditazione Samatha: tecniche per la pratica.

L’osservanza del respiro è il mezzo imprescindibile mediante il quale cominciare ad entrare in risonanza con la propria parte profonda. Attraverso la concentrazione riservata al nostro respiro, cominceremo ad addentrarci in una fase meditativa. La nostra attenzione dovrà essere riservata al percorso che fà il respiro partendo dal nostro naso e attraversando tutto il corpo. Incentrando la mente solo sul respiro, riusciamo a liberarci dai pensieri e dalle negatività, assicurandoci così calma e pace interiore.

La meditazione Vipassana.

La meditazione Vipassana non prevede solamente una tecnica meditativa circoscritta nello spazio e nel tempo ma ha come principio fondante quello di praticare in ogni momento della giornata.

Per comprendere meglio queste tecniche, è opportuno specificare che la Vipassana verte sul concetto di osservanza di sè per giungere ad una totale coscienza del proprio corpo, alla purificazione della mente e dei nostri Chakra (centri energetici). L’ auto osservazione giornaliera, ci porterà a lavorare sui nostri limiti e sui sentimenti negativi, come per esempio la collera.

Questa particolare forma di meditazione comprende dunque:

Momenti di pratica “tradizionale” nella quale si attua la tecnica dell’osservanza del respiro.

Fasi di pratica “attiva”, attraverso l’attenzione verso le emozioni e verso la mente in tutte le fasi della giornata.

I Mantra: centri energetici come mezzo meditativo.

Tutto il mondo orientale annette alla meditazione e alla preghiera dei mantra che ci aiutano ad entrare in uno stadio interiore profondo e in alcuni casi come nel buddismo e nell’induismo, ci permettono di entrare in connessione con le energie dell’universo.

Mantra: cosa sono e come utilizzarli.

L’utilizzo del mantra (parola di origine sanscrita) come tecnica meditativa, è stata introdotta dalle culture orientali.

Con l’espressione Mantra, ci riferiamo ad una parola corta (sillabe o anche brevi frasi), riconosciuta come potente e di carattere spirituale. La ripetizione sonora di questa parola, ha l’abilità di cambiare la nostra coscienza. Non si tratta di arti occulte ma semplicemente di una questione vibrazionale di cui sono dotate le parole.

Quando utilizziamo un mantra, ci accingiamo a richiamare le energie superiori che ogni tradizione identifica con un nome diverso. Possiamo riferirci a Dio, all’universo, alle divinità indiane e così via. Con il mantra dunque chiediamo di entrare in contatto con la presenza del “Divino”.

Mantra: esempi concreti.

Esistono una quantità infinita di mantra diversi secondo la tradizione d’appartenenza. Vediamone insieme alcuni esempi.

Uno dei mantra più conosciuti:

OM (Amen in cristiano). Si tratta di un mantra impersonale, ossia non richiama in sè la natura divina; per renderlo efficace c’è bisogno di affiancare alla sillaba un mantra personale o far riferimento a figure che ci hanno ispirato.

Uno dei mantra più importanti ed utilizzati nelle tecniche meditative dai Buddisti:

Om mani padme hum mantra della compassione che fa riferimento a quello che nascondiamo nel loto del nostro cuore. L’immagine del fiore di loto è ricorrente nella tradizione buddista. Oltre ad essere il simbolo delle purezza ed armonia cosmica, come abbiamo già visto, è dotato di moltissimi significati. Unico nel suo genere, questo fiore sopravvive anche nel fango senza che la sua bellezza venga intaccata. Questa sua caratteristica lo rende metafora nella vita terrena.

Om navah shivay è uno dei Mantra indiani con i quali, durante la meditazione si richiama la divinità Shiva.

Esempio di mantra Shanti: Oṁ shāntiḥ shāntiḥ shāntiḥ Oṁ che letteralmente significa Om pace, pace, pace Om.

Tecniche meditazione zen.

La meditazione Zen è una tecnica particolare di meditazione Buddista che racchiude le quattro tradizioni delle scuole buddiste zen. Vede le sue origini in India. A differenza del buddismo tradizionale, lo zen non basa i suoi fondamenti sugli scritti ma è una tecnica volta all’abrogazione di ogni filosofia, tradizione o dogma. Lo zen viene considerato come l’essenza originaria della meditazione perché và direttamente alla fonte del nostro spirito. La tecnica che il buddismo zen utilizza per meditare, oltre alla concentrazione che bisogna avere sul respiro e sulla postura, è concentrata sull’utilizzo dei Koan. I Koan sono delle parole o brevi frasi che logicamente non hanno un senso completo. Quest’enunciato viene dato dal maestro all’allievo per aiutarlo nella meditazione e per fargli capire che non è la logicità che ci conduce alla via della soluzione ma bensì la conoscenza di sè.

