loro amori

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Spesso mi chiedo come sia possibile, che una persona riesca ad entrarti dentro : nel cuore, nella mente, nell'anima. Con una delicatezza tale da non far rumore in te, un po’ come quando sei in case e non sentì il temporale fuori, però il temporale c'è. Certe persone sanno tenerti, altre sanno solo riuscire ad conquistarti per poi non saperti tenere, perché non andrai mai bene a nessuno, ma dovrai andare bene a te stesso. Molte persone ti ottengono solo per passatempo, un po’ tipo quella cosa di scorta che ti tieni quando il resto non è lo hai a portata di mano.
Dovremmo smettere di essere sempre “a portata di mano” a persone che in realtà non vedono il vero significato che abbiamo dentro.
Poi ci sono persone che quando entrano nella tua vita le senti, e nonostante tutto, tu, gli permetti di farne parte.

Loro lo sapevano che il destino li avrebbe fatti tornare insieme, se lo erano detto, se lo erano giurato. Si volevano così tanto che sarebbero andati contro il mondo pur di darsi un solo bacio. Lui troppo orgoglioso per ammettere di amarla, lei troppo ingenua per capirlo. Avrebbero baciato altre bocche, sfiorato altre mani, sentito altri profumi. Forse avrebbero fatto innamorare altre persone, ma mai niente sarebbe stato come loro.
Dicono “certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”.
Ci sono pittori
che scrivono
con le rime
e disegnano enormi foreste
entro cui
vanno a vivere
con i loro amori.
Si contentano
di un solo pensiero,
lo vestono di rubini
e credono che sia un re.
I poeti
non credono alle date,
credono che la loro storia
cominci dalla presenza.
—  Alda Merini
Si son visti i due amanti, a Bruxelles, praticare apertamente i loro amori. Un po’ di tempo fa, Mme Verlaine andò a trovare suo marito per tentare di riportarlo a casa. Verlaine rispose che era troppo tardi, che un riavvicinamento era impossibile, e che, d'altronde, loro non si appartenevano più. «La vita coniugale mi è odiosa», gridò, «noi abbiamo amori tigreschi», e così dicendo, mostrò alla moglie il petto tatuato e straziato dalle coltellate che gli aveva inferto il suo amico Raimbaud [sic]. Questi due esseri si battono e si straziano come belve feroci, per avere il piacere di riconciliarsi.
—  Rapporto di un confidente alla prefettura di Polizia di Parigi, 1 agosto 1873 (da Arthur Rimbaud, Non sono venuto qui per essere felice, Corrispondenza 1870-1886)

anonymous asked:

1. Ciao, vorrei parlarti di una cosa, però, se mi risponderai, ti chiedo di non sminuire quello che ti sto dicendo, con frasi tipo 'quando sarai grande non ti importerà', 'è una cosa sciocca' ecc, ti prego, perché è una cosa a cui tengo molto

2. Comincio ad essere ‘grandina’, quasi 18 anni, e non ho ancora avuto una storia seria. Ma non è questo il problema. So che l'amore arriva quando vuole lui e quindi sotto questo aspetto sono tranquilla. Il problema è questo:
3. Più passa il tempo, più il mio futuro fidanzato, ovviamente, sarà grande. E quindi potrebbe già aver avuto quel 'meraviglioso primo amore’, quindi per lui io sarei il secondo, il terzo. Mentre per me lui sarebbe il primo 'meraviglioso primo amore’
4. Ecco. Il primo amore non si scorda mai, no? Quando lo si rivede a distanza di anni è un'emozione unica. Perché è con lui che hai condiviso per la prima volta tutte le cose più belle.
5. Io vorrei essere il primo amore di qualcuno. Ma non per 'manie di grandezza’ o che altro, ma per saper di condividere con lui un'esperienza davvero speciale. Sapere che lui mi porterà sempre nel cuore proprio per questo motivo. Invece no



Ora, intanto perdonami una serie di premesse.

