loros

Outfit with a denim skirt by ferned featuring a rhinestone ring

Loro Piana cashmere turtleneck sweater, 2 595 AUD / Topshop denim skirt, 68 AUD / Toga leather bootie, 400 AUD / Rebecca Minkoff white tote bag, 255 AUD / Burberry bracelet jewelry, 840 AUD / Monica Vinader white bracelet, 400 AUD / Forever 21 rhinestone ring, 5.14 AUD / Mirrored sunglasses, 34 AUD

anonymous asked:

Quest'anno ho perso la mia migliore amica che consco da 17 (tutta la mia vita) e un altra persona che per me significava il mondo. Mi sentivo sola abbandonata e niente aveva più senso per me, un giorno ho deciso di smettere di far dipendere la mia felicità da altre persone e prendere in mano la mia vita. Ho conosciuto 4 persone fantastiche che mi hanno accolto nel loro gruppo e accettato. Spero che qualcuno legga e possa tirarsi su di morale, siate indipendenti e coraggiosi andrà tutto bene.

sono davvero contenta per te🌸

Le persone cercano tanto l'amore, le attenzioni e la vicinanza di una persona, bramano tanto qualcuno che faccia di tutto e che lotti per loro, ma poi quando questa persona arriva se la lasciano scappare e non si voltano a guardarla.
O peggio, la respingono e la lasciano con amore in eccesso fra le mani, che fa male e strappa il cuore piano piano.
—  Oceano Di Segreti
A me m'ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono. Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto, fran, cadono giù, come sassi. Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran. Non c'è una ragione. Perché proprio in quell'istante? Non si sa. Fran. Cos'è che succede a un chiodo per farlo decidere che non ne può più? C'ha un'anima, anche lui, poveretto? Prende delle decisioni? Ne ha discusso a lungo col quadro, erano incerti sul da farsi, ne parlavano tutte le sere, da anni, poi hanno deciso una data, un'ora, un minuto, un istante, è quello, fran. O lo sapevano già dall'inizio, i due, era già tutto combinato, guarda io mollo tutto fra sette anni, per me va bene, okay allora intesi per il 13 maggio, okay, verso le sei, facciamo sei meno un quarto, d'accordo, allora buona notte, ‘notte. Sette anni dopo, 13 maggio, sei meno un quarto: fran. Non si capisce. È una di quelle cose che è meglio che non ci pensi, se no ci esci matto. Quando cade un quadro. Quando ti svegli, un mattino, e non la ami più. Quando apri il giornale e leggi è scoppiata la guerra. Quando vedi un treno e pensi io devo andarmene da qui. Quando ti guardi allo specchio e ti accorgi che sei vecchio. Quando, in mezzo all'Oceano, Novecento alzò lo sguardo dal piatto e mi disse: “A New York, fra tre giorni, io scenderò da questa nave”. Ci rimasi secco. Fran.
—  A. Baricco
Novecento

anonymous asked:

L'amore è mio nonno che va trovare mia nonna all'ospedale tutti i giorni. Ieri le ha anche portato un pomodoro del loro orto ed era così orgoglioso di averlo raccolto solo per lei. Scusa so che era una cosa stupida ma avevo bisogno di dirla a qualcuno

ma è un amore aw

Poi lui la baciò

 Sentì il tocco delle labbra di Jace, all'inizio leggero, e le sue che si aprivano automaticamente sotto la loro pressione. Quasi contro la sua volontà, si sentì diventare molle e flessuosa e allungarsi verso l'altro per intrecciargli le braccia intorno al collo come un girasole si volta verso la luce. Le braccia di Jace la circondarono, le sue mani si unirono tra i capelli di lei, e il bacio smise di essere delicato e divenne ardente, in un solo istante, come un'esca che divampa in una fiammata. 

