les darcy

belafonten  asked:

Venerabile buonasera. Io ancora insisto sull'argomento, che tanto. Ma, gli zombie, hanno capacità natatorie? Se si, spero non al livello della Pellegrini, se no, meglio. Se non ne hanno per niente, non si potrebbe attirarli semplicemente in riva al mare e farli affogare? Affogano poi? Galleggiano? Perchè se galleggiano e non nuotano si possono abbattere da un natante. Il sangue può infettare i pesci? Insomma, penso sia chiaro che è gradita una gif animata.

Dunque,

evolvendoci in bipedi abbiamo perso la naturale predisposizione di ogni quadrupede al galleggiamento istintivo perché se immersi in un liquido senza adeguato addestramento ed esercizio, il nostro cervelletto ci imporrà la ricerca di un impossibile e letale ortostatismo (stazione eretta).

Quando in posizione ortostatica, infatti, il peso specifico del nostro corpo non è sufficiente a farci tenere in modo efficace la testa fuori dall’acqua, per cui dobbiamo muovere le gambe e le braccia per darci una spinta ortostatica sufficiente a permetterci una respirazione sicura (oppure ‘fare il morto’ ed è una doppia battutona, visto l’argomento).

Abbiamo visto che nello zombie la deambulazione e le prassie maggiori sono atassiche, ragion per cui non potrebbe gestire le sincinesie di un galleggiamento a quattro arti, quindi affonderebbe in una serie di fasi che andrò ad elencare:

  1. Fase Immersiva - Lo zombie entra in acqua e cammina vagando finché ha terreno sotto i piedi
  2. Fase Idromotoria - Lo zombie annaspa per cercare di mantenere la stazione eretta ma la mancanza di terreno sotto i piedi causa l’ingresso di acqua nelle vie respiratorie e digestive.
  3. Fase di Affondamento - A questo punto polmoni, stomaco e intestino pieni d’acqua inducono un aumento del peso specifico dello zombie che lentamente arriverà sul fondo.
  4. Fase di Marcia Subacquea - Lo zombie ritrova il fondale del mare/lago/fiume/canale e riprende il suo vagare.

L’evenienza che uno Zombie Sottomarino (questa e la definizione ufficiale, anche se ne esistono di Fluviali e Lacustri, per ovvi motivi meno pericolosi ) possa costituire un rischio è molto alta, sia per i navigatori che per le popolazioni litoranee perché l’assenza di fenomeni putrefattivi non permettono la riemersione del corpo a opera dei gas cavitari, rendendone insidiosa la presenza, ma di contro la possibilità che questi zombie possano permanere a lungo sott’acqua è stata valutata in 1-2 anni massimo, perché pure in assenza di putrefazione (il Virus Solanum non permette lo sviluppo di altri patogeni), l’acqua accelera comunque  i fenomeni di disgregazione dei tessuti molli e recenti ispezioni con batiscafo hanno rilevato la presenza di numerosi scheletri sui fondali marini con sole poche unità di zombie vaganti e prossimi alla perdita di tessuto muscolare.

2

“The power of a glance has been so much abused in love stories, that it has come to be disbelieved in. Few people dare now to say that two beings have fallen in love because they have looked at each other. Yet it is in this way that love begins, and in this way only.”  
 ―Victor Hugo, Les Misérables    

8

back when I joined the newsies fandom I made a cast chart to learn the newsies names

I found it the other day and made a new version toursies included

newsies live cast

broadway cast

papermill cast

italian cast

korean cast

stuff I could get some help with are below read more so this isnt longer than it already is

Keep reading

les souvenirs

Pairing:  Darcy Lewis/Steve Rogers
For:  @mcgregorswench
Prompt:  Memory Loss AU


Darcy slipped her hand in his. Everyone always said that loved ones looked so small in hospital beds.  With Steve, he almost looked bigger.  With all the needles and tubes coming out of him.  He looked bigger than this hospital bed.  He looked fine.  Like any minute, he was going to wake up and chide her for hanging around here all day.  Kiss her forehead and tell her everything was okay.  

Except he hadn’t.  Not for a week.  

For a week, he’d been in this coma and she had barely left his side.  

