mattino

Sono le 4:35 di notte, o di mattina, forse è più corretto. C'è chi a quest'ora dorme, chi si alza per andare al lavoro, chi studia e chi si è addormentato sui libri. O chi, come me, sta sveglio, fissando il soffito con i pensieri che soffocano; pensieri vari, che non centrano l'uno con l'altra. Sono le 4:35 e tra poco sorge il sole, tra poco è un nuovo giorno ed io ancora non ho salutato il precedente. E si pensa, si pensa, questo è il momento in cui tutti i pensieri escono per discutere l'uno con l'altro. E non posso più, ho la testa che mi scoppia, voglio dormire, chiudere gli occhi, tacere per sempre.

Era necessario un addio, perché capissi,
che non c'è un addio per noi.

Per sempre porterò in me quest'alba
come segno di bruciatura.
Alzàti sul far del giorno,
partimmo verso l'aeroporto grigio
ed eravamo contenti, perché era così lontano.

La mia ultima parola fu un sorriso.

E sopra di noi sorgeva con l'addio
l'incontro vero e l'amore.

Blaga Dimitrova, Mattino