lei mai

Ho la stanchezza di chi sta per crollare e il pianto che si restringe per non scoppiare
—  moriresilenziosamente
Se tieni a qualcosa, non è che a volte ci stai male.
Ci stai sempre male.
Si vestiva male per non farsi notare.
Ma come si può non notare tanta bellezza?
Aveva paura degli sguardi, lei. Non li sopportava. Non sopportava gli occhi puntati addosso, che ti scrutano, ti analizzano, come se dovessi passare un esame. Si, raccontava ogni volta che la sensazione era quella. ‘Un esame a cui non sei preparata’, spiegava. Noi sorridevamo. Come si può pensare, per un gesto così scontato, di provocare un tormento dentro la testa di qualcuno?
Non si truccava mai. Tranne per quell'eleyner messo in modo persistente ogni giorno, quasi maniacale. 'Quello non doveva mai mancare’ sosteneva lei.
Era così insicura, quella ragazza, che quasi rabbrividivo al solo pensiero.
Come si poteva essere così splendida e avere così paura?
Non riuscì mai a spiegarmelo.
Sembrava un angelo, e neanche lo sapeva.
Riusciva a farti vivere, a renderti felice, e neanche se ne rendeva conto.
Ma mai che lei accettasse che qualcuno facesse lo stesso. Mai. Questo non doveva accadere. Avrebbe potuto scomparire da un giorno all'altro, per sempre, se solo si provava a fare.
Non voleva ricevere amore. Aveva sofferto troppo. 'Adoro dare, ricevere mi spaventa’. E non aveva tutti i torti.
Il dare amore dipendeva di lei, il ricervelo era fuori dal suo controllo, e le faceva paura. 'Ci si può sempre innamorare di qualcuno che ti dimostra amore’, ripeteva lei. E lo sapeva benissimo. Lei, l'amore da dare, sapeva dosarlo.
Si posizionava sempre nella linea sottile tra 'me la sposo’ e 'è così delicata che non la toccherei neanche per sbaglio’.
Nonostante ciò, molti le avevano fatto del male.
Molto tempo prima, lei, l'amore, lo riceveva sempre. E ha fatto male. Per questo poi scappò.
L'ho sempre amata. Più degli altri. Ma non potevo dirglielo. Se l'avessi fatto sarebbe scappata. E non potevo permetterglielo.
—  L'ho scritta io, non togliete la fonte.
Ci tengo.
Quasi ti ho dimenticato, non rientri più tra i miei maggiori interessi, come giusto che sia. Ho dovuto farlo. Per me.
Di tempo ne è passato…eppure, oggi, mi sono svegliata con un pensiero che parla di te.
Mi chiedo se anche con lei tu sia un rompiscatole. Se ci ridi e ci scherzi.
Se con lei tu sia dolce o ancora pieno di insicurezze.
Credo di averti aiutato, ti ho aiutato ad avere di nuovo fiducia nelle emozioni, a non far riversare la tua rabbia sulle persone.
Tu che non ci credevi quasi più.
Mi chiedo se lei sopporti i tuoi momenti no, le tue lune storte, le tue paure e la tua gelosia, proprio come me.
Mi chiedo se anche a lei, tu dica parole poco piacevoli, che fanno quasi male e mi chiedo, soprattutto, se lei resta lì, inerme.
Mi chiedo se tra voi ci siano litigi, mi chiedo se tu la richiami per chiarire.
“Ti è passato, ti sei calmata?!”, mi dicevi.
E io non resistevo.
Potevo sentirti dire le peggiori cose, avrei potuto dire le peggiori parole…ma sarei sempre tornata da te, con quel tuo tono di tregua, con quegli occhi scuri, proprio come i miei.
Mi ci riflettevo nei tuoi occhi, sai.
Penso spesso ai tuoi abbracci, sai.
Penso a quando ti bastava un secondo per convincermi ad accoccolarmi accanto a te.
Ti ho voluto bene.
Come non ne ho mai voluto a nessun altro ragazzo.
Non so se, un giorno, ti dimenticherò fino a non ricordare il tuo nome…come è capitato con gli altri, che credevo di aver voluto….
Ma spero di no.
Perché?! Perché in un modo o nell'altro l'altro, mi hai insegnato tanto.
E ci tengo al fatto che tu sia felice.
Te lo auguro.
Sii felice, magari con lei.
Sii felice, con lei.
Siate felici, ma non davanti a me.
Almeno, non ora.
Lo sarò anch'io. Un giorno.
Magari con un uomo che mi renderà più felice di te. Mi farà sentire più amata di te.
Più…più…più… Più tutto.
Mi hai fatto male abbastanza, credimi.
Ma ora non lo sento più sulla mia pelle, l'ho rimosso. E guarda quanta importanza ti sto dando..
Chissà se mi pensi ogni tanto.
Chissà se ti vengo in mente.
Chissà se mi hai dimenticata già.
Mi piacerebbe che tu non lo faccia.
Io, ho scritto queste poche righe, per rileggere quando poi non mi importerà più di te e vorrò riviverti.
Ciao.
—  FreeSoul02