And now, they were bringing him out of it, and she was… nervous?  She wasn’t sure what to say to him.  

His eyelids began to flutter and she stood up, pushing her chair backwards behind her in her earnest to be the first thing he saw upon awakening.  

He blinked a few times, his eyes focusing on her face.  He smiled.  A big goofy smile that she loved.  "Hi…" he whispered.  

“Hi yourself…” she replied.  

“Are you…” he paused to clear his throat.  "Are you the nurse, sweetheart?“  

Her jaw dropped slightly and she wished the chair was behind her, because it felt like her legs were going to collapse.  "No…” she murmured.  "No, I’m…I’m Darcy.“

Ma vi domandate davvero il motivo per cui mi comporto così? Davvero? Cosa mi importa studiare per sapere che i Greci erano una grande o piccola popolazione fuori da questa scuola? Cosa serve studiare una civiltà antica se poi non ci parlate della nuova? A cosa ci serve sapere quanto fa 73820271:33839101 fratto alla x meno z, fuori da qua? Cosa ci insegnate oltre alla lezione del giorno? Là fuori a nessuno importa se sai le equazioni o la differenza fra solidi e liquidi. Dovreste insegnarci cosa sono gli squatters, cosa è il comunismo e cosa il fascismo, chi sono gli anarchici e chi i democratici. Dovreste insegnarci chi sono gli eroi e chi gli assassini, chi è il male e chi il bene. Dovreste insegnarci che chi ha rovinato questo Paese non ha dei tatuaggi, che farsi le canne non è male e che pregiudicare non è bene. Dovreste insegnarci che criticare è sbagliato, che giudicare una persona non è giusto e che esprimere le proprie idee va bene. Dovreste insegnarci ad avere i nostri ideali e a difenderli in qualsiasi circostanza. Ci dovreste insegnare che le persone cattive non sono quelle con piercing e rasta. Dovreste insegnarci a riconoscere le persone felici da quelle tristi, insegnarci che è sempre bene star zitti ad ascoltare chi sta peggio di noi e farsi aiutare da chi sta meglio. Dovreste insegnarci che l’arte è un modo per esprimere quello che non riusciamo ad esprimere a parole, che non dobbiamo sottometterci a nessuno. Che avere degli amici che ci vogliono bene è più importante che avere buoni voti a scuola. Ci dovreste insegnare che problemi come pedofilia, omicidi, suicidi, anoressia, schizofrenia, coma, bipolarismo, fame e povertà non si risolvono con una preghiera. Ci dovreste insegnare a risolvere i mille mila complessi che ci facciamo, ad amare noi stessi per quelli che siamo. Dovreste insegnarci che la politica che stanno facendo là fuori, non è politica, che gente come Bossi è il male, e non chi si cala qualche pasticca. Ci dovreste insegnare che la musica è arte, come può esserlo un disegno. Che è bello ciò che piace. Ci dovreste insegnare che va bene esprimerci disegnando quello che ci sentiamo dentro. E invece cosa fate? Ci spiegate che i Greci erano intelligenti, eppure la Grecia sta andando a puttane. Ci spiegate come risolvere le   complesse equazioni e non ci spiegate come potremmo risolvere i nostri problemi. Spiegate il fantasy e poi come ci immaginiamo qualcosa arrivate e ce lo demolite. Non ci spiegate cosa voglia dire essere comunista e anarchico, non ci spiegate nemmeno cosa sono la democrazia e la costituzione. Per voi una semplice preghiera e tutto si risolve, e nel frattempo le persone muoiono. Ci dite di esprimerci, disegnamo i mostri che abbiamo dentro e invece di aiutarci ci dite che siamo pazzi. Ci insegnate che i tatuaggi e le canne sono sbagliate, ma non dite nulla sul fatto che chi ha mandato  a puttane l’Italia sono le persone in giacca e cravatta. Ci insegnate che voi avete sempre ragione e noi abbiamo sempre torto, ci insegate che sottomettersi è giusto. Poi ci chiedete cosa pensiamo, e se la pensiamo diversamente da voi ci punite con rapporti. Con i voti ci giudicate, e ci insegnate quindi che giuicare è una cosa normale. Non capiamo una cosa e voi subito a darci di stupidi. Ci insegnate che chi fa il lecca culo e pensa solo a se stesso è migliore di chi si fa una canna con gli amici ed è sempre pronto ad aiutare il prossimo. Nemmeno ci spiegate chi è Bossi, ma se si parla di droghe siete pronti a farci una lezione sopra. Ci volete tutti con le stesse idee, e chi la pensa diversamente è il male della classe, la pecora nera che va lasciata da sola in disparte. Ci insegnate che sapere come sono fatte le figure nello spazio è una cosa importante, poi chiediamo cosa siamo noi nello spazio e ci date di matti. Ci insegnate che chi non fa bene è un fallito, senza preoccuparsi quanto impegno ci abbia messo. Vi basta vedere una persona sorridere e per voi è felice, e questo ci insegnate. Ma non è così. Sono stanca di mettermi a sedere ogni giorno per sei ore su una sedia e sentirvi blaterare su cose di cui me ne faccio ben poco. Esco da scuola e cosa me ne faccio delle vostre lezioncine del giorno? Che poi vi incazzate se non abbiamo voglia di fare nulla. Ma a questa età, cosa possiamo sapere del nostro futuro? Tanto con o senza laurea non troveremo lavoro nell’Italia di oggi, figuriamoci nell’Italia di domani se continuate a nasconderci l’attuale situazione dello Stato. Noi siamo il futuro, e voi il passato. Avete già avuto la vostra occasione per cambiare le regole, adesso tocca a noi. Ma cazzo dovete darci le armi per combattere, e non lo state facendo, no! State sbagliando tutto. E se ci volete ignoranti… beh allora vaffanculo. Perché io non ci sto. Sono l’unica forse ad aver capito. Perché qui c’è gente che ancora non ha compreso un cazzo. Se aprissero il cervello sarebbe meglio, ma voi ci insegnate che essere pappagalli, pecorelle sottomesse è una cosa buona. E mi spiace. Dite che tanto i soldi li prendete lo stesso, anche se non studiamo. Se fosse per me non dovreste prendere neanche un centesimo fino a che tutta la classe non è abbastanza colta da capire che il male è il governo e non quelli che a ricreazione si fanno i cannoni con gli amici.
—  Unadisastrosasognatrice.

