lo gatto

Come credi di poter fuggire da ciò che è dentro la tua testa?
—  Gatto del Cheshire
Cinquanta! Buon compleanno. Dovrei stare qui a scriverti mille parole, perché si sa che quando si fanno gli auguri di solito si devono scrivere tante cose carine, qualche sdolcinatezza scontata, parole messe un po’ a caso quasi perché sembra giusto fare così. Nel tuo caso però ne basterebbe solo una. Grazie. Grazie per essere il mio punto di riferimento. Grazie per essere il mio eroe. Grazie per spingermi sempre a dare il meglio di me. Per avermi insegnato a non accontentarmi del mio minimo, e neanche del mio massimo. Grazie per credere in me, anche quando io non riesco a farlo. Grazie per avermi reso la persona che sono oggi. Grazie per le chiacchierate notturne, per la compagnia durante le notti d'insonnia. Grazie per tutti quei momenti nostri, che non ci porterà via nessuno. Grazie per i consigli, per le prediche, per le critiche. Grazie per capirmi con uno sguardo. Grazie per essere il papà di cui ho bisogno. Che è vero che si cresce, che si matura, che si diventa indipendenti, ma io senza il mio papà dove vuoi che vada? 
Tanti auguri papà, ti voglio un bene infinito.
—  Cane e gatto, ma lo stesso modo di camminare

La nostalgia è quando capisci che non riavrai mai più indietro l'olio di palma e quella croccantezza e quella friabilità che richiedevano secondi interminabili per degustare una Macina annata ‘96, non rimanendo soffocati solo per l'aiuto di un litro di latte tiepido bevuto d'un fiato e poi pallone per cinque ore. Lo sapeva bene Proust con le sue madeleine burro-uova-zucchero-farina in parti uguali e il tè allappante della zia; lo sa il mio gatto, con i suoi croccantini al tonno quando mi dimentico di cambiargli la ciotola dell'acqua e non piove da giorni e torno dall'ufficio e lo trovo che addenta una pianta grassa come gli ha insegnato la mamma per i momenti di siccità; lo sa quel ragazzo in fila per il kebab alle sei del mattino, con in mano pochi spicci, che deve scegliere tra la fame, la sete e il sonno e sceglie un kebab e un cappuccino tutto panna per sorridere faticosamente ricordando la musica che ha ballato e quella ragazza che non rivedrà più. La felicità invece è un bicchiere di vino con un panino ed è molto più semplice, salvo pancarrè.