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Venus - Mercury by Scorpion-66
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La coppia Venere Mercurio stamattina The couple Venus Mercury morning

A mare si gioca.

Si possono fare i castelli di sabbia,
si può stare sotto l’ombrellone a fare le parole crociate,
si può giocare con le racchette e la pallina,
si possono fare volare gli aquiloni,
e si può scrivere il proprio nome sulla sabbia.

A mare si gioca.

Si possono fare le gite col canotto,
si può prendere un materassino e fare il bagno col bambino,
gli puoi mettere i braccioli, la maschera,
e poi quando esce dall’acqua starci insieme,
e giocare con lui, con la paletta e il secchiello,
perché a mare si gioca.

A mare si gioca.

I gabbiani lo sanno,
infatti volano a pelo d’acqua e urlano
e poi salgono su altissimi e fanno finta di essere delle nuvole,
i pescatori sono loro amici e gli lanciano i pesci
e loro ricambiano, riempiendo di allegria bianca
i quadri, i cieli, le acque e la vita.

A mare si gioca,
giocano tutti!

Si può giocare al gioco dello scafo.
Si sale tutti su un gommone
fino a riempirlo all’inverosimile.
Quando quello che porta il gommone,
che comanda,
dice di buttarsi tutti a mare
ci si butta a mare.
È un gioco.

Quando io ero giovane lavoravo nella guardia costiera, a Lampedusa.
Quante cose che ho visto!
Una volta mentre giravamo abbiamo visto 366 delfini impigliati nelle reti,
forse per fame, forse perché c’era una guerra sottomarina tra pesci.
Noi li abbiamo liberati tutti dalle reti
e li abbiamo visti nuotare velocissimi, saltare fuori dall’acqua e inseguirsi… giocavano!

A mare si gioca,
si gioca!

Ci sono bambini che giocano a stare immobili con la faccia in acqua,
senza respirare,
perché tanto lo sanno
che sta per arrivare la mano forte del papà
che li prenderà e li farà giocare.

—  Nino Frassica

Se mi chiedessi come immagino la mia vita tra 10 anni ti risponderei che mi vedrei felice.
Abiterei in una piccola casa, immersa nella tranquillità e nel silenzio, smorzato solo dal ritmo delle onde.
Ci sarebbero delle grandi finestre pensate per far entrare tanta luce e la dolce brezza dal sapore di sale, perché prima bacerebbe il mare, il nostro unico vicino, e poi accarezzerebbe le tende, facendole danzare.
Mi vedrei scendere, dal groviglio di coperte in cotone appallottolate nel letto, con i capelli arruffati e in disordine, una canottiera semplice e i pantaloni larghi, di un pigiama, che magari ho perso e ho smesso di cercare.
Sentirei il rantolo della macchinetta del caffè brontolare in cucina e scenderei, e sorriderei vedendoti.
Te, che prepari il caffè per noi, e non importa se a me ora non piace il caffè perché sono sicura che me lo farò piacere conoscendoti.
Magari ci incontreremo proprio così; te, in un giorno d'inverno, al bar che mi offrirai un caffè per riscaldarmi dal gelo, e io che risponderò di sì accennando un timido sorriso e penserò a quanto siano belli i tuoi occhi, tanto che, da quel giorno, se avrei guardato il cielo, le stelle sarebbero state identiche a loro, e mi sarebbero piaciute di più perché mi avrebbero ricordato il tuo viso.
Immaginerei te, nella nostra casa, venirmi incontro, abbracciarmi, baciarmi, e porgendomi poi una cioccolata, perché in fondo lo hai sempre saputo che io detestavo il caffè, dal primo momento che me lo hai offerto, ed io mi sono lasciata scappare un'impercettibile smorfia che tu sei riuscito a vedere, ma non me lo hai mai detto, perché quel mio modo goffo, impacciato e un po’ infantile, ti ricordava il mio essere bambina, una bambina che voleva sembrare grande, ma che cercava solo qualcuno disposta a crescerla.

-Alessia Alpi
(Volevoimparareavolare)

—  Scritta da me.
Quelli che sognano li riconosci, hanno negli occhi un velo di tristezza. Hanno la malinconia addormentata agli angoli della bocca, hanno l'aria di chi cerca ma non trova. Sognare è faticoso, sognare non è da tutti. È per le persone coraggiose, sognare. Come il mare e l'amore.
—  Susanna Casciani