mantica

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The Second sign is Ehecatl, or Wind. The glyph is a representation of the head of Ehecatl, the Teótl of the wind. Ehecatl is a capricious Teótl; he brings the gentle breeze, as well as the fearsome hurricane. Those born on his day have a tendency to the unpredictability of Ehecatl. However, Ehecatl is a manifestation of Quetzalcoátl, the Teótl of creation; it is Quetzalcoátl who rules this day. He is the creator, who first gave birth to men, and who brought maize to our ancestors.

Quetzalcoátl is at one and the same time the Teótl of Creation, as well as Quetzalcoátl Topiltzin, the Priest-King of Tollan, who was born man and ruled the great kingdom of the Toltecs. As such, he overcame his darkness in his nature, which exists in the hearts of all men, and became divine; at his death, he rose to the heavens and became the morning star. The mantic image is a representation of this; a great coral snake, symbol of lust, sex, and Tlazoli (disorder or chaos), is pierces by an arrow, which itself transfixes a sacrificial blade. The serpent is crowned with the headdress of Quetzalcoátl, for it is his own dark nature, the Tlazoli in his soul, which is conquered. This is an image of the conquest of the self towards order and light.

As the second day of the Tonalamatl, Ehecatl pertains the the North, the region of the Dead. Those born on this day tend towards the capricious and chaotic nature of the wind. However, just as a wind sweeps clear the road before the coming of the storm, so too those born on this day have as their Tonali the great example of Quetzalcoatl Topiltzin, who conquered his own heart and so became divine.

El segundo signo es Ehecatl, o Viento. El glifo es una representación de la cabeza de Ehecatl, el Teótl del viento. Ehecatl es un Teótl caprichoso; Él trae la brisa apacible, tan bien como el temible huracán. Los nacidos en su día tienen una tendencia a la imprevisibilidad de Ehecatl. Sin embargo, Ehecatl es una manifestación de Quetzalcoátl, el Teótl de la creación; Es Quetzalcoátl quien gobierna este día. Él es el creador, que primero dio a luz a los hombres, y que trajo maíz a nuestros ancestres.

Quetzalcoátl es a la vez el Teótl de la Creación, así como Quetzalcoátl Topiltzin, el Rey Sacerdote de Tollan, que nació hombre y gobernó el gran reino de los Toltecas. Como tal, venció la obscuridad en su naturaleza, que existe en los corazones de todos los hombres, y se hizo divino; En su muerte, él se subió a los cielos y se convirtió en la estrella de la mañana. La imagen mantica es una representación de esto; Una gran serpiente de coral, símbolo de lujuria, sexo y Tlazoli (desorden o caos), es atravesada por una flecha que transfiere una hoja de sacrificio. La serpiente está coronada con el tocado de Quetzalcoátl, porque es su propia naturaleza oscura, el Tlazoli en su alma, que es conquistada. Esta es una imagen de la conquista del yo hacia el orden y la luz.

Como el segundo día del Tonalamatl, Ehecatl pertenece al Norte, la región de los Muertos. Aquellos que nacen en este día tienden hacia la naturaleza caprichosa y caótica del viento. Sin embargo, así como un viento barre el camino antes de la venida de la tormenta, también los nacidos en este día tienen como Tonali el gran ejemplo de Quetzalcoatl Topiltzin, que conquistó su propio corazón y se convirtió en divino.

