mamma mis

È come quando da piccolo ti mettevi a fissare il sole e la mamma ti diceva di smetterla. Tu continuavi e lei: “Ma lo sai che fa male?”. Allora abbassavi lo sguardo e c'era ancora la luce accecante negli occhi, sull'asfalto, sulla punta delle scarpe, sulle targhe delle macchine che provavi a leggere. Non vedevi più niente, solo sole. E succede così, ti metti a fissare i ricordi.
“ Ma lo sai che fa male?” E ti riempi gli occhi di passato e non vedi più niente.
—  💎

cara mamma,
sono io.
La tua maldestra, casinista figlia.
E questi sono solo due degli aggettivi che potrebbero descrivermi.
Da sempre cerco di essere la figlia perfetta e soprattutto degna di te.
Vorrei essere quella ragazza che torna da scuola con un 10 a scienze e 8 in matematica.
Vorrei essere quella ragazza che non ti risponde mai male quando è nervosa.
Vorrei essere quella ragazza che si sfoga con te, che vede in te una miglior amica.
Vorrei essere anche quella ragazza che con te è sempre sincera, sempre buona, che ti dice ogni volta la verita su dove va e con chi si vede.
Vorrei poter dirti tutto senza aver paura di essere giudicata da te che infondo sei mia madre e chi mi vuole piu bene di te?
Vorrei, ma non sono io quella ragazza e mi dispiace deluderti ma non lo sarò mamma.
Non so affrontare i miei problemi con qualcuno, tanto meno con te  perchè non vorrei mai che le tue aspettative su di me si abbassassero.  
Non vorrei deludere la tua idea di figlia che credi che io sia.
Mamma non mi conosci, magari potrai anche prevedere tutto cio che farò ma non sai il perche e quello che c'è dietro.
Credi di saperlo ma parliamoci chiaro…non so nemmeno io chi sono.
Potrei essere lesbica, drogata, psicopatica.
Non ti diro che il mio ragazzo si fa piu canne di Bob Marley probabilmente.
Non ti diro che ho provato una canna e una sigaretta.
Non ti diro che mi sono ubriacata e non ti diro di quel 3 in matematica.
Perche?
Perchè non voglio deluderti mamma.
Voglio che tu sappia che io sono “perfetta”.
Voglio illudere anche me stessa di essere cosi.
Cosi dolce,adorabile,brava e affidabile come mi credi.
Magari un giorno sara cosi mamma.

Ti voglio bene come nessun altro.

—  astory
Scusatemi se sono un peso.
Scusatemi se vi creo solo problemi.
Scusatemi se vi faccio soffrire così tanto.
Scusatemi se non faccio mai qualcosa di buono.
Scusatemi se respiro.
Scusatemi se sono nata.
Scusatemi se riesco a farvi arrabbiare.
Scusatemi se vi faccio piangere.
Scusatemi se esisto.
Scusatemi se sono un errore.
Scusatemi se sono tutta sbagliata.
Scusatemi se vi faccio litigare.
Scusatemi se vi rovino la vita.
Scusatemi se sono la causa dei vostri mali.
Scusatemi se sono una delusione.
Scusatemi se non ho emozioni.
Scusatemi se piango, soprattutto la notte.
Scusatemi se ho sbalzi di umore.
Scusatemi se mi comporto da stronza.
Scusatemi se non sono la figlia che desiderate.
Scusatemi se mi ferisco e mi faccio male.
Scusatemi se l'unica cosa che voglio è morire.
Scusatemi se odio me stessa.
Scusatemi per tutto, davvero, mi dispiace
—  moriresilenziosamente
Mia madre delle volte mi fa ridere. Non so perché se ne è uscita con questa domanda: “ci pensi mai a tuo padre?”.
Ma che razza di domanda è? Perché lui ci pensa mai a me? Dato che non mi ha fatto nemmeno gli auguri di compleanno, direi di no.
Mi dice di fargli una sorpresa il giorno della festa del papà. Eh certo e cosa dovrei dirgli a mio padre? 
Grazie papà di non esserci mai stato, grazie di non avermi dato mai un abbraccio o qualsiasi gesto d'affetto. Grazie per non essermi stato affianco in tutti questi anni di merda che ho passato. Lui non sa niente di me, niente. E nemmeno gli interessa dato che non mi ha mai chiesto un cazzo. 
Eppure a quella domanda io avrei risposto: “sì, ci penso, tutti i giorni”.
Ci penso dalla mattina alla sera. Ci penso a scuola quando qualche compagna parla del suo meraviglioso padre, che la tratta come una principessa. Ci penso quando vedo quelle classiche famiglie che sembrano perfette, quando vedo quei padri così affettuosi con le loro figlie. E non potrete mai capire l'invidia che provo in quei momenti.
Quindi sì mamma, ci penso ogni tanto a mio padre; quasi sempre.
—  memoriesstillhere
Guarda, mamma, come mi diverto appresso un altro taglio che non mi hanno inferto. Poi guardami in petto, ma fai presto perché sanguino da un pezzo.
—  Mezzosangue