Meditazione cristiana.

Il cristianesimo tradizionale, intende come meditazione la preghiera che può essere effettuata in un luogo sacro (chiesa) oppure in privato.

Generalmente s’inizia con l’invocazione dello spirito santo.

Successivamente si prosegue con la lettura di brani della Bibbia.

Si riflette sui passi scritti nel libro sacro e sulla propria condizione.

Si chiede perdono a Dio per i peccati commessi e gli si chiede la Grazia.

Tuttavia è possibile avvalersi di una forma meditativa più “profonda” e che implichi un impegno differente.

Meditazione profonda: tecniche.

La meditazione cristiana (preghiera) utilizza gli stessi principi base delle altre meditazioni (da seduti, rilassandosi, concentrandosi) ma porta a rimanere vigili e non nell’entrare in stadi di coscienza superiore.

Come tecnica principale, viene utilizzata la ripetizione di un mantra (se ne possono utilizzare diversi) come per esempio la parola “maranàtha” che significa “Vieni signore”. Durante la ripetizione del “Vieni Signore”, la nostra mente abituata al pensiero, verrà immersa in immagini e riflessioni sulle quali non dobbiamo soffermarci. Centralizziamo la nostra attenzione solo sull’ascolto di noi stessi mentre ripetiamo il mantra e lasciamo scivolare via i pensieri. Questo ci aiuterà a sgombrare la mente. La meditazione cristiana di questa tipologia, oggi come oggi viene praticata principalmente in Romania e sul monte Athos. Attraverso la meditazione profonda, il cristiano, come diceva San Giovanni della croce, entra in contatto con se stesso e raggiunge la Grazia, l’Infinito, il Signore. I principi sui quali si basano preghiera e meditazione cristiana, sono pressochè gli stessi ma messi in pratica in modalità differenti.

I Chakra nella meditazione.

 

Anche la parola “Chakra” deve le sue origini alle tradizioni indiane. Termine sanscrito che letteralmente significa “ruota”, viene utilizzato per indicare il “plesso”. Per spiegare meglio cosa significhi, possiamo ricondurre il suo senso al significato “centri di forza”. Secondo le filosofie orientali, i Chakra sono dei punti del corpo dove vengono concentrate le energie vitali. Questi luoghi energetici sono generalmente associati agli organi del nostro corpo. Uno squilibrio energetico del Chakra dunque causerebbe squilibri anche all’organo corrispondente. Oltre alla cristalloterapia e ad altre pratiche olistiche specifiche, l’energia dei Chakra può essere purificata e/o incrementata attraverso la meditazione. Si tratta di concentrarsi e rilassarsi, con le tecniche esposte in precedenza, e di visualizzare l’energia all’ interno del Chakra che si vuole prendere in considerazione. Bisogna visualizzare l’organo corrispettivo al Chakra immerso in un vortice di luce colorata. Ogni Chakra è dotato di colore proprio e durante la meditazione sarà importante visualizzarlo con il colore che lo determina.

I sette Chakra.

I Chakra o punti energetici, sono sette. Vediamoli nel dettaglio.

Muladhara è Il primo chakra ed è il chakra delle radici. Si trova tra l'ano ed i testicoli o la vagina. Il suo colore è il rosso e viene rappresentato attraverso un disegno, dotato di quattro petali (fiore di loto). Questo Chakra è legato al rapporto che abbiamo con la parte materiale della vita.

Svadhishthana è il Chakra delle emozioni. Di colore arancione, si trova sotto il ventre e funge da controllore degli apparati riproduttivi. Attraverso l’energia di questo centro, rappresentato con sei petali, viene offerto il piacere.

Manipura Chakra è il terzo Chakra ed è legato alla volontà. Si colloca sotto al diaframma, sul plesso solare ed è di colore giallo, ha dieci petali. “Gestisce” gli organi propri del plesso solare come lo stomaco ed il pancreas. La sua energia è legata al benessere collettivo ed individuale.

