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Cavalli che crollano esausti. Pecore che muoiono di sete. Maiali congelati a morte.

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Cavalli che crollano esausti. Pecore che muoiono di sete. Maiali congelati a morte.

 Nell'Unione europea, non c'è limite di tempo per ammesso per il trasporto di animali d'allevamento ai macelli. Di conseguenza, alcuni trascorrono giorni o addirittura settimane stipati su camion merci e treni merci senza interruzioni per prendere cibo, acqua, riposarsi.

Animals ‘Angels è una piccola, organizzazione innovativa con sede a Francoforte, che sostiene i minimi diritti degli animali oltre a indagare per fornire di prima mano prove di abusi in materia. I membri dello Staff di Animals 'Angels hanno seguito camion di trasporto animali per la macellazione e sono rimasti scioccati da ciò che hanno visto.

 Ecco perché Animals 'Angels ha iniziato una petizione su Change.org spingendo per una nuova legislazione che limiti la durata del trasporto di animali al macello a 8 ore. Si prega di firmare la petizione oggi.

 Animals 'Angels non è l'unico gruppo di lavoro sulla “campagna delle 8 ore.” Gruppi di tutta Europa stanno lavorando insieme per raccogliere un milione di firme da consegnare alla Commissione europea all'inizio di novembre. Anche il Dr. Jane Goodall ha firmato per sostenere la campagna.

 Animali trasportati al macello devono essere trattati umanamente - non morire di fame, ristretti, congelati, surriscaldati o esauriti. I leader dell'UE hanno bisogno di sentire da voi per sapere che i cittadini europei sono profondamente preoccupati per questo maltrattamento così diffuso.

 Si prega di firmare la petizione per sostenere la campagna per limitare a 8 ore o meno il trasporto degli animali al macello.

http://www.change.org/petitions/help-to-stop-the-long-distance-live-animal-transport-in-the-european-union?utm_source=action_alert&utm_medium=email&alert_id=GqNQUnswYN_WGxEcnPTeC

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La prima ragione che mi ha reso vegetariana.

Non riesco a capire un simile sterminio. Tra l'altro si consuma carne per tre volte di più del normale.

Ogni giorno

“In inverno, alcuni maiali arrivato congelati per aver viaggiato vicino alle pareti del camion. Gli legano una catena addosso e li tirano fuori di forza, talvolta strappandogli la pelle che resta attaccata al metallo. Può essere che siano ancora vivi, ma i lavoranti li gettano sulla pila dei morti. Tanto moriranno, prima o poi”. “In mattatoio si lavora così in fretta che non abbiamo il tempo di aspettare che un cavallo si dissangui a morte. Cominci già a scuoiarlo. A volte il naso gli finisce nel suo stesso sangue, e lui ci soffoca dentro”. “A volte lo scuoiatore si accorge che una mucca è ancora viva quando gli incide il lato della testa e quella comincia a scalciare come una matta. Se succede… lo scuoiatore le pianta un coltello alla base del cranio, così si paralizza, anche se non smette di sentire dolore”. “Per finire in fretta un vitello, ne chiudiamo otto o nove assieme nel box di stordimento. Cerchiamo di stordirli, ma loro saltano e scalciano, si gettano gli uni sugli altri. Non sai più quali sono storditi e quali no. Li appendiamo comunque a testa in giù e li facciamo scorrere, mentre si agitano e urlano”. “Se un maiale è ancora cosciente… a quegli animali serve un sacco di tempo per morire dissanguati. Finiscono nella vasca d'acqua bollente, toccano la superficie e cominciano ad agitarsi e urlare. Ma c'è un braccio meccanico rotante che li spinge sotto, non hanno la possibilità di uscire. Non so se muoiano per annegamento o per le ustioni, ma gli ci vuole almeno un paio di minuti perché smettano di agitarsi”. “La pressione e la frustrazione del mio lavoro la sfogo sugli animali, su mia moglie… e su me stesso, bevendo. Se un animale ti fa incazzare, non lo uccidi soltanto. Lo picchi, fai in modo che affoghi nel suo sangue, gli spacchi il naso, gli perfori un occhio… e lui continua a gridare”. “Maiali che si trovavano sul pavimento del mattatoio sono venuti a toccarmi col muso come cuccioli. Due minuti dopo ho dovuto ammazzarli, picchiarli a morte”. “Potrei raccontarvi storie… di bovini che cercano di scappare infilando la testa sotto le grate e rimanendo incastrati, e l'unico modo di liberarli è mozzargliela mentre sono ancora vivi”. “Ho visto animali percossi, sollevati dai ganci, trafitti e scuoiati. Troppi da contare, troppi da ricordare. È solo un processo che accade sempre uguale”. Testimonianze di lavoratori dei mattatoi tratte dal libro “Slaughterhouse” di Gail Eisnitz. Questi sono i nuovi campi di sterminio, quelli che non vogliamo per la nostra specie. Sappiamo cosa ci accade dentro, ma molti di noi non vogliono comunque vedere. Cerchiamo di razionalizzare e credere che ogni uccisione sia fatta “umanamente”, se “umano” si può definire un assassinio. Temiamo che la paura possa offendere la nostra sensibilità e, forse, spingerci a fare qualcosa… magari cambiare la nostra vita. Cambiate la vostra vita. Scegliete la compassione. Fonti: http://www.britishmeat.com/slaught.html http://www.powered-by-produce.com/2010/03/02/this-is-why/

