la tempesta

Di questi ritorni a casa sconfitti e contenti, senza più l'ossessione degli obiettivi da raggiungere, delle guerre da combattere. Guerre che a volte è meglio perdere, perché sono corse senza senso e senza fine, e la migliore vittoria è arrendersi, lasciar perdere, iniziare a vivere davvero senza i miraggi, gli esaurimenti, imparando ad ascoltarsi.
—  Vasco Brondi
Tu.
Si proprio tu. Tu non sei una ragazza come tutte le altre. Sei una ragazza che è dovuta crescere troppo in fretta per superare i problemi e gli ostacoli che la vita ti ha messo di fronte durante il tuo cammino. Sei una ragazza che in passato è stata definita troppo matura per la sua giovane età. Una ragazza che spesso ha fatto i conti con la pioggia e ha affrontato con coraggio la tempesta che si imbatteva su di te. Una ragazza che conosce i valori di questa vita, amore, amicizia, famiglia. I valori che al giorno d'oggi molta gente non conosce oppure pensa che siano cose superficiali. Tu, tu sei una ragazza coraggiosa, sei una ragazza che lotta ma allo stesso tempo ha paura, sei forte ma fragile. Spesso ti prendi in giro, ti nascondi dietro ad un “non importa” o “passerà”. E sei matta, sei infinitamente testarda e piena di difetti. Tutto intorno a te potrebbe crollare da un momento all'altro e anche quando pensi di non farcela, alla fine ce la fai comunque. Ti prendi tutto il dolore, lo assorbi fino all'ultimo perchè pensi che così potrebbe andar meglio dopo e piangi fino all'ultima lacrima con la speranza che dopo riuscirai di nuovo a sorridere, che non ti sentirai più soffocare dentro. A volte invece, tieni le lacrime per te, le custodisci come se fossero un segreto da proteggere e pensi che magari non ora, non domani ma prima o poi, andrà bene. Tu sei la luce e il buio, il paradiso e l'inferno, il sole e la tempesta, l'estate e l'inverno.
Tu sei cuore e anima.
—  Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)
Non mi conoscerai mai. Non saprai mai qual è il mio colore preferito, a cosa penso quando sto in silenzio, quali sono le cose che mi rallegrano, qual è il mio desiderio alle 11.11, qual è il mio film preferito e la playlist del mio telefono. Non saprai cosa farò al compleanno, chi saranno i miei futuri amici. Non saprai quando andrò ad una festa e sarò troppo ubriaca per ricordarmi il mio nome. Non saprai chi mi cercherà provandoci con me, ma comunque sono di ghiaccio quindi si stancheranno tutti prima o poi. Non saprai perché sono triste la sera. Non saprai dei miei falò con gli amici, delle feste, dei concerti. Hai scelto di andartene, non conoscendomi ancora abbastanza. Mentre io ti ho capito fin troppo bene, perché tu sei come tutti gli altri, anzi forse più furbo… Ma si sa, prima o poi chi vuole fregare gli altri, rimane fregato.
tu mi dicevi da questa città ce ne dobbiamo andare tutti e due, e soprattutto io dicevi, un miliardo di bar, bar dappertutto, e camminando verso casa mia ero così allegro che ero sorpreso. la città era desertica, e non ci ricordavamo dove avevamo parcheggiato la nostra astronave con i pneumatici lisci.
ti ricordi delle sportellate sul cuore?
di certi cieli bianchi sproporzionati, e i tuoi occhi come certi cieli, neri, come i nostri vestiti. e dalla finestra del tredicesimo piano della casa popolare dove si è trasferita tua madre si vede tutta Ferrara, dal castello al grattacielo, e l'insegna luminosa dell'Ipercoop, delle luci enormi che ci sposavamo alla finestra come se fossimo a Las Vegas. e poi, e poi ci troveremo come le star nei peggiori bar a lavorare, o nell'autogrill di Ferrara Nord a dormire, e il treno regionale per Bologna sembrava la Transiberiana e tutti morivano sulla superstrada per il mare. ci cadevano in testa le stelle inchiodate male, chissà quando tornerà l'estate di tre anni fa, cercando con il metaldetector le catenine e i desideri sulle spiagge dei lidi ferraresi, e gli stessi tragitti, i cortei nei corridoi della casa dei tuoi genitori, e le bici rubate le coloreremo ancora di verde militare per nasconderci a scopare al parco Massari.
questa città non ci morirà tra le braccia.
il parcheggio dietro al petrolchimico, a tirarci dei calci e a tirarci dal naso i calcinacci e le sere, lavare il cielo con la candeggina perché fa buio presto, sputavamo delle stelle, dal terzo piano sull'hinterland ma era proprietà privata, era tutta proprietà privata. penso, pensa se adesso nevicasse, saremmo molto più tranquilli, in questa città che dicevi che ti sembrava un congelatore, questa città sotto il livello del mare, e i cubetti di porfido che ci sono in piazza li staccheremo uno ad uno per farci delle bancarelle di braccialetti, mi dicevi.
ce ne dobbiamo andare tutti e due, e soprattutto io, dicevi.
io ho scritto per terra col catrame che ti penso raramente, come back september, come quando ci svegliavamo in tre nel letto con le braccia informicolate, in piena pianura padana ma col fuso orario del Giappone ero un cameriere vestito bene, e quella casa ora è un cantiere, e non ci resta che scoppiare a ridere, a dirotto.
avevamo l'inesperienza necessaria per andarcene, avevamo l'inesperienza necessaria per andarcene, dicevi, e ce ne siamo andati tutti e due, e soprattutto tu.
—  Vasco Brondi
Ti auguro di trovare qualcuno che sia abbastanza coraggioso da attraversare la tua tempesta, e che ti rispetti al punto di amare la grandezza delle tue onde. Ti auguro di trovare qualcuno che sappia trovare la calma che puoi possedere, e che sia in grado di alzare la vela nell'esplorare la tua mente.
Ti auguro di trovare qualcuno che non può fuggire dall'amore che prova per te, perché ormai ti ha nelle vene, ricordandogli sempre che tu sei l'unico mare che vale la pena di esplorare.
—  T.B. La Berge
Perchè la vita in fondo è come il mare,non gliene frega se non sai nuotare! 
—  Gionata (Gionny Scandal)
Sole nella tempesta

Era troppo positiva
Forse per questo amava il sole
Ma sotto la luna
Facevamo le cose migliori

Amavo le nuvole,
Forse per questo in testa,
I troppi pensieri generavano tempesta,
Ma lei era sole,
E spegneva la tempesta,
Ma poco importa,
Se alla fine non resta,
Infatti,
Ora nella mia testa regna la tempesta,
Ormai ti ho persa.


Gerald Daja
08/03/2017 06:38
(via @ridodicomeeromesso)