Spero stia bene ora. So che non ha sempre avuto un comportamento esemplare, e probabilmente non ha mai fatto beneficenza, o non ha pregato abbastanza. Ma io dico che se lo merita un posto sereno; certo, non il posto d'onore, ma un posto bello sì che se lo merita! Per tutte quelle volte che ha dovuto misurare la sua impazienza con le pressioni degli altri, per la volta in cui i suoi fratelli l'hanno pugnalato alle spalle, perché ha assistito al decesso cerebrale di sua moglie, perché non si è mai rassegnato e perché si è rassegnato, per tutte quelle volte che mi ha offerto una banconota accompagnata da un severo “non comprare sigarette”, e per quei giorni nei quali è stato il fumo a inghiottire lui, per quei momenti - forse rari, forse no - in cui ha pensato prima agli altri e poi a se stesso, per i troppi lividi sulle mani, per gli occhi stanchi, le braccia pure, per i sogni mai realizzati, per le frustrazioni, le disillusioni, le sconfitte, i dolori legati stretti stretti alla bocca dello stomaco e mai vomitati in faccia agli altri. Fa’ che stia bene.