la vita non aspetta

E io voglio la mia vita assieme a te.
Voglio poter vivere con te ogni giorno, poter dormire assieme, poterci vedere sempre.
Sai cosa mi piacerebbe?
Viaggiare con te. Prendere e andare in campeggio, magari con una tenda sotto un cielo stellato o sotto la pioggia scrosciante a coccolarci, a ridere se ci infradiciamo e a baciarci fino ad addormentarci.
Magari andare al mare e prendere il sole mentre leggiamo oppure girare per i monti mano nella mano mentre ti mostro ogni cosa che mi piace.
Mi piacerebbe condividere con te i miei pensieri e poterti dire e dimostrarti sempre che sono la più felice del mondo ad averti accanto.
E sarebbe bellissimo perché, a questo mondo, noi due siamo gli unici a capirci e ad apprezzarci per ciò che siamo davvero anche con i difetti.
E poi potremmo farci da mangiare e andare a fare la spesa assieme e innamorarci ad ogni sguardo di più.
Sai mi piacerebbe che questi giorni già passati assieme potessero essere nulla in confronto a ciò che ci aspetta.
Perché la mia vita senza te, non avrebbe più senso ormai
—  Resisto-per-te

Che qualcuno spieghi a certe donne e a certi uomini che la vita va avanti nonostante gli amori finiti ed i lutti del cuore: accettare e superare la delusione di un rifiuto o di un capitolo chiuso non è facile, ma è pur sempre un segno di maturità, di integrità delle proprie facoltà intellettive.
Checché se ne dica, l'amore si fa, si costruisce e si porta avanti in due. Tutto il resto è infatuazione, il capriccio di una mente che proprio non vuole arrendersi all'evidenza, alle cose che cambiano.

Non si può passare la propria esistenza a rivivere nel sapore ormai intiepidito dei ricordi, di quello che è stato, di ciò che si ha condiviso: ci sono donne e uomini che hanno amato davvero, con figli ed anni di matrimonio alle spalle, che all'improvviso si sono ritrovati soli, vuoi per crudeltà del destino o vuoi per quelle del cuore, eppure? Eppure hanno ripreso in mano la loro vita, poco alla volta, certo, ma non hanno continuato a crogiolarsi nel loro brodo di pianto fino ai cento anni passati. Ci sono madri a cui il destino ha strappato figli. Ci sono figli che hanno visto morire le proprie madri sotto i loro occhi. E voi? Voi continuate a piangere e a rimuginare su storie archiviate come se non vi fosse rimasto altro da vivere nella vostra vita? Ma che è tutta ‘sta voglia che vi è presa di prendere le veci di Catullo, di quello che scriveva poesie per Lesbia, la strappona, mentre lei nel frattempo trombava con altri cento?

Ma avete mai provato ad imparare a convivere con la vostra solitudine? Ad apprezzare davvero gli altri doni di cui siete beneficiari: le amicizie, la carriera, i viaggi, voi stessi? Ma quanto tempo volete ancora “perdere” dietro a persone che si sono rifatte (giustamente) una vita, dietro all'ossessione dei vostri ricordi? Un amore perduto, non corrisposto o semplicemente finito è un sapore amaro, una spina nel mignolo, ma non la fine della vostra esistenza.

Anche io ho sofferto per amore, anche io mi sono vista crollare delle piccole certezze, anche io ho sentito bruciare la rossa delusione sulle mie guance. E se mai mi dovesse capitare ancora, se mai dovessi vedersi chiudere una porta che per me significava “casa”, beh, prego la vita di darmi tutta la forza e la dignità per reagire da persona intelligente quale sono. Prego le mie amiche di non lasciarmi tentare sms o teatrini patetici, di non permettermi di vivere con la presunzione che “come lo avrei amato io, come l'ho amato io, io, io, io”. Ma chi sono poi io per dire questo? Come posso avere la presunzione di ritenermi speciale, indispensabile ed addirittura insostituibile per qualcuno?
Piangerò, soffrirò, mi sentirò morire e strappare il cuore, ma dio solo sa quanti calci in culo mi darei ora se un giorno dovessi davvero continuare a vivere nell'illusione di un ritorno, di un qualcosa che non c'è più, di un qualcosa che forse non c'è mai stato. Gli abbagli esistono. Ed esistono anche le esperienze, i momenti di passaggio, gli incontri che sicuramente ci hanno cambiato la vita, ma che non possiamo continuare a far riecheggiare in eterno nella nostra mente solo per paura di andare avanti. Per pigrizia. Per, scusate la franchezza, ottusità mentale.

