li and lo

Mi sento tanto triste, prima ero così sicura delle cose, ora invece non più e la mia positività e la mia leggerezza sono proprio andate a farsi benedire chissà dove. Forse è perché sto davvero crescendo e sto davvero cambiando, non so. Le persone con cui credevo fossi legata mi hanno lasciata sola, o forse sono stata io a farmi lasciare sola perché io non tollero chi sparla di chi non c'è e poi li chiama ‘tesoro’, lo trovo estremamente di cattivo gusto. Però ora sono in questo limbo e loro insieme sono felici ed io sono sola e non sono me felice ne triste, e questa indifferenza mi rende triste (sì è contorto come pensiero).

Dove sto sbagliando? E se non sto sbagliando io? Perché non è detto che sia sempre io a commettere errori. Magari sono anche le situazioni della vita. Fatto sta che comunque ormai è fatta, e devo dire anche che (culturalmente parlando eh) da quando sono sola ho fatto un salto di qualità mai visto e immaginato nella storia della mia vita. Per cui, forse è meglio così.

Adonai li v’lo ira          אֲדֹנָי לִי וְלֹא אִירָא

(I don’t know if it’s the words―or the melody, or both―that leave me a peaceful kind of fragile, with the sense the experience is always wholly necessary.)

10

I should be studying but it just now came to my attention that it’s national siblings day *not pictured are Mai and Tom Tom even though I love them

Ti sei fatta crescere i capelli.
-Così pare.
-Ce li avevi corti quando stavi con me.
-Lo so.
-Stai bene, comunque.
-Grazie.
-Sei proprio bella.
-Non dovresti dirmelo. Sono la tua ex.
-Posso dirtelo. Ti ho amato.
Sul suo viso comparve una smorfia:-Mi hai amato solo perché sono bella?
-No, affatto. Ti ho amato perché… in realtà non lo so perché.
-Come sarebbe a dire che non sai perché?
-Che tu eri… non lo so.
Ci fu un attimo di silenzio, poi lei finalmente sorrise:-Io ti amavo. Tu non l’hai mai capito ma io ti amavo.
-Tu non me l’hai mai detto.
-Hai ragione. Ti ho detto molte altre cose ma non quella.
-Mi hai detto che ero un coglione, che ti trattavo male, che ero immaturo…
Sbuffò:-Dio mio, lo sai che non lo pensavo davvero.
-E che pensavi davvero?
-Che eri fantastico. Avevi quel modo tutto tuo di vedere le cose e io amavo quel tuo modo di vedere le cose. Eri adorabile quando mi sorridevi dall’altra parte della strada e quando mi accarezzavi la guancia appena mi vedevi giù di morale. Eri dolcissimo quando mi permettevi di stare tra le tue braccia e sai io odiavo sentirmi piccola ma quando mi stringevi mi sentivo minuscola e stavo comunque benissimo nei tuoi abbracci ed eri straordinario quando stavi ad ascoltare le mie paturnie sconnesse come stai facendo ora…
Si fermò per un istante con le lacrime agli occhi, poi lo guardò e la voce le tremava mentre pronunciava quelle parole:-E come ora mi sorridevi. Solo che poi mi baciavi e mi dicevi che andava tutto bene.
Fu un attimo. Un attimo in cui lui si sporse dall’altra parte del tavolo e la baciò.
E le disse:-Va tutto bene.
Lei fece un respiro profondo.
-Non avresti dovuto farlo. Sono la tua ex.
-Sai perché ti ho amato?
-No.
-Perché era impossibile non farlo. Eri qualcosa che non riuscivo a capire e quando ci provavo mi perdevo. E quando mi perdevo trovavo i tuoi occhi e loro mi guardavano sempre con un amore sconfinato, non importava quanto io fossi stronzo o quanto ti facessi incazzare o piangere, i tuoi occhi continuavano sempre ad amarmi. Io ti amavo perché eri forte, piccola. Tu pensavi sempre che fossi io a proteggere te e invece eri tu a proteggere me. Io non ti ho mai protetto. E tu non hai idea… non hai idea di quante volte mi sono odiato. Mi sono odiato tutte le volte in cui non ti difendevo e non ti dicevo di amarti. Tu non mi dicevi di amarmi ma io sapevo che mi amavi. Io non ti dicevo di amarti ma ti amavo. Tu lo sapevi?
Il sorriso della ragazza era triste:-No.
-Ma ti amavo. Davvero.
-Se l’avessi saputo non mi sarei arresa con te.
-Quindi adesso saremmo ancora insieme?
-Io sono ancora con te.
-Ma stai con lui.
-E tu stai con lei.
-Ma sono con te.
Lei sospirò:-Non fa niente. Siamo andati oltre il nostro amore.
-Non lo so. Siamo ancora qui.
-Non siamo più quelli che eravamo.
-Hai ragione. Hai i capelli più lunghi.
Finalmente lei rise. E lui non riuscì a non dirglielo:-Il tuo sorriso è sempre lo stesso, però.
Il suo sguardo si fece serio in quello di lui:-Anche la tua capacità di farmi sorridere è sempre la stessa.
-Vuoi sapere la verità?
-Sì.
-Anche il mio amore per te è rimasto lo stesso.
-Vuoi sapere la verità?
-Sì.
-Li vedi i miei occhi?
Si guardarono.
-Li vedo.
-Non lo capisci?
-Che cosa?
-Hai detto che ti guardavano con un amore sconfinato.
-Sì.
-Neanche loro sono cambiati. Ti stanno guardando ancora così.
—  Facebook

