la gloria del mondo

Latin idioms used in Italian

Italian comes from Latin and nowadays in the Italian language there are still phrases and idioms that come from Latin and that are widely used, either in their original Latin form or in their modern translation.

  • Ad litteram - Alla lettera: to the letter. Generally heard in the Italian form.
  • Alea iacta est - Il dado è tratto: the die is cast, the famous phrase attributed to Caesar while crossing the Rubicone river and declaring war to the senate. We generally use the translation, but the original form is just as famous.
  • Alma mater - Madre che nutre: nurturing mother. Many universities in Italy are called Alma Mater, the most famous of which is the University of Bologna, called Alma Mater Studiorum
  • Carthago delenda est - Cartagine dev'essere distrutta: Carthage must be destroyed.
  • Cum grano salis - Con un grano di sale: with a grain of salt, Pliny the Elder, both versions are used
  • Cui prodest? - A chi giova?: who benefits from it?, Seneca. Both versions are used, but I’d say that the Latin form is more used, for example in detective stories
  • Do ut des - Do perché tu mi dia: I give to you so that you give to me. The Italian translation is generally never used.
  • Dura lex sed lex - Dura è la legge, ma è la legge: The law is hard/strict, but it’s the law
  • Horror vacui - Orrore del vuoto: the horror of the void. Not widely used, but commonly known
  • In medias res - Nel mezzo delle cose: in the middle of things, used to talk about books that start in the middle of the story
  • In medio stat virtus - La virtù sta in mezzo (a due cose): virtue stands in between (two things), an invitation to moderation
  • In vino veritas - Nel vino la verità: in the wine, there is truth. Funny answer recently added: “in vino veritas e in scarpe adidas” (in vino veritas and in shoes adidas)
  • Labor limae - Lavoro di lima: smoothing out the details (lit. work of file), Horace. Both forms are known
  • Lapsus linguae - Un errore della lingua: a mistake of the language/tongue. Generally used only in the form of “lapsus”, word that has entered the Italian dictionary
  • Non plus ultra: ultimate/top object. The phrase has entered the Italian vocabulary as it is.
  • Pecunia non olet - Il denaro non puzza: money doesn’t stink. Generally, the Latin form is used
  • Sic semper tyrannis - Così sempre ai tiranni: lit. as always to the tyrants, the phrase usually attributed to Brutus after stabbing Ceasar.
  • Sic transit gloria mundi - Così passa la gloria del mondo: this way passes the glory of the world.
  • Tu quoque Brute, fili mi - Anche Tu Bruto, Figlio mio: Et tu Brute. In the English-speaking world, “Et tu Brute” is more used because it was used by Shakespeare in Julius Caesar. In Italy, on the other hand, we use “Tu quoque(..)”
  • Vox populi vox dei - Voce del popolo, voce di Dio: voice of the people, voice of God. Usually used only as “vox populi”

I’m sure I forgot to add plenty of phrases but there are literally hundreds of these that are either famous and known or even used in everyday life. 

Nella seconda metà dell'Ottocento la figlia del Doge Orso I Partecipazio, Maria, amava, ricambiata, un giovane di umili origini, un certo Tancredi. Il Doge ovviamente non approvava la relazione, così la fanciulla consigliò all'amato di andare a combattere contro i Turchi per nascondere la propria condizione con la gloria delle imprese. La fama di Tancredi fece il giro del mondo, il giovane si distinse valorosamente in guerra, ma fu ferito mortalmente e cadde su un roseto. Prima di morire però affidò all’amico Orlando un bocciolo tinto del rosso del suo sangue perché lo consegnasse alla sua amata come estremo pegno d’amore. Il 25 aprile, il giorno dopo aver ricevuto da Orlando il messaggio d’amore dell’innamorato, Maria fu trovata morta nel suo letto con il bocciolo sul petto. Da allora, il 25 aprile la tradizione vuole che lo stesso omaggio sia ripetuto dai veneziani perché ognuno di essi possa esprimere i propri sentimenti alla persona amata.

Questa è una delle due storie che hanno dato origine alla secolare tradizione del bocolo (bocciolo di rosa) regalato ogni 25 aprile dai Veneziani alle proprie amate, compagne di vita, mamme e figlie. (Innamorata-delle-parole)

anonymous asked:

Che ne pensi del detto 'passa tutto'?

La stessa cosa che ho detto riguardo al superare le mancanze, ed al per sempre Anon.

“Sic transit Gloria Mundi" 
Così passa la gloria del mondo a volte viene tradotta questa frase, ma in realtà il verbo è un verbo di moto, e “passare” non è corretto. Il termine esatto - intraducibile per rendere quella frase leggibile - è “attraversare” (trans-eo, letteralmente "andare attraverso”).

E che vuol dire andare attraverso? vuol dire che passa per qualcosa, per un filtro, per un tramite.

E quel filtro siamo noi.

Le cose sono effimere Anon, ogni dolore è destinato a svanire, e la felicità di ieri può rischiare di non essere più quella di domani. 

Ma passandoci attraverso, gli eventi ci depositano qualcosa dentro: questo qualcosa sono le nostre esperienze, i nostri ricordi, le nostre risate e le nostre lacrime. 

Sono tutto quello che alla fine ci rimarrà.

Quindi, per quanto possa risultare effimera la bellezza delle cose, per quanto possano sembrare fugaci le nostre gioie ed eterni i nostri dolori, ognuno di questi passerà. 

Di essi, noi terremo quello che siamo stati capaci di tenere: imparare a lasciare andare il più possibile di ciò che ci ha fatto male, ed a ricavare il massimo di quello che ti ha fatto bene, è l’unico scopo di quel filtro che dobbiamo divenire.

Tutto ciò che è giusto che passi Anon, alla fine passerà.
Tutto ciò che è giusto che rimanga invece, alla fine rimarrà.