Anche quest'anno è arrivato San Valentino e non sai da chi farti regalare una rosa o ricevere un biglietto con un “Ti amo”. Io, però, voglio dirti una cosa: San Valentino è la festa degli innamorati e… che ne pensi di iniziare ad amare te stessa?
Innamorati del tuo sorriso che, anche se non appare spesso sul tuo volto, è capace di infondere così tanta serenità.
Innamorati del tuo sguardo che vale più di mille parole.
Innamorati del tuo nasino: un ragazzo lì fuori desidera lasciarci un bacio.
Innamorati della tua chioma di capelli: ci sono ragazze che pagherebbero per averli come i tuoi.
Innamorati dei tuoi occhi, specchio della tua anima.
Innamorati delle tue gote, che assorrano ad un minimo complimento.
Innamorati delle tue labbre: qualcuno sogna di far concidere le proprie con le tue. Innamorati del tuo corpo che, sebbene presenti qualche difetto, non potrebbe essere migliore di così.
Innamorati del tuo modo di pensare, del tuo modo di fare.
Innamorati delle tue perfette imperfezioni. Innamorati.
Innamorati di te. Non hai nessun motivo per non farlo.
Innamorati di te, perché se non ami prima te stessa, non amerai mai bene gli altri.
—  mare-color-cioccolato
Se ti penso prendo a morsi le mie stesse labbra.
—  GionnyScandal
Ti ho conosciuto al liceo.
Che poi, le belle storie iniziano sempre così: si conoscono tutti al liceo.
Io avevo l’età giusta per sbagliare,
tu avevi l’età giusta per imparare a superare gli errori.
Io amavo letteratura italiana,
tu matematica.
Io cercavo di spiegarti le poesie di Guinizzelli e di Leopardi,
tu cercavi di insegnarmi le equazioni quantistiche.
Era divertente, perché nessuno dei due ci capiva niente.
Tu finivi per associare il valore di x ad una qualche rima,
mentre io mi ritrovavo ad elevare al quadrato il titolo delle poesie.
Ricordo quando scrissi involontariamente un piccolo 3 accanto alla poesia ”Fratelli” di Ungaretti,
che quasi sembrava fosse stata elevata al cubo e tu, sorridendo, dicesti:
”Ma così diventa una famiglia intera.”
Spesso non sapevo spiegarmi perché ci amassimo, con tutte le nostre differenze, tutte i nostri dettagli opponibili, tutte le nostre incongruenze.
Con gli anni, ho imparato che l’amore, semplicemente, leviga queste incongruenze, fino a fare combaciare le due parti.
E noi ci baciavamo, e combaciavamo.
Se mi chiedessero come mi sono innamorata di te, penso che la mia spiegazione li farebbe divertire.
Le mie amiche mi raccontano sempre di come siano rimaste incantate dalle mani, dallo sguardo, dalle labbra, dal carattere del loro primo amore.
Io mi innamorai del tuo nome.
Giacomo.
Tu eri il mio Leopardi, e le tue poesie più belle le scrivevi con gli occhi.
E poi fate l'amore;
niente sesso, solo amore.
E con questo intendo
i baci lenti sulla bocca,
sul collo,
sulla pancia,
sulla schiena,
i morsi sulle labbra,
le mani intrecciate
e occhi dentro occhi.
Intendo abbracci talmente stretti
da diventare una cosa sola,
corpi incastrati e anime in collisione,
carezze sui graffi,
vestiti tolti insieme alle paure,
baci sulle debolezze,
sui segni di una vita
che fino a quel momento
era stata un po’ sbiadita.
Intendo dita sui corpi,
creare costellazioni, 
inalare profumi,
cuori che battono insieme,
respiri che viaggiano
allo stesso ritmo.
E poi sorrisi
sinceri
dopo un po’
che non lo erano più.
Ecco
fate l'amore e non vergognatevi,
perchè l'amore è arte,
e voi siete i capolavori