leucas

“Mother’s Love”

A little beluga whale has just been born in the relative warmth of a river estuary. His mother, an old and experienced female, is only joined by a young nursemaid who will help keep watch over the newborn calf for a while. Most mothers don’t sleep for several weeks after the birth of their calf. Too busy they are with ensuring its safety, keeping it away from predators and making sure it doesn’t wander off. Although perhaps the nursemaid’s watchful eye will allow this mother to sleep for a few short moment nonetheless.

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The Greek River God Achelous

This silver stater shows the head of Achelous as a horned man-faced bull. The reverse shows Apollo seated, holding a bow; with an inscription AKAPNANON; ΘE monogrammed (reverted) to the left. This was minted at the Leucas mint in Acarnania (map) during the Federal Confederacy, c. 250-200 BC. Lykourgos was the magistrate at the time.

Achelous was the Greek patron deity of the largest river in Greece. Like other river deities, he is usually depicted as a man-faced bull. Here he is portrayed with a particularly sensitive rendering on this stater of the Acarnanian Confederacy, a multi-city league on the southern Illyrian coast. While usually seen as benevolent, Achelous battled Heracles for the favors of the beautiful nymph Deianeira and lost one of his horns in the match; he had to trade one of the horns of the Amalthean Goat to get it back.

“Diversity”

Compared to other groups of animals, there aren’t all that many mammal species. But Cetacea, the order of the whales, with its mere 80-90 species is unusually small, even by mammal standards; primates for example have almost 400 species, and the order of the rodents has about 2200! And yet, despite their small numbers, there is such an incredible diversity between the whales, from the big and mighty bowhead whale to the small and sleek harbour porpoise. Not only do the depicted species illustrate this broad diversity in shapes and sizes, they also occur in a single geographical location for at least part of their ranges.

This is a really old drawing, but I still quite like it!

flickr

Santa Maria di Leuca, May 2015 by Jörg Richner

Launched on 26 october 1901, the Léon Gambetta was the 31st ship to be sunk during WW1, and the second French ship. (i would have sent the 1st, but i can’t find any pictures of the SS Le Calvados). Built as a as a Cruiser for the French Navy, it was the first of the Leon Gambetta Class Cruisers, and the only of the 3 to be sunk.

She was armed 2 twin 193mm M1896 naval guns, 6 twin 164mm M1893 naval guns, 24 47mm Hotchkis guns, and 2 torpepo tubes.

Off the coast of Santa Maria di Leuca, Italy, she was torpedoed on April 27 1915. She was in that region because she was part of the French Navy stationed in Malta, as to blockade the Austrian navy. Ironic, because the submarine that sank her was the Austrian U5.

Having gone down in 10 minutes, she took 684 men out of the 821 with her.

named after one smart and tough one-eyed motherfucker.

flickr

Trani da Giulio Paolicchi
Tramite Flickr:
Cattedrale di San Nicola Pellegrino

Drew some shark’s teeth for my friend Martha’s poetry chapbook.

Left to right, top to bottom:
1. Nurse shark  (Ginglymostoma cirratum)
2. Sand tiger shark  (Carcharias taurus)
3. Tiger shark  (Galeocerdo cuvier)
4. Bull shark  (Carcharhinus leucas)
5. Lemon shark  (Negaprion brevirostris)
6. Mako shark  (Isurus oxyrinchus)

Sappho Kissing Her Lyre. Jules-Élie Delaunay (French, 1828-1891). Oil on canvas. 

“Urged to the edge
By maddening desire,
I, too, shall fling myself
Imploring thee,
Apollo, lord and king!
Into the chill
Embraces of the sea,
Less cold than thine, O Phaon,
I shall fall—
Fall with the flutter of a wounded dove;
And I shall rise
Indifferent forever to love’s dream,
Or find below
The sea’s eternal voice,
Eternal peace.”
[Sappho, The Cliff of Leucas]

Itinerari in bicicletta, le vie più belle d'Italia

Chi ama il viaggio non può prescindere da una variante di trasporto che ha sempre più fedelissimi: la bicicletta. Ecologica, green, a basso impatto ambientale e dagli innegabili benefici per la salute, la bici conquista sempre più appassionati in Italia: i numeri di chi la utilizza come principale mezzo di spostamento continuano ad aumentare, soprattutto nelle grandi città. La vita si semplifica molto quando non devi cercare parcheggio per la macchina: la bicicletta aiuta a coprire distanze considerevoli senza avere lo stress di posteggiare l’auto e permette di raggiungere zone della città dove un mezzo a motore non potrebbe nemmeno entrare.