Se io fossi nei panni dei vostri amici, invece che spararvi la classica pantomima del “tu meriti di più”, vedendovi piangere e rompere le palle da mesi co 'sta pippa “che lui/lei è la persona della vostra vita e prima o poi vi ritroverete”, ve darei due pizze in faccia e vi direi “Beh? Che hai deciso? 'Namo già a sceglie la lapide e i fiori, o vuoi campare un altro pochino?” Vi esorterei a reagire agli intoppi della vita, a capire che semplicemente la vostra storia era destinata a finire, che avevate preso un abbaglio, che eravate diversi. Che volevate cose diverse. O che, anche se fa male dirlo, non gli/le piacevate abbastanza. Grosso errore ritenersi “giusti” per qualcuno che non ci vuole!

Sono stata cresciuta con due massime, anzi tre: che non tutti i mali vengono per nuocere, che il meglio deve ancora arrivare, che io mi basto da sola.

Perciò “riacchiappatevi”, asciugatevi le lacrime e basta co’ 'sti amori platonici del cazzo: vi siete sbagliati, succede anche ai migliori. La vita va avanti, non vi aspetta, non perdona. Ma ha ancora tanto da darvi. Spetta solo a voi decidere se fare da comparse o da attori. Nel frattempo che ci pensate però, scusate la franchezza, non rompete i coglioni a chi la sua scelta l'ha già fatta da tempo.

—  Uomini scontati senza saldi, Facebook
La vita non aspetta che sia giusto
Il tuono non aspetterá il silenzio
L'amore dato non ritorna a posto
Ma resta in giro e rende il cielo immenso.
—  Jovanotti, “Il cielo immenso
Oggi sono venuta a trovarti.
Con la scusa di andare a fare delle foto sono passata anche da te. Era un po’ che non venivo, mi perdoni vero?
C’erano dei fiori freschi e il sole batteva abbastanza forte da percepire il suo calore. Avrei potuto portarti qualcosa anche io, ma l'unica cosa che mi importava era venirti a trovare, non mi è mai interessato portarti qualcosa, l'importante era stare con te a fare pasticci in cucina e abbuffarci con i plumcake guardando i tuoi film strappalacrime. In questi giorni non sto tanto bene, a volte penso che sarebbe meglio raggiungerti, di modi ne esistono davvero tanti ma non posso, tu non lo vorresti.
Mi sono seduta davanti a te e ho iniziato a raccontarti tutto ciò che sta succedendo, non avevo i plumcake nonna e scusami se mi sono messa a piangere ma non ce l'ho fatta.
Avevo bisogno di un tuo abbraccio ma tu non potevi darmelo.
Non saprei neanche dire quanto sono rimasta lì con te a parlare: forse un’ora, forse meno, forse di più.
Altre persone mi passavano accanto, la maggior parte era di fretta, tutti per fare un saluto e via in fin dei conti la vita non aspetta mai.
Ti ho sentita, sai? A parte gli scherzi.
Io lo so che da qualche parte c’eri tu, ti ho sentita quando sono arrivata e ti ho sussurrato “Ciao nonnina” dando un bacio alla tua foto. Ho sentito il calore della tua guancia contro le mie labbra e mi è sembrato così impossibile che per un attimo sono rimasta scossa. Ti ho sentita quando mi sono seduta e ho iniziato a raccontare. Ti ho sentita ridere. Respirare. Ti ho sentita accarezzarmi il viso e pettinarmi i capelli. Ti ho sentita dirmi “si sono rafforzati un pò, proprio come te”. Ti ho sentita anche quando me ne stavo andando e mi chiedevi di rimanere ma era tardi.
Io ti ho sentita.
Non te ne sei mai andata.
Tu sei ancora qui, vero?
Eppure non sempre ti sento.
Eppure sto piangendo e non ti vedrò entrare da quella porta col gelato.
Eppure non sarai qui a farmi ridere con le tue barzellette.
Eppure non mi sussurrerai che sono bellissima.
Eppure non mi pettinerai i capelli, dovrò farlo da sola immaginando che sia tu a farlo.
Eppure non ci sei. Ma a volte ti sento.
Ti vorrei qui nonna.
Mi chiedo ancora perchè hai fatto in modo che ti portassero via da me. Mi chiedo ancora perchè tu non abbia mantenuto la promessa. Vorrei raggiungerti nonna. Ci ho provato così tante volte. Ma tu non vorresti. Ho una vita qui. Ma mi manchi. Questo vuoto è davvero enorme. Adesso chiudo gli occhi.
Adesso ti raggiungo col pensiero. Adesso ti abbraccio. Adesso sei qui.
—  500km-lontana-da-te
Vai oltre le tue paure, c'è la vita che ti aspetta.
—  Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)
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Non immagini quanto io ti possa amare, quanto sia bello crescere insieme a te! Quanto sia bello scoprire l'amore vero. Quanto sia bello rincontrarti dopo due anni della mia vita buttati nella merda.
Quanto sia bello ed unico riavere la speranza di avere la vita che si sognava, quanto sia bello rimettere tutto apposto.
Tu non immagini. Tu non immagini la vita che ti aspetta, la vita che ci aspetta. La gioia, le risate, i litigi e poi far l'amore. Tu non immagini ciò che io farei per te! Sono pazzo e tel'ho detto. Ma forse non lo so nemmeno io fino a che punto. Non lo so nemmeno io ciò che farei per te! Ciò che farei pur di non perderti un'altra volta!
Ti amo davvero Francesca! E penso di amarti per sempre nonostante tutto il tempo che possa passare! Io ti amerò! E ti amo! Molto più di me stesso! ❤️ @aal

