manich

La prima volta che provai ad uccidermi avevo dodici anni.
Ricordo che, in un momento di rabbia cieca, presi una corda abbastanza spessa e ruvida, e me la rigirai più volte attorno al collo, e inizia a stringere, a stringere, a stringere tanto che i miei occhi si appannarono e i miei polmoni bruciarono, e l'ossigeno che continuavo ad inghiottire era come pezzi di vetro che mi raschiavano la gola.
Non ci volle molto che persi le forze e lascia andare la presa.
Scoppiai a piangere contro la parete fredda del muro di camera mia.
Non sapevo come fare a salvarmi.
A salvarmi da me stessa, da quegli incubi che la notte strusciavano fuori da sotto il mio letto e mi costringevano a sopprimere i miei respiri contro il cuscino e rendevano le mie mani perennemente zuppe di lacrime.
Presi grandi boccate d'aria, il cuore che accelerava sempre più, gli occhi gonfi e pesti per le notti insonni, la pelle del mio collo lacerata.
Chiusi forte le palpebre. Lasciai che i miei capelli mi comprissero il volto.
Mi raggomitolai su me stessa, schiacciandomi alla parete.
E mi lasciai inghiottire dal silenzio. Dal buio della notte imminente.
Sono sempre stata un'estremista. Non conoscevo la mezza misura.
Esisteva per me solo il giusto o lo sbagliato. Il buono o il cattivo. Il mare o la montagna.
Allo stesso modo, se non riuscivo ad amarmi, altro non mi restava che odiarmi all'inverosimile.
E credo che quell'odio che proviamo nei nostri confronti non sia neanche paragonabile a quello che proviamo per le altre persone.
Sei costretto a passare il resto della tua vita con una persona che detesti. Che ti rende vulnerabile e debole. Che non sa trattenere le persone che ami nella tua vita. Che siede sola sul tram e passa il tragitto a guardare le gocce di pioggia scivolare sul finestrino, per poi accorgersi alla fermata che fuori c'è il sole ed erano solo i suoi occhi che piangevano, riversando lacrime salate sulle sue guance.
E quella persona é te stesso.
Un anno dopo inizia ad indossare felpe eccessivamente larghe con le maniche così lunghe da coprirmi le dita delle mani.
Ma anche quei segni rossi, sui miei polsi, che continuavano ad aumentare.
Avevo deciso di segnarmi con una lametta ogni mio errore.
Alla fine di ogni giornata c'erano più di venti tagli nuovi.
Mi resi conto che ero davvero un disastro.
E mi convinsi che una come me doveva meritarsi solo sofferenze, e punizioni.
Doveva stare a digiuno per giorni e passare le ore a vedere il sangue scorrerle via dalle braccia, dalle cosce, nella speranza di intravedere anche un po’ di tutto quel male che aveva dentro sgorgare via con esso.
Per certi periodi, divenni tutt'una con la solitudine che riempiva il mio cuore e rendeva il rumore di ogni suo battito un suono malinconico, triste.
Ero sola nella stazione affollata alle sette della mattina, o quando tornavo a casa.
Ero sola mentre camminavo per strada per dirigermi in libreria, nel disperato tentativo di scappare dalla mia vita, rifugiandomi tra le pagine di quella di qualche d'un altro.
Ero sola, quando mi stendevo sul prato la sera, perdendomi tra quelle stelle così lontano, ma che mi scaldavano come se fossero così vicine.
In altri mesi, mi persi completamente.
Le stagioni smisero di susseguirsi, i colori impallidirono, cedendo il posto al bianco e al nero.
Gli inverni divennero più rigidi e le estati più brevi.
I suoni e i rumori si attutirono, riducendosi a un sussurro, dei flebiti.
Tutto, intorno a me, iniziò lentamente a sgretolarsi, a cedere.
