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Camera, interrogazioni seduta 28 luglio: Zaccagnini -6-

Roma, 30 lug. (askanews) - Rispetto alla firma del decreto non tardano a farsi sentire le associazioni ed i comitati. In data 21 luglio 2015, la testata web «VideoAndria.com» riporta lo sfogo degli attivisti - «C'è una chiara intenzione di non fare arrivare alla Commissione europea tutto ciò che potrebbe cambiare questa strategia» - lo dichiara delusa Antonia Battaglia (rappresentante di Peacelink a Bruxelles) all'indomani dell'incontro con il lituano Andriukaitis ed il Ministro Martina, il governatore Emiliano, il commissario Silletti e le associazioni, organizzazioni ed amministrazioni comunali. Gli attivisti si dicono delusi dall'incontro, sostenendo che non vi siano prove che possano giustificare la drastica decisione dell'eradicazione degli ulivi. Nei giorni scorsi Antonia Battaglia e Alessandro Marescotti, dell'associazione Peacelink Taranto, avevano chiesto che la Commissione europea rivedesse «con la massima urgenza la decisione adottata il 28 aprile scorso dal Comitato fitosanitario» e che volesse «comunicare agli Stati Membri che la questione Xylella in Puglia non necessita di ulteriori eradicazioni, visto che il batterio non è stato riscontrato ulteriormente e che le sperimentazioni in campo hanno dato risultati ottimali», in una lettera inviata a Vytenis Andriukaitis, Commissario per la Salute e la Sicurezza Alimentare» -: (Segue)

Serata stupenda❤️ Teatro all'aperto, in pieno centro storico. Ivano Marescotti con la sua mirabolante cronaca del giro d'Italia del 1914, vinfo dal bolognese Alfonso Calzolari. Magnifico😍💜💛💚💙 Amo la romagna, amo la mia terra. #faenza #teatromasini #masiniestate #teatro #ivanomarescotti #comicità #emiliaromagna #romagna #igersitalia #igersromagna #dialetto #lamiaterra #tradizione #storia #racconto #giroditalia #1914 #ciclismo #estate #piazzamolinella #ridere by montagnedilibri http://ift.tt/1JwqbGA

Ci sono pochi sapori che possono eguagliare quello di un martini cocktail supportato dall’aromatico “Bombay”, con la scorzetta di limone e accompagnati dalle patatine fritte ancora calde spruzzate da un po’ di tabasco. Se avrò coscienza di essere arrivato al terz’ultimo respiro della mia vita, gli ultimi due saranno per sorseggiare questo divino nettare non prima di aver pulito la bocca da un biccchiere d’acqua senza bolle per rendere più preciso il piacere della lingua pizzicata dalle prime gocce di Bombay. Solo con un “martini” tra le mani si possono sopporare certi tramonti genovesi, che scendono sfattti come in un teatro di posa dove crolla il sipario rosso improvvisamente e tutt’intorno la foschia che sale dal mare inumidisce il pensiero e rende le cose vaghe come fantasmi. Solo con un “martini” in mano puoi resistere al sopravvento dell’oscurità e della nebbia, della mortale, nevrotica noia di chi si affanna tutto il giorno a rincorrere il tempo e la vita nell’ordinaria sobrietà della follia quotidiana. Con due ancora meglio. “I martini sono come le tette uno è poco tre sono troppi” Humphrey Bogart.