Although it’s been said many times, many ways … Merry Christmas to you.

A Tasertricks Winter exchange 

Keep reading

Un giorno ti porterò in campagna. Correremo nel grano come se non ci fosse un domani, con le braccia aperte per spiccare il volo nel cielo.
Ci sdraieremo in mezzo ai fiori a guardare le nuvole e a darci baci che solo le farfalle più curiose potranno vedere.
Andremo al ruscello a giocare con l'acqua, ridendo come dei bambini.
Prenderemo una coperta e ci sdraieremo a guardare la luce del sole accarezzare le foglie.
Magari faremo anche l'amore, facendo vedere al cielo che esiste qualcosa più bello delle stelle.
Dopo tutto questo, amore mio, non troverai qualcosa di più bello.
—  Occhipienidioceano

anonymous asked:

I was wondering if there are fics where Steve is buff but still kind of sickly? Thanks for your time to look for these

This post has a few and theres also these:

A Bite of the Apple (wip)

Sequel to When In Rome

It’s been six weeks since their whirlwind 24 hour romance in Rome and Steve think’s he’s definitely fucked up. That is until Bucky calls him out of the blue and makes a request Steve can’t refuse.

The only problem is, it’s really tough to be an impoverished photojournalist dating the son of the President, and Bucky’s family are determined to make Steve jump through all kinds of hoops. This would also be so much easier if his new boyfriend wasn’t so much of a damn cocktease.

G.I. Joes and 2AM Diners

They look nothing like what they used to. Time and life have completely changed them. But as they sit there in silence, eating two halves of one cupcake, letting Brooklyn remind there where they came from, and enjoying a sky full of stars… They are those same little boys, somewhere deep down. For just a second, you’d be able to see them again.

And Bucky thinks to himself that maybe it’s little moments like these – fleeting as they may be – that remind him why life is still worth living.