Anahata Chakrasituato nel plesso cardiaco e costituito da 12 petali, è il chakra del cuore. Il suo colore è il verde smeraldo. Tutti gli altri “punti energetici” dipendono da lui in quanto se il cuore si ferma, il corpo materiale muore. Quando è completamente sviluppato, Anahata Chakra ci consente di godere dell’amore proveniente dagli affetti famigliari. Al contrario si chiude all’insorgere di problematiche, quando si subisce la perdita di una persona importante, quando non si è elaborato un abbandono. Queste difficoltà che avvertiamo, si ripercuotono sull’organo corrispondente al Chakra. Ciò avviene per tutti i centri energetici. La psiche e le problematiche che subisce, incidono negativamente sui nostri centri energetici e di conseguenza sugli organi in cui risiedono. La scienza bioenergetica studia proprio questo tipo di fenomeni.

Vishudda è il quinto Chakra. Ubicato a metà della gola, è di colore azzurro brillante e si compone di sedici petali. Gestisce gli organi che ci permettono di comunicare con l’esterno. Sarà facile osservare, anche analizzando se stessi, di come la verbalizzazione di quello che ci piace fare o che già facciamo anche a livello lavorativo, avvenga in maniera precisa e fluida. Al contrario quando facciamo o viviamo qualcosa che non ci soddisfa, si crea un blocco espressivo. L’insoddisfazione nei confronti della vita che conduciamo, si ripercuote sul piano fisico con manifestazioni come la mancanza di voce, malattie come la tiroide ma lfunzionante, incomunicabilità. In questo caso viene dunque minata la nostra espressività e creatività.

Ajna (chakra del terzo occhio e della visione), è a due petali, si trova nella parte centrale della fronte. Il suo colore è l’indaco. Mediante le tecniche di meditazione, il “terzo occhio” può portarci a raggiungere percezioni extrasensoriali. Questo centro energetico ci permette di visualizzare il nostro percorso nel futuro, di sviluppare la nostra creatività.

L’ultimo dei sette chakra è il Sahasrara (chakra della corona). Viene identificato come il più importante ed è costituito da mille petali. Il suo colore identificativo è il viola ed è situato nel cervello. La sua importanza risiede nel fatto che in esso sono riuniti i sei chakra di cui abbiamo parlato. Questa unione porta alla realizzazione del sè attraverso l’unione con il Divino.

Meditazione trascendentale.

La meditazione trascendentale non fa capo a nessuna religione o filosofia di vita. Questa tecnica, applica in maniera pratica le tradizioni di conoscenza della Scienza Vedica. Si tratta di una pratica mentale che serve per sviluppare le nostre capacità creative, per contrastare stress ed ansia, per aumentare la nostra consapevolezza, per sviluppare le facoltà intellettive e così via. Come altre tipologie meditative, anche la trascendentale si avvale dell’utilizzo dei mantra. Attraverso la ripetizione di questo suono, siamo portati ad un livello di consapevolezza in assenza di pensieri. Questo stato viene chiamato “trascendenza”. Mantenendo la concentrazione sul respiro e sul mantra, secondo la meditazione trascendentale, entriamo in unione con il divino.

Livello scientifico: benefici. Studi scientifici hanno avvalorato l’efficienza della pratica trascendentale, individuando i reali giovamenti portati all’uomo.

Entrando in uno stato di trascendenza, gli studiosi hanno accertato una reale diminuzione dell’ansia e dello stress. Anche psicologi e neurologi ne riconoscono l’efficacia.

Yoga e yoga kundalini.

Lo yoga è una scienza di carattere soggettivo che non fa riferimento a nessun credo. Il suo scopo è quello di arrivare alla propria consapevolezza interiore entrando in risonanza con le leggi dell’universo. Per questa pratica, non c’è scissione tra la materia e lo spirito; tutto è unione. Per mettere in atto le tecniche di meditazione Yoga, bisogna essere disciplinati psico-fisicamente.

Quando si inizia a meditare, generalmente seduti a terra con le gambe incrociate, bisogna esercitarsi sul pensiero. Ogni riflessione o idea che ci viene in mente dobbiamo bloccarla.

Importante, come in tutte le meditazioni, è il respiro. Durante questa fase, per contribuire a rilassarci, possiamo utilizzare mentalmente un suono. La parola hong so ci aiuterà ad ogni inspirazione ed espirazione.