Esiste anche una categoria di persone che ama la bicicletta come trasporto fondamentale per le gite turistiche, anzi, spesso parte proprio in bici dimenticando volutamente l’auto: è un modo di viaggiare diverso, che richiede certamente preparazione fisica e ottima salute, ma permette di notare particolari che con l’auto non vedremmo mai. L’Italia, in questo, offre tantissimi percorsi meravigliosi che possono essere tranquillamente “pedalati”, godendo di paesaggi notevoli. Ecco una piccola lista degli itinerari in bici in Italia, con le vie più belle da percorrere sulle due ruote.

Via Francigena

Più celebre per le passeggiate, la Via Francigena comincia da Canterbury in inghilterra per arrivare fino a Roma. Il tratto italiano più bello da fare in bicicletta va da Fidenza a Roma, lungo un percorso di circa 500 km che attraversa l’Appennino, le più belle colline toscane, l’alto Lazio della Tuscia fino ad approdare a San Pietro, a Roma.

Sentiero della Valtellina (80 km)

Una ciclabile comodissima a fianco del fiume Adda, vicino alla ferrovia (così se ci si stanca si può cambiare mezzo di trasporto…). Le bellezze della Valtellina, ricca di verde e di splendidi campi, sono tutte da gustare in questo percorso non lunghissimo, ma valido per una piccola gita fuori porta.

Ciclovia dei Borboni (334 km)

Il Sud Italia riserva perle inattese: da Napoli a Bari in bicicletta si può, lungo le vecchie strade del regno borbonico. Tendenzialmente pianeggiante, dal clima ottimale quasi tutto l’anno e con paesaggi di rara bellezza, la Ciclovia dei Borboni è ricca di tappe da vedere e gustarsi in totale relax.

VenTo (679 km)

Progetto in divenire, va detto, ma sicuramente uno dei più interessanti d’Italia: la ciclovia che unisce Venezia a Torino sfrutterà ciclabili, alzate di fiumi e canali, stradine secondarie a bassa percorrenza per godere delle bellezze più particolari e dimenticate della pianura padana. È un lungo lavoro, ma potrebbe diventare presto realtà.

Ciclovia adriatica (1300 km)

Da Trieste a Santa Maria di Leuca, in provincia di Lecce, per un viaggio lunghissimo e ricco di variegati paesaggi, con lunghi tratti pianeggianti che consentono una pedalata serena. Alcuni tratti abruzzesi son ben dotati di percorso ciclabile ottimamente tenuto, mentre nelle altre regioni attraversate ci si affida al buonsenso e alla massima attenzione da tenere sulla celebre statale 16, l’Adriatica, di solito affollata dalle macchine. Il periodo migliore per farlo è la tarda primavera, mentre l’estate è assolutamente da evitare.

Passo dello Stelvio

Vera sfida atletica per i più preparati, il passo dello Stelvio è il valico più alto d’Italia, al confine con la Svizzera. In tarda primavera, quando riapre, è affollato di persone che mettono alla prova le proprie capacità fisiche sui celeberrimi 48 tornanti del versante altoatesino (36 invece quelli del tratto lombardo). Luogo di gare all’ultima salita, permette di ammirare dei paesaggi incredibili e respirare l’aria pura delle montagne.

Riviera di Levante (22 km)

Impossibile non nominare le bellezze della Liguria, con il percorso ciclopedonale che parte e arriva a Levanto passando per Bonassola e Framura, nella provincia di La Spezia. Ventidue chilometri di meravigliosi scorci di mare, adeguatamente protetti da apposite strutture, e con in più una serie di gallerie che risalgono all’Ottocento

Pista Ciclabile del Parco Costiero (25 km)

Come la VenTo, è parte di un progetto che prevede la costruzione di un percorso ciclabile tra Genova e Marsiglia. Per ora si possono godere i 25 chilometri totalmente pianeggianti tra Ospedaletti e San Lorenzo a Mare, in provincia di Imperia, che sono stati ricavati dalla ex linea ferroviaria dismessa: uno spettacolo notevole.

Ciclovia degli Appennini (1800 km)

Dal colle di Cadibona in Liguria fino a Reggio Calabria, nel profondo sud d’Italia, seguendo la dorsale appenninica. Possibile anche la deviazione verso la Puglia, da seguire sullo splendido itinerario degli acquedotti pugliesi. Serve una preparazione atletica notevole, va detto, e molte zone non sono ancora state degnamente rilevate, ma la scelta è impagabile.