Not Just Another Auld Lang Syne (i haven’t actually read this one but it promises veteran steve with bad lungs so give it a shot)

Coffee Shop AU. Natasha, Jane and Darcy own Les Trois Demoiselles bakery and cafe. There are no superpowers. Bucky and Steve are army veterans working harder than they should to find a normal life after the traumas that have scarred them. Steve has bad lungs, Bucky is an amputee. Tony and Pepper are “fixers” by nature.

Sharing Beds like Little Kids

Steve and Bucky are childhood best friends who get separated when they’re thirteen and Steve moves away. Five years later, they see each other at a party.

++

It seemed to Bucky that there had to be a certain all-encompassing awkwardness in going up to the guy you loved best when you were twelve and saying “Hey buddy, remember me?”

Certi professori dovrebbero sparire dalla faccia della terra.
Professori che abusano del potere che hanno sugli alunni, che insultano i propri alunni e li mettono in imbarazzo davanti agli altri. Professori ignoranti che si credono intelligenti per il solo fatto che lo dice un foglio di carta preso chissà quanti anni fa. 
Convinti che la vita vera si impari dentro quelle quattro mura, convinti che senza la scuola saremmo tutti degli ignoranti assurdi. Professori che pur di avere ragione fanno di tutto per metterti a tacere, ingiusti e corrotti. La verità è che ormai non esiste più un professore in grado di capire, in grado di dichiarare la verità, in grado di accettare di essere nel torto, per una buona volta. Convinti che noi impariamo da loro, ma non è del tutto vero. Possono insegnarci la matematica, la storia, la chimica, il francese, ma la verità è che non ci hanno mai insegnato come si combatte contro la voglia di mollare tutto, come si controlla l'odio e le urla, come si chiude il cuore davanti alle cose che ci hanno ferito, come si apre la bocca avanti alle cose che a noi non stanno bene, che ci provocano dolore e ferite, come si combattono le assenze e le distanze, come si caccia la nostalgia e la solitudine, la malinconia e la mancanza di una persona che da troppo tempo ti ha voltato le spalle. Non ci hanno mai insegnato a reagire alle cose che ci schiacciano, non ci hanno mai insegnato come si combatte la vita vera. E tanto meno ci hanno insegnato a rialzarci, dopo ogni batosta, dopo ogni calcio in bocca e caduta, proprio perché a darci le batoste, erano loro. Sono loro. Mettono sempre la scuola prima di tutto, ma per me no, per me la scuola è l'ultima cosa che conta per il solo fatto che lì dentro, da anni che ci vado, non ho mai imparato niente. Ho sempre fatto tutto da me, e adesso si spiega perché le persone che non hanno mai aperto nessun libro oltre a quello di scuola, che hanno sempre avuto tutto subito e pronto, non capiscono queste cose.
—  Oggi mi è stata data dell’ignorante verso una cosa stupida ma che sapevo benissimo, e sono stata accusata di aver disturbato la lezione per aver detto una parola a bassa voce tra l’altro e non ho nemmeno potuto dare spiegazioni. Adesso ditemi, la scuola ti insegna a parlare e a ribattere, o a tacere e subire?

Giro, nella mia stanza, con il jeans e il mio maglione.

Maglione.

Maglione non direi.

Come si chiama quell'indumento, con i bottoni e un collo ampio, a mo’ di maglione?

Una mia amica dice che mi fa vecchia.
Anzi, la mia amica dice che mi fa sembrare una vecchietta.
Sì, uso l'articolo “la”, perché, di amici, non ne ho molti.
Non perché io non abbia una…oh, andiamo.
Non ho una vita sociale, questo va ammesso.

Il fatto è che sono eccessivamente buona e sempre presente…con tutti.
Le relazioni che instauro sono tossiche, malaticce e con attacchi deliranti e nauseanti: son quella a cui puoi telefonare, per dire le ultime novità, per chiedere gli appunti delle lezioni, per invitare ad un pigiama party, per spronare ad essere più reattiva con il mondo che la…

…che mi…

…mi…mi circonda.

Presumo con il mondo che mi circonda.

Però…quanto sono intollerante.

