lussu

Tutto il fascismo sembrava in agonia. Se cinquecento antifascisti avessero assalito i ministeri, tutta la città li avrebbe sostenuti, e Mussolini avrebbe perduto il potere con la stessa rapidità con cui l'aveva conquistato.
La situazione delle altre città non era dissimile da quella della capitale. La stampa, anche la più modesta, parlava un linguaggio giacobino. In molte province, le sedi de fasci rimasero chiuse, i giornali invenduti, la Milizia dispersa.
Ma l'insurrezione era un problema estraneo alla psicologia ed alla mentalità dell'antifascismo dirigente. L'opposizione era lontana da ogni concezione di impresa illegale. L'«Aventino» era costituzionale e fondava la sua forza essenzialmente nell'appello alle norme parlamentari e ai diritti sanciti dalla Costituzione. I vecchi parlamentari ricordavano tutti i precedenti di dimissioni presentati dai ministri compromessi per minimi addebiti, in Italia, in Francia, in Inghilterra. Lo statuto veniva ampiamente commentato, nella lettera e nello spirito. L'«Aventino» era convinto che il «Duce» aveva il dovere di dimettersi e che, anche contro la sua volontà, si sarebbe dimesso o per la pressione dell'opinione pubblica o per l'intervento del capo dello Stato.
Senonché il governo di Mussolini non era un governo parlamentare, e il re era già troppo compromesso perché si potesse pensare a distruggere la sua stessa opera. L'opposizione inoltre era inerme, e il fascismo, bene o male, era armato.
—  Emilio Lussu, Marcia su Roma e dintorni, Einaudi, 2002, p.160 [prima ed.ne italiana 1945, prima ed.ne assoluta: Parigi 1933]
Difendersi bevendo

- Io sono un ufficiale sbagliato. Sinceramente, ho io la faccia di un ufficiale di carriera? Ho fatto due anni d'Università in lettere. Sempre il primo del corso. Quella era la mia carriera. Ma mio padre aveva un chiodo nella testa. Che dico, un chiodo? una sciabola. Mi ha obbligato ad entrare alla Scuola Militare. Mio padre era colonnello, mio nonno generale, mio bisnonno generale, mio trisnonno… insomma io ho in corpo otto generazioni di ufficiali, in linea retta. Mi hanno rovinato.
Il tenente colonnello parlava lentamente, e beveva lentamente. Beveva a sorsi, come si centellina una tazza di caffè.
- Io mi difendo bevendo. Altrimenti, sarei già al manicomio. Contro le scelleratezze del mondo, un uomo onesto si difende bevendo. È da oltre un anno che io faccio la guerra, un po’ su tutti i fronti, e finora non ho visto in faccia un solo austriaco. Eppure ci uccidiamo a vicenda, tutti i giorni. Uccidersi senza conoscersi, senza neppure vedersi! È orribile! È per questo che ci ubriachiamo tutti, da una parte e dall'altra.

E. Lussu, Un anno sull'Altipiano [1938], Torino, Einaudi, 2000

domusweb.it
GIovanni Lussu

Para Metro si apre venerdì 24 ottobre ad Altamura, con un docente speciale, con una lezione che ci immaginiamo come un viaggio tra matematica e letteratura, caratteri tipografici e programmazione, storia e fantascienza:


Giovanni Lussu
Scienza e design
Una prospettiva illuminista

“C'è un certo squilibrio, tra quanto mi è sempre stata antipatica la scuola e la grande quantità di tempo che ho passato a impersonare l'avversario, cioè il docente.” e anche “Ma certo non è delle docenze che sono mai vissuto. Sono sempre stato prima di tutto un grafico o designer della comunicazione che dir si voglia. E sono sempre stato un artigiano (…). Quando piuttosto recalcitrante ho partecipato a un concorso per una cattedra universitaria di professore associato, e quando poi questo concorso l'ho vinto, ho preferito rinunciare.”