Caddero i prati fioriti, e i tramonti, e i cieli trapuntati di costellazioni, e il soffio del vento e il rombo del tuono. Caddero le Case, le persone, le emozioni.
E da quelle macerie si alzarono spessi muri, che mi imprigionarono.
L'unica cosa che continuava a cadere, era la neve, trascinando con se le mie ultime speranze di riuscire a vedere per un'ultima volta il sole.
Ero persa, sola, senza più ragioni per restare.
Credetti davvero che alla mia fine sarebbero mancate poche albe, anche se non potevo vederle.
Una fine che avrei scritto io.
Presi una penna rossa, appena comprata, e mentre inizia a tracciare le prime parole del mio ultimo capitolo di vita, un petalo cadde vicino le mie dita.
Alzai gli occhi con stupore.
Ero convita ci fossi solo io dentro la prigione che altro non era che me stessa.
E invece, proprio davanti a me, c'era un vaso contenente una pianta.
Non ricordo che specie era.
Sinceramente, non ha importanza.
La guardai. Ancora. Ancora.
Il fusto dall'apparenza fragile culminava con con pochi petali stropicciati, rovinati, che cadevano lentamente sulla scrivania.
Nel turbinio di ghiaccio e neve nel quale mi trovavo non credevo potesse sopravvivere.
Era sempre stata lì, spoglia, scura, esile.
Non gli diedi attenzione. Non mi accorsi nemmeno della sua presenza.
La davo già deceduta.
E invece, era proprio lì dinnanzi a me.
Pensai che prima di togliermi la vita, potessi darne un po’ a quel fiore, potessi aiutarlo.
Inizia a prendermi cura, annaffiandolo giornalmente E controllando che possibili insetti non gli mangiucchiassero le foglioline.
Feci una crepa nel muro, quel tanto che bastava per far filtrare un poco di luce, nonostante io non la vedessi, né sentissi il suo calore, per quella piantina.
Col passare del tempo, inizia a vederla sempre più rinvigorita.
Crebbe. Tanto.
E lentamente, la luce da cui doveva teoricamente passare il sole per bagnarla di caldo, divenne … luminosa.
E iniziai a sentire il suo calore.
A vederla.
Con la penna rossa, al posto di scrivere la mia fine, disegnai fiori.
Riempii pagine e pagine di fiori. E poi le mie braccia. Le mie gambe. Le mie labbra. Le mie palpebre.
E le mie ferite sui polsi.
Queste, divennero cicatrici.
Iniziai a ricoprire di fiori ogni mattone che costituivano i miei muri, e questi, piano piano, si dissolsero, divennero polvere, dalla quale nacquero ciclamini, campanule, viole, girasoli….
E io potevo vederne il colore.
Potevo sentirne il profumo.
Rampicanti di gelsomini mangiarono le pareti ancora in piedi della mia prigione.
Mi ritrovai ricoperta di petali, seduta su un prato fiorito.
Il sole mi illuminò il volto, dopo tanto tempo.
Il cielo ero limpido. Di un azzurro chiaro… ma lucente.
Mi alzai da sola.
Barcollavo un po’ e la mia vista faticava a mettere a fuoco ogni singola cosa.
Ma era normale; avevo vissuto nell'ombra per così tanto tempo.
Vidi il mio vaso; la pianta era sbocciata.
E con essa, ero sbocciata anche io.
Prendendomi cura di lei, mi accorsi che ero ancora in grado di dare affetto e che il mio cuore non era completamente ghiacciato.
Capii che dal mio amore poteva nascere qualcosa di bello. Di buono.
Scoprii che non tutto quello che facevo ero uno sbaglio, un errore. Poteva essere anche un bellissimo vaso di rose. O un intero prato di viole. O una rampicante di gelsomino.
Piantai così tanti fiori che non ricordo di preciso.
A volte capita che prendendoci cura di qualcosa, o di qualcuno, finiamo per prenderci cura anche di noi stessi.
Di crescere insieme. Di diventare migliori.
Di nascere, nuovi, più forti di prima… di fiorire.

