Bisogna sempre essere ubriachi. Tutto qui: è l'unico problema. Per non sentire l'orribile fardello del Tempo che vi spezza la schiena e vi piega a terra, dovete ubriacarvi senza tregua.
Ma di che cosa? Di vino, di poesia o di virtù: come vi pare. Ma ubriacatevi.
E se talvolta, sui gradini di un palazzo, sull'erba verde di un fosso, nella tetra solitudine della vostra stanza, vi risvegliate perché l'ebbrezza è diminuita o scomparsa, chiedete al vento, alle stelle, agli uccelli, all'orologio, a tutto ciò che fugge, a tutto ciò che geme, a tutto ciò che scorre, a tutto ciò che canta, a tutto ciò che parla, chiedete che ora è; e il vento, le onde, le stelle, gli uccelli, l'orologio, vi risponderanno: «È ora di ubriacarsi! Per non essere gli schiavi martirizzati del Tempo, ubriacatevi, ubriacatevi sempre! Di vino, di poesia o di virtù, come vi pare».
—  Charles Baudelaire, da Lo Spleen di Parigi, Ubriacatevi
Non è la malinconia, non è la noia, ma molto peggio.
Come se tutto quello che c'era di buono in me
si fosse nascosto tutto,
e fosse rimasto solo il più disgustoso
—  Lev Tolstoj, p. 168, Anna Karenina
Lei crede che nessuno la possa amare perché non si ama, e pensa che nessuno l'abbia mai amata. E non lo perdona al mondo.
—  Alicia, Il labirinto degli Spiriti, Zafon.