marlene-kuntz

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“ in questo Hotel muto in questa muta vallata “

“Tuttavia devo annotare il verificarsi di un cambiamento, di un’evoluzione graduale nei suoi confronti. Diventavo sempre più consapevole della sua bellezza. Neppure un mese dopo il suo arrivo già mi domandavo, perplesso, come avessi potuto giudicarla “insignificante”. Passò un altro mese e quel profilo del naso e del labbro superiore, che aveva dell’ elfo, mi colpì come una “rivelazione attesa” - per usare una formula che ho applicato a certi miracoli prosodici di Blake e Blok”

Guarda gli arlecchini!

Vladimir Nabokov

Quanto fa male lavorare
al male che compare a causa dei
miei vuoti d'anima
Sento l'inutilità obbligata
delle scuse solite
il mio costume, la tua rabbia su di me
Come stavamo ieri
sarà così domani?
Dimmi di sì…
Come stavamo ieri
sarà così domani?
Dimmi di sì

Quanto fa male ritornare
al gelo dei sorrisi uccisi
dalle nostre lacrime
Quanto fa male devastare
gli argini del nostro scorrere
la terra è fradicia anche al sole oramai
Come stavamo ieri
sarà così domani?
Dimmi di sì
Come stavamo ieri
sarà così domani?
Dimmi di sì…

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Il discorso di Moravia ai Funerali di Pier Paolo Pasolini

Stavo guardando la tv, quelle trasmissioni domenicali contenitori de la qualunque, ma vuoti di ogni cosa di valore.

Assenza totale di poesia, ci stanno disabituando alla bellezza, la bellezza in ogni cosa.

E certe volte penso che se così tanto ce la fanno mancare la bellezza, noi per indole siamo costretti a cercarla in ogni cosa, o no? Ho lasciato il mare, che per me è bellezza pura, quindi ho cercato di trasferire la sua poesia nei fiumi e nella nebbia, allora forse in un qualche modo questa omologazione al vuoto, al piattume in noi dovrebbe creare delle reazioni, dovrebbe farci scattare dentro la creatività, l’oppressione e l’ingiustizia da che mondo è mondo ha prodotto creatività.

Ma poi mi è venuto in mente il discorso di Moravia ai funerali di Pasolini.

Ho spento la tv e son tornata alla realtà.

La poesia è il mezzo con cui salvare il mondo, le rivoluzioni son fatte di idee, ma noi non la riconosciamo più, perchè la comodità del piattume, l’alienazione e l’annullamento dello spirito ci ha allontanato da noi stessi, non riconosciamo i nostri simili e di conseguenza la poesia la uccidiamo.

La assassiniamo ogni giorno.

“[…] In questo era simile, era un elemento prezioso di qualsiasi società, qualsiasi società sarebbe stata contenta di avere Pasolini tra le sue file. Abbiamo perso prima di tutto un poeta e poeti non ce ne sono tanti nel mondo, ne nascono tre o quattro soltanto dentro un secolo! Quando sarà finito questo secolo, Pasolini sarà tra i pochissimi che conteranno come poeta, il poeta dovrebbe esser sacro. Abbiamo perso dunque questo poeta straordinario […]”

E’ che forse dovrei smetterla di pensare.

Forse me ne vado un po’ al Po ad osservare, a catturare la bellezza in questo grigior lomellino e ringraziare il cervello che come vedi, ancor non mi abbandona.

youtube

E il sole scaglia la sua gloria e se la ghigna.