La vita va avanti a periodi, a giorni di merda, a sorrisi durati pochi secondi.
La vita va avanti a furia di soddisfazioni e delusioni.
La vita va avanti a bugie raccontate alle persone giuste, e verità rivelate a quelle sbagliate.
La vita va avanti a ferite taciute, o dolorose.
La vita va avanti a pantaloni troppo stretti, maglioni larghi e scarpe consumate, a vestiti impregnati di ricordi che nonostante tutto non vogliamo gettar via.
La vita va avanti a spintonate fra la folla, a giudizi e pregiudizi, a treni persi e mani ruvide.
La vita va avanti a coperte fredde e letti troppo vuoti.
La vita va avanti a profumi finiti, festività trascorse senza trovar nulla da festeggiare.
La vita va avanti a disegni durante le lezioni e insufficienze, a litigate con i genitori e incomprensioni fra le persone a cui teniamo.
La vita va avanti, va avanti e non ti aspetta se barcolli.
La vita va avanti, anche se tu resti indietro.
La vita va avanti.
Quindi corrile dietro.
Tu sei come le mie canzoni da viaggio, la playlist che ha come unica prerogativa quella di essere ascoltata sul sedile di un autobus, di un treno o qualsiasi mezzo di trasporto, vicino al finestrino. Quella canzone che sembra contenere improvvisamente tutta la tua vita, quello che lasci e quello che ti aspetta, non importa come e per quanto tempo. Avete presente quella sensazione, quella strana voglia di non tornare più che poi ti porta a pensare che in realtà da qualsiasi cosa tu stia scappando, se è tanto forte da coprire la musica, te la porterai sempre dietro? Esatto, metti in pausa quella sensazione, dentro di me hai lo stesso identico effetto: sei tutto quello di cui ho bisogno e quello che allo stesso tempo infrange ogni mio tempo verbale. Quello che voglio dire è che troppe volte, parlando a quelle canzoni, si finisce per parlare ad assenze, che troppe volte si pensano troppe cose cose che non si ha mai le palle di dire ad alta voce. Cazzo è facile parlare di mancanze a delle assenze, non so se mi spiego, è facile raccontare di quanto mi manchi il suo sorriso ad un vetro bagnato, è facile scrivere romanzi, dichiarazioni d’amore e i Colplay da colonna sonora. Le canzoni da viaggio sembrano fatte proprio per questo, proprio per noi, non riusciamo a stare fermi, mi prendi la mano al suono del pianoforte, penso a quanto avrei voluto essere capace di suonarlo, e ho paura, inizio a tremare e penso che quando sentirai il rumore prepotente della batteria, ti sentirai tanto forte (non so se vi capita, ogni volta che sento la batteria, mi sento invincibile, come se la canzone mi dicesse ‘alzati e caccia le palle, fai qualcosa, prendi in mano la tua vita’, qualcosa del genere, come se il suono della batteria fosse il mio grillo parlante) da sentire la sicurezza giusta per lasciarmi la mano (nella stessa parte del vuoto concreto della mia mano, non parlo di buchi allo stomaco). Poi penso che non tutte le persone sono come me, che quando nella mia playlist sento il bisogno di starti vicino, di dirti qualcosa, non prendo il telefono per le prime tre canzoni, poi con un bel vaffanculo a me stessa scrivo qualcosa, che sia anche solo ‘sei un grandissimo pezzo di merda’, ma, è come se parlassi finalmente a qualcuno oltre che al finestrino, voglio dire che le canzoni da viaggio non dovrebbero essere una scusante giusta a pensare quanto faccia schifo il ‘periodo’ o nel peggiore dei casi ‘tutta la mia vita’, ma la scarica del suono della batteria per fare qualcosa, per provarci fino all’ultimo. Io sono sempre per gli amori impossibili, è più forte di me, sono sempre dalla parte delle cose difficili che mi danno da pensare, da scrivere, da leggere, da scappare via urlando, è un autolesionismo che sopporto con piacere, ed è proprio per questo che avrei voglia di incollare addosso alle persone una ‘canzone da viaggio’.
Quindi credo che io adesso debba dirti che mi manchi ogni sera, che hai il sorriso più bello che io abbia mai visto, che improvvisamente mi sono ritrovata con troppe canzoni, troppi finestrini e il credito insufficiente sul cellulare, credo debba dirti che vorrei davvero fare una valigia e andare via con te, a questo punto non mi interessa neanche dove, che non ho mai sentito qualcuno tanto forte dentro di me, che le persone cambiano ma che noi eravamo in continuo mutamento, ma insieme. Credo debba dirti che c’è qualcosa,che quello che mi manca di più, paradossalmente, è sapere come stai, cosa ti succede, è dirti che andrà tutto bene, che sembra una canzoncina ripetuta all’infinito, una specie di dogma, che però da me ti è sempre suonata familiare. Credo io debba dirti che una canzone da viaggio, senza il suono della batteria è come una vita senza cambiamenti, che non è orecchiabile, vuota, statica, banale, che sei dentro di me (non chiedermi dove di preciso perchè, non saprei indicartelo, fai parte del mio tessuto osseo, muscolare e epidermico), credo debba dirti che da quando mi hai detto che devi capire il modo in cui ti manco, io ho iniziato a dare un’etichetta alle mancanze, quando invece le mancanze sono solo brutte, solo brutte come le definirebbe una bambina.
Tu sei come le mie canzoni da viaggio, la playlist che ha come unica prerogativa quella di essere ascoltata sul sedile di un autobus, di un treno o qualsiasi mezzo di trasporto, vicino al finestrino e io ho sempre avuto una passione incondizionata per quei viaggi infiniti che ti separano per un po’ da quello che sei stato.
No, non è così che va l'amore. Se qualcuno ha un problema si dice, si parla, si discute. Non è così che va l'amore perché, vi dico la novità: nessuno sta ai comodi di nessuno. Non è così che va la vita: uno che aspetta che l'altro si stanchi delle abitudini da single, uno che aspetta di mancargli mentre l'altro gli manca più del dicibile. Non è così che va, non sono gli amori tormentati. Sono soltanto amori a senso unico, consumati, che si ama perché si ha tempo libero. Ma no, non è così che va l'amore.
—  About a moonlight.