 -Shadowhunters- Città di cenere

Non è che non sono più capace di amare, oggigiorno, innamorarsi è facile e immediato come un click. È che non ci credo più.
Tutti quei sacrifici, tutta quella sofferenza, tutti quegli sguardi, tutti quei sorrisi, il capirsi al volo, l'entrare in sintonia, per poi essere gettati via, nemmeno fossimo la carta di una brioches.
Per molte persone la fase più importante di una storia d'amore è l'inizio, con tutta quella passione, la tachicardia, le farfalle nello stomaco. Per me non è così, la parte più avvenente è la costanza, l'empatia che si viene a creare col tempo. Non che l'amore diventi abitudine, ma che la voglia di stare insieme, sia l'abitudine come conseguenza dell'amore.
Alla maggior parte delle persone, non interessa la costanza, la loro unica preoccupazione è l'apice.
Come possiamo credere in qualcosa che la massa vuole consumare, piuttosto che conservare?
—  mi-hai-cambiata

Questa è quel tipo di canzone che mi fa riflettere. 

Perchè Dio ama tutti:  eterosessuali, omosessuali, bisessuali, ecc

Mentre la Chiesa chiude le porte a chi non rispetta la loro idea di “famiglia”.

Sono sicura che se un omosessuale incontrasse Dio alle porte del paradiso, Dio gli direbbe “lasciali stare, non ascoltarli. Puoi entrare anche tu”

I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell'infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari .
—  Paolo Giordano, La solitudine dei numeri primi, 2008

sognoaocchiapertiilcielo asked:

Il tuo ultimo post è una domanda per noi, e io ho risposto, ora sono io a porti la tua stessa domanda: esistono o ci comportiamo solamente come tali, come amici?

Penso, come ho già detto ad un ragazzo, che anche il più fedele degli amici alla prima occasione è pronto a pugnalarci. Esistono momenti d'amicizia, nient'altro. Poi ci sono le eccezioni.

Non fraintendetemi, ho molte persone che se ho bisogno di qualcosa sono pronte ad aiutarmi, ma la maggior parte di queste mi danno ragione, qualsiasi cosa accada, anche quando sto nel torto più assoluto. Altre rispondono come conviene a loro, altre ancora rispondono con un messaggio o con una frase (nel caso stessimo parlando a voce) che va sul “tranquilla che passa” e cambiano argomento. Poi ci sono quelli che riescono ad aiutarmi circa quella determinata cosa e il giorno dopo vanno a dire in giro “che troia!”.


Concluso il 22 ottobre del 1931, I lanciafiamme rientra nel dittico iniziato da I sette pazzi e ne completa la narrazione; può essere letto come una storia a sé stante e tuttavia, a finirlo, la voglia di leggerne ancora e ancora è davvero tanta. Roberto Arlt è come una fiamma che attrae a sé, una fiamma che non si spegne e violenta consuma, brucia, anche quando di parole non ce ne sono più. Le sue parole risuonano nell’inconscio con violenza e stravolgono come una rivoluzione.

È proprio questo desiderio di rivoluzione e di riscatto delle proprie insoddisfatte e misere vite a smuovere gli ingranaggi, e muovere i personaggi con le loro malate storie verso l’ultimo e unico scopo: una società più giusta. Personaggi stravaganti dai soprannomi stravaganti si riuniscono attorno all’Astrologo in quella che si potrebbe anche definire una setta o una “cellula energica” che lecca il culo al potere capitalistico e agisce di nascosto contraria al sistema. A capo l’Astrologo eunuco, la mente saggia e pratica: un Karl Marx meno idealista. Il sofferente Erdosain, inventore mancato e riscoperto chimico, che ama umiliarsi e ama in modo incomprensibile sua moglie Elsa; tormentato dai ricordi di un padre severo e di un’infanzia di solitudine. Hipólita, spalla o bastone del capo, moglie del farmacista pazzo Ergueta: rinchiuso in un ospizio, una Bibbia sotto al braccio, convertito come San Paolo, sentenzia profezie e apocalissi: dal Libro di Daniele, dal libro di qua, dal libro di là. Il Ruffiano Melanconico alias Haffner, il pappa (magnaccia), ricco, vendicativo e violento. Bromberg l’omone, detto l’Uomo che vide la Levatrice; sfigato cronico. Barsut l’attore hollywoodiano “mancato”. E gli altri.

recensione di Alessandro Casile

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anonymous asked:

Ti scopo come se non ci fosse un domani.