 “Ma cosa sarebbe allora, esclamai, questo Amore? un mortale?”. “Niente affatto”.
“Ma allora cos’altro è?”.
“Come nel caso di prima, qualcosa di mezzo fra mortale e immortale”. “Che è dunque, o Diotima?”.
“Un demone grande, o Socrate. E difatti ogni essere demonico sta in mezzo fra il dio e il mortale”.
“E qual è la sua funzione?” domandai.
“Di interpretare e di trasmettere agli dèi qualunque cosa degli uomini, e agli uomini qualunque cosa degli dèi; e di quelli cioè reca le preghiere e i sacrifici, di questi invece i voleri e i premi per i sacrifici. In mezzo fra i due, colma l’intervallo sicché il tutto risulti seco stesso unito. Attraverso di lui passa tutta la mantica, e l’arte sacerdotale concernente i sacrifici, le iniziazioni e gli incantesimi e ogni specie di divinazione e di magia. Gli dèi non si mischiano con l’uomo, ma per mezzo di Amore è loro possibile ogni comunione e colloquio con gli uomini, in veglia o in sonno. E chi è dotto di queste arti, è un uomo demonico, ma chi è conoscitore di altre tecniche o mestieri non è che un generico. Ora, questi demoni sono molti e vari: uno di questi è anche Amore”.
“E suo padre e sua madre, domandai, chi sono?”.
“È cosa un po’ lunga da raccontare, rispose, ma a te la dirò. Quando nacque Afrodite gli dèi tennero un banchetto, e fra gli altri anche Poro (Espediente) figlio di Metidea (Sagacia). Ora, quando ebbero finito, arrivò Penia (Povertà), siccome era stata gran festa, per mendicare qualcosa; e si teneva vicino alla porta. Poro intanto, ubriaco di nettare (il vino non esisteva ancora), inoltratosi nel giardino di Giove, schiantato dal bere si addormentò. Allora Penia, meditando se, contro le sue miserie, le riuscisse d’avere un figlio da Poro, gli si sdraiò accanto e rimase incinta di Amore. Proprio cosí Amore divenne compagno e seguace di Afrodite, perché fu concepito il giorno della sua nascita, ed ecco perché di natura è amante del bello, in quanto anche Afrodite è bella. Dunque, come figlio di Poro e di Penia, ad Amore è capitato questo destino: innanzitutto è sempre povero, ed è molto lontano dall’essere delicato e bello, come pensano in molti, ma anzi è duro, squallido, scalzo, peregrino, uso a dormire nudo e frusto per terra, sulle soglie delle case e per le strade, le notti all’addiaccio; perché conforme alla natura della madre, ha sempre la miseria in casa. Ma da parte del padre è insidiatore dei belli e dei nobili, coraggioso, audace e risoluto, cacciatore tremendo, sempre a escogitar machiavelli d’ogni tipo e curiosissimo di intendere, ricco di trappole, intento tutta la vita a filosofare, e terribile ciurmatore, stregone e sofista. E sortí una natura né immortale né mortale, ma a volte, se gli va dritta, fiorisce e vive nello stesso giorno, a volte invece muore e poi risuscita, grazie alla natura del padre; ciò che acquista sempre gli scorre via dalle mani, cosí che Amore non è mai né povero né ricco. Anche fra sapienza e ignoranza si trova a mezza strada, e per questa ragione nessuno degli dèi è filosofo, o desidera diventare sapiente (ché lo è già), né chi è già sapiente s’applica alla filosofia. D’altra parte, neppure gli ignoranti si danno a filosofare né aspirano a diventare saggi, ché proprio per questo l’ignoranza è terribile, che chi non è né nobile né saggio crede d’aver tutto a sufficienza; e naturalmente chi non avverte d’essere in difetto non aspira a ciò di cui non crede d’aver bisogno”.
“Chi sono allora, o Diotima” replicai “quelli che s’applicano alla filosofia, se escludi i sapienti e gli ignoranti?”.
“Ma lo vedrebbe anche un bambino, rispose, che sono quelli a mezza strada fra i due, e che Amore è uno di questi. Poiché appunto la sapienza lo è delle cose piú belle ed Amore è amore del bello, ne consegue necessariamente che Amore è filosofo, e in quanto tale sta in mezzo fra il sapiente e l’ignorante. Anche di questo la causa è nella sua nascita: è di padre sapiente e ingegnoso, ma la madre è incolta e sprovveduta. E questa è proprio, o Socrate, la natura di quel demone.
—  Platone-Simposio, 202/203
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La gloria del mondo    

Performance per un solo spettatore alla volta, accompagnato Teatro Valdoca, Cesena (FC)
3 dicembre 2011
Prodotto da Socìetas Raffaello Sanzio per Màntica Festival 2011
Foto: Veronica D’Altri  

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Performance for one spectator at a time, accompanied
Teatro Valdoca, Cesena (Forlì-Cesena)
December 3, 2011
Production by Socìetas Raffaello Sanzio per Màntica Festival 2011
Photo by Veronica D’Altri 

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Gunnera manicataGunnera tinctoria - Giant Rhubarb, Giant Gunnera


Huge plant, mammoth, wrinkly, dark green leaves to 9 feet (3 meters) across on stout prickly stems grow from a pink, fuzzy, watermelon-sized crown. Creates a bold, tropical look for sheltered, damp spots. Large cone-shaped flowers, 5 inches (13 cm) across at the base and 2-3 feet (1 m) tall, change from green through red, and brown. Needs a covering of bracken. Magnificent in summer. Ideal for lakes, large ponds, damp ditches, etc. A very conspicuous plant for the pond-side or boggy spot.

In a family garden in Richmond, BC - 2007