labbrarossecuorerotto

Quando mia nonna era giovane, la gente vedeva i tatuaggi come una punizione.
Infatti erano tatuati solo coloro che furono imprigionati, così per diminuire la pena si facevano tatuare le più svariate immagini.
Un signore, che conosco da tanto, si fece scoprire mentre rubava al mercato.
Gli tatuarono una donna nuda sul braccio.
Questo signore porta il suo marchio da circa sessanta sessantacinque anni.
Era una punizione, un marchio indelebile per ricordargli ogni giorno che lui aveva sbagliato.
Così penso di sentirmi io, mi sento come quel signore, marchiata dai miei sbagli, per la vita porterò questi segni.
E magari ai miei figli, ai miei nipoti potrò raccontare degli sbagli che ho commesso per far si che nulla possa renderli deboli.
Nessun giudizio, nessuna risata.
Li renderò ciò che io non sarò mai.
Li renderò forti, sicuri di loro stessi, e insegnerò loro a vivere.
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Ci vedremo presto “nonno” Paolo.
Grazie delle tue parole, grazie per avermi donato le estati più belle della mia vita, giocheremo insieme di nuovo a briscola prima o poi, lo prometto.

« come pensi che qualcuno possa amarti se tu la prima non ti ami »

« si dice tu per prima »

« vedi cazzo, se avessi avuto torto mi avresti risposto diversamente. Che importa se ho sbagliato il concetto si capiva, e sai cosa ho capito io? Che tu non ti vedi come ti vedo io, ti presterei i miei occhi, tu vedi difetti io vedo pezzi unici, tu non ti apprezzi quanto ti apprezzo io, e qui sbagli. »

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Vecchie conversazioni.

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