Prima premessa: se tu vuoi un’opinione sincera, non devi porre nelle premesse “sì ma non dire questo o questo”. Perchè allora non vuoi un’opinione sincera da me, vuoi l’opinione che ti vuoi sentir dire, e vuoi arginare il più possibile la possibilità che l’opinione che chiedi, od il favore che chiedi, od il consiglio che chiedi, sia manipolabile e controllabile. Magari non lo fai coscientemente, le persone spesso non lo fanno coscientemente, ma è come - per esempio - se tu mi chiedessi “Senti ho un problema da risolvere ma non voglio risolverlo facendo questa cosa, quindi dimmi come risolverlo senza dirmi di fare questa cosa. Però sii sincero, ok?” Capisci bene che stai controllando la risposta. E non amo che le risposte vengano fuori controllate.

Seconda premessa: se mi mandate messaggi chilometrici di giorno, state sicuri che io non risponderò prima di sera. Questo perchè dal cellulare mi disturba - piano estetico mio - trovarmi la carrellata di messaggi separati così, ed aspetto di arrivare a casa - quindi al pc fisso - per racchiuderli tutti in uno singolo. Vale un po’ per te, come per tutti, e non mi stancherò mai e poi mai di ripeterlo: se vedete che vi sta uscendo fuori un papiro, piuttosto scrivetemi via messaggio, piuttosto intasatemi quella casella, così non sto appeso io che mi vedo l’esercito di messaggi sbocconcellati, e voi che pensate che sto stronzo (io) non vi si vuole inculare di pezza.

Premesse fatte, io sono totalmente contrario a questa forma romanzata dell’amore, e lo dico sempre. Non credo nel primo amore, credo magari all’ultimo amore, che è quello che ti porti appresso nella tomba, ma non è che il primo amore non si scorda mai: il primo amore a volte fa schifo, il primo amore a volte è un errore del cazzo che ti vuoi mettere da parte, il primo amore magari ti ha fatto stare di merda, ti ha trattato come una pezza da piedi, ti ha fatto sentire usato, deluso, minacciato, abusato, però tu da bravo coglione l’hai amato comunque e sei finito a pezzi. 

E magari, ancora, è stato il secondo amore a rimetterti in piedi, o magari è stato il terzo, o magari cristo santo quando avverrà sarai TU a rimettere in sesto una persona che s’è passata una serie di amori fallimentari, perchè per lui TU sarai il suo primo amore normale, il suo primo amore non tossico, il suo primo amore che non l’ha fatto sentire una merda umana come hanno fatto i precedenti.

Ma se tu ragioni così, come puoi mostrare a quella persona che lei è speciale? Perchè tu cerchi il tuo primo amore, e vorresti essere il primo amore di qualcuno, ma fidati cristo santo che a dispetto di quanto raccontano i libri, ogni amore è IL primo amore, ogni singolo amore per chi lo vive, è al PRIMO POSTO.

Ed è questa forse la cosa che dà più fastidio in questi tempi, che le persone possano ricominciare dopo amori finiti, che le persone possano amare di nuovo, che le persone abbiano non una quota finita, conclusa, fissa e stabile di amore, che lo dai un casino alla prima persona, lo dai un po’ meno alla seconda persona, lo dai ancora meno alla terza, e dopo un po’ lo finisci.

Non funziona così, davvero non funziona così e non potrà mai funzionare così.

Tu dai tutto alla prima persona. 

Stai di merda

Recuperi

E darai tutto alla seconda persona.

E così via, finchè non trovi quella con cui il suo tutto si può intrecciare al tuo tutto, ed allora secondo te a te od a quella persona, importerà qualcosa o fregherà mezza sega di essere uno il primo amore dell’altro, od il secondo, od il terzo, od il cinquantesimo?

E, ancora meglio, secondo te a persone che sono state trattate di merda dai loro primi amori, fregherà davvero qualcosa di quest’esperienza unica? Perchè tu dai troppo per scontato che si condividano sempre cose belle, e ti posso assicurare che a volte, giusto per dare questa secchiata d’acqua gelata di esame di realtà, capitano situazioni in cui la tua prima volta ottieni solo calci in faccia, e dalla seconda in poi le cose migliorano.

Però senza quella prima volta fallimentare, non potresti mai trovare la tua seconda volta perfetta.

Quindi no, mi spiace, il tuo discorso non ha presa su di me, e sì, nello stesso tempo stai tranquilla, che quando troverai quella persona, te ne fregherai davvero.