E poi pensa; se ne tuoi momenti bui sei in grado di far sbocciare fiori nelle parti più tristi di te, immagina cosa sei in grado di fare nei tuoi momenti migliori.
Di sicuro, qualcosa di bellissimo.

-Alessia Alpi (Volevoimparareavolare on Tumblr)

Voglio essere una persona migliore, per te, per me, ma più che altro per noi, perché per me la cosa più importante è diventata il ‘noi.’
Forse posso sembrare ridicola che ogni volta rovino sempre tutto e poi cerco in qualsiasi modo di aggiustare tutto, ma se cerco in tutti i modi di aggiustare tutto è perché a te ci tengo e il pensiero di te lontano da me mi fa stare male.
Non voglio che tutto finisca per uno stupido capriccio, per un mio CAPRICCIO.
Non so perché, ma in certe circostanze divento così immatura e perdo il senso di tutto.
Non sono mai stata così gelosa di una persona, ma posso darti una spiegazione a tutto ciò.
Non ho mai trovato una persona come te, una persona che la pensi come me, che ama fare ciò che amo fare io,  una persona che se fa una cosa, la fa con il cuore.
Non ho mai trovato una persona che sappia amare così tanto, così forte, così incondizionatamente.
Non ho mai trovato tutto ciò prima di conoscere te.
Mi hai dimostrato tanto volte di tenerci a me e sono sicura che tu a me ci tieni sul serio, perché sennò certe cose non le avresti fatte ad esempio anche se è un esempio sciocco, l'esempio della felpa.. la tua felpa preferita con il tuo profumo.
Ma sai certe volte, la gelosia oscura tutto ciò e non voglio che questa gelosia diventi un'ossessione.
Io ti chiedo un'altra possibilità, e ti dimostrerò una volta per tutte che non voglio più dare ascolto a ciò che mi circonda, ma più che altro voglio dare ascolto a te, alla persona che amo, alla persona che mi ascolta sempre e che mi sostiene, alla persona che rende ogni istante della giornata uno indimenticabile e unico.
Non voglio perderti credimi, anche se è da poco tempo che stiamo insieme, ma te l'ho già spiegato come la penso su ciò.
Non si più spiegare ciò e non tutti lo capisco, ma non importa da quanto tempo conosci una persona, ma dalle sensazioni che ti ha fatto provare.
Probabilmente ti sarai stufato dei miei sbalzi d'umore e sai non voglio dare la colpa alla situazione che per ora mi circonda, ma do la colpa a me.. Sì, la colpa é stata mia e della mia stupida gelosia la maggior parte delle volte.
Non tutti riconoscono i propri sbagli, ma quando una persona lo fa è perché dimostra maturità.
Io voglio passare giorni interi a guardarti e a rendermi conto del fatto che mi innamoro sempre di più.
Hai saputo prendermi così in fretta cazzo..
Tutta la mia gelosia è dovuta anche al passato, sono sempre stata tradita da chi diceva di amarmi e ora sto cercando di proteggere l'ultimo pezzo intatto del cuore che mi è rimasto..
Adesso penserai “cazzo di frasi fatte” oppure semplicemente ti sarai stancato ogni volta di leggere i miei poemi, ma non lo so perché, non riesco a dimostrare tutto ciò che sento, non riesco a farti sentire la mia debolezza e a parole non ce la faccio a spiegarlo, perché mi blocco, è un blocco emotivo e tutto ciò riesco a sbloccarlo solo scrivendo.
Ti chiedo per l'ennesima volta scusa..
Ma se sono così è perché ci tengo troppo e ho paura di perderti da un momento all'altro, che potrai trovare qualcuna meglio di me, ho paura che di me ti potrai dimenticare.
E sai una cosa, voglio che questa sia l'ultima discussione avuta per colpa mia e per colpa delle mie scenate da BAMBINA.
Non voglio litigare con te gioia mia, mi fa troppo male.
Molte delle cose che ho detto sono state più che altro dettate dal nervosismo e ti assicuro che non le penso veramente.
E sai come si fa a riconoscere se è vero amore?
Quando va tutto male, ma male male, e non si sopporta più l'altro, e lo vorremmo picchiare, lo vorremmo far sparire, lo vorremmo cambiare, lo vorremmo mandare via, via, più lontano possibile, però non lo facciamo.
Quando per una volta, ce ne freghiamo di aver ragione e pensiamo alla nostra storia.
Ci rimbocchiamo le maniche e cerchiamo di sistemare le cose.
Questo è amore: finire nello schifo insieme e uscirne insieme.
Nessuno è immune alle crisi, alla scarsa sopportazione, alla noia, ai dubbi, ai problemi.
Nessuno.
Solo alcuni riescono ad uscirne insieme e voglio che noi facciamo parte di quella piccola percentuale di persone che sono riusciti a superare tutto insieme, perché solo insieme a te riesco a dare il meglio di me stessa.
—  The-lonely-06

Nella classe c’era una ragazza che piangeva perché il suo ragazzo l’aveva lasciata.

Prof: L’amore. L’amore dovete prenderlo come un gioco. Anzi è un gioco. E sapete chi vince?

Studente x: Chi fugge?

Prof: Assolutamente no.

Studente y: Chi è online su Whatsapp e non risponde?

Prof: Interessante ma no. Nessuno lo sa?

Studente z: Vince chi non si lascia spezzare il cuore. No?

Prof: No. Nessun ha ancora capito come funziona questo gioco.
Avete mai visto un libretto delle istruzioni?
No ragazzi, l’amore ognuno lo gioca come vuole. Una volta iniziato a giocare non potrà più smettere, non riuscirà.
È una battaglia.
Vi viene spezzato il cuore una volta? Andate in cerca di qualcosa che ve lo aggiusti, non state a piangervi addosso.
Quando giocate alla Playstation e il nemico vi spara, voi cosa fate? Vi rimboccare le maniche e fate di tutto per schivare ulteriori colpi e portare a termine la missione.
Ebbene, rimboccatevi le mani e provate a vincere il gioco.
Non è ancora perso, mai.
Siate voi i vincitori.

Succede che una mattina ti alzi senza dover leggere 2 capitoli in 10 minuti per l'interrogazione di storia che “tanto non ci vuole niente, lo faccio domani mattina”.
Succede che una mattina esci di casa senza dover aspettare 30 minuti che scatti la seconda ora per saltarti quella lezione odiosa di fisica.
Succede che trascorri la mattina senza vedere quella persone che ti hanno torturato/ amato per ben 5 anni e che tu, a tua volta, hai torturato/amato allo stesso modo se non peggio.
Succede che, finita la mattinata, non avrai più compiti da fare dopo pranzo.
Succede che arriverà una mattina in cui tutto finirà, le campanelle non suoneranno più, i professori non ti interrogheranno più, i bidelli non ti urleranno più contro e la vita scorrerà diversamente, senza la scansione delle materie su una griglia nel tuo diario.
Succederà, un giorno, che una mattina ti alzerai, ti guarderai allo specchio e ti rimboccherai le maniche per andarti a prendere la tua vita, mentre sul volto un sorriso malinconico nasce ricordando i tempi in cui il compito di matematica ti sembrava fosse così difficile.
—  Zoe.

anonymous asked:

Scrivi una lettera d'amore indirizzata a te stessa?

