loveus love you

Viviamo, mia Lesbia, e amiamo,
e le critiche dei vecchi troppo severi
valutiamole un soldo.
I soli possono tramontare e tornare:
noi, una volta che è tramontata la breve luce,
dobbiamo dormire una eterna notte.
Dammi mille baci, dammene cento,
poi altri mille, poi altri cento,
poi altri mille senza interruzione, poi cento.
Poi, quando avremo sommato molte migliaia,
li confonderemo per non sapere
quanti sono o perché nessuna persona malevola
possa gettarci il malocchio,
sapendo che esistono tanti baci.
—  Vivamus, mea Lesbia, atque amemus - Catullo
Non innamorarti di lei, perché se ti innamori di lei poi come faccio? Ti prego torna. Torna e abbracciami. Che di questa vita senza di te io che me ne faccio. Torna e baciami che magari dimentico pure che con quelle labbra c’hai baciato altre persone e ci hai detto eresie. Torna o passa, perché io così non ce la faccio.
  • Io: Sai, oggi sono andata al mare.
  • Lui: Ti sei divertita?
  • Io: Beh, si. Cioè, ho fatto il mio primo bagno. Ho nuotato tanto, fino a stancarmi, era da tanto che non mi sentivo così libera.
  • Lui: Libera..da cosa?
  • Io: Dai pensieri. Ogni giorno penso tanto, metto le cuffiette cercando di coprire il rumore dei miei pensieri che diventano sempre più assillanti, ma non funziona. Provo a leggere qualche libro, ma in qualsiasi riga ci trovo lo spunto per pensare. Provo a distrarmi disegnando, ma mi ritrovo a colorare sempre la stessa immagine. Allora decido di uscire con le mie amiche, ma non funziona perché mentre scherzo e rido con loro mi ritrovo a fissare il vuoto. Beh, a quel punto torno a casa e mi accendo una sigaretta, non c'è niente da fare. Lascio che i miei pensieri brucino insieme ad essa. Mi siedo sul muretto sotto casa mia e penso...penso tanto...quello è forse il momento della giornata in cui penso di più.
  • Lui: Si ma..qual'è questa cosa che ti fa tanto pensare?
  • Io: Ah, già. Ahahaha, me lo chiedi? La cosa a cui penso è l'unica cosa che in questo mondo è davvero perfetta, secondo me. Mi distrugge, per davvero.
  • Lui: Vuoi parlarne?
  • Io: Non potrei...
  • Lui: Perché? Sai che io sono qua per te, puoi sfogarti quando vuoi.
  • Io: E se il motivo sei tu, con chi mi sfogo?
  • Lui: Ah..
  • Io: E già. Non ti sei mai accorto di come ti guardo, vero? Non ti sei mai accorto che ogni volta che mi stai vicino e mi guardi, io sollevo la testa e osservo il cielo. Non hai mai fatto caso a come, quando mi abbracci, io ti respingo e mi tocco la pancia. O a quando mi tocco i capelli di continuo, anche se ho sempre odiato farlo. Non hai mai notato come, quando litighiamo, io ti dico che mi manchi anche se ho ragione e ti prego di fare pace. Tu non sai che il mio diario parla di te, il mio tumblr parla di te, la mia testa, il mio corpo, tutto parla di te. Non sai che se non studio più è per causa tua, non sai che in ogni frase che leggo cerco te. Dici che la musica che ascolto fa schifo, ma tu sai che il testo parla di noi? No, tu non sai niente, tu non hai mai saputo niente. A te, non è mai importato, è questa la verità. Magari te ne sei anche accorto, ma hai fatto finta di niente, avrai pensato "Tanto poi le passa". Il fatto è che "πάντα ῥεῖ" è solo una frase. "Tutto passa". Si, è vero, tutto prima o poi passa, ma il segno lo lascia, lo lascia eccome. E tu non sai quanti segni mi hai lasciato. Tu non puoi capire..
  • Lui: Scusa.
  • Io: Figurati.
  • Lui: Non sei arrabbiata con me?
  • Io: Si che lo sono, lo sono tantissimo.
  • Lui: E allora perché non mi picchi?
  • Io: Perché so già che dopo ti abbraccerei più forte che mai. Perché so che ti amo.
  • - (via nonholaforzadivivere)