Il post non è mio ma, potrebbe far bene a tante persone quindi lo posto lo stesso.

Mi chiamo… Anzi non mi chiamo. Sono troppo piccolo per avere un nome. Ho appena qualche settimana di vita. La mamma non si è ancora accorta di me. Semplicemente, percepisce in lei qualcosa di diverso, ma non immagina cosa possa essere: improvvisi sbalzi d'umore, capogiri, eccessiva stanchezza. Non sa che io sono dentro di lei. Poi realizza il fatto di avere un ritardo, e si spaventa. La mamma è giovane. Va ancora a scuola. Percepisco la sua angoscia, e mi ferisce la sua speranza della mia inesistenza.
Continua a ignorare la cosa, a voler
credere che io non esista. Oggi però ha
finalmente trovato il coraggio di
scoprire la verità adesso sta entrando
in farmacia per acquistare un test. Si
rivolge al farmacista timidamente, parlandogli a bassa voce. Temo che si
vergogni di me. Torna a casa. Chiudendosi in bagno, affronta la realtà: prende il test fra Ie sue mani, e dopo
qualche istante comprende che c'ero,
che esistevo. Mi ha profondamente
colpito la sua disperazione: avvertivo il
suo dolore, unito al mio che cresceva
man mano per la sua infelicità. Perchè
non mi vuoi, mamma? Non piangere,
tranquilla. Ci sono qui io che ti voglio
bene. Adesso prende il cellulare. Sta
facendo uno squillo a papà. Non so cosa gli stia dicendo, ma la mamma si
arrabbia molto con lui, grida, gli urla
che io non sono un dente cariato da
estirpare: sono un essere umano! Dice
che non può tirarsi indietro, fingere che
la cosa non esista, perchè, che lo voglia o no, lui è mio padre. La mamma e così
piccola ancora, fragile, ha bisogno del
sostengo morale di papà, soprattutto per dare la notizia ai nonni. Invece si trova costretta ad affrontare ogni cosa da sola, perchà papà non vuole saperne di me. Papà, quando la mamma ha saputo di me è scoppiata in lacrime, tu
addirittura vuoi buttarmi via: perchè
non mi volete? Cosa vi ho fatto di male? Sono solo un bimbo innocente. Ora la
mamma lo sta dicendo alla nonna.
Nonna, cosa fai? Perchè hai dato uno
schiaffo?!? Cosa c'è di tanto cattivo in
me, che non deve nascere? Mamma
tranquilla, andrà tutto bene. Non
intristirti perchè hai litigato con la
nonna. Vedrai, Ie passerà. Andrà tutto
bene.
Sono passati tre giorni. Ora ho tre
giorni di vita in più. Che bello, non vedo
proprio l'ora di nascere, di imparare a
camminare, a parlare, a correre. Voglio
che mi insegni tutto quello che sai,
mamma. E non importa se papà non mi
vuole, magari con il tempo cambierà
idea. Per adesso mi basti tu. È cosi bello addormentarsi con te, mammina,
svegliarsi con te, accompagnarti in ogni cosa che fai. Ora stiamo entrando in uno studio medico. Non piangere, mamma. Ci sono qui io che ti voglio bene. Vedo il dottore, molte macchine e tanti infermieri. Sei già curiosa di sapere se sarò un maschietto o una femminuccia?
Eppure tu continui imperterrita a
singhiozzare. Cos'è? L'emozione di
sapere il mio sesso? Continui a ripetere, accarezzandoti il ventre «perdonami,
bambino mio». Perdonarti di cosa?!?
Perchè dovresti avere bisogno del mio
perdono? Cosa stai facendo, per chiedermi scusa?
Sento un dolore, una specie di ago che invade il mio piccolo mondo perfetto. Ho capito tutto. Le mie cellule strappate dalla tua carne. Ora capisco che tu non mi insegnerai mai a camminare, a parlare. Perchè io non nascerò mai. Non piangere mamma, io ti perdono. Chissà se esiste un paradiso per i bimbi mai nati.
Addio mamma. Saremmo stati felici
insieme, ti avrei voluto tanto bene.
Addio.
II tuo bambino senza nome.