Successivamente dobbiamo rimanere in ascolto di noi stessi mantenendo la consapevolezza.

 Yoga Kundalini e Osho.

La meditazione kundalini è diversa da tutte le altre sotto il profilo della stasi. E’ una pratica attiva che si serve di:

movimenti,

respirazioni,

rilassamento,

suono,

ritmo.

Osho (professore di filosofia e maestro spirituale indiano) ha creato questa tecnica di meditazione dinamica che permette di liberarci da tutto lo stress accumulato durante la giornata. Unisce la pratica fisica alla respirazione servendosi comunque del principio di “non pensiero” comune alle altre meditazioni.

Per la kundalini, la consapevolezza di sè arriva attraverso l’esperienza pratica.

Meditazione regressiva.

L’essere umano utilizza solo una parte delle facoltà mentali di cui è corredato. Tramite la meditazione guidata alla regressione, possiamo entrare in contatto con il nostro “passato”, sfruttando le piene capacità mentali delle quali siamo dotati. Grazie all’unione tra le tecniche di meditazione orientali e le scoperte scientifiche sulle onde cerebrali, la “regressione” ha sviluppato le sue metodologie d’azione. La meditazione guidata avviene attraverso l’ipnosi regressiva. Per riuscire nell’intento di immergersi nelle proprie vite passate o semplicemente per rivivere un frangente del nostro trascorso più recente, è fondamentale entrare in uno stato di trance (rilassamento profondo). La trance in cui entriamo viene indotta dal terapeuta attraverso l’ipnosi.

Meditazione Reiki.

Prima di entrare nelle caratteristiche della meditazione Reiki, è opportuno spiegare cosa si intende con questo termine. Coloro i quali utilizzano il Reiki, lo definiscono un arte spirituale che ha come fine ultimo quello della guarigione della mente e del corpo.

La guarigione dell’altro, avviene attraverso l’imposizione delle mani sulla parte del corpo che si ritiene malata. Attraverso una preparazione, che avviene in tre livelli, l’individuo che adopera il Reiki, per ottenere risultati benefici, attingerà dall’ energia dell’universo.

Ad oggi, anche il Reiki riconosce l’importanza dei Chakra, si muoverà quindi ad aprire questi centri energetici (attraverso l’imposizione delle mani) per arrivare ad un totale benessere del corpo e della mente.

La meditazione nel mondo del Reiki non fa riferimento a nessuna fonte religiosa. L’iniziato, attraverso la meditazione arriva ad un livello di coscienza profondo e và ad attivare la propria energia (prana), entrando in contatto con l’energia dell’universo.

Non ci sono regole particolari sulle tecniche di meditazione praticate dagli iniziati al Reiki. Il respiro, la concentrazione, l’osservanza di sè e l’assenza di pensiero per arrivare alla coscienza, sono gli elementi fondamentali per meditare. Possiamo servirci dell’utilizzo di musica New Age e candele per agevolarci allo stato meditativo.

Meditazione Huna.

Fondata sui sette principi dello sciamanesimo Huna, questa tecnica meditativa si concentra sulle fonti d’energia. La connessione tra l’energia interna e l’energia cosmica, ci porta ad innalzare le nostre vibrazioni vitali e di conseguenza a vivere bene e in armonia con noi stessi e il mondo. Possiamo meditare in maniera classica per la nostra serenità, scegliendo un luogo ed un orario da destinare alla pratica. Secondo questa tradizione Hawaiana però, il nostro benessere psico-fisico si può raggiungere attraverso l’osservanza, in ogni momento della giornata, dei sette principi.

Il mondo è ciò che pensate che sia. La mente ha un potere fortissimo, soffermiamoci a riflettere su come i nostri pensieri negativi incidono sul quotidiano e sulla nostra sfera interiore.

Non ci sono limiti. L’universo ci ha messo a disposizione tutto, siamo noi a crearci limiti e barriere.

L’energia fluisce dove va l’attenzione. Dobbiamo focalizzare la nostra attenzione sul raggiungimento dei nostri obiettivi, senza permettere a nessun fattore esterno o interno, di distoglierci da quello che vogliamo ottenere.

Adesso è il momento del potere. Non esiste passato e non esiste futuro. Qua ed ora. Meditate su quello che state facendo in un particolare momento della giornata. Assaporate ogni istante senza far fluire pensiero alcuno se non l’osservanza di quello che sta accadendo. Nello “adesso” c’è il momento del potere.