Ehi, come stai?
No, non dirmi niente. Lo so.
Non sorridere così, no, non è spontaneo, non è vero. Non serve che tu mi sorrida. Non raggiunge i tuoi occhi, lo vedo.
È tutto così pesante vero? Così tanti macigni da spostare, quando non tocca nemmeno a te. Tu che sei così gracile fisicamente…
È tutto così in bilico vero? Che filo di incertezze è la vita. Ehi, ma io ci sono, lo sai che ci sono. Fino alla morte, e anche al di là di quella, io ci sarò. Tu mi hai, e ci sosterremo sempre a vicenda.
Le persone dici? No di quelle non ci si può fidare. Un giorno ti amano e il giorno dopo ti abbandonano. No, no, certo che bisogna innamorarsi e voler bene, ma il rischio di perdere è alto. Lo so che sei delusa, amareggiata. Sì lo capisco.
No, non sono tutti come noi, non tutti sorridono col cuore quando si rivolgono ad una persona, non tutti riescono ad amare anche per due, eh no; non tutti riescono, dopo certe cadute, ad alzarsi ridendo, ma con le lacrime agli occhi, con lo sguardo dritto verso il cielo, in alto. No, no davvero. Non tutti riescono ad asciugarsi le lacrime con le maniche della nostra felpa preferita, puntare le mani a terra, stendere le gambe barcollando, ed ergersi di nuovo in piedi, da soli. Perché ci riusciamo dici?
Perché amiamo la vita e amiamo noi stessi.
Perché siamo un po’ come il cielo, che sembra invincibile, ma non ha mai toccato un fiore.
Perché la nostra sensibilità è un punto di forza e non di debolezza.
Perché alla fine quelli che amano nonostante tutto e tutti, rimarranno i più coraggiosi.
Ma noi, cazzo noi, noi amiamo noi stesse. Ci amiamo. Capisci? Siamo inarrestabili.
Ci sono io per te, e tu per me.
E se qualcuno sarà così alla nostra altezza da raggiungerci e condividere con noi le gioie della vita ben venga.
Se andrà male sempre dici?
Secondo me no, ma anche se fossi così?
Un sorriso e via, ci si rialza.
Lo so che non è vero, ma volte bisogna far finta di essere felici per poi convincersi di esserlo. Fino al punto in cui, volendo esserlo così tanto…poi lo diverti sul serio!
Sisi ti giuro! Certo è solo questione di volontà e determinazione!
Ma no, non preoccuparti, ce l'abbiamo sempre fatta da sole. E continueremo così.
Tanto lo sai che non ti abbandonerò.
Ti amo.


Elisa

Avrei potuto mandarlo al diavolo e cercare una vita più semplice. Avrei potuto, invece l'ho preso per mano. Tanto ci saremmo mancati, tanto ci desideravamo ancora, tanto a volte bisogna rimboccarsi le maniche e salvarli, certi amori.
—  Susanna Casciani
Come si fa a capire se è amore? Quando va tutto male, ma male male, e non si sopporta più l’altro, e lo vorremmo picchiare, lo vorremmo far sparire, lo vorremmo cambiare, lo vorremmo mandare via, via, più lontano possibile, però non lo facciamo.
Quando, per una volta, ce ne freghiamo di aver ragione e pensiamo alla nostra storia. Ci rimbocchiamo le maniche e cerchiamo di sistemare le cose. Questo è amore: finire nello schifo insieme e uscirne insieme.
Nessuno è immune alle crisi, alla scarsa sopportazione, alla noia, ai dubbi, ai problemi. Nessuno. Solo alcuni ce la fanno. Amore è resistere, fino alla fine. E’ una sfida.
—  Susanna Casciani
Questa è la mia storia..

