legame

Ognuno di voi ha quell'amico con il quale ha un legame speciale.

Qualcosa vi ha uniti. Vi sentite inseparabili e migliori di chiunque altro. Sei arrivato addirittura a “nominarlo” migliore amico. All'inizio ti senti come se avessi ricevuto il piú bel regalo di Natale, sei euforico. Il vostro legame si rafforza giorno dopo giorno. Saluto dopo saluto, abbraccio dopo abbraccio, carezza dopo carezza.
Ad un certo punto della vostra amicizia qualcosa inizia a cambiare. Non sapete più che raccontarvi a fine giornata, non riuscite a scherzare insieme, non vi date piú il buongiorno o la buonanotte…
Piano piano le conversazioni si accorciano e le vostre parole diventano sempre piú fredde.
Continui a lottare per quella persona, per quell’ amico, che hai considerato finalmente vera.
Ti fai illudere di potercela fare, di poter continuare quella dura amicizia, giorno dopo giorno. Escludi tutti gli altri amici per poterti concentrare solo su di lui. Sulla sua felicitá e, in fondo, sulla tua.
Quando ti rendi conto di aver dato il massimo inutilmente decidi di smetterla. Smettere di lottare e recuperare tutto il tempo perso, di ritornare ad essere te stesso, una persona che pensava solo al divertimento.
Ti godi la vita, insomma. E sai cosa? Ti senti meglio. Ti senti libero. Puoi svagarti con la tua comitiva.
Dopo un po’ riesci anche a liberarti di quella sensazione di vuoto che sembrava essere incolmabile.

Esiste una bellissima leggenda Giapponese che dice che ognuno di noi nasce con un filo rosso legato al mignolo della mano sinistra. Questo filo ci lega indissolubilmente alla persona cui siamo destinati, l'anima gemella.
Le anime unite dal filo rosso sono destinate, prima o poi, ad incontrarsi. Potranno passare anni, decenni, ma prima o poi le circostanze ci condurranno a questa persona speciale: non si può sfuggire al destino. Neanche le grandi distanze temporali o spaziali potranno impedire alle due persone di incontrarsi.
Il filo rosso non potrà essere tagliato o spezzato da nessuno: il legame che simboleggia è forte, indissolubile, e niente e nessuno potrà metterlo alla prova.

La verità è che mi fa paura il fatto di essermi affezionata a te così in fretta. Mi ero ripromessa, dopo tutte le delusioni, che non mi sarei più aperta così con qualcuno. Non avrei voluto dipendere nuovamente da qualcuno.. Dalle sue attenzioni, dalle sue carezze, dai suoi sguardi, dai suoi sorrisi, dai suoi abbracci, dai suoi baci. Ma è accaduto di nuovo e mi sento ancora più fragile. Mi sento ancora più terrorizzata, anche se dovrebbe essere una cosa positiva.
—  Isabelle Spiritelli
La leggenda cinese racconta:
Il giovane Wei cercò per tanto tempo una donna da sposare e con cui creare una famiglia felice, ma non ci riuscì. 
Una sera, in una locanda, incontrò un uomo misterioso che gli disse una cosa sorprendente: la figlia del governatore sarebbe stata la donna giusta per lui. 
La mattina successiva Wei incontrò, sui gradini di un antico tempio, un vecchio che leggeva un libro in una lingua incomprensibile. Incuriosito gli chiese cosa fosse. Il vecchio rispose che egli veniva dall’aldilà e che era lì per occuparsi delle faccende umane, soprattutto dei matrimoni. Disse a Wei che la sua anima gemella aveva solo tre anni in quel momento e che lui avrebbe dovuto aspettare quattordici anni prima di incontrarla.
Così Wei, curioso, si fece accompagnare al mercato per vedere la sua futura sposa. La bambina era molto povera, vestita di stracci, e questo deluse molto il giovane Wei che, accecato dalla rabbia del momento, fece colpire la bambina con un coltello tra gli occhi e continuò la sua vita, dimenticandosi di questa storia.
Passarono altri quattordici anni senza che Wei, divenuto ormai parecchio ricco, riuscisse a trovare una sposa.
Il governatore della città dove viveva gli offrì in sposa sua figlia e così, finalmente, Wei ebbe una moglie. 
La giovane copriva sempre la fronte e questo incuriosì molto il marito che le chiese il motivo. 
La ragazza gli disse che era per coprire una brutta cicatrice e spiegò che se l’era procurata da bambina quando, all’età di tre anni, un uomo cercò di ucciderla al mercato.
Così Wei capì tutta la verità: sin dalla nascita siamo destinati a qualcuno e niente e nessuno può rompere questo legame.
—  La leggenda del filo rosso
運命の赤い糸. ( Unmei no akai ito )
Il filo rosso del destino è una leggenda popolare di origine cinese diffusa in Giappone.
Secondo la tradizione ogni persona porta, fin dalla nascita, un invisibile filo rosso legato al mignolo della mano sinistra che lo lega alla propria anima gemella. Il filo ha la caratteristica di essere indistruttibile: le due persone sono destinate, prima o poi, a incontrarsi e a sposarsi.
—  Wikipedia.
Ci sono persone che sono destinate ad appartenersi per sempre, nonostante la vita li divida ad un certo punto.
—  ibattitidelcuore
Non so esattamente cosa spinga due persone a legarsi. Forse la sintonia, forse le risate, forse le parole. Probabilmente, l’incominciare a condividere qualcosa in più, a parlare un po’ di se, a scoprire pian piano quel che il cuore cela. Imparare a volersi bene, ad accettarsi per i difetti, i pregi, per le arrabbiature e le battute. O forse accade perché doveva accadere. Perché le anime son destinate a trovarsi, prima o poi.
—  S. Carannante