Pagina 94, pagina 95 e pagina 96

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Del libro “Alimentazione naturale”, di Valdo Vaccaro.

Riportano il racconto dettagliato di quello che succede a un vitello o a un maiale dentro a un macello.

Sta cosa che a volte si sente dire, che adesso usano una pistola per stordirli, e quindi l’animale non ne sente, di dolore, è una stronzata, dicono Marina Berati e Massimo Tettamanti, i due coraggiosi che si sono avventurati dentro a un macello, per vedere cosa realmente succede.

Lo stordimento spesso non funziona (con i maiali), e, in ogni caso, non è mai completo: L’ANIMALE, FINO A UN CERTO PUNTO, VEDE E SENTE TUTTO QUELLO CHE GLI FANNO.

Nel caso decidessi di affrontarle, pagina 94, pagina 95 e pagina 96, procurati del prosciutto di ottima qualità e magnatelo prima di leggerle, perché, molto probabilmente, saranno le ultime fette.

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http://dlvr.it/2Zr9lt

Memorie dal sottosuolo

Per la prima volta, approda e sprofonda nei sottosuoli del borgo di Certaldo il Teatro Contemporaneo, con sei tra le compagnie di ricerca più innovative della scena italiana. Progetti nati ed allestiti specificatamente per la 25° edizione del Festival, che aprono un varco linguistico nella storia teatrale di Mercantia. Un’incursione della sperimentazione nei luoghi del mondo che esclusi dal tempo e dallo spazio - ma reali - ribaltano il nostro modo di guardare: guardarsi dall’immagine di uno specchio o da un luogo escluso al vedere. Nell’epoca che ha illuminato troppo, che ha espulso il mistero dell’uomo, ritrovare silenziosamente un momento invisibile e muto per poter sondare le profondità dell’essere, i suoi enigmi, le sue diversità. Più che l’uomo scende più che abbandona la necessità di assomigliare, di appartenere, di pensare unitariamente. Una nave dove salire per poter abbandonare le rive della conoscenza e imbattersi nel fertile mondo del viaggio perpetuo.

I Macelli sono un luogo nato da un restauro archeologico sostenuto dalla Regione Toscana. Dal 21 Febbraio 2009 sono attivi nel territorio ed hanno già presentato sei cartelloni teatrali. Lavorano principalmente con il teatro di ricerca e l’arte contemporanea rivolgendo una particolare attenzione alle realtà emergenti. Collaborano con diversi Festival e sono sempre in cerca di realtà nuove e nuovi luoghi da interpretare. La scorsa edizione di Mercantia hanno progettato e realizzato un disegno coreografico e scenografico per un pubblico di massa che si articolava in cinque momenti differenti.