Basterebbe solo un po’ di coraggio per farla finita, manca così poco eppure sembra così tanto impossibile
—  moriresilenziosamente
Mi mandavi a comprarti le sigarette,
sembrerà stupido
ma ne ero felice..
perché un giorno sopra il pacchetto
ho letto
che il fumo ti uccide.
— 

Cit. pioggia-di-parole

ⓟⓓⓟ

Cara mamma,
mi dispiace se tua figlia è un completo disastro.
Mi dispiace che tu la definisca “acida, maleducata, limitata” così mi descrivi tu.
Mi dispiace se tua figlia non riesce ad andare bene a scuola come vorresti, mi dispiace se in matematica si confonde i numeri, escogita percorsi logici illogici che la mandano fuori strada, come per altro nella vita.
Mi dispiace se tua figlia è sempre triste, arrabbiata, stanca.
Ma sai, tua figlia ce la mette davvero tutta, studia tutto il pomeriggio, subito dopo pranzo fino a sera, e dopo cena ripassa, e nonostante questo non ottiene niente, nessun risultato.
Però non smette di lottare sai?
Ma tu non te ne accorgi neanche.
Tu ti accorgi di lei solo quando è al telefono, quando la sua camera è disordinata, quasi specchio della sua vita, quando arriva tardi la sera.
Allora subito ritrovi il tuo ruolo educativo si certo, perché educare, o meglio essere genitore significa solo aspettare l’errore del figlio così da punirlo, e sottolineare quanto sia un disastro, giusto?
Sai mamma, lo so da sola che sono un disastro, lo so meglio di te.
Pensa io ci devo convivere con me.
E poi mamma non è difficile conoscermi meglio di te, tu di me non sai niente, niente!
Non sai che ho il cuore spezzato, che nell’ultimo periodo ho cambiato in continuazione ragazzo perché mi sentivo inadeguata e sbagliata e non sapevo stare sola.
Non sai che da 8 mesi fumo, e che fumo perché ho bisogno di sfuggire da una realtà che mi opprime.
Non sai che la mia migliore amica non è più la mia migliore amica.
Non sai che odio il mio corpo, e che sono completamente ossessionata del mio peso.
Non sai niente, niente di tua figlia.
Forse se lo sapessi sarebbe anche peggio.
Perché se anche cerco di mostrarti la mia parte migliore tu trovi comunque da criticare.
Si mamma, sono acida forse pure stronza, sono maleducata, sento spesso il bisogno di dire quello che penso, e sono testarda fino all’inverosimile.
Ma sono tua figlia, mi hai messo tu al mondo.
E questo mondo mi fa pure schifo.
Pensa la fregatura.
—  portolealidiunangelo

Scusami mamma,
scusa se oggi non ho studiato. Se anche oggi ho passato la giornata a bivaccare e a stare su internet. Scusa se domani porterò della insufficienze a casa, perchè questo è un periodo no, e non riesco a concludere niente di positivo. Scusa se ancora una volta ti nasconderò le mie insicurezze, se costruirò dei muri tra noi, se ancora una volta non mi confiderò con te. Scusami se ti parlo a monosillabi, perchè non ti voglio spiegare più niente. Scusa se sto riversando la mia sofferenza su di te, scusa se ti farò incontrare decine di delusioni e non ti darò mai nessuna spiegazione. Forse perchè non c'è una spiegazione da darti, perchè per ora va così e basta. Scusa se ti nasconderò le sigarette, scusa se non avrò il coraggio di dirti che non ho studiato per domani, o se non ti dirò che non sono entrata a scuola perchè non ne avevo voglia. Lo so, non augurerei a nessuno un disastro come figlia. Mi dispiace tanto.