liberaty

Non sono mai stata brava con le parole e se devo essere sincera non sono mai stata giusta nei confronti dei miei sentimenti, loro sono così incontrollabili e io così forte e severa da tenerli nascosti, perché sono sicura che una volta liberati non potrò più controllarli e non potrò più riaverli indietro.
Ma con te..
con te è così facile essere me stessa, con te non mi sono mai chiesta se valesse la pena fidarmi di nuovo.
Successe tutto così all'improvviso, all'inizio non capivo, non capivo perché fossi così felice all'arrivo di un tuo messaggio,
non capivo cos'era quella strana sensazione alla stomaco ogni volta che ti dovevo vedere,
non capivo come riuscivi facilmente a farmi cambiare di umore.
Poi un giorno tutto fu più chiaro.. se ricordi, scherzando ti dissi che sarei scappata via e tu mi risposi con le tue abilità da poeta “ma dov'è che vai? Tanto ormai sei mia, scappiamo insieme.”,
e allora ho pensato: ad una vita, ad un futuro senza di te, senza i tuoi baci, i tuoi sorrisi, i tuoi abbracci e in quella vita io non ero più felice, perché a rendermi felice sei tu.
Che dici, vuoi viverla con me questa vita?
Lasciati andare. Da sfogo alla paura, al dolore che senti, alla collera che reprimi. Liberati di tutto quello che hai accumulato dentro e dopo ricomincia a vivere.
—  Naruto Shippuden
Rischia, cazzo, rischia!
Fai la prima cosa che ti passa per la testa.
Non pensare sempre troppo a quello che succederà dopo.
Pensa a come ti senti in quel momento, senza pensieri, leggera, libera…
Sii più egoista. Pensa di più a te stessa.
Liberati da paure e incertezze.
Lasciati andare.
Vivi.
—  Parole per me
Possibile che nessuno se ne accorga? Perché nessuno mi dice:
“Ehy, mi sembri sopraffatto dal mondo, liberati di questo peso, lascia che sia io a portarlo per un po’ al posto tuo.
Ammoniaca

Ci sono persone che non se ne vanno. E sia chiaro che questa non è una buona cosa, ma la peggiore delle maledizioni. Anche perché non è che nel frattempo ci sono. Non ci sono, ma proprio per niente, però ogni tanto vengono a fare la pisciatina nell’angolo. E la cosa peggiore è che dopo che queste persone hanno pisciato così tanto negli angoli che hai la casa (leggi: testa) che puzza più di un sottopassaggio della stazione, dopo che hai fatto di tutto per tenerli lontano da casa, hai ripulito tutto, ti stai dimenticando quell’odore d’ammoniaca che ti frigge tutti i neuroni, e ti senti bene e anche un po’ figa, diciamo la verità, dopo tutto questo lavoro a loro basta un’altra piccola pisciatina. E tu pulisci subito tutto di nuovo, ma l’odore rimane ancora, e ci mette un secondo a riappiccicartisi dappertutto, nelle narici, in mezzo alle sinapsi. E loro lo sanno che rimane. Solo che non se ne curano granché, l’importante è averti ripisciato un attimo per casa, essersi liberati, aver fatto in modo che tu ti ricordassi di loro, pur in modo così sporco e inutile. Non gli interessa nient’altro, pisciarti in casa, far in modo che tu ti ricordi di loro, e bon, poi se ne tornano a fare quello che fanno e che non si sono mai degnati di dirti cosa fosse. Sei il loro pisciatoio. Che bello.

Il profumo di se stessi

Colora la tua vita,
accettala in ogni sua ombra
non è mai tardi per amarsi.

Liberati dai pregiudizi,
vivi senza vergogna
Impegno, dedizione, coraggio

Raggiungi i tuoi obbiettivi
abbandona gli scontri per gli incontri
lasciati trasportare nella direzione in cui il cuore batte
Lasciati scivolare via le paure
-annientale.

Cerca il bene, il sereno e il bello
Fatti abbracciare da ciò che ti succede
Lasciati insegnare:
la vita sa essere un’ottima maestra.

-Rime al sole (On Facebook)

I mali che fuggi sono in te. Correggiti, dunque, liberati dai pesi che porti.
—  Seneca
Epittèto, lo schiavo stoico

Non pensate di esservi liberati così facilmente degli stoici, quella è gente che non molla.

Epittèto (”colui che fu comprato”, 50-130 d.C. circa) era zoppo e debole di costituzione, la leggenda vuole che ad azzopparlo fosse stato proprio il suo padrone Epafrodito, il quale a sua volta fu schiavo affrancato e delatore della congiura ai danni di Nerone, quella che poi portò al suicidio di Seneca. Si pensa che Epittèto fu liberato proprio da Epafrodito, che era poi divenuto nel frattempo segretario di Nerone e che non sfuggì alla condanna di Domiziano per aver aiutato il suo principale a fuggire e a suicidarsi pugnalandosi alla gola (Qualis artifex pereo!). Questo per dire del rapporto stretto che intercorreva fra impegno pubblico e filosofia stoica, gente che era molto dentro i fatti di cronaca.

Epittèto, a sua volta bandito da Roma e ritiratosi a Nicopoli nell’Epiro, si mise a insegnare filosofia e divenne molto popolare essendo uomo retto e di assai modeste pretese (le sue lezioni furono trascritte fedelmente dallo studente Arriano visto che come Socrate preferì non scrivere nulla di suo pugno). 

Sua principale preoccupazione fu distinguere le cose che sono in nostro possesso e dipendono da noi da quelle che non lo sono. Sono in nostro possesso secondo le sue stesse parole: “giudizio di valore, impulso ad agire, desiderio, avversione, e in una parola, tutti quelli che sono propriamente fatti nostri.Non sono in nostro possesso: “il corpo, i nostri possedimenti, le opinioni che gli altri hanno di noi, le cariche pubbliche e, in una parola, tutti quelli che non sono propriamente fatti nostri.” L’infelicità ovviamente nasce dal desiderare le cose che non sono in nostro possesso.

Non lamentarti dunque del tuo aspetto fisico, il corpo non è in tuo possesso, non lamentarti delle opinioni altrui, non sono in tuo possesso, non vantarti dei tuoi possedimenti, anche loro non sono in tuo possesso.

Proairesi e diairesi. Per giudicare i fatti, secondo Epittèto, utilizziamo due facoltà, la proairesi, la facoltà razionale che dà un significato alle cose (il senso delle cose non è infatti da individuare nella percezione in sé ma nel significato che di volta in volta le diamo) e la diairesi, la facoltà di discernere ciò che è in nostro possesso da ciò che non lo è. E in effetti il compito essenziale della filosofia di tutti i tempi è stato quello di dare significati nuovi a fatti noti e argomenti vecchi.

E per finire un passo illuminante tratto dal Manuale:

«Non sono i fatti in sé che turbano gli uomini, ma i giudizi che gli uomini formulano sui fatti. Per esempio, la morte non è nulla di terribile (perché altrimenti sarebbe sembrata tale anche a Socrate): ma il giudizio che la vuole terribile, ecco, questo è terribile. Di conseguenza, quando subiamo un impedimento, siamo turbati o afflitti, non dobbiamo mai accusare nessun altro tranne noi stessi, ossia i nostri giudizi. Incolpare gli altri dei propri mali è tipico di chi non ha educazione filosofica; chi l'ha intrapresa incolpa sé stesso; chi l'ha completata non incolpa né gli altri né se stesso.» 

Che uomo.

(tratto da internet ma scritto meglio)