letteratura per bambini

7 cose che gli amanti di Harry Potter odiano sentirsi dire dai babbani

1 - «Ma non sei un po’ grande per questa roba?»

Se qualcuno di voi sapesse almeno di cosa sta parlando, potrei fare uno sforzo e considerarvi sfortunatamente stupidi. Ma poiché parlate tutti senza avere idea di cosa sia Harry Potter siete solo dei babbani rompicoglioni.


2 - «Non basta vedere i film?»

Immaginate il cenone di Natale, la tavola imbandita, traboccante di tutti i vostri piatti preferiti, dolci a volontà, una cascata di cioccolato al centro, un albero di Natale fatto di biscotti, tanto cibo che potreste campare per un mese senza uscire dalla porta. Ecco: questi sono i libri.
Adesso immaginate una barretta dietetica da 25 grammi: i film.


3 - «Come fa a interessarti una cosa se sai che non può essere reale?»

Le vostre piccole teste non sembrano capire che in una storia può esserci molto più dei fatti. E poi cosa ne sapete? Anche i microbi ignorano la nostra esistenza. Vivono addosso a noi ma non lo sanno.
Magari i nostri vicini di casa sono maghi e noi non li abbiamo nemmeno mai visti.


4 - «Ma a me non fa nessun effetto.» dicono quelli che non hanno mai letto la saga.

Neanche a me fa nessun effetto Tolkien, ma perché non l'ho mai letto e ammetto la mia ignoranza, e non vado in giro a dire che non mi piace, perché sarebbe stupido. Quindi assicuratevi di conoscere quello che dite di disprezzare.


5 - «Ah si Harry Potter. Piaceva anche a me… ma quando ero piccolo.»

Certo. Capisco. La vostra ironia è simpatica come Dolores Umbridge.
Solo, avete mai pensato (parola grossa) che magari i milioni di fan di tutte le età non sono tutti pazzi? E che forse c'è davvero qualcosa in questa saga che può essere apprezzato anche a 20 anni?


6 - «Ma non è classificato come letteratura per bambini?»

Si. Ovvio che lo è.
Anzi, sul retro copertina è consigliato di leggerlo ai bambini da 2 ai 6 anni per farli addormentare. Soprattutto le parti in cui si parla di assassinii nella foresta proibita, di scritte col sangue sui muri, di pezzi di mani ritrovate in mezzo alla strada (il dito di Minus se ricordate), di rituali di rinascita in corpi mostruosi in un calderone col sangue del nemico e il braccio amputato di un servitore… insomma si, è da bimbi piccoli.


7 - «Ma i libri non sono otto?»

NO. SONO SETTE. SETTE.

da Jean Giono, Il bambino che sognava l’infinito, Salani, 2012

Attraversiamo il prato e andiamo a vedere cosa c’è dietro gli alberi!
E così facevano; ma dall’altra parte c’era un altro quadrato di fieno verde, fiancheggiato da altre barriere di pioppi, tremoli e salici. Andava a finire che padre e figlio camminavano lungo le strade. A testa bassa, come dei condannati a morte.
Eppure il paesaggio intorno a loro era sicuramente vasto, e doveva anche essere bello. Lo si capiva dal volo degli uccelli.

Giudizio sintetico

Un bel libro che parla di cose semplici, in un contesto - quello della vita di campagna - che per molti bambini non esiste più, e del desidero semplice di un bambino, che non si accontenta, che vuole sempre di più, che vuole l’infinito. E da ultimo, ma non meno importante, della compagnia semplice che sa fargli suo padre, in un rapporto di stima e libertà totale.

Trama


Tutte le domeniche il bambino e il suo papà andavo a passeggio per la campagna, ma il loro sguardo era continuamente stretto dalle siepi e dai filari degli alberi. Una domenica, con il permesso del padre, il bambino sale su un albero, ma non vede che gli altri alberi. Lui desidera di più e non può che tornare a casa sconsolato. È mentre sta per dormire alla sera che tutto a un tratto si ritrova in cima a un albero e da lì si stacca per affrontare il cielo. Al suo risveglio non sarà più come prima.

Genere Romanzo

Illustrazioni Spider

Età di lettura ad alta voce 3-6

Età di lettura indipendente 6-99

Valutazione buono

pp. 56, prezzo 10,00€

Il cuoco col turbo

Un cuoco poco furbo
Andava ai concorsi
Convinto che per imporsi
ci volesse il turbo.

Buttava la pasta
Con l'acqua ancor fredda.
Un minuto e “ok, basta!”:
Una cosa tremenda.

Bistecche alla griglia
Mettendo la sveglia.
Dopo cinque secondi:
“Ecco qua, siamo pronti!”

Finché arrivò un giorno,
Che pensando all'amore,
Dimenticò l'arrosto in forno
A cucinarsi per ore.

“Complimenti, Chef, signore: 
Ecco a lei il Premio Primo!”
“O mio dio, ma è un orrore:
Lo credevo cotechino”.