leninista

Radical Chic

Tom Wolfe è un giornalista americano che, vestito spesso di un doppiopetto bianco, dalla metà degli anni ‘60 in poi veniva invitato, o si intrufolava, in famose feste organizzate da influenti e ricche personalità soprattutto newyorchesi, per scrutarne i personaggi invitati. Ne uscirono fuori numerosi articoli di costume che segnarono un’epoca, soprattutto quelli apparsi sul New York Magazine nel giugno 1970. Wolfe infatti scrisse della leggendaria festa che la moglie del famoso direttore d’orchestra Leonard Bernstein dette nel loro appartamento di Park Avenue a New York per raccogliere fondi per le Pantere Nere, alcuni membri delle quali erano presenti alla festa, che era un gruppo di matrice ideologica marxista-leninista che sognava la rivoluzione proletaria e dei neri. L’articolo descriveva in maniera sarcastica come nel linguaggio, nella moda e persino nella gestualità di molti partecipanti ci fosse una volontà di distaccarsi dalla propria identità culturale di appartenenza per mostrarsi aderente ad un’altra. il termine fu ripreso pari pari da Indro Montanelli in una polemica con la allora dirigenza del Corriere della Sera, soprattutto verso la proprietaria Giulia Maria Crespi, accusandola indirettamente in un articolo del 1972, Lettera a Camilla, indirizzata a Camilla Cederna, famosa giornalista de L’espresso dove aveva una rubrica interessante sul costume italiano, Il lato debole. In quell’articolo Montanelli la accusa di essere rappresentante dell'italico “magma radical-chic”. Di lì in poi è un’apoteosi per questo termine, che si avvia piano piano a indicare una fascia di intellettuali borghesi che si rifà a ideali di sinistra rivoluzionaria, come i vip presenti alla festa descritta da Wolfe.

Mi piace sottolineare che il termine ha avuto fortuna in quasi tutti i paesi del mondo, dove però è stato trasformato con espressioni idiomatiche spesso divertenti (non come noi, che siamo pigri anche a cercare una traduzione di concetti tutto sommato facile, ma questo è un altro discorso):

in Francia e Spagna diventa Gauche caviar e Izquierda caviar (sinistra al caviale) oppure con ancora più enfasi Bo-Bo (Bourgeois-bohème ) e Bu-Bo ( Burgués bohemio): in Germania Salonbolschewist (bolscevismo da salotto) oppure il clamoroso  Toskana-Fraktion dove Fraktion significa gruppo parlamentare e Toskana la meravigliosa regione italiana dove molti politici hanno ville o passano le vacanze; molto diffuso è anche lo champagne socialist inglese, ripreso in molti altri paesi, mentre notevole è Smoked salmon socialist irlandese, che rappresenta come piatto lussuoso e raffinato il salmone affumicato (in Irlanda buonissimo). Degno di nota è il  Rödvinsvänster svedese, che con sinistra al vino rosso segna la bevanda di Bacco come simbolo di lusso e raffinatezza.

Mi è tornata in mente la storiella sui radical chic per due piccole notizie di costume politico: la prima riguarda le presidenziali francesi, poichè Macron è andato a festeggiare la vittoria al primo turno e l’ingresso al ballotaggio del 7 Maggio in un ristorante molto famoso, e lussuoso, di Parigi, Le Rotonde, che in tutti gli articoli che ho letto viene definito  punto di riferimento radical chic. La seconda notizia riguarda una battuta di Andrea Orlando, Ministro della Giustizia e candidato alle primarie del PD, che con felice scelta di argomenti ha detto:”Stiamo diventando il partito dei fighetti, abbiamo litigato con tutti tranne che con Marchionne e Briatore”. 

Mi sa che ho scritto un post radical chic anche io. O no?