liberaty

Non sono mai stata brava con le parole e se devo essere sincera non sono mai stata giusta nei confronti dei miei sentimenti, loro sono così incontrollabili e io così forte e severa da tenerli nascosti, perché sono sicura che una volta liberati non potrò più controllarli e non potrò più riaverli indietro.
Ma con te..
con te è così facile essere me stessa, con te non mi sono mai chiesta se valesse la pena fidarmi di nuovo.
Successe tutto così all'improvviso, all'inizio non capivo, non capivo perché fossi così felice all'arrivo di un tuo messaggio,
non capivo cos'era quella strana sensazione alla stomaco ogni volta che ti dovevo vedere,
non capivo come riuscivi facilmente a farmi cambiare di umore.
Poi un giorno tutto fu più chiaro.. se ricordi, scherzando ti dissi che sarei scappata via e tu mi risposi con le tue abilità da poeta “ma dov'è che vai? Tanto ormai sei mia, scappiamo insieme.”,
e allora ho pensato: ad una vita, ad un futuro senza di te, senza i tuoi baci, i tuoi sorrisi, i tuoi abbracci e in quella vita io non ero più felice, perché a rendermi felice sei tu.
Che dici, vuoi viverla con me questa vita?
Lasciati andare. Da sfogo alla paura, al dolore che senti, alla collera che reprimi. Liberati di tutto quello che hai accumulato dentro e dopo ricomincia a vivere.
—  Naruto Shippuden
Possibile che nessuno se ne accorga? Perché nessuno mi dice:
“Ehy, mi sembri sopraffatto dal mondo, liberati di questo peso, lascia che sia io a portarlo per un po’ al posto tuo.

..montami, copri questa cagna in calore..alla fccia di quel gran cornuto..sfondami,dai,riempimi di cazzo ….stai per schizzare,vero?..puoi farlo dentro di me se vuoi,lo sai.. ogni volta che vuoi.. liberati dentro di me, qui dentro, al caldo, sfogati dentro di me.. bravo,cosi..fino in fondo,fino alle palle..sborrami dentro ti prego..così porco,finisci..sputa..

I mali che fuggi sono in te. Correggiti, dunque, liberati dai pesi che porti.
—  Seneca
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Campi espropriati alla Mafia e coltivati dalla cooperativa Libera Terra; il marchio Centopassi è in memoria di Peppino Impastato ucciso dalla mafia il 9 Maggio 1978


In queste terre stappate alla mafia, dedicate ai cento passi che ti separavano dalla morte, abbiamo seminato giustizia e vendemmiato onestà. Tutto questo perché tu sei morto per la nostra giustizia per difendere la nostra onestà. Tutto questo perché tua madre ha trasformato le sue lacrime in unghie, ha rinnegato il suo sangue ha preteso ed ottenuto quella giustizia per cui eri morto, tutto questo perché i tuoi amici hanno portato il tuo nome in ogni strada mostrandoti come piaga di morte nel costato della Sicilia, e la verità che da noi è derisa, nascosta, offesa è stata riconosciuta, è diventata una necessità l’aria con cui possiamo ancora respirare. Ora che i campi dei soprusi e del ricatto non sono più abbeverati con il sangue dei giusti, è finalmente è venuto il tempo degli onesti, queste terre hanno perso il loro fetore di morte e liberati dalla mafia sono diventati un tuo monumento vivo ed eterno per non dimenticate e santificare con il pane e il vino chi come te è stato ucciso per noi, per la nostra terra, per la nostra libertà e fede nella legge. Ora mietiamo giustizia e brindiamo con l’onestà, le ombre della morte non sono scomparse, i vermi dei morti hanno ancora fame, ma qui, in questa terra affrancata anche con il tuo sangue, è stato piantato un seme che noi crediamo, pretendiamo, desideriamo che germogli per sempre.


Fields expropriated to Mafia and cultivated by the Libera Terra Cooperative; The Centopassi brand is in memory of Peppino Impastato killed by the mafia on May 9, 1978 .

In these lands expropriated from the mafia, dedicated to the hundred steps that separated you from death, we sowed righteousness and picked honesty. All this because you are dead for our justice to defend our honesty. All this because your mother turned his tears into sharp nails, denied his blood he pretended and got that justice for which you was dead; all this because your friends brought your name in every street showing it as a death plague in the cost of Sicily, and the truth that is hidden from us, hidden, has been recognized, has become a necessity the air with which we can still breathe. Now that the fields of abuses and blackmail are no longer drowned with the blood of the righteous, the time has finally come to the honest, these lands have lost their death sting and released from the mafia have become your living and eternal monument to do not forget and sanctify with the bread and wine who like you was killed for us, for our land, for our freedom and faith in the law. Now let us consider righteousness, and we worship with honesty, the shadows of death have not disappeared, the worms of the dead are still hungry, but here in this land also with your blood is planted a seed that we believe, we pretend, we want to sprout forever.

