majakovskij

Che il tempo
esploda dietro a noi
come una selva di proiettili.
Ai vecchi giorni
il vento
riporti
solo
un garbuglio di capelli.
Per l’allegria
il pianeta nostro
è poco attrezzato.
Bisogna
strappare
la gioia
ai giorni futuri.
In questa vita
non è difficile
morire.
Vivere
è di gran lunga più difficile.
—  Vladimir Majakovskij, A Sergej Esenin.

Le quattro 
pesanti come un colpo 
a Cesare quel ch'è di Cesare 
a Dio, quel ch'è di Dio 

Se io fossi piccolo 
come il grande oceano 
camminerei sulla punta dei piedi delle onde 
nell'alta marea 
sino a sfiorar la luna 
dove trovare un'amata 
uguale a me 
angusto sarebbe il cielo 
per potermi contenere 

Se io fossi povero 
come un miliardario 
che cos'è il denaro per l'anima 
è un ladro insaziabile 
si annida in essa 
all'orda di tutti i miei più sfrenati desideri 
non basterebbe l'oro 
di tutte le Californie 

Se io potessi balbettare 
come Dante, o Petrarca 
accendere l'anima per una sola 
ordinarle coi versi di bruciare 
le parole del mio amore sarebbero 
un arco di trionfo 
pompose ed inutili 
vi passerebbero le amanti 
di tutti i secoli 
dei secoli 
e così sia 

Se io fossi silenzioso 
come il tuono 
gemerei abbracciando in un tremito 
il decrepito eremo terrestre 
urlerò con la mia voce immensa 
le comete torceranno le ali fiammeggianti 
e giù si getteranno, a capofitto 
per la malinconia 
coi raggi degli occhi rosicchierei le notti 

Se io fossi buio 
come il sole 
ma perché mai dovrei io 
abbeverare 
con il mio splendore 
il ventre dimagrato 
della terra 
morirò 
porterò via con me 
il mio amore immenso 
in quali notti 
quali malattie 
da quali Golia fui generato 
così grande 
così inutile.

Majakovskij

Niente cancellerà via l’amore,
né i litigi
né i chilometri.
È meditato,
provato,
controllato.
Alzando solennemente i versi, dita di righe,
lo giuro:
amo
d’un amore immutabile e fedele.
—  Vladimir Majakovskij
Sbottonato sul petto,
col cuore quasi fuori,
m'apro al sole e alle pozzanghere.
Entrate con le passioni!
Venite con gli amori!
Ormai non è più in mio potere controllare il cuore.
Conosco dove hanno di casa il cuore, gli altri.
Dentro il petto, si sa.
Per me invece
è impazzita l'anatomia.
E’ tutto cuore,
romba dappertutto.
—  Vladimir Majakovskiy, Amo, 5. Adulto (estratto)

Lilicka! (Al posto di una lettera)

Il fumo del tabacco ha divorato l'aria.
La stanza
é un capitolo dell'inferno di Krucènych.
Ricordi,
accanto a questa finestra
per la prima volta,
in estasi, carezzai le tue mani.
Oggi ti vedo seduta,
il cuore in un'armatura di ferro.
Ancora un giorno,
e mi lascerai,
coprendomi forse di ingiurie.
Nella buia anticamera la mia mano, scossa dal tremito,
nella manica a lungo tenterà di infilarsi.
Balzerò fuori,
lancerò per strada il mio corpo.
Selvaggio
diverrò pazzo,
trafitto dalla disperazione.
Non si deve giungere a questo:
cara,
buona,
diciamoci adesso addio.
Nonostante questo,
il mio amore,
pesante come un macigno,
resta appeso al tuo collo,
dovunque tu fugga.
Lasciami in un estremo grido urlare
l'amarezza di offesi lamenti.
Se lo sfiancano di lavoro, un bue,
andrà
a stendersi in gelide acque.
Ma al di là dell'amore per te,
per me
non c'è mare,
e a questo amore neanche col pianto darai una tregua.
Se anela il riposo lo stanco elefante
regalmente si sdraierà sulla rena infocata.
Ma al di là dell'amore per te,
per me
non c'è sole,
e io non so neppure dove sei e con chi.
Se l'amata avesse in tal modo torturato il poeta,
egli per la gloria e il denaro l'avrebbe lasciata,
ma per me
non c'è un solo suono di festa
oltre al suono del tuo amato nome.
No, non mi butterò nella tromba delle scale,
non berrò del veleno,
non oserò premere il grilletto contro la tempia.
Su di me,
al di fuori del tuo sguardo,
non ha potere la lama d'alcun coltello.
Domani scorderai
che ti avevo fatto regina,
che l'anima in fiore s'era bruciata d'amore,
e lo sfrenato carnevale dei futili giorni
disperderà le pagine dei miei libri…
Le foglie secche delle mie parole
potranno mai fermarti
per un sospiro?

Lascia almeno
ch'io copra con un'ultima tenerezza
il tuo passo che si allontana.

(trad. M. Roncali Doria)

Che il tempo
esploda dietro a noi
come una selva di proiettili.
Ai vecchi giorni
il vento
riporti
solo
un garbuglio di capelli.
Per l’allegria
il pianeta nostro
è poco attrezzato.
Bisogna
strappare
la gioia
ai giorni futuri.
In questa vita
non è difficile
morire.
Vivere
è di gran lunga più difficile.
—  V.V. Majakovskij, "In morte di Esenin"
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