Allora inizia a prendere la paletta e pulisci i pavimenti, magari loro accettano.

Il fatto che tu ami scrivere ti porterà a esprimere i tuoi sentimenti tramite parole che prendono forma sotto i tuoi occhi e non tramite la bocca. Ma gli scrittori, poveri diavoli, saranno sempre coloro che soffriranno. Perché si aspetteranno qualcosa in cambio dai loro lettori. Ma, anche se la speranza è l'ultima a morire, prima o poi svanisce anche quella. E loro si ritrovano là, con niente fra le mani e un casino in testa. Come un ok dopo un messaggio chilometrico. Non tutti sanno apprezzare le parole. E io resterò qua, a guardare con un sorriso forse un po falso quel semplice “anche io” dopo aver scritto, con immensa difficoltà, i miei pensieri. L'unica in grado di essere all'altezza dei miei pensieri sono io. L'unica in grado di capire. Sola, con carta e penna. A scrivere forse di un'altra giornata un po sbagliata…

“Saliamo sul tetto?”
“Ogni stella un bacio?”
“Ogni stella un bacio.”
Mi portò sul tetto e guardai ogni singola stella. Nessuna di loro poteva competere con i suoi occhi.
Mi prese il volto e iniziò a baciarmi per un tempo che parve infinito. Un bellissimo infinito.
“Hai contato male, non sono così tante.”
“Moltiplicare per tutti i ti amo che ti ho detto allora. Quelle sono tante, te lo assicuro.”
E nel momento in cui me lo sussurrò, guardandomi con quei due pozzi blu, mi sentii finalmente a casa, tra le sue braccia.

Non consiglierei a nessuno d’essere come me: troppa sensibilità…
troppo provare,
troppo sentire,
troppo percepire,
troppo immaginare,
troppo desiderio.
Non consiglierei a nessuno d’essere come me:
troppo fiducioso,
ingenuo,
spontaneo,
impulsivo.
Desidererei guardare le cose secondo la loro misura, senza il bisogno di ingigantire sempre tutto.
Perché, per quelli come me, è un guaio. Quelli come me, e non consiglio di esserlo, si sentono mancare l’aria ogni giorno per un’attenzione in meno, per una carezza in meno.
Quelli come me sopportano e si tengono tutto l’amaro dentro.
Quelli come me implodono ogni giorno e poi mostrano il loro più bel sorriso.
Quelli come me sono difficili, complessi, inseguono sogni immaginari.
Parlano da soli, nel silenzio della notte, sperano e hanno gli occhi lucidi al sorgere di una nuova alba.
Quelli come me sono così: forti nel corpo da possedere la fragilità dell’anima. E fanno finta di credere alle bugie, alle speranze, ai sorrisi di circostanza, quelli come me.
Ma più di tutto, li riconosci dagli occhi. Sono il portale della vita, sono pensieri, parola, cuore, felicità, chiarore, buio, ansia, malinconia.
Più di tutto quelli come me li riconosci perché non sono quasi mai le prime ad abbracciare, a dire parole dolci, ma sarebbero in grado di amare fino a distruggersi.
Quelli come me, quando amano, amano forte, si svelano, si spogliano, si riconoscono. Hanno un cuore troppo grande e colmo di cose amabili.
E danno, danno troppo.
Hanno mani fiduciose, sguardo perso, sempre alla ricerca di qualcosa e quel pizzico di malinconica allegria che profuma l’anima.
—  Persimepernonperderelei