Amare è essere felici con gli altri. Non dobbiamo vivere nelle “aspettative” ma dobbiamo concentrarci sui lati positivi delle persone che abbiamo scelto per il nostro percorso di vita. La condivisione è il primo passo per amare ed essere felici con gli altri. Abbandoniamo le invidie ed i pensieri rancorosi e gioviamo dei successi altrui.

Tutto il potere viene da dentro. Su questo principio è opportuno meditare in modalità classica. Ritagliamo uno spazio che sia solo nostro, al mattino o alla sera. Sediamoci nella posizione del fiore di loto e liberiamo la mente. Entriamo in contatto con la nostra interiorità attingendo, attraverso la meditazione, alle energie dell’universo. Visualizziamo i nostri sogni e sentiamoli reali. Siamo noi a decidere da quale parte andrà la nostra vita perché il potere che custodiamo interiormente è illimitato.

L’efficacia è la misura della Verità. Non sempre durante la giornata accadono cose che vorremmo o come le vorremmo. La sera prima di dormire, riviviamo quello che ci ha creato difficoltà o negatività ed elaboriamo mentalmente come avremmo voluto comportarci. Il nostro subconscio così, riceverà nuove opzioni di comportamento. Liberate infine la mente e meditate sul settimo principio: l’efficacia è la misura della verità.

I benefici della meditazione.

Ogni essere umano è unico e come tale vive e sente ogni cosa a proprio modo. Anche i benefici della meditazione verranno accolti in modi differenti. Quello che accomunerà i “praticanti” sarà comunque un giovamento psico-fisico notevole. Oltre ai risvolti spirituali, di cui abbiamo ampiamente parlato, la meditazione è stata insignita dagli studiosi del merito di essere un mezzo importante anche nella terapia.

Entrando nel concreto, basti pensare che le tecniche meditative vengono utilizzate (insieme alla psicoanalisi) anche in molti centri di recupero per tossico dipendenti. Grazie agli esercizi di respirazione e al senso di rilassatezza che ci induce a provare la meditazione, la mente di questi ragazzi viene sollevata, almeno in quel momento, dal pensiero della droga. Attraverso il lavoro di “coscienza” che avviene tramite la pratica, i dipendenti da droga possono cominciare a lavorare anche sulle proprie potenzialità individuali.

Famosi sono anche i benefici che la meditazione apporta a persone che soffrono di ansia acuta, stress e depressione. Aumentano i pensieri positivi e attraverso la respirazione si ottiene maggior rilassatezza e serenità. Alcuni studi condotti di recente hanno dimostrato che praticare la meditazione con regolarità, provoca un innalzamento delle difese immunitarie. Miglioramento delle condizioni cardiache e minor affaticamento del cuore grazie alla regolarizzazione dei battiti tramite la respirazione.

Keith Wallace, uno fisiologo statunitense, attraverso i suoi studi, dimostrò che la meditazione abbassa l’età biologica delle persone che la praticano.

È da tanto che non scrivo qui.

Non so cosa mi sia preso e cosa mi stia prendendo.

Non andrò più in Erasmus a Siviglia quest'anno a causa di problemi burocratici della mia università. Giusto perché io sono sempre sempre una sfigata.

Mi ubriaco meno di prima ma prossima settimana ci sarà il compleanno di Martina e berrò tanto e spero di piangere bene perché non lo faccio da un anno (dal compleanno di Martina).

Non scopo da giugno e non mi innamoro da un anno e qualche mese. In compenso sento i miei vicini innamorati scopare a quest'ora del mattino.

Mi sveglio presto e mi addormento presto e ho giornate piene, come oggi.

Vorrei bruciare tutte le cose che ho scritto nella mia vita e pensare che tutto quel bene non fosse necessario per il male, mi bastava solo quest'ultimo.

