luna voce

Fate girare la voce, scrivete sui muri, mettete cartelli per strada e se non basta la terra allora andate fino alla luna. Fate un annuncio per radio, cercate su google, accendete cento fuochi nel buio perché ho perso il mio amore.
—  Arisa
Basta con la storia che i silenzi dicono tutto, i silenzi sono silenzi apposta perchè non parlano, non si risolve niente con il silenzio ed è il gesto più facilmente fraintendibile che qualcuno possa fare.
—  Lucrezia Beha
La tua voce al telefono così vicina e noi così distanti,
la tua voce, amore, dall’altra parte della linea e io qui solo, senza te, dall’altra parte della luna,
la tua voce al telefono così vicina, rassicurandomi, e tu così lontano da me, così lontana,
la tua voce che ripassa i compiti fatti insieme,
o che rammenta un numero magico,
che al di sopra del chiasso del mondo mi parla per dire in linguaggio cifrato che mi ami.
La tua voce qui, o in lontananza, che dà senso a tutto,
la tua voce che è la musica della mia anima,
la tua voce, suono dell’acqua, scongiuro, incantesimo.
—  Darío Jaramillo Agudelo
Fellini e il Neglect.

Federico Fellini nacque il 20 gennaio 1920 a Rimini.
Il suo ultimo film fu “La voce della luna”; nel 1993 ricevette il Premio Oscar alla carriera, il quinto dopo quelli a “La Strada” (1954), “Le Notti di Cabiria” (1957), “Otto e mezzo” (1963) e “Amarcord” (1973), come migliori film stranieri.

Fellini aveva 73 anni nell’agosto del 1993, quando fu ritrovato riverso sul pavimento della sua camera: fu colpito da un ictus nel territorio dell’arteria cerebrale media, dell’emisfero cerebrale destro.
Così è rimasto nella storia anche come “caso neuropsicologico” studiato da Cantagallo e Della Sala, per la sua patologia da eminegligenza spaziale unilaterale (difficoltà di valutazione di stimoli presentati a sinistra, a causa di un danno al network attentivo fronto-parietale destro).

Fellini mostrava sistematiche difficoltà a rilevare uno stimolo visivo a sinistra solo quando questo veniva presentato simultaneamente a uno stimolo visivo a destra, ma non quando ciascuno stimolo era proiettato solo a sinistra o solo a destra, dimostrando la presenza di estinzione visiva unilaterale.
Manifestava, inoltre, neglect in tutte le prove standardizzate e cliniche di tipo visuomotorio e tale disturbo migliorò solo lievemente nelle settimane successive.

L’aspetto straordinario dell’esame neuropsicologico era rappresentato dall’interpretazione artistica di ogni test, resa specialmente quando veniva richiesto a Fellini di disegnare.

Un compito per la valutazione dell’eminegligenza spaziale unilaterale (o neglect) è la bisezione di linee: al soggetto viene presentata una linea e gli si chiede di barrare esattamente il suo centro.
Pazienti con neglect, non considerando la parte sinistra, tenderanno a spostare il baricentro della linea più verso destra.
Fellini tendeva a disegnare personaggi sulle linee, per contrastare la visione deficitaria della loro parte sinistra.

A 25 giorni dall’ictus gli è stato chiesto di disegnare un fiore, una bicicletta e un tavolo: questi sono i risultati.
Da notare i petali mancanti sul lato sinistro, i raggi mancanti sulla ruota sinistra e il volto incompleto del ciclista.

Sempre dopo 25 giorni dall’ictus, inoltre, gli è stato chiesto di disegnare un volto umano.
Alcuni particolari sono stati omessi, come la parte posteriore della testa.
In questo disegno la figura umana è la sua esaminatrice, mentre Fellini si è rappresentato come un pigmeo, completamente nelle sue mani.

Un altro compito, presente nella valutazione neuropsicologica, è la figura di Rey: al soggetto viene data una figura complessa da copiare, poi viene sottoposto a dei test distraenti e, infine, gli si chiede di rievocare dalla memoria il precedente disegno e riproporlo.
Anche qui Fellini ha omesso linee e dettagli sulla sinistra, che ha cercato di compensare con il disegno di donne nude.

La stessa tendenza ad omettere i dettagli sulla sinistra appare anche qui, nel disegno di Fellini della sua esaminatrice, vista come una dominatrice.

Il 14 ottobre un secondo ictus aggravò le sue condizioni.
Trasferito al Policlinico Umberto I di Roma in gravi condizioni fu circondato da amici e politici, paparazzi e giornalisti.
Morì il 31 ottobre.

Va detto che, a differenza di altri pazienti con neglect, Fellini ha sempre conservato la consapevolezza del suo deficit: a questo si devono i disegni aggiuntivi nei test, per compensare il mancato riconoscimento della parte sinistra dello spazio.

Eppure io credo che se ci fosse un po’ di silenzio, se tutti facessimo un po’ di silenzio, forse qualcosa potremmo capire.
—  Federico Fellini,  dal film “La voce della luna”