Un anno fa rincontrai un ragazzo.
Uno di quelli da cui mamma ti dice di starci alla larga.
Uno bello,
un donnaiolo,
un testardo.

Non era più il bambino con cui giocavo a nascondino
anni e anni prima.

Dicevo,
rincontrai questo ragazzo.

Una come me,
con uno come lui…
Non trovo le parole.

Lui era bello,
spontaneo,
estroverso
ed io ero io.
Nonostante le voci che giravano
in giro nel mio paese,
decisi di frequentarlo ugualmente.
Inizialmente,
ero diffidente,
come se io e lui non ci conoscessimo.

insomma, non sono una che regala la propria fiducia al primo che mi ritrovo davanti.

Poi, però,
non so che è successo, ma qualcosa è cambiato. 

Era lui, che se mi sedevo distante, si avvicinava.
Se non lo volevo baciare, il bacio me lo rubava.
Che sapeva dire certe cose che…
Dannazione, quanto l’ho odiato. 
L’ho odiato quando mi guardava in un certo modo, sembrava innocente, sembrava che gli sorridessero gli occhi nel guardarmi.
L’ho odiato quando mi ha detto che ero sua. 
L’ho odiato quando mi ha dedicato canzoni, che adesso ho paura di ascoltare di nuovo.
L’ho odiato quando mi ha resa debole.
L’ho odiato quando non mi ha scritto, e quando invece poi l’ha fatto.

‘Ti penso sempre’ diceva.
L’ho odiato tante volte ed in tanti modi diversi.
Ma più di tutto ho odiato me stessa per non averci capito niente, quell'inverno.

Per essermi bevuta le sue parole, le sue promesse. 
‘Sei così orgogliosa’, diceva.
‘Quando si tratta di te, perdo sempre’, diceva.
‘Amo davvero, amo te, davvero’ diceva.

Ho creduto ai suoi occhi, ai suoi sorrisi. 
Mi sono odiata quando la gente mi mandava le foto di lui con un’altra.

Mi sono vergognata così tanto di me stessa, di aver provato sentimenti così forti per un’idiota, per una persona così falsa e meschina.

Mi sono odiata quando poi, ha scelto lei e ci sono rimasta di merda.

Quando mi diceva che lei non era nulla, mi rassicurava.

Non capivo perché.
Non capivo i suoi comportamenti.
Usciva con lei, ma fissava me. 
Mi chiamava, mi mandava messaggi.

Mi illudeva di essere qualcosa per lui.
Voleva che gli facessi vedere come si amava ‘veramente’ e l’ho fatto.
I miei insegnamenti, però, li ha usati con lei.

Alla fine è stata una cosa che non ho mai accettato.
Non so come, non so perché, ma ruppe qualsiasi legame o contatto con me.
Neanche un saluto.

Nonostante continuasse a fissarmi.
Nonostante i miei sentimenti, ruppe quel legame.
E io dovetti solo andare avanti.

Quel ragazzo mi insegnò quanto la gente potesse recitare bene, apparire sincera.
Da allora fatico ancora di più ad aprirmi
a fidarmi.

Scrissi tanti post, dedicandoglieli.
Alcuni dolci, altri feriti.
Li avevo resi privati lo scorso anno, ma questa sera sono andata a rileggerli.


Un anno fa, durante una sera fredda d'inverno, rincontrai un ragazzo, ma lui non rincontrò mai me.

—  Giulia Ghironi.
- (via @queitaglisuipolsisporchi) Se prendi le mie frasi taggami o aggiungi il mio nome, non costa nulla!🙅
Non importa io dove sarò e tu dove sarai,
i miei angoli bui non finiscono mai,
i tuoi angoli bui li conosco lo sai,
ti dimenticherò,
mi dimenticherai.
—  Coez (via amorimainatichenonfiniscono)
I rapporti veri, quelli sani, quelli che dovreste portare avanti non sono quelli che vi annichiliscono, quelli che col passare del tempo vi fanno perdere voi stessi, quelli che vi costringono a cambiare per andare bene, quelli che smussano i vostri angoli per farvi combaciare..
I rapporti che vale davvero la pena tenersi stretti sono quelli che vi aiutano ad elevarvi, a crescere, a migliorare.
Son rari e quando li trovi lo capisci; perché ti fanno sentire speciale, non un errore.