lecco

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Questa è Simona, nell'ultima foto è insieme ad una delle sue due sorelle.
Simona e le sue sorelle non ci sono più, sono state accoltellate dalla madre. Una madre che ha sfogato la sua ferocia verso queste piccole creature.
Simona aveva tredici anni e le sue sorelle erano una di dieci anni e l'altra di tre anni.
Simona aveva un sorriso che era capace di far star bene chiunque. E lei, ci riusciva davvero, a far star bene chiunque. Se sapeva che qualcosa non andava, chiunque tu fossi, lei ti cercava e faceva in modo di strapparti anche un sorriso. Faceva in modo che tu stessi bene e che non soffrissi o, almeno, ti alleviava un po’ il dolore e il peso dei tuoi problemi.
Simona era una ragazza che amava la vita, felice, spensierata nonostante le sue problematiche, sorridente nonostante tutto.
Se a Simo chiedevate chi era la sua migliore amica, lei, rispondeva: «È mia madre la mia migliore amica» e vedete cosa le ha fatto? Le ha negato la vita, a lei e alle sue sorelle. Ha negato la gioia di vivere, ha negato la musica, ha negato i libri, ha negato qualsiasi cosa bella ci fosse in questo mondo a queste tre povere creature.
Simona c'era sempre per tutti, si faceva il culo in quattro per strappare una risata agli altri.
Io ancora spero che si svegli, che mi mandi un messaggio, dicendomi: «Si sbagliavano tutti, so’ qui è stato tutto frainteso. Sto bene, sono viva», spero ancora che mi invii le sue foto dove sclera, dove sorride, dove è con le sue sorelle. Spero ancora che mi invii le sue registrazioni vocali dove canta, urla, dove le sue sorelline mi salutano.
Spero ancora, invano, che semplicemente i loro cuori ritornino a battere.
‘Ché io, senza te, non ci so stare Simò. Mi avevi promesso che saresti stata sempre con me, che non mi avresti abbandonata. E ora? Che fine hai fatto? Dimmi che è uno scherzo, che stai bene. Dimmi che puoi sorridere ancora, dimmi che non ti è stata negata la vita.
Te l'ho sempre detto: «Simò, te sei n'angelo senza ali» adesso le ali ce le hai, principessa mia. Vola, vola libera, vola più che puoi. Stammi bene, vienimi a baciare la notte, sulla fronte. Vieni a proteggermi, 'ché io t'aspetto, eh. No, Simò, non ti dimentico.
Buon viaggio verso l'infinito, vita mia.