Questa è la storia di due ragazzi,i quali in un giorno qualunque si conobbero su un app.Lui la contattò facendole un complimento,le disse che era una bella ragazza,lei lo ringraziò e continuarono a parlare di loro e delle loro vite.Entrambi uscivano da due storie un po complicate..Lui si lasciò dopo 5 anni,stava progettando di sposarsi con quella ragazza,ma lei lo tradì..fu molto dura per lui,una vera e propria delusione,la quale lo portò a non relazionarsi più emotivamente con qualche ragazza,per quanto ci poteva provare a conoscere delle ragazze non riusciva a provare dei sentimenti per esse.Lei invece usciva da una storia durata 1 anno,con un ragazzo molto più grande di lei,il quale le chiese di andare a convivere,ma non perchè lo desiderava veramente ma perchè gli pesava farsi solamente 20 minuti di strada al giorno..per quanto lei lo amava decise di lasciarlo andare e fu così che la loro relazione finì.Così giorno dopo giorno i due ragazzi continuarono a parlare,a conoscersi meglio,fin quando lui un giorno le chiese il numero di cellulare,parlavano per ore intere,tramite messaggi,chiamate,e anche webcam..Tra loro si era creata un intesa strana ma forte,era un qualcosa di grande,grande come la distanza che li divideva.Giorno dopo giorno il desiderio di vedersi,di abbracciarsi,di darsi anche un solo bacio aumentava sempre più..Fin quando lei decise di partire e andare da lui.Lui sembrava molto felice.Una sera qualnque dopo una videochiamata le mandò un messaggio con scritto “Comunque ti volevo dire grazie per avermi concesso la tua conoscenza,sei una persona stupenda e sono sicuro di vederti a Novembre,il mio regalo più bello è quello di stringerti tra le mie braccia,non chiedo di più."Lei era molto felice e ansiosa,aspettava con ansia che quel famoso 5 Novembre(il giorno della partenza) arrivasse in fretta.Tutto andava bene e il giorno della partenza stava per arrivare ormai mancava poco,mancavano pochi giorni.Fin quando una settimana prima di partire,lui sparì,lei non lo sentì per più di due giorni,era molto preoccupata,non sapeva se gli fosse successo qualcosa di brutto,non avendo modo di rintracciarlo mandò un messaggio ad un suo amico,il quale esso riferì il messaggio che lei lo stesse cercando,così finalmente lui si fece vivo,dicendole di aver perso il cellulare a lavoro,Lei tirò un sospiro di sollievo,e continuarono a parlare,ma lui era cambiato,era freddo,impassibile,non era il ragazzo che ella conobbe per un mese..Fin quando lui le confessò che stava conoscendo un altra ragazza..Lei incredula si arrabbiò molto,più che rabbia era la delusione presa,si sentì una stupida e povera illusa,che poteva credere in qualcosa di impossibile..le crollò un po di mondo addosso..dio come pianse.Ma lei era forte,sapeva che aveva bisogno di vederlo ugualmente,così sorvolò e decise di vederlo ugualmente.Arrivò il giorno della partenza,lei decise di partire con un'amica,era ansiosa e felice,lui le disse che l'avrebbe raggiunta il giorno dopo.Arrivata a roma lei passò la serata con le sue amiche,cenarono fuori e dopo andarono a ballare in una discoteca piccolina ma molto carina,Non c'era un momento dove lei non pensasse a lui,mentre lei di divertiva con le sue amiche conobbe un ragazzo di nome Federico,il quale con molto gentilezza le offrì qualcosa da bere,e tra una chiacchiera e un altra i due passarono una serata a parlare,Finita la serata lei salutò Federico e si dirise in hotel con le sue amiche.Finalmente il Fatidico giorno era arrivato..ma lui non si fece sentire tutta la mattinata,lei lo chiamava,le mandava messaggi,ma lui continuava ad ignorarla..Era pomeriggio,e lei iniziò a metabolizare che lui non sarebbe mai venuto,che tutto era stata solamente una presa in giro,si sentì delusa,ferita,gli crollò tutto il mondo addosso,non le scese nemmeno una lacrima davanti alle sue amiche e tutto gli rimase bloccato in gola,si sentiva soffocare quel maledetto giorno,è un qualcosa di inspiegabile..Quel giorno ci fu pure un alluvione e lei era in giro con le sue amiche..vennero travolte in pieno dalla pioggia,impaurite e fradice decisero di non ritornare in hotel così alloggiarono da un loro amico..durante il tragitto lei incontrò il ragazzo conosciuto il giorno prima in discoteca il quale gli lasciò il suo numero,così iniziarono a sentirsi..Arrivato il giorno della partenza lei non volle vederlo,stava troppo male,la delusione era stata troppo forte,così Prese l'aereo e ritornò a casa sua.Passarono i giorni e non c'era un solo giorno che lei non pensasse a lui,e ogni tanto dopo giorni qualche lacrima le rigava il volto.Ma lei doveva andare avanti,così riprese in mano la sua vita e decise di conoscere meglio Federico,Lui era molto carino con lei,scendeva spesso in sicilia per trovarla,fin quando un giorno lui non le regalò un biglietto per risalire a roma per andare da lui,lei era felice,anche se rivedendo il biglietto per roma,le salì un po la malinconia e ripensando a tutto quello che le