«Tra i libri sulla Prima guerra mondiale Un anno sull'Altipiano di Emilio Lussu è, per me, il piú bello».
Mario Rigoni Stern

Me lo sono riletto in questi giorni, alla vigilia del via alle celebrazioni mondiali del centenario della Grande Guerra. Lo consiglio a tutti. Lussu ti mette con i piedi nel fango, tra soldati storditi dal cognac, in attesa degli ordini di morte da comandanti scellerati. La Prima Guerra Mondiale fu soprattutto questo.

Riscriviamo "Un Anno sull'Altipiano" di Lussu con Twitteratura

Un romanzo storico, un'esperienza autobiografica, uno dei resoconti più straordinari sulla Grande Guerra.

Questo è Un Anno sull'Altipiano di Emilio Lussu, il nuovo libro che la comunità di Twitteratura riscriverà su Twitter a partire da venerdì 11 aprile, in occasione del centenario della Grande Guerra (1914-2014).

La scelta ha un duplice significato. Da un lato permette di accostarsi a un testo di rara bellezza, che supera i limiti della memorialistica e della narrativa di genere, imponendosi per il suo valore letterario assoluto, un’opera per la quale non è esagerato parlare di capolavoro. Dall’altro lato, attraverso questa scelta, Twitteratura sceglie la strada dell’antiretorica, cioè un autore che afferma senza infingimenti tutto l’orrore della guerra, dice «quello che i testi scolastici non dicono, quello che i professori non insegnano, quello che la televisione non propone» (Mario Rigoni Stern).

Il Calendario

Un anno sull’Altipiano si compone di 30 brevi capitoli. Applicando come di consueto il Metodo Twitteratura, se ne leggeranno uno ogni due giorni a partire dall’11 aprile 2014, usando l’hashtag #Lussu e secondo il seguente calendario:

Partecipare a #Lussu non è solo un gioco, ma anche un modo per commemorare un evento che ha segnato la storia dell'Italia con serietà culturale e riflettere su alcuni aspetti controversi della nostra cultura, dalle istanze risorgimentali irrisolte alla formazione del sentimento nazionale.

Proprio in occasione di #Lussu, Einaudi Editore ha deciso di promuovere il gioco ideato da Twitteratura.it lanciando l’ebook di Un Anno sull'Altipiano.

vimeo

‘The Hate Destroyer’
by Vincenzo Caruso and Fabrizio Mario Lussu

Irmela Mensah-Schramm, 65 years old, an heroine with no muscles nor super powers, armed with a paint spray, and a scraper, daily hunting throughout Germany looking for racist or homophobic graffiti or stickers.
Indifference is her worst enemy, and to those, who minimize, she answers: “People who draw a one meter swastika on a wall have to realize what they are doing.”

OTTOLENGHI Oseresti sostenermi che, se mi si prende con la forza contro ogni mia volontà, con le armi alla mano, e mi s’impone di giurare, io mi disonoro, se giuro con il proposito di non osservare il giuramento? AVELLINI E chi ti prende con la forza? Nessuno può forzare la tua coscienza. COMANDANTE DELLA 12a Se ne hai una. OTTOLENGHI Nessuno? In tempo di guerra, se io, chiamato sotto le armi, mi rifiuto di prestare il giuramento, io vengo deferito ai tribunali militari e mi si passerà per le armi alla prima occasione. Il mio giuramento è una menzogna necessaria, un atto di legittima difesa. Ciò posto, poiché non c’è scampo, io preferisco essere ufficiale e non soldato. AVELLINI E perché mai? OTTOLENGHI Si presenterà certamente una occasione favorevole, per quell’occasione io voglio ave…
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Design e scienza, una prospettiva illuminista.
La coinvolgente lezione di Giovanni Lussu ha travolto specialisti e curiosi in uno stimolante dibattito.

Grazie a Luigi Porzia per le belle fotografie.

Help me pick a trolls :)

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