per tutta l'adolescenza mi sono creduta una persona razionale, lo sono stata e in parte lo sono ancora. c'è qualcosa negli schemi, nella pianificazione, nella stabilità che mi rassicura e mi fa sentire forte. mi fa sentire come voglio essere e cioè indipendente, dotata di una radicata capacità di autocontrollo. con gli anni, però, ho scoperto quello che non volevo scoprire: le mie emozioni sono forti, reali e soprattutto incontrollabili.
me l'hai detto tante volte, io ho negato l'evidenza fino ad ora, che ripenso al modo in cui la mia mente me lo ha gridato nelle ossa. alle farfalle nello stomaco, alle interiora in subbuglio poco prima di un'esperienza nuova, al senso di smarrimento in cui sono sprofondata poche settimane fa.
se voglio mi ricostruisco, devo solo capire come.
al mattino esco di casa presto. la cosa brutta di vivere in montagna (forse l'unica cosa brutta) è che non ci sono tutti quei colori dell'alba che riempiono l'orizzonte. c'è solo il nero del cielo che si fa blu, poi azzurro sempre più chiaro e io che in sella alla mia bicicletta raggiungo l'ennesimo treno interregionale. l'aria è fredda, colpisce la pelle fino a fare male. talvolta canto, tanto non mi sente nessuno.
incrocio occhi nuovi: sono azzurri, o forse verdi. mi dispiace sapere che probabilmente non li incrocerò più, sono stati un bell'incontro. cerco di reinventarmi, di riscoprirmi, di ritagliarmi. cammino tantissimo, ascolto musica nuova, cambio gli occhiali e faccio un altro tatuaggio. poi c'è questa amica (di un'amicizia nata tredici anni fa) che non sta passando un bel periodo. decidiamo di farci un regalo per cercare di stare meglio, ci regaliamo un viaggio in nord Europa. pochissimi giorni, in realtà, ma l'idea mi fa sentire bene.
provo quella stessa sensazione interiore che provo quando faccio qualcosa che mi piace e capisco di essere nel posto giusto. è qualcosa di forte, localizzato dentro al torace (tra cuore e intestino, non saprei), incredibilmente vitale e trascinante. lo descriverei usando una parola che mi piace molto: incendiario.
ecco, questa cosa incendiaria che ho dentro è esattamente quella cosa che mi fa vivere e che mi conferma ancora una volta che il raziocinio non è il mio forte. poi le foglie sono di moltissimi colori.

Il rumore della pioggia,

La musica

e una sigaretta accompagnano le mie ansie quando le notti sono troppo lunghe e il mattino arriva spaventosamente troppo presto. L'ansia è sempre stata il miglior soggetto delle mie bestemmie e tecnicamente avevo finalmente imparato a gestirla ma ci sono determinate situazioni, tipo questa, in cui mi è troppo difficile, non ci riesco proprio. Spero solo che tutte queste notti insonni e tutta quest'ansia verranno ripagate positivamente. Ma quando arriva ottobre?

Tienidurosoldatessa.

Poveri noi oi oi…

Alla Caritas devi prenotare almeno tre giorni prima. Se vuoi mangiare. Per dare solo una mano è sufficiente chiamare il mattino presto.

anonymous asked:

Parleresti del tuo amore per lui???

Parlare del mio amore per lui?
La fai facile, quando in realtà non è facile per niente.
Non credo che il mio amore per lui possa avere una descrizione, non credo possa avere un confine, non credo possa avere un limite, il mio amore per lui è tante, troppe cose.