era successo lì,la notte mandò un messaggio a lui dicengli"mi manchi” lei pensava che lui non avrebbe mai risposto,così si addomentò..L'indomai trovò la risposta di lui,così iniziarono a parlare e parlare, a mettere delle cose in chiaro..fin quando entrambi non si confessarono che si erano impegnati..Lei partì andò da federico e per quanto federico la rendeva felice,pensava sempre a lui..così quando federico non c'era lei ne approfittava per sentire lui,era un bisogno per lei..come droga..a lei bastava parlare con lui per essere tranquilla e serena..Dopo 4 giorni passati con il suo ragazzo lei quando ritornò a casa,era confusa,così prese la decisione di lasciarlo.Le dispiaceva ma non poteva continuare a prenderlo in giro,lei non poteva continuare a prendere in giro lei stessa e il suo cuore.Così continua a parlare con il famoso lui che le diede buca..lui le disse che sarebbe andato in Sicilia ma lei ormai non lo credeva più e faceva bene,anche perchè ad oggi lui non è mai venuto in sicilia.La “storia” tra di loro continuava.Tutto andava di nuovo bene tra loro,lui era tornato di buon umore,parlavano e parlavano..A loro bastava scriversi per stare bene,ormai gli veniva naturale,anche dopo che litigavano basta un niente e rieccoli più vicini che mai..Per natale si sono spediti dei pacchi con delle loro cose e impregnate del loro profumo..Quello è stato il regalo più bello che ella ricevette.A dicembre poco dopo natale hanno avuto un altra discussione sempre del perchè lui non è molto stabile sentimentamelte,dopo tanto tempo lui ha rivisto la sua ex accidentalmente, e questo l'ha turbato parecchio,tanto da allontanarsi da lei dicendo che lui per quanto le voglia bene,ma non riesce a darle di più perchè lei è ancora presente nel suo cuore..lei si allontanò e ancora una volta si tirò su le maniche si rialzò dopo l'ennesima caduta,riprese in mano la sua vita,conoscendo un altro ragazzo..con quel ragazzo non è andata per diversi motivi.Ma lei aveva sempre e solo un pensiero fisso.Non so come ma i due ripresero di nuovo a parlarsi,lei aveva una tenacia,una forza,una pazienza,pazzesca..anche se ha solo 21 anni è una DONNA!Lui le diceva sempre che prima o poi lei se lo sarebbe trovato sotto casa sua,lui voleva farle una sorpresa..ne diceva tante cose,ma a parole si costruiscono castelli enormi di sabbia,che con i fatti vengono buttati giù in un batter d'occhio..ma comunque lei credeva in lui.Dopo due mesi lei decise di partire per una settimana con la scusa di andare a trovare delle amiche lei era partita ancora una volta per vedere lui..Lei aveva paura che lui quel giorno non si sarebbe presentato ma lui per rassicurarla le mandò un messaggio con scritto:“io penso una cosa,ogni momento e unico in questa vita,si vive una volta sola,non si torna più indietro,e non sai nemmeno se un giorno rinascerai o meno.Ho deciso di vederti e lo farò,e stai sicura che sarò li ad aspettarti.Questo tuo abbraccio non sarà un rimpianto.L'ho prometto."Così lei si rassicurò.Lei partì,mentre era in viaggio lui le manda un messaggio che stava andando a roma con suo padre perchè suo padre aveva una visita e quindi si sarebbero visti lo stesso giorno che lei sarebbe arrivata a roma.Arrivata a roma lei scese dall'aereo e le mandò un messaggio con scritto:"sei qui?” e lui rispose di “si”..il cuore di ella iniziò a battare fortissimo, e l'ansia e l'emozione di vederlo presero il sopravvento facendo scendere delle lacrime..si asciugò il viso ed uscì dall'aeroporto..lui le disse che stava arrivando..dopo mezz'ora,lei vide lui,camminarle in contro..e senza dire niente si sono lasciati andare in un grosso abbraccio..lei non credeva che quello che stesse sucedendo fosse vero,e il cuore gli scoppiava in quel petto..non si staccarono nemmeno per un secondo,ma per quanto bello poteva essere lei doveva prendere un treno quindi avevano solamente 20 minuti a disposizione per stare insieme,in quei minuti si abbracciavano sempre..e mentre lui la accompagnava in stazione,lui l'abbracciò sulle scale mobile e le diede un bacio sulla guancia..lei si girò e gli diede un bacio sulle labbra,dio quanto lo desiderava!mentre lei aspettava il treno si sedettero in una panchina a parlare,lui le confessò che suo padre stava male,gli avevano trovato un tumore..era di pessimo umore..mentre parlavano lei lo abbracciò forte..gli occhi di lui diventarono lucidi,ma non pianse,e con i suo senso dell'umorismo come sempre ha deviato il discorso..cosi mentre parlavano,e scherzavano,con le punte del naso si sfioravano,lui disse “ecco come baciano gli eschimesi"lei rise,ed esclamò"uh allora mi hai baciato” e risero,lui le disse;“vuoi vedere come si bacia all'italiana?” lei non disse niente ma le brillavano gli occhi,così lui la prese e la baciò..Si baciarono a lungo..coccolandosi ancora per poco,l'ora che lei doveva andare via era arrivata,cosi si lasciarono andare inun grande braccio e baciandosi lei le disse:“Ci sentiamo,e ci vediamo mercoledì”..si diedero