E la mia intolleranza la manifesto nella scomparsa, nel disgusto ipocrita di chi si accontenta e si accantona, ma, in cuor suo, ancora spera.
Oh, andiamo, nella speranza siamo tutti così ipocriti.
Cerchiamo di coltivare le nostre passioni, in segreto, nascosti da sguardi indiscreti, mentre sprechiamo tutte le nostre energie per darci una facciata di prestigio, una facciata importante, una di quelle che dovrebbero darci un'etichetta morale.

O, forse, più sociale.

Un'etichetta sociale.

Che accidenti significa, poi, un'etichetta sociale?

Sono quello che mangio, i jeans che indosso, la facoltà che frequento e le amicizie che instauro.
Sono il degrado che mi appartiene, il disgusto dipinto sul mio volto, nascosto dal menefreghismo e dal cordoglio cordiale per il prossimo.
Sono la bellezza, il fascino delle parole, il mistero sotto gli occhiali spessi e l'incuranza della linea perfetta, nel fissare queste dita tutte consumate.
Sono solo qualche sogno fatto a caso, in mezzo ad una vita di incubi tridimensionali, dipinti con colori accesi, in mezzo alle pareti in cui ogni giorno vado a rifugiarmi.

Il fatto è che a straparlare siam bravi tutti.
A provare affetto, tenerezza, vergogna e indignazione.
Siamo tutti stanchi e vittime del mondo che ci comanda.
Che poi, povero mondo, nessuno pensa mai a quanto possa essere vittima di se stesso e di tutto quello che contiene.

Come se la felicità fosse racchiusa in un corpo perfetto, in un amore da fiaba e in una gioviale compagnia, sempre presente.

Come se la felicità dipendesse dal resto che ci circonda, utopicamente staccata da quello che in realtà pensiamo di noi stessi.

Il problema è che si sceglie la sicurezza e il silenzio; si accantonano gli ideali e si demonizza l'incertezza.
Il problema è che tutti ci sentiamo diversi, maltrattati, in preda ad una crisi di nervi, mentre veniamo marchiati a fuoco dalle nostre paure strafottenti.

La mia amarezza sta nelle parole che non ho mai saputo dire e in tutte quelle che ho sprecato.
Il mio più grande disagio sta nello svegliarmi, ogni mattina, senza sapere, effettivamente, dove andare.
Il mio rammarico, poi, è avere 22 anni, ma non sapere, effettivamente, quante primavere dovrei sentire addosso.

Ma tutto ciò che mi circonda ciondola tra la grande bellezza e la grande devastazione.

Sono un pendolo che scorre tra l'incomprensione e l'ilarità, tra la confusione e la mistificazione di se stesso: perché continuare a cercare un senso?

Un senso, io, non credo di averlo.
Non in senso assolutistico.
Ho passato il liceo a chiedermi cosa ci fosse di così sbagliato, in me.
Ho trascorso gli anni universitari a cercare una risposta, sperando di trovarla in qualche analista, più o meno sano di mente.
Attualmente faccio sogni strani e gioco alle libere associazioni:

“Dottoressa, mi dica, cosa sente?”
“Io non sento niente.”

No, a 22 anni io non posso non sentire niente.
A 22 anni io mi devo incazzare, a 22 anni io devo lottare.
A 22 anni devo credere che ce la posso fare, a 22 anni io so che sono pronta a rischiare.

E cosa ce ne frega, allora, delle etichette sociali!
Cosa ce ne importa, allora, della decadenza: non vi lamentate del degrado che vi circonda, perché voi stessi siete il vostro degrado!

Faccio schifo, nel mio cercare la perfezione che non ho, ma mi voglio bene, quando, nel buio della mia stanza, mi dico di non perdermi.

Forse è quel tutto nel niente, di cui tanto ho sentito parlare, o soltanto il mio essere logorroica, che mi spinge a tanto.
E mi dispiace enormemente.
Ma, al mondo, nessuno sa dove deve andare.

Io non so dove devo andare.

Ma, se grido vendetta e aspetto che la decadenza si risani da sola, cosa ottengo?

La mia bellezza sta nella mia goffaggine, nel mio finto cinismo e nella mia ironia molto masochista.
La mia bellezza sta nel mio degrado, in cui, prima o poi, imparerò a camminarci dentro, in equilibrio, come un uomo che non si arrende alla vita, anche quando essa, oramai, è già finita.