Scegliete una persona che ha ancora il fantasma di un ex negli occhi e fa fatica a parlarne, non quelli che dopo due giorni vanno in giro a dire che era un coglione. Scegliete chi evita il vostro sguardo per dirvi che gli piacete, non chi ve lo scrive ogni giorno su una bacheca di un social network. Scegliete loro. Ve lo assicuro. Vi ameranno. Vi ameranno anche dopo che li lasciate, vi ameranno anche quando non li penserete. Se poi scrivono, suonano, dipingono, state sicuri che sarete i loro amori maledetti. Vi ameranno non perché sono patiti dell'amore, non perché hanno bisogno di qualcuno o si sentono soli, loro anche senza di voi vanno avanti egregiamente. Non ameranno mai l'amore, ma voi. — Deborah Simeone. 

can we take apart this picture please

okay firstly there’s the issue of the lack of focus. this implies that the camera was pulled out in a rush and the picture was taken with no prior preparation. so even if it was a dare/bet/whatever, they went into it with a motive that was not publicity.

second, their hands. gabe’s is obviously around the back of william’s neck, either holding him there or pulling him in. william’s is on gabe’s face, with one finger extended, with no apparent force being put into the gesture. pretend we didn’t already know that gabe was the dominant one for a second, but dude he’s obviously dominant. william’s head is even leaning in toward gabe from the neck.

third, you can tell by the way william’s features are that his eyes are NOT OPEN and that gabe’s probably aren’t either. we all know that if it’s a quick kiss/one you aren’t into that you keep your eyes open and try not to focus on what’s happening. they obviously know what they’re doing here. if that doesn’t scream about how much they care about each other through a metaphorical megaphone i don’t know what does. 

now tell me gabilliam doesn’t exist i dARE YOU

Nome: Laura Scarpa

Blog: caffeacolazione

Primo post: settembre 2008

Laura Scarpa è un’illustratrice e fumettista nata a Venezia e residente a Roma. Il suo blog è colorato, fantasioso e profuma di caffè, così abbiamo deciso di fare a lei le nostre sette domande del mese.

Perché hai deciso di chiamare il tuo blog caffè a colazione?

Quando ho deciso di aprire questo blog era per impormi un ritmo di esercizio. Sono nata professionalmente come disegnatrice e fumettista, ma qualche anno fa sentivo il peso di non avere il tempo per farlo e continuare a crescere. Così mi sono detta: faccio un disegno al giorno (o quasi) e lo pubblico su un blog, per obbligarmi a farlo.
“caffè a colazione” mi venne in mente di corsa, mentre dovevo decidere che titolo inserire. Sapevo che l'avrei fatto al mattino, prima di iniziare a lavorare (prendo sempre il caffè al bar). È una cosa piccola e breve, come un espresso, e senza zuccheri aggiunti.
Mi ha fatto benissimo, lo consiglio a tutti: un disegno al giorno leva il medico di torno!

Quali sono i soggetti che preferisci disegnare?

Gli umani. Di tutte le età, sessi e corpi. La diversità di ognuno dall'altro, i gesti, i nostri modi di stare, che comunicano chi siamo. Con l'età il nostro corpo rappresenta noi e il nostro carattere. Tra i due estremi in cui siamo tutti un po’ più simili, l'infanzia e la vecchiaia, mille sfumature ed emozioni. E disegnare me stessa in questo.
Alice, che è diventata mio specchio, oltre che modo di comunicare con tante persone.
E poi alberi, forme incredibili tra l'inanimato e l'umano. I cieli, solo con acqua e colore.
I soggetti prediletti possono cambiare.
Ma sempre mi piace disegnare storie, sempre.
Fumetti, ovviamente, ma anche ogni singola immagine è portatrice di storia. Quando ho cominciato il blog l'immagine contava poco, era un segno quanto le parole. Ora si equilibrano, ma raccontano.

Keep reading

Non ce la faccio più.

Li voglio incontrare. Voglio abbracciare Riccardo e dirgli che se ne fregasse di tutti e che rimanesse quello che è, perchè è il ragazzo più meraviglioso del mondo.
Voglio dirgli che mi fa credere ancora che ci siano ragazzi come lui.
Loro, tutti e quattro, mi rendono felici essendo semplicemente loro, dei pazzi assurdi che con le loro cover fanno venire i brividi.
Cristo, posso piangere per quattro ragazzi che conosco da poco, ma che mi hanno stravolto ?