qualche altro bacio e con grande amarezza lei andò via..Andando via lei capì che non avrebbe voluto stare in nessun altro posto se non tra le sue braccia.Così continuarono a sentirsi tramite messaggi..Lei cerva di stargli vicino,perchè sapeva di quanto lui stesse soffrendo per suo padre,anche se lui la rispingeva.Lei pochi giorni dopo fece il compleanno e il giorno dopo dovevano rivedersi,lei era felice,fin quando non le arrivò un messaggio con scritto “ho già preso troppi giorni a lavoro e mercoledì non potrò venire”..ed eccola è arrivata piano,in modo diverso,un'altra batosta,ma lei non voleva lasciarlo da solo in quel periodaccio allora si offrì di andarlo a trovarlo lei,ma lui rimase della sua idea e non l'ha più voluta vedere.Lei per quanto male ricevette non si staccò da lui..le chiedeva sempre come stava,se suo padre stava meglio..se aveva notizie..Anche perchè lui e quel tipo di persona che quando sta male si crea dei muri,e si chiude in se stesso,per quanto voglia fare quello forte quando si trova da solo crolla,anche se non vuole esser visto,anche se non vuole parlarne lui è così,lei anche se stava soffrendo non lo lasciò nemmeno un giorno nda solo senza sentirlo,perchè lei gli voleva veramente bene,e anche se lui continuava a trattarla male a farla soffrire lei continuava a mantere la promessa fatta qualche mese prima,cioè:“io ci sarò sempre per te,promesso."Così lei ritornò a casa sua,amareggiata e triste ancora una volta con il cuore spezzato,ma con una gioia,quei 20 minuti trascorsi insieme.Ogni tanto parlavano,lei con lui era sempre carina ed educata,le faceva percepire tutto l'affetto che aveva da ofrigli..lui la ringraziò.Una sera mentre parlavano,lei le chiese cosa lui provasse per lei,lui le disse che è molto legato a lei,ma non sapeva dirle se ci sarebbe mai stato un domani tra di loro,ma questo nemmeno lei poteva saperlo rispose lei concludendo che anche se non sapeva se ci fosse stato un domani o meno lei sapeva benissimo cosa provasse per lui.Ma lui dopo 5 mesi le disse che non provava assolutamente niente,lei era solamente un'amica,la voleva bene,ma era solo un amica..A lei per l'ennesima volta crollò tutto il mondo addosso..pianse,non riusciva a smettere di piangere,ma non perchè lui non provasse dei sentimenti per lei,ma perchè lei si sentiva sola e vuota in quel momento,perchè aveva dato tutta se stessa a quella persona..anima cuore e corpo..se pur a distanza lei per lui era sempre presente,forse nemmeno una persona che lui poteva avere al suo fianco,che poteva toccarlo tutti i giorni gli è mai stata così vicino.Così pianse,pianse tanto di fronte quel mare,fin quando non le uscirono più lacrime,e urlando alle onde che era stanca,si alzò..si asciugò il volto e sentendosi un pò più forte decise di ritornare a casa,così si fece bella,e uscì con i suoi più cari amici,rideva parlava,sembrava rinata,già sembrava,Perchè lei sapeva benissimo che andava tutto bene,solamente se non si soffermava a pensare.Lei riprese in mano la sua vita,con lui sempre nel cuore,tutt'oggi ogni tanto si sentono,ma lei sapeva che doveva andare avanti..come ha sempre fatto lui..Non so dirvi se lui adesso ha qualcun'altra nel cuore che non sia la sua ex,se sia capace di provare sentimente,e altrettanto lei.Ma una cosa è certo,Lei quando parlava,rideva con lui,era se stessa a tutti gli effetti,ed era consapevole che quello che ha fatto per lui non l'ha fatto mai per nessun altro,nemmeno provare sentimenti così grandi e forti per un ragazzo.Lei una volta mandò a lui una citazione della sua serie tv preferita che diceva:"Quando ti dico che "tu sei la mia persona"forse non capisci.Non sto parlando di anime gemelle.No.Parlo di qualcuno che ti sconvolge.Non ti sceglie.E non lo scegli.Arriva.Di qualcuno che entra nella tua vita e di cui poi non puoi più fare a meno.Parlo di un amore che cresce senza che tu te ne accorga.Un amore che quasi combatti.Che non vuoi provare.E gli metti i bastoni tra le ruote.Lo allontani,lo maltratti e alla fine lo ritrovi ancora lì.Davanti a te intatto,senza un graffio.lì che ti guarda e aspetta che tu capisca.Parlo di qualcuno con cui il tempo non esiste.Che ti lascia senza respiro e che te lo toglie quando si allontana da te.Diventa un'esigenza fisica.Una dipendenza.Per certi versi una malettia.Veleno e antidoto allo stesso tempo.Parlo di qualcuno che è te.Di qualcuno che se lo guardi in silenzio ci vedi quello che sei tu.E che a volte ti fa paura perchè è come guardarsi ad uno specchio,perchè ti fa riflettere,perchè capisci che devi cambiare,devi essere migliore di come sei.Perchè è a tua persona e se salvi lei,salvi te stessa.” Le mandò queste parole perchè lei già sapeva che lui nella sua vita avrebbe fatto la differenza.Comunque sia una cosa è certa che non si sa come andrà a finire tra loro ma per lei,qualsiasi succederà tra di loro,Lui rimarrà LA SUA PERSONA SEMPRE,e se non potrà averlo nella sua vita si limiterà a portarlo sul cuore tutta la vita.

