la palud

Suggestioni casuali.

Ti guardo negli occhi.                                                                                            In quegli occhi profondi dove non hai mai fatto entrare nessuno. Mi appare strano che io riesca ad aggirare i tuoi sistemi di sicurezza, ad addentrarmi nel labirinto della tua anima così facilmente, da non permettere neppure che tu ti opponga. Allora vuoi? Vuoi che io riesca a metterti a nudo, come nessuno ha mai tentato di fare? No, non uso le mani, la tua pelle non verrà toccata da me, ora; ti sfioro con gli occhi. Che mi dici? Posso? Posso lentamente percorrere i tuoi capelli folti, che sembrano non aver nè inizio nè fine? E spostare lo sguardo, di colpo, su quella piccola fossetta che ti si crea sul lato sinistro, quando illumini il mondo col tuo sorriso? Perchè non mi rispondi? Perchè sei così immobile? Non capisci i miei occhi? Oppure… oppure mi stai dicendo:”Accomodati.”, con quel tuo fare da “chi tace, acconsente.” Che poi tu sei sempre stato strano: nessun abitudine, nessuna certezza, zero organizzazione, nessun programma, nessun obiettivo. Credi non l’abbia capito che ti senti inferiore a me? A me che vivo nel mio schema preprogrammato, in cui gli impegni sono incastrati, per farli collimare alla perfezione, a me che ho già ben chiaro il mio futuro, ed ho in pugno la mia vita. “Me e te, è quasi una negazione.” Ti tormenta questa frase? Questa canzone? Forse ho fatto male a fartela ascoltare,forse. O forse no, forse ha fatto bene ad entrambi. Vuoi sapere perchè? Ascoltami, ma tappati le orecchie: in questo momento è necessario che tu spalanchi solo il cuore. No, ehy, non vergognarti, niente sguardo basso: guardami! Segui il flusso dei miei pensieri, non perderti. Hai capito, vero? Già lo sapevi… sei furbo. Volevi che io mi addentrassi di nuovo nei tuoi occhi, per sentir crollare di nuovo le tue barriere,e vedere i cancelli che proteggono diligentemente la tua anima, aprirsi, ad uno ad uno, man mano che inserisco i tuoi codici di sicurezza, memorizzati dal mio inconscio. Non ti fa paura avere qualcuno che entra così facilmente e prepotentemente dentro di te? No? Ti senti capito, vero? E’ la mia vittoria più grande, poter scandagliare la tua anima senza che tu proferisca parola. Ho capito quanto importante è alzare lo sguardo e trovare due occhi luccicanti che ti fissano, e che ti ringraziano a modo loro. Ho capito che mi hai riportato in vita senza accorgertene, senza far rumore ho risalito quel baratro infinito in cui ero tuffata a capofitto, aggrappandomi alla tua anima “sporca”. Ed io, ora ti chiedo, io cosa ho fatto per te? Mi rispondi con uno sguardo, che, nemmeno la bravura di 100 scrittori messa assieme, riuscirebbe a descrivere. Però io lo comprendo, mi entra dentro, scaldandomi il cuore. Mi hai appena detto che sono riuscita a bonificare la palude che era diventata la tua anima, a trasformare in un fiume limpido che scorre ininterrotto, il fango dei tuoi sentimenti. Lo senti battere il mio cuore? Senti quanto il tuo puro amore riesce a sfamarlo? Brividi indescrivibili mi tormentano la schiena. Son qui immobile davanti a te, ma mi sento in mille posti diversi, tutti occupati contemporaneamente, come se le leggi di tempo e spazio che da sempre governano l’Universo, si fossero annullate tutt’ad un tratto. 

Ti guardo negli occhi. Ho la sensazione che senta lo stesso anche tu. Tu, così simile a me, ma anche così diverso. Hai bisogno di me? Io non lo so, so solo che ho incontrato un ragazzo con gli occhi spenti, senza un posto nel mondo, che ora sembra essersi riappropriato della sua vita. Sembra averle dato un senso, ed io mi ricordo che tu,un senso alle cose non volevi darlo mai.

Cosa ti è successo, amore mio?

Cosa ci è successo?

Non mi va di pensare, stanotte.

Gli sguardi cominciano a starmi troppo stretti. Anche a te?

Avvicinati, è tempo di crearci la nostra primavera.

Ti va di rifiorire?

- silenzi-cheurlano

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a place without any trouble von Charlotte Grimm
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la palud sur verdon, france.