luccichii

« Non la sto aspettando con un sentimento di amore; semplicemente, lei distrugge la mia solitudine, mi accompagna e svanisce a poco a poco nel corso della giornata. Non mi viene in mente di baciarla quando la vedo, quando si alza la gonna per l'iniezione. Ma quando si trattiene un momento sulla poltrona e mordicchia la collana, seguendo con lo sguardo attento un pensiero invariabile e ignorato; quando sono libero di immaginare la grossezza delle sue gambe e l'intensità di calore che hanno quando si accavalciano; quando, senza guardarla ma ritenendo indispensabile la sua presenza per poterlo fare, aggiungo, modifico, esagero, sopprimo, attenuo la forma e il peso delle sue cosce schiacciate sul sedile, e penso ai probabili luccichii della seta e alla peluria, ai profumi eccessivi, alla repentina e servile giovinezza che lei potrebbe prestarmi, con obbligo di restituzione e per qualche minuto, mi viene in mente di eleggerla come motivo della mia morte e di morire subito. Senza amore, senza nemmeno un vero desiderio.»
—  Juan Carlos Onetti, La vita breve - 13 il signor Lagos
Gli umani sono una razza davvero dolce, quando diciamo addio stringiamo le nostre braccia tutt'intorno al corpo dell'altro, e per mostrare l'amore che proviamo per qualcuno gli portiamo fiori.
Diciamo “ciao” stringendoci la mano, e a volte dei piccoli luccichii, simili a gocce di rugiada, si formano nei nostri occhi. Per essere appagati, ci basta ascoltare combinazioni di suoni, premere le nostre labbra le une contro le altre, fumare foglie morte, ubriacarci di vecchia frutta.
Siamo tutti dei piccoli animali, che si innamorano e fanno colazione sotto un miliardo di stelle.
—  persinelvuoto