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allora, il fatto è questo e ne voglio approfittare per mettere in chiaro un paio di cose. il signore, che per comodità chiameremo “PROBABILMENTEPIÙACCULTURATODITE” (si, pure di te che stai leggendo, stacci) in sostanza dice -la questione meridionale esiste pure sui social network, ho parlato con 10 ragazze ed erano tutte del sud, dato che al nord si usa molto di più internet, questo mi fa pensare che da Roma in giù le donne sono disoccupate in numero maggiore ed essendo anche represse culturalmente e sessualmente sono più propense alle “fughe virtuali”-
L'ho presa a ridere e mi sono limitata a chiedere se fosse un post serio o meno e la mia vita è andata avanti tranquillamente quando il signor probabilmentepiùacculturatodite decide di scrivermi in privato ribadendo le proprie idee. Gli spiego che concordo con lui circa il concetto di fondo, che è innegabile che il tasso di disoccupazione femminile a sud sia maggiore, che trovo le sue argomentazioni piuttosto deboli (essendo discutibile trarre verità assolute da esperienze personali dubbie) e che, trovando quei commenti beceri e qualunquisti, avrei preferito porre fine alla discussione. Continua, gli ripeto che non sono interessata (perché trovo sterili queste diatribe nord/sud e perché guagliù ja non ve lo devo spiegare per quale motivo io con queste persone meno ci parlo e meglio è). La conclusione è quella che trovate sopra, potrei aprire pure una piccola parentesi su come il signor probabilmentepiùacculturatodite mi abbia dedicato un post in cui, nell'ordine, 1)mi da dell'oca perché non sono stata ammaliata dalle sue idee 2)ci tiene a sottolineare come lui non sia maschilista e che se lo fosse mi direbbe che ho problemi ormonali per non aver compreso il suo genio (ma sia ben chiaro che lui non è maschilista va bene?) 3)mi dice che non riesco a comprendere il significato di un testo dandomi implicitamente dell'analfabeta funzionale (dicesi analfabeta funzionale colui che trae verità assolute da esperienze puramente personali, ops), ma no.
Il problema non è questo.
“Vavatten via da Napoli, liberati dal Vesuvio, del mandolino di Sorrento e così via, magari cresci”, questo mi ha fatto male (“”“male”“”) perché pensavo di essere stata chiara ma forse invece no. A me del mandolino, del Vesuvio, della pizza me ne passa per il cazzo, l'orgoglio meridionale non sapevo nemmeno cosa fosse fino a poco tempo fa e non mi appartiene minimamente, sapete perché? Perché io ho passato l'infanzia e l'adolescenza a vergognarmi e a criticare aspramente il posto in cui sono nata. A 12 anni parlavo di camorra e nella mia infantile inconsapevolezza andavo a chiedere ai negozianti se pagassero il pizzo. Quando in vacanza mi chiedevano “di dove sei?”, diventavo paonazza dalla vergogna e cambiavo discorso perché non riuscivo a dire “Napoli”, mi dava fastidio, non lo potevo sopportare, io ero una brava persona e associarmi a quella città mi avrebbe sminuita, questo era il mio pensiero. Il mio rifiuto era tale da non aver mai pronunciato una parola in napoletano per anni e anni. Sono cresciuta, per fortuna sono cambiata, non mi vergogno, ho imparato ad accettare e poi ad amare la mia croce (“”“croce”“”) e non mi sento orgogliosa di Napoli, mi sento orgogliosa della persona che sono diventata NONOSTANTE e GRAZIE a Napoli. Il mio amore non mi ha mai impedito di criticare aspramente il posto in cui vivo, anche qui non mi sono risparmiata. E si, uso pure il “folcloristico napoletano” e quando scrivo qui a volte entro nel mood della macchietta perché trovo che abbia una carica umoristica molto più forte. Volevo ribadire soltanto questa cosa per evitare di essere fraintesa. Detto questo, ultima cosa: guagliù se mi dovete contattare per rompermi il cazzo lasciat sta, faciteme sta cuieta

|| Headcanon ||

A lot of Tevinter revolutionaries want to like, bring Tevinter back to it’s ‘former glory’ or completely topple social structure, economic structure, revamp everything.

And like, there is a degree of Orana that finds that idea(the toppling not the make tevinter great again) that is appealing but mostly Orana’s real dream is making schools for liberati. Like she wants slavery abolished but I don’t really think she has the vision enough on her own to believe that it will happen any time in her lifetime but the liberati that are free but suffering right now? She’s learned more than most that having someone to teach you not just things like reading but being taught freedom is utterly life changing.

Orana doesn’t really have hope that she can help current slaves, she doesn’t have the power or reach but the liberati that tevinter doesn’t actually give a fuck about what they do? She knows she can help them.