Forse ti voglio bene. Forse ti voglio molto bene. Ma proprio per questo sarà forse meglio che rimaniamo così come siamo. Forse un uomo e una donna sono più vicino l'uno all'altro quando non vivono insieme e sanno soltanto di esistere, quando sono riconoscenti l'uno all'altro solo perché esistono e perché l'uno sa che l'altro esiste. E alla loro felicita questo basta.
—  Amori ridicoli, Milan Kundera

anonymous asked:

Questa volta ho capito. Ho capito perché quando arriva il momento di ritornare a casa dopo un viaggio sono sempre così triste. Io non ho nessuno, nessuno che mi aspetti, nessuno che abbia sentito la mia mancanza durante la mia assenza. Io non ho nessuno per cui valga la pena tornare, e invece ho solo bisogno che qualcuno abbia disperatamente bisogno di me. Mi sento sola quando guardo le mie amiche che sono amate e io sono sempre qua. Gli altri vanno avanti e si sono scordati di me.

Ti comprendo benissimo.
Io non ho mai ricevuto amore, mai.
Mi guardo intorno e vedo gente che sta per avere un bambino, gente che si sposa, i miei coetanei che sono alle prese con tutte le loro complicate cose amorose. I loro primi amori, le prime cotte, i primi baci, le prime scoperte.
Io non ho mai provato nulla di tutto questo, sono sempre stato quello dell’ “ahw, state insieme? sono felicissimo per te, te lo meriti davvero!”, e basta.
Quindi ti capisco.

In passato, c'è stato un periodo della mia vita in cui ho iniziato a pensare che forse non avrei mai amato, chiedendomi “com'è possibile che io possa amare una persona se al mondo esistono miliardi di persone che potrei conoscere (ma che non conoscerò mai) e che proprio tra queste ci sia una persona da amare? Come faccio a stabilire che è lui colui che stavo aspettando e non un altro?” (UominieDonne sta aspettando me, i know). Il pensiero era direttamente collegato al fatto che per me la scelta della persona da avere accanto era una cosa importante e questa scelta andava fatta bene. È successo che, in quel periodo, questo non era solo un pensiero. Conoscevo qualcuno e mi chiedevo in base a cosa avrei stabilito l'esclusività dell'amore per lui. Temevo che scegliendo quella persona avrei perso altre possibilità. Questo pensiero non mi ha accompagnata per molto, avrei vissuto male, ma credo mi abbia fatto diventare più attenta e più esigente, il che ha i suo pro e contro.
Questo pensiero si potrebbe estendere a tanti altri ambiti nel momento in cui stabiliamo che una cosa è la migliore in assoluto o l'unica. A pensarci bene, succede spesso che attribuiamo a delle persone o a delle cose il potere di essere il meglio che ci potesse capitare, per poi accadere col tempo di essere smentiti inciampando in un'altra cosa o persona che ci fa aprire gli occhi e ci fa sentire ancora meglio. Quel mio pensiero forse non era del tutto sbagliato, ma non da seguire per non rischiare di passare la vita a cercare. Qualcuno potrebbe dirmi che se quella persona è l'amore della tua vita lo senti. Ho sentito dire a tante persone che avevano incontrato l'amore della loro vita (con conseguenti storie da matrimonio) per poi incontrarne altri due di amori della loro vita. Sbagliato è dare l'esclusività ai sentimenti alle persone e alle cose con termini di cui si abusa anche troppo senza rendersene conto.

«Sai quando ti accorgi di essere vuoto?» mi domandò un giorno un vecchio amico.
«Forse quando smetti di chiederti ‘perché’», risposi con gli occhi bassi.
«In verità, lo capisci quando vedi che il mondo attorno a te cambia e tu resti eternamente uguale… quando ti ritrovi in una spirale di giorni di cui non ricordi neanche il nome; quando ti perdi fra banalità e progetti vacui e – cosa più importante – cammini senza più guardarti a fianco».
Mi sentii proprio così, in quell’istante, perso. I vecchi amici prendono le loro strade, gli amori passati sbiadiscono e tu rimani là in mezzo senza una meta e senza un appiglio. Ma – diavolo – questa è la via del viandante.