logopedia

Finally, here comes the sun😍☀️
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Festa di Natale con i ragazzi disabili del Centro Diurno “il girasole”.

Queste siamo noi, le tirocinanti di Logopedia, agghindate con i cappelli dei ragazzi disabili, che non compaiono in questa foto perché non sono certa di poter condividere su internet foto che li ritraggano e, nel dubbio, preferisco non correre il rischio.

Ci tengo però a specificare che questa foto è stata scattata da uno di loro, il mitico Giordano ☺

Che dire di quest’esperienza? Non avevo mai avuto a che fare con disabili gravi prima, quindi all’inizio è stato un po’ scioccante, ma devo dire che mi sono abituata presto e sto imparando a conoscerli e a capirli. Non è facile, molti di loro comunicano in un modo tutto particolare, ma la cosa curiosa è che tra di loro sembrano capirsi perfettamente. Sono come dei bambinoni, ma con la differenza che loro non conoscono nemmeno quel tipo di “cattiveria” fisiologica che spesso caratterizza i bambini. Trasmettono solo emozioni positive, hanno bisogno di affetto e contatto fisico, e soprattutto hanno bisogno di considerazione e di qualcosa che li distragga dalla solitudine che inevitabilmente caratterizza la loro condizione.

Certo, ci vuole pazienza, ma quest’esperienza mi sta dando tanto e sono felice di avere la possibilità di viverla.

DALLA LOGOPEDIA AL RULO DI SOPRANO

Si può passare dalla rieducazione e riabilitazione delle patologie della voce, alla figura del soprano che in musica designa la più acuta delle voci femminili?

Si tutto è possibile nella vita questo è vero, ma la cosa straordinaria è che tale passaggio è avvenuto nell’arco di 3 anni.

Fantastico vero?

Tre anni fa mi posizionavo di fronte allo specchio e come mi insegnava la logopedista identificavo  le vocali nei fonemi, per esempio sci sce scia sciu scio oppure ti te ta to tu per passare successivamente  al riconoscimento di consonanti in gruppi di fonemi (tipo BA CA GA DA FA); oppure agia-acia-aga-afa-ama-ana-aba-aka-ata-ala-ava e così via.

Ieri ero insieme al coro di cui faccio parte a esibirmi nella figura di soprano alla cui voce, come a quella di tenore, sono tradizionalmente affidati i ruoli da protagonista.

Una gran parte del merito spetta al direttore che dandomi fiducia e oltrepassando le mie continue “stecche”, ha permesso la realizzazione di questa meraviglia.

Sentire le consonanti e le vocali che partono dalla pancia e ti fanno vibrare tutto il corpo, rispetto a quelle “A” “B” “C” che erano solo un suono emesso dalla bocca, mi aiuta a credere che anche io esisto, sono viva e pertanto devo abbandonare le tristezze per lasciare spazio alla gioia.

Cantando provo a far uscire quella rabbia che mi accompagna da troppo tempo, riuscendo forse a donare emozioni.

vimeo

Dedicado a todos los fonoaudiólogos y estudiantes de tan hermosa profesión (:

Quando si dice che i bambini hanno sempre qualcosa da insegnarti

Stamattina la vera sofferenza si è presentata ai miei occhi nei panni di un bambino dai dolcissimi occhi azzurri e si è violentemente scontrata con la sua immensa voglia di vivere e di comunicare, in tutti i modi. E’ stato un impatto violentissimo che mi ha investita in pieno petto, dentro al petto. Tremante e con gli occhi pieni di lacrime, mordendomi le labbra per non scoppiare a piangere, ho fatto di tutto per NON sottrarmi allo spettacolo e godermi lo splendore di quegli occhi intelligenti e di quel sorriso negato così vitali da trasmettere gioia e commozione tutt'intorno.