mai-niente

anonymous asked:

Il mio segreto è che nonostante io sia impegnata, sono alla costante ricerca dell'attenzione di tutti. Mi piace che i ragazzi mi vengano dietro, anche se con loro non succede mai niente (né baci né tantomeno rapporti sessuali), mi piace sapere di piacere e mi piace essere cercata da loro.

Che tristezza però, lasciatelo dire.

Sto sprofondando da sola dentro me stessa, ultimamente succede più spesso.
—  Francesca Sinatra.
Tu non sai cosa vuol dire aspettarti e sapere che non arriverai mai.
—  A. Chinaglia (via deadinside3695)
Mi piaceva restare a letto per ore,
anche durante il giorno,
con le coperte tirate su fino al mento.
Si stava bene lì sotto,
non succedeva mai niente,
non c'era gente,
niente.
—  Charles Bukowski 

Non l'ho dimenticato.
Nonostante sia passato un sacco di tempo.
Sono cambiata, sono sicura che anche lui é cambiato.
Ma una cosa é rimasta la stessa: l'effetto che mi fanno i suoi occhi.
Quello non cambia, mai.
Anche se fingiamo di non conoscerci, fingiamo che non sia mai successo niente, ci guardiamo di sfuggita, come fanno due estranei, e nemmeno ci salutiamo.
Ma quando ci guardiamo cambia tutto, mi crolla il mondo, anche se magari in quel momento ho in testa un altra persona.
I suoi occhi, in ogni caso, mi abbattono sempre, completamente.
E mi ci vuole qualche minuto per tornare allo stato iniziale.
Solo un ricordo.
Il migliore, il più bello quello che ancora continua a fare male.
No, non l'ho dimenticato e qualche sera ripenso a lui.
E mi innamoro ogni volta e ogni volta mi tortura un po’.
E non l'ho dimenticato, sul serio.
Non potrei mai.

(Anonimo)

Le donne non hanno mai niente da dire, ma lo sanno dire così bene.
—  Oscar Wilde
Ma quanto bello sarebbe tornare indietro
invece oggi è oggi
e oggi non ci sei
e non ci sono neanche io
io mi sono fermato un po’ di tempo fa
a chiedermi che combino
che non combino
mai niente di buono
il mio buono eri tu.
Sarei un'ipocrita se dicessi che non ti penso più. Certe sere è difficile capire che ormai le cose sono cambiate. Siamo andati avanti, ma rimarrai sempre una parte di me.
Lo so cosa stai pensando. So che stai passando il periodo più strano della tua vita. Ma sei solo un adolescente.
Ti svegli una mattina e ti rendi conto che stai diventando un adulto.
Non basta più piangere per ottenere ciò che si vuole.
Non è più l'ora dei pokèmon in tv.
Non è più il caso del “mamma dammi un bacino, così passa la bua”.
Ed i soldi non ti servono più per l'ovetto Kinder da mangiare a scuola per merenda.
Le notti non sono più lunghe e tranquille.
Adesso devi cercare di capire qual è il momento giusto per piangere. Se sbagli, devi asciugarti da sola le lacrime. Devi farti forza e lottare con i denti per ottenere ciò che desideri.
È l'ora del “ma quanti cazzo di compiti ho per domani?” e del conseguente “cazzomene, devo finire di vedere quella serie tv”. E quegli esercizi restano lì fino al mattino seguente in cui arrivi a scuola e sei nella merda.
È il caso “mamma non capisci mai niente!”, la porta che sbatte e tu con le cuffie nel orecchio che cammini cercando qualcuno in grado di calmati.
Sempre senza soldi perché quelli ti servono per i tuoi viaggi futuri, gli altri per il concerto del tuo idolo, quei pochi che ti rimangono per libri e sigarette e per i vestiti c'è sempre la mamma.
E la notte è riservata all'ansia, ai pensieri e tormenti, ai film mentali e le conseguenti occhiaie al mattino.
Quindi, se stai pensando di essere l'unico con una vita di merda, sappi che siamo tutti insieme in questa merda. Ognuno a modo suo, ma tutti cerchiamo di affrontare questi anni che cambiano come il giorno e la notte. E che forse, non capiremo mai.
—  Lena, ilsorrisodopolatempesta.
-Sei così bella.
-Smettila, non è vero.
-Oh, Si che è vero. Ecco, guardati, sei arrossita.
-Taci.
-Il fatto è che hai degli occhi che, Dio, mi lasciano con il fiato sospeso ogni volta che li incrocio, anche solo per sbaglio. Sono grandi, di un nocciola che tende al verde, e raccontano tante cose di te.
-Ah si? E cosa, ad esempio?
-Che sei timida. Che non ti fidi. I tuoi occhi osservano bene, squadrano tutto, non gli sfugge mai niente. Sfiorano i minimi dettagli. Raccontano quanta fatica fai a credere alle persone, a quanta fatica fai a sorridere ogni volta e sembrare davvero felice.
-…
-Ma poi…le tue labbra, cristo le tue labbra. Sono così belle, né troppo piccole né troppo grandi. Sono giuste. Tu sei giusta. Non sai quante volte trattengo me stesso da strapparti un bacio.
-Ti trattieni dal baciarmi?
-Mica solo da quello. Mi trattengo di riempirti di morsi, di mangiarti il collo con le mie labbra, di stringerti la mano mentre per strada passeggiamo, di dirti ti amo…
-Mi ami?
-Oh, non sai quanto. Però ti odio.
-Ha senso questa cosa? Come puoi amarmi e odiarmi?
-Mettiamola così, io ti amo.
Amo te e il tuo modo di essere. Così impacciato e fragile, così stupido e simpatico.
Però ti odio. Odio come tu riesca a ferirmi con una semplice parola. Odio come mi fai mancare il fiato con uno sguardo.
È che tu sei… Cazzo. Tu sei una dipendenza, io dipendo da te e dal tuo sorriso. E sei… Sei il bacio che aspetto da mesi.
Sei i capelli che vorrei accarezzare.
Sei le mani piccole e pallide che vorrei stringere e riscaldare.
Sei l'amore che aspetto da una vita.
—  Raggio-di-luce-in-una-tempesta.

