le fingers

Il problema non è sopportare il dolore. Il problema è fingere di non averlo.
—  ibattitidelcuore

Perdonare è semplice, se puoi ricominciare.

Ci metti un punto.
“ Io ti perdono, e non ho più nulla da darti. ”

Si perdona e non si odia più e allora si sta più liberi, con una persona in meno perché anche l'odio è una forma mancata di affetto.

Ognuno per la propria strada, chi se ne importa chi è stato più coglione se poi si fan gli stronzi con qualcun altro?

Difficile è ricominciare daccapo, con la stessa persona. Fingere di dimenticare il male quando fa ancora male, credere di fidarsi e poi controllare, non pretendere una libertà che non si è disposti a dare.
Ricominciare è difficile.
Imparare di nuovo tocchi che si sapevano a memoria, chiedersi se si sta dando di più ricordandosi di quando neanche il meglio è stato abbastanza, baciare le labbra che sono state già baciate dalle proprie labbra e poi da altri, e per questo non sono più le stesse. Fingere sorrisi di circostanza quando vorresti urlare che non sarebbe dovuta andare così, tenersi i tabù in un cassetto sempre mezzo aperto, fare l'amore con rabbia e senza amore. E allora che senso ha?

Se ti svegli di notte,
Se vuoi ricominciare ma non sai da che parte,
Se riesci a scappare ma non da te stessa,
Se ti fa male starci senza ma ti fa male starci insieme.

Un amore per metà, perché se non ha funzionato una volta non funzionerà, però vale la pena provarci , pensi.
Per sfizio, forse,
Per gioco mai.

haruna2k17onmcfreakinice  asked:

*SLAMS HANDS ON A TABLE* mORE OF KEITHS MOMMY AND DAD THACE! I BREATH THIS AND MaN, I JuST LOVE HOW YOU DRAW HER??? PLS, I need more of them being??? SO????? CUtE?!?!? *coughs* maaybbee with baby keith.... *cOUGHS*

im always game for baby keith

Le corps

- head : la tête

- neck : le cou

- nape : la nuque

- shoulders : les épaules (f)

- arm : le bras

- elbow : le coude

- forearm : l’avant-bras (m)

- wrist : le poignet


- hand : la main

- finger : le doigt

- nail : l’ongle (m)

- cuticles : les cuticules (f)

- thumb : le pouce

- forefinger : l’index

- middle finger : le majeur

- ring finger : l’annulaire

- little finger : l’auriculaire

- phalanxes : les phalanges (f)

- palm : la paume de la main

- knuckles : les articulations (f)


- torso : le torse

- armpits : les aisselles (f)

- chest : la poitrine 

- breasts : les seins (m)

- stomach : le ventre

- ribs : les côtes (f)

- navel : le nombril

- waist : la taille

- back : le dos

- lower back : les reins (m)

- collarbone : la clavicule

- shoulder blade : l’omoplate (f)

- spine : la colonne vertébrale 


- legs : les jambes (f)

- buttocks : les fesses (f)

- thighs : les cuisses (f)

- knee : le genou

- ankle : la cheville

- foot : pied

- toe : l’orteil (m)

- heel : le talon 

- sole : la plante des pieds

Sto male.
Si sto male, è vero si esco, vado a scuola e sorrido, ma sto male, sto tanto male. Quello che mi fa stare peggio è il fatto che mi trovo costretta a doverlo scrivere qui, perché non posso parlarne con nessuno, non ho nessuno a cui importa realmente, non c'è nessuno pronto a mollare tutto per venire a consolarmi, nessuno. Non dico queste cose ne per fare pena, ne per attirare attenzioni, non obbligo nessuno a stare con me. So di essere una persona difficile da sopportare, ho mille complessi, ogni tanto esagero, per farmi sfogare ci vuole tanto, però una cosa è sicura: non sono indistruttibile, oramai sono solo stanca, stanca di essere sola, stanca di fingere, stanca di essere presa per quella che “tanto se la cava anche da sola” non è vero ok? Io non sono più forte degli altri, ho solo imparato a fingere meglio. Le persone che mi stanno vicino i miei “amici” non si accorgerebbero che sto male neanche Se mi levassi la felpa davanti a loro e gli facessi vedere tutti i tagli, loro mi dicono sempre “tu non sai cosa si prova” e invece lo so, lo so bene, so che cosa vuol dire tornare a casa e non avere nessuno che ti aspetta a braccia aperte, so che cosa vuol dire non essere mai cercata da nessuno, so che cosa vuol dire andare a dormire piangendo e svegliarsi con un sorriso finto, so che cosa significa prendere un brutto voto ed essere triste non per te ma perché quel voto sottolinea il fatto che sei una delusione. Ma soprattutto so che vuol dire avere il corpo pieno di tagli, non potersi togliere il giacchetto anche se stai morendo dal caldo, pesarsi ogni mattina e ogni sera con il panico che quei numeri non si siano abbassati. So che cosa vuol dire tutto questo eppure continuo a fingere, continuo a sorridere, continuo a farlo perché tanto a nessuno importa di me. Quindi non chiedetemi come sto che tanto la risposta non corrisponde alla realtà.
Argument Resolved (SFW)