Originally posted by laragazzasemplicemacomplicata

Per chi il cibo è il peggior nemico.
Per chi la lametta è la migliore amica.
Per chi i rapporti umani gli spaventano.
Per chi ha paura di uscire da camera sua.
Per chi non riesce più a dormire.
Per chi ha smesso di credere.
Per chi ha un padre che gli ha rovinato la vita e continua a rovinarla.
Per chi ha una madre lontana che non capisce.
Per chi ha vomitato fino a togliersi l'anima.
Per chi dorme sempre per allontanarsi dal mondo.
Per chi sogna ad occhi aperti.
Per chi non vede l'ora di andare via di casa.
Per chi continua a sperare.
Per chi piange sempre da solo.
Per chi si è ingozzato fino a non riconosce più il cibo.
Per chi si è drogato fino a non capire chi fosse.
Per chi vuole dimenticare un passato troppo duro.
Per chi beve ogni sera fino a svenire.
Per chi fuma per morire.
Per chi ha raggiunto l'apatia.
Per chi rifiuta il cibo.
Per chi non è mai abbastanza.
Per chi si rifugia in un mondo che non può proteggerlo come la musica.
Per chi sputa sullo specchio.
Per chi non vuol sentir parlare di amore.
Per chi si salva da sé.
Per chi mente pure allo psicologo.
Per chi prende quantità industriali di medicinali e psicofarmaci.
Per chi vuole dimenticare.
Per chi è stato abbandonato da tutti.
Per chi tenta il suicidio.
Per chi nasconde la bulimia, l'anoressia e l'autolesionismo sotto felpe troppo larghe.
Per chi ha smesso di piangere.
Per chi è cresciuto tra le urla.
Per chi non vede via d'uscita.
Per chi non è mai stato amato da nessuno.
Per chi si sente dire sempre che è un peso, un errore.
Per chi si rifugia in palestra pur sapendo che è un incubo solo guardarla di fuori.
Per chi non riesce più a studiare.
Per chi è solo una delusione.
Per chi sia sente solo dire “sei cambiato” ma mai perché lo sei.
Per chi si spacca di esercizi con gli occhi lucidi e schifati da se stesso.
Per chi si odia.
Per chi vorrebbe urlare.
Per chi non sa cosa significhi la parola “casa”.
Per chi vuole distinguersi ma poi sta male perché è troppo “diverso”.
Per chi ha sempre 5/6 elastici al polso.
Per chi è considerato quello strano.
Per chi si è sempre rimboccato le maniche e rialzato da solo.
Per chi non si capisce.
Per chi non sa cosa vuole.
Per chi ha visto troppo.
Per chi vuole vendicarsi.
Per chi sogna qualcosa di grande.
Per chi non sa dove sbattere la testa.
Per chi non sa cosa vuol dire accettarsi.
Per chi non sa cosa vuole.
Per chi sa di essere destinatario a qualcosa di grande.
Per chi ha distrutto tutti i sogni.
Per chi ha perso la sua umanità.
Per chi inventa scuse.
Per chi ha sempre la risposta pronta.
Per chi vuole riscattarsi.
Per chi è timido.
Per chi sogna una vita che non può avere.
Per chi non ha paura di uccidere.
Per chi non vuole una famiglia in futuro.
Per chi vuole riempire il suo corpo di tatuaggi, piercing, trucco, dilatatori e tinta per capelli.
Per chi continua a guardare il cielo.
Per chi odia i bambini.
Per chi vuole essere lasciato in pace.
Per chi vuole colmare un vuoto troppo vecchio e forte.
Ce la farete! Non so come, non so in che modo, ma ce la farete! Anzi, per essere precisi, ce la faremo…..

Come una preghiera

Come lama che trafigge ripida sulle mie forme

Come polvere fra le dita, impalpabile, eterea rimbalza contro

Come abito pagano scucito d’illusione rivestito dalle mie mani

che empie ti hanno donato pendagli da esibire e da celare.

Solo doni di errori i miei regali laceri sorrisi e parole bare, travagli,

o infiniti tormenti da placare.

Solo ali da strappare negli infiniti voli senza dimore.

Come amore che sconfigge anche quando arretra

Come amore che toglie anche quando si dona

Tutto di te incede come canto notturno

Ma

Che dolore non Ti sfiori nella muta essenza che t’allontana

Che ricordo non ti doni ferita sanguinante e vana

che carezza ti riporti strada che spiana cibo che sfama calore che ricopre

Dai sorriso alla tua vita prima che inventi lacrima da versare invano.

Foto e parole by Federica

Dal progetto” Inside me -inside you. Con @madonnacathy

io vado ancora in giro a maniche lunghe perché mi vergogno, non sono a mio agio scoperta checché se ne possa pensare. oggi quando sono salita nell'ascensore della metro due ragazze hanno cominciato a ridere tra loro - pensando che non potessi sentirle perché avevo gli auricolari - e a prendermi in giro per via della mia maglietta. io allora ho detto loro “ah-ah, che ridere, una maglia a maniche lunghe. Io potrei indossarla perché magari ho qualche problema di cui voi non sapete niente, ma in ogni caso la mia maglia non vi fa nulla, la vostra idiozia invece sì”. hanno abbassato lo sguardo e non sono state capaci di dire più niente.