Ormai é una settimana e 2 giorni che sono arrivata da mia nonna.
Qui va tutto bene, o più o meno, non lo so neanche io.
Non ho internet, quindi qualche volta vado a comprare il pane a un negozio dove hanno la wifi aperta così posso chattare per almeno dieci minuti.
Ho molto tempo per me, per pensare e rilassarmi , ma nonostante questo mi ritrovo sempre confusa e incasinata mentalmente.

Qualche volta mi nascondo nel giardino per fumare una sigaretta e piango come una bambina senza motivo, oppure perché ci sono troppi motivi.
E ho pensato tanto questi giorni, e ho capito che la vita non aspetta nessuno e io sono rimasta indietro.
Ho capito che certe persone era meglio perderle che averle,
che certe mancanze ad un certo punto devi lasciarle dentro a farti del male piuttosto che urlarle, ho capito che le cose semplici sono le più importanti e che per essere bella non serve truccarsi ma basta un fiore tra i capelli.
E sono scappata dentro il bosco, mi sono seduta sull'erba e ho guardato il cielo, lo stesso di cinque anni fa, e ho pensato che fosse l'unico che è rimasto uguale perché qui gli miei amici sono cambiati e persino il lago che amavo tanto, ora sembra solo una piccola pozzanghera che tra un po’ di giorni si prosciugherà.