A/N: Mystic Messenger (Zen/MC) -  12. “We’ve been apart too long.” + Mystic Messenger (Jumin/MC) -  24. “I’m sorry, are we 12 now?” –both from the same anon, so rather than writing two separate stories I kinda made them….OT3?;) Luckylucky MC…. 

Summary: MC/reader gets home after a short business trip and is welcomed by these two lovely boyfriends! 

(this is my first time writing a OT3 in reader- style lolol this was fun!)

Word Count: 1960


Tinkle - rattle - jingle. Ugh you really needed to do something about this insane bunch of keys. You sighed as you struggled with the rattling silver mess. The luxury of your lifestyle was totally showing here. Not this one (Jumin’s penthouse), also not this one (your own)… 

After accidentally sticking the key of Rika’s apartment where it did not fit, and after gazing longingly at the key of Jumin’s vacation home, you finally found the one of Zen’s home and succeeded in entering the house. 

“I’m home,” you announced, dropping your bags and quickly fixing your hair nervously, never enough prepared to meet your perfect boyfriends. 

You’re back!” Zen sounded as desperate as you thought he would, and you spread your arms in preparation before the guy came rushing around the corner. He wrapped you in his arms, picked you up and twirled you around.

“Guys keep it – !” Jumin came rushing into the hallway after Zen, trying to calm him down and prevent him from having you two knock over some of Zen’s own property.  

“Darling, my angel. We’ve been apart too long.” Zen put you back down again and kissed your forehead. You giggled at his overly-acted lines, but still, you knew he was genuine as well and that’s what you really liked about him.

“Welcome home.” Jumin casually grabbed your hand, stole you from Zen and gave you a gentle, more calm but firm hug. And this was what you liked about Jumin.

“I’m home,” you said with a smile, inhaling the scent of Jumin’s aftershave. Zen did not agree though and wrestled himself in between you two like an attention craving puppy.

“Zen. I’m sorry, are we 12 now?” Jumin complained when Zen - after pressing himself in between your bodies - stood up straight so he formed a wall that separated you from Jumin. 

“No, I just missed our precious!” Zen whined, and he had managed to steal you back now and he resumed his cuddly hug that Jumin interrupted earlier. You giggled and allowed him to, but then noticed heard the annoyed sigh from Jumin. 

“Missed? I’m sorry but you’ve been busy with work all week. With that silly role,” Jumin mocked. Zen now let go of you so he could turn around, and he crossed his arms and held his chin high.

“Yeah? What about you then? Did you even care our beloved and us were seven seas apart for a whole week?” Zen argued. You tried to pull his sleeve and correct Mr. Drama you were only in Japan for three days for work, but Zen and Jumin were totally into it now. 

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Tutto il giorno, ogni giorno, devo recitare la parte di un'altra persona: amara, cattiva e crudele. […]
Dicono che ci scorra nel sangue, quel tipo di umorismo nero.[…]
Io non ho mai pensato di averlo, finché non ho scoperto di averne bisogno.
Durante tutti questi anni ho imparato alla perfezione come essere odioso. Ma sento che sto perdendo me stesso… Mi sento diminuito, parti di me si allontanano nelle tenebre.
Tutto ciò che è buono, onesto e vero… Se lo tieni lontano abbastanza a lungo, lo perdi del tutto?
Se nessuno ti vuole bene, esisti veramente?
—  William Herondale