The Wedding Banquet (1993). To satisfy his nagging parents, a gay landlord and a female tenant agree to a marriage of convenience, but his parents arrive to visit and things get out of hand.

This is such a tender, beautifully made film with more heart than your average romantic comedy. No one’s relegated to comedic relief or a punchline, and the arcs of all the characters are so fully realised. It’s pretty damn wonderful. 8/10.

E niente, per lui c'è un'altra.
E io che stavo iniziando a credere di poter recuperare.
Che stupida. Meno male che il mio cuore è di pietra, altrimenti questa notizia mi avrebbe fatto male più del dovuto.
Non ne vale la pena, giusto ?!
Non ne valgo la pena io, giusto?!
Non mi resta che augurarti buona fortuna…ma sappi che quando incontrerai i miei occhi, conoscerai l'inferno .
—  FreeSoul02
Hai perso tanta energia per cercare di far capire a una persona cosa significasse davvero per te.
È inutile…Davvero.
Lo capirà da sola, vedrai, il tempo serve anche a questo, a farci fare le giuste valutazioni. Ripenserà a cosa avevi messo sul piatto e capirà che forse così per lei non rischierà mai più nessuno.
—  Massimo Bisotti
Cara Sofia,
Sto amando un’altra donna e la sto amando con tutta quella serenità che tu non mi hai mai concesso, ora capisco che l’amore è questo, mettere in fila giorni di felicità non per forza conquistata con continue lotte. Lei è bellissima e coerente, la magia della coerenza è così stupefacente che non saprei descrivertela, a te quest’incantesimo non è mai riuscito. Sto bene, lei ha preso in mano la mia vita e la mia testa e ha fatto combaciare ogni cosa, ha dato un senso e un ordine alla mia casa, è stata il posto in cui mi sono salvato. Ci sono giorni di sole e tutti mi dicono che sono una persona nuova e anche io mi sento come se potessi mangiare le nuvole. Esco prima dal lavoro perché a volte mi manca troppo e ho bisogno di vederla, ci vediamo tutti i giorni ma solo quando sono con lei non penso a niente e credo di poter salvare il mondo quindi capiscimi perché ogni volta corro per abbracciarla il prima possibile. Non ti amo più e non mi ami più ma io ti scrivo perché quando ci incontriamo io lo vedo come mi guardi e posso anche vedere come io guardo te, io Sofia non ti amo più ma tu resti l’amore della mia vita, esiste un solo amore della vita e noi lo abbiamo conosciuto, amato e poi abbiamo smesso di sentirne la mancanza ma tu resti l’amore della mia vita, è difficile farlo capire agli altri ma io mi smonto quando ti vedo, cambio occhi e cuore, ritorno vecchio, dura solo un attimo perché io, e neppure tu, possiamo più permetterci noi, però quell’attimo c’è sempre, come quando ti chiamo al telefono per sapere come stai, quell’attimo c’è sempre perché tu sei l’amore della mia vita, l’incoerenza, le lotte, le ostinazioni io con te e per te tutto questo lo potevo sopportare. Se devo descrivere l’amore io parlo di lei ma se mai mi chiedessero di qualcosa che va oltre l’amore io parlerei di te perché tu resisti nonostante io abbia smesso di amarti molto tempo fa.
—  Charles Bukowski (via @larivoluzionechenonpassaintv)