Lo amo tanto, perfino troppo a volte.
Lo amo al mattino presto, ma soprattutto, a notte fonda, quando ogni fugace dubbio lascia posto alla sicurezza di avere lui al mio fianco nel mio domani, nel nostro domani.
Lo amo la notte, quando viene a letto dopo di me e, nonostante io sia già lì con gli occhi chiusi, apparentemente addormentata, mi prende per i fianchi e mi tira contro il suo petto. E allora si, in quel momento capisco, sentendo il suo profumo, che posso davvero dormire in pace.
Lo amo nelle lunghe giornate frenetiche che caratterizzano le nostre vite.
Lo amo per le attenzioni gratuite ed improvvise, per la sua tenerezza, per l'amore che mi dona.
Lo amo per il suo modo di fare, per il suo modo di amarmi.
Lo amo quando sento la sua presa stretta sui miei fianchi e il suo viso incastrato nell'incavo del mio collo, mentre cerca di distrarmi da ciò che sto facendo.
Lo amo quando dopo cena, stesi sul sofà, ci perdiamo a guardare film che hanno un sapore amaro, solo per stringerci un po’ più forte.
Lo amo come non ho mai amato niente e nessuno.
Lo amo perfino più di quel pianoforte che se fosse andata diversamente sarebbe stato tutta la mia vita.
Lo amo per il profondo rispetto che ha avuto per me, per la mia storia, per i miei tempi, per i miei spazi, per le mie lune storte e per la mia paura di donargli il mio cuore.
Lo amo per avermi aspettata con la convinzione di chi non aveva alcuna intenzione di rinunciare, nonostante i numerosi rifiuti ricevuti da parte mia.
Lo amo per la sua insistenza, per la sua incapacità di demordere quando io non lasciavo spazio ai sentimenti che nutrivo per lui e lo allontanavo.
Lo amo perché quando ha scelto di amare una come me, è restato sempre, a prescindere da ogni situazione, dalla gioia e dal dolore, perché per tutte le volte che mi sono persa, ho sempre saputo che lui era, è e sarà la mia luce nel buio, la calma durante la tempesta, il mio porto sicuro.
Lo amo davanti alle persone e di nascosto, perché a volte, l'imbarazzo vince ancora.
Lo amo per il modo minuzioso che ha di baciare ogni centimetro della mia pelle ogni qualvolta che facciamo l'amore.
Lo amo perché è amore puro lui.
Lo amo, perché mi ha insegnato che si può amare di nuovo, anche quando si credeva di non esserne più capaci.
Lo amo per la prima volta che mi ha amata, per il modo in cui l'ha fatto, per la grazia che ha avuto.
Lo amo sempre, ogni giorno che passa, ogni ora che scorre inesorabilmente troppo veloce.
Lo amo quando mi prende per mano, la intreccia alla sua e se le infila nella tasca del cappotto per non sentire freddo e per scaldarmi le dita costantemente gelide.
Lo amo anche quando mi fa arrabbiare da morire e vorrei prenderlo a schiaffi. Lo amo comunque anche in quei casi. Perché non potrei fare altrimenti.
Lo amo senza riserve, perché non potrei averne.
Lo amo sempre. Sbagli compresi.
Lo amo come se non fossero passati 2465 giorni da quando le nostre vite sono unite da quelle due mani intrecciate che faticano a lasciarsi andare anche per poche ore.
L'amore di una vita. Ecco cos'è per me.

Ci saró per te.

Finché non trovi qualcuno migliore di me, qualcuno che può darti di più, io ci saró.

Io ci saró sempre.

Sia a tarda notte che al mattino presto, tu avrai sempre me.

So di non essere il migliore, il più talentuoso, o quello con più cose, ma ci saró per te, fino a che troverai qualcuno che puó fare di più per te.

Questo è quello che sono, quell'amico che c'è sempre fino a quando non arriva qualcosa di meglio.