Il mio cane nonostante gli anni riconosce la mia voce come quando è nato e adora ancora i miei abbracci. Gli occhi di mia nonna sono sempre più scuri, non ci vede quasi più ma sa sempre essere il soldato della casa e farti lavorare tutto il giorno senza sosta. Lei, quella che mi ha cresciuta ha sempre il sorriso più bello anche con le rughe e ha il dolce sapore di casa.

Passo le giornate sul letto con la radio accesa, oppure nel giardino a parlare con il cane o le anatre, a mangiare il gelato alla vaniglia o le ciliegie dall'albero e a volte mi metto a urlare come una scema perché le api ora mi odiano dopo ogni omicidio che ho commesso da piccola. Ogni sera qualcuno mi chiama ad uscire alla strada dove parliamo parliamo ore intere e il cellulare sta sperduto nella borsa in silenzio.
Per non parlare delle risate con mamma la notte nel letto oppure delle stelle alle 3 del mattino.
Per non dimenticare i sabati dove alle 23.00 aprono la discoteca e ci divertiamo un sacco, oppure dei abbraccio caldi e dei baci sulla fronte, delle gomme al cocomero, alle caramelle alla ciliegia e ai drink forti ai frutti di bosco.
Il sole batte forte, altro che mare, qui in dieci minuti ti sei già abbronzata.

E io sorrido di più, mi mancava tutto ciò.
E a volte piango che i ricordi fanno male e manca il suo sorriso e lui.

E non importa se nessuno leggerà mai questo pensiero che ho scritto, che fa schifo e non interessa a nessuno,
a me basta che mi rimane un segno di tutto ciò che vivo adesso, di rivivere un giorno ciò che provo ora e per non dimenticarmi di quanto è bella la vita qualche volta.

Oggi sono venuta a trovarti.
Era un po’ che non venivo, mi perdoni vero?
C'erano dei fiori freschi e una moto in miniatura, sicuramente ti sarebbe piaciuta tanto: assomigliava a quelle con cui giocavamo da bambini. Ora che ci penso forse avrei potuto portarti qualcosa anche io, ma le formalità non sono mai state il mio forte. In questi giorni non gira tanto bene, a volte penso che “il mio meglio” non sia abbastanza per cavarmela, non lo è quasi mai.
Non saprei neanche dire quanto sono rimasta da te: forse un'ora, forse meno, forse di più.
Altre persone mi passavano accanto, qualcuno portava gli occhiali nonostante le nuvole, qualcuno sembrava di fretta, in fin dei conti la vita non aspetta mai, qualcuno mi guadava per un po’, mentre camminava.
Ad un certo punto ha iniziato a piovere, tutti hanno iniziato a correre via. Se c'è il tuo zampino sappi che sei uno stronzo e che ti riterrò pienamente responsabile per qualsiasi influenza successiva a un mese dalla maturità.
E che comunque ti perdono solo per il meraviglioso arcobaleno che è uscito dopo. 
Ti ho sentito, sai? A parte gli scherzi.
Io lo so che da qualche parte c'eri tu, tra quei colori, tra quei raggi di sole che si facevano spazio tra le nuvole cariche di pioggia.
Io ti ho sentito.
Non gliel'hai mai data vinta, al cielo, vero?
Non gli hai mai permesso di portarti via da noi. 
Ho imparato la lezione, fratello.

Facile innamorarsi di quella perfetta, brava e buona. Facile stare con quella senza problemi, senza sfoghi, senza cervello. Prova a innamorarti di quella che c’ha i casini, di quella che in testa ha una guerra, di quella che i sentimenti non riesce a dimostrarli. Se ti dice che ti ama, non lasciarla andare via. Perché non si innamora sempre, e non te lo dirà tutta la vita. Se ti aspetta nonostante tutto, riflettici. Un motivo ci sarà! Non lasciartela scappare questa volta, perché se le hai messo pace in testa, se hai fatto cessare la guerra che aveva dentro, vuol dire che l’hai fatta innamorare.
Quando sto in auto, guardo spesso fuori dal finestrino.
Le immagini scorrono sempre veloci, sfuocate, momentanee.
E comincio a pensare, a pensare alla vita, a tutto ciò che mi circonda, a ciò che viene e a ciò che va, con quanta facilità vanno…
Arrivano e spariscono, così veloci, che le hai scorte per un istante e già non ci sono più.
La vita è così, non aspetta nessuno.
Per questo motivo, penso che dovremmo viverla così, subito, come arriva, viverla in fondo, anche i dettagli insignificanti ai quali non diamo mai attenzione.
Vivere, così come le cose ti arrivano.