E il fatto è che non ci va mai bene niente. Ogni capodanno ci lamentiamo di quanto sia stato merdoso l'anno che sta passando, di quante cose orribili siano succede ma il fatto è che non ci pensiamo mai su. Quest'anno fermiamoci. Prima che arrivi la mezzanotte fermiamoci a riavvolgere il nastro di questi 366 giorni. Al conto alla rovescia, al 10, 9, 8 pensiamo a tutto. Pianti, risate, viaggi, scuola, paure, amori, amicizie. Pensiamo a quante cazzate abbiamo fatto, a come abbiamo passato queste 366 giornate, che sia stato in compagnia della persona che amiamo o da soli a leggere un libro. Al 7,6 promettiamoci che penseremo a quanto siamo cresciuti quest'anno, a quante cose abbiamo fatto pensando al presente e non a quello che penseremo l'indomani perché così si vive, al momento. Pensiamo ai successi scolastici che ci hanno reso felici ma anche agli insuccessi che magari ci hanno delusi. Al 5,4 promettiamoci che penseremo alle giornate passate con gli amici, alle serate d'estate a vedere un tramonto o alle giornate passate in famiglia. Al 3,2 promettiamoci che penseremo alle amicizie, quelle nate e quelle concluse ma anche a quegli amici che anche quest'anno hanno dimostrato di tenerci a noi. Pensiamo agli amori, a quelli nati e a quelli finiti. Al 1 pensiamo alle giornate che abbiamo passato da soli, magari rinchiusi in camera piangendo per una delusione o per un insuccesso e allo 0 ringraziamo il 2016 per tutti i momenti belli e brutti che ci hanno aiutato a crescere e diamo il benvenuto al 2017 e promettiamoci che vivremo alla grande negli attimi della nostra adolescenza che ricordiamoci, la vita non ci proporrà due volte…♡

Gli manco.
Lo so, anche se se ne è andato di sua spontanea volontà. Io gli manco. In qualche modo riesco a mancare un po’ a tutti: non sono la ragazza nell'angolino che passa inosservata, non lo sono, anche se a volte mi piacerebbe esserlo. Spesso e volentieri sono antipatica, acida, respingo, tratto male. Ho sempre la battutina pronta e sono eccessivamente sarcastica. Le mie frecciatine fanno sempre un po’ male. O almeno, così immagino.
Sono quella che sorride sempre e quando dico sempre, è veramente sempre. Sono quella che ha imparato ad essere felice, anche se è triste. Sono quella che consiglia, che trascina, che scioglie l'imbarazzo, che sa. So comportarmi. Sono simpatica finchè non prendiamo confidenza, poi o ci stiamo sul cazzo o ci amiamo alla follia. Non sono quella dai “ti voglio bene” facili, non dimostro mai niente ma pretendo tutto. Io le persone non le capisco, proprio per niente. Quando ci sono non mi apprezzano mai, lo fanno quando ci si perde. E ci si allontana.
Gli manco, lo so. Lo dico con tutta l'autostima che ho, tutto l'egocentrismo: gli manco! Gli manca la mia battuta ad ogni frase diabetica, gli manca il mio sorriso malizioso, i miei pensieri storti, il mio mettere in dubbio ogni sua sicurezza, il mio guardarlo troppo a lungo quando si aspettava una risposta.
Gli manco, gli manca il mio orgoglio, il fatto che lo mandavo a male, che lo confondevo. Gli manco e so perché.
Ma non tornerà, non lo farà. Gli mancherò un po’ per sempre.
Perché una come me, non la trova più. Una che sarebbe stata disposta ad amarlo in quel modo, per come era, per quello che diceva, non la trova facilmente.
Gli manco e lo so.