Monologo - Riverside

Dovrebbero condannare a morte certi tramonti Jack, dovrebbero vietare per legge alla gente di lanciare certi sguardi, questo genere di felicità dovrebbe essere dichiarata illegale in tutti gli stati mentali in cui ci riduciamo questi momenti, fidati di me dovrebbe essere così questa gente non dovrebbe potersi permettere di dirti e fissarti e trasmetterti ed intonarti ed intortarti e condannarti così solamente perchè il loro respiro è il tuo ossigeno Jack, cazzo sono diventato una pianta in vaso che il suo respiro è l’unica cosa che certe sere arriva a tenermi in vita ed i suoi occhi sono l’unica cosa che riesco a considerare quando il cielo non ha stelle contro cui disperarsi?
Dovrebbero bandire dalla faccia della terra un camminare di quel tipo, che ogni passo sembra sapere esattamente cosa fare della sua vita, che io manco so cosa voglio fare della mia al mattino presto prima del caffè e quel cazzo di piede ha già una laurea, ha già un dottorato, ha preso una magistrale in saper vivere all’insaputa del resto del corpo, che come diamine fa quel resto del corpo ad essere così adatto ad una camminata del genere Jack me lo spieghi te come fa, che manco so se te ce li hai i piedi che ti vedo sempre a metà bancone, che potresti essere un mezzo busto con degli ingranaggi sotto visto che annuisci e basta e mi servi da bere, che parliamoci chiaro mi servi da bere esattamente quando sto per chiederti da bere, tipo adesso, che sai esattamente cosa sto per chiederti da bere, tipo adesso, e sai anche esattamente quando voltarti per farti i fatti tuoi se ti fisso troppo insistentemente.
Tipo adesso, sì, che se mi sporgo mica li vedo i tuoi piedi da dietro il bancone Jack, sei come i presentatori televisivi che li vedi a mezzobusto tutto il tempo dietro la scrivania e tu che ne sai che hanno davvero le gambe, che hanno davvero il completo o se sono in giacca cravatta camicia e mutande con gli orsetti Jack, che se ti dessero le informazioni con gli orsetti la storia dell’assassino sarebbe meno credibile, e tu li vedi in estate con quaranta gradi dalla tv che non sudano o non sembrano neanche sentirlo il calore, e ti parlano delle tette della tipa che va più di moda, per sperare che fra quelle tette riesca a nascondersi l’ennesima crisi di governo, che oramai devono essere tette grosse per nasconderci in mezzo tutto quello che accade dalle nostre parte, le aiutano con i culi Jack quelle tette, mentre te invece continui a servirmi da bere a parlare e non so manco se hai una casa od un posto dove tornare, che a qualsiasi ora della notte del giorno a qualsiasi giorno dell’anno io vengo qui e ti trovo che stai esattamente dove ti ho lasciato l’ultima volta Jack, ed ogni volta sai davvero essere la persona che cercavo, e non è facile sai?
Non è davvero facile essere la persona che si cerca in un determinato momento, non si può esserlo con tanta facilità perchè probabilmente violerebbe qualche legge cosmica esserlo, ci pensi? Seriamente, pensa essere la persona che si cerca in un determinato momento, avere la consapevolezza che da qualche parte, in qualsiasi momento, si è la persona che qualche altra persona cerca, e dover essere pronti in quel preciso momento a svolgere il ruolo che chissà quale assurda divinità ha stabilito per noi. Che poi, chi finisce in quei momenti ad ascoltare le persone che vengono cercate io mica lo so Jack, che ogni volta vengo qui e ti parlo parlo parlo e mi parlo parlo parlo, ma tu non è che rispondi, tu accenni gesti, ti volti, versi da bere, sorridi - è un sorriso quello Jack vero? Dimmi che è un sorriso che non ne vedo uno decente dal ‘74, o dalla seconda guerra mondale, o da Troia, che manco so più quanti anni ho Jack, se esisto o sono solo una proiezione di chissà quale malattia - e quindi sorridi dicevo e spero sia vero mentre io sono un uragano con un nome di uomo ed una testa piena di donne che sono una singola donna e davvero, davvero, il sorriso di quella donna dovrebbe essere illegale, come i suoi occhi i suoi gesti quel piede che è tutto il resto del corpo e quel corpo che mi ha preso in contropiede da quanto è comparso sulla soglia dei miei pensieri.
Che certe sere Jack, neanche la luna piena mi solleva le maree del sangue quanto provare a guardarla più a lungo di qualche secondo negli occhi, dovrebbero distillare quello sguardo e venderlo come droga, diverrei un criminale, un omicida, un assassino, od un povero sfigato per averne una dose Jack.
Se solo quegli occhi si ricordassero ogni tanto che fra una curva terrestre e l’altra, fa uno zenith sociale ed un nadir emotivo, c’è la possibilità di posarsi su quella portaerei ammaccata che è il mio cuore.
Anche giusto il tempo di fare rifornimento per poi andarsene di nuovo via.
Queste guerre mentali non le so vincere più Jack, conosco tutti i miei trucchi oramai, quindi servimi da bere, fai finta di niente, fai finta di avere i piedi se ti serve per darmi un calcio in culo e mandarmi da qualche parte, o fai finta di avere la voce per darmi un consiglio, o fai finta che io non ti abbia detto niente di niente e guarda il mio sorriso di scena che indosso stasera per dimenticarmi tutte le possibili domande che mi sarei potuto porre quando l’ho vista.
Che mi mancano occhi così, Jack, i miei li ho rovesciati all’interno per guardarmi l’anima, ed ora non so più dove sia la verità.
 
Che mi manca una persona così, e vorrei non mi mancasse, vorrei mi prendesse in pieno per farla finita, una persona così.

Settembre,
Mattino presto
Prendere il treno
Ascoltare musica
Leggere libri
Andare a scuola.
Settembre,
Foglie iniziano a cambiare colore, sfumando nei colori caldi
Il vento soffia con più forza
Il tempo passa e a volte no.
Settembre,
Un po’ Malinconico
Ma il mese più bello
Ricominciare da capo
Nuove opportunità
Cogliere l'attimo
E’ bello ricominciare.

-Bentornato Settembre.

—  Ω