maidai

“Aspetto qui su l’angolo del letto
seduto sui miei gomiti davanti a questo specchio
e alzo il volume dal telecomando dello stereo,
il tuo phon sembra un aereo.
E così ti spio dal riflesso del vetro
e scusami se cedo
in nome del mio ego,
Che sei la mia vergine come te lo spiego,
se è vero che proteggi me
da ogni mio segreto,
non mi voltare le spalle mai
dai, vieni a sederti vicino,
fammi sentire più vivo,
scaldami con un respiro
sappi che neanche il destino
è l’unico che forse ci dividerà
dalla follia dei miei giorni,
strana fobia che non torni,
l’anatomia dei miei sogni vede soltanto la tua di schiena,
ed io che la tocco appena
nella paura che se ti volti
girandoti ti dissolvi.”

- Briga, Schiena