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Street Art come strumento per rendere consapevoli le persone sulle problematiche esistenti e che spesso fingiamo di non vedere. Massimo Mion ci presenta una vera opera street: FUKUSHIMA WATER, impossibile non guardare alla realtà.
 
Perché l’acqua di Fukushima?
La tragedia di Fukushima, oltre ai danni immediati causati dallo tsunami, ha fatto si che siano state riversate in mare enormi quantità di acqua contaminata da radiazioni.
Secondo quanto riportato dalle più importanti testate giornalistiche, per recente ammissione dei tecnici della Tepco (Tokyo Electric Power Company, società che gestisce l’impianto), vengono riversate ogni giorno in mare 300 tonnellate di acqua contaminata.
Questo dato allarmante, passato purtroppo sotto silenzio, mi ha fatto riflettere su un lavoro che evidenzi tale problema.

"Ho pensato quindi ad una ipotetica acqua minerale prodotta a Fukushima in cui le caratteristiche di radioattività non vengono nascoste ma, anzi, dichiarate in etichetta come se fossero un valore aggiunto.
Il simbolo dell’ipotetica marca è un atomo e tra i “nutrition facts” sono evidenziati i livelli di radioattività ben oltre la soglia limite.
Sono ovviamente anche presenti il divieto di riciclo e la dichiarazione che il prodotto non è bio.
Per dare maggiore enfasi alla radioattività ho inserito dei piccoli led rossi all’interno delle bottiglie per generare una fluorescenza artificiale una volta che la bottiglia viene lasciata al buio.”