la giornata della memoria

Giosuè: “Perché i cani e gli ebrei non possono entrare, babbo?”

Guido: “Eh, loro gli ebrei e i cani non ce li vogliono. Eh, ognuno fa quello che gli pare Giosuè, eh. Là c’è un negozio, là, c’è un ferramenta no, loro per esempio non fanno entrare gli spagnoli e i cavalli eh, eh… e coso là, c’è un farmacista no: ieri ero con un mio amico, un cinese che c’ha un canguro, dico “Si può entrare?”, dice “No, qui i cinesi e i canguri non ce li vogliamo”. Eh, gli sono antipatici oh, che ti devo dire oh?!”

Giosuè: “Ma noi in libreria facciamo entrare tutti.”

Guido: “No, da domani ce lo scriviamo anche noi, guarda! Chi ti è antipatico a te?”

Giosuè: “I ragni. E a te?”

Guido: “A me… i visigoti! E da domani ce lo scriviamo: “Vietato l’ingresso ai ragni e ai visigoti”. Oh! E mi hanno rotto le scatole ‘sti visigoti, basta eh!”

—  “La Vita è bella”, Roberto Benigni.

La giornata de a memoria

Da regazzino pensavo che la giornata della memoria non serviva a ncazzo. Cioè non è che non serviva a ncazzo però a scuola ce facevano vedè Perlasca Scinder List e ce facevano legge Anna Frank e io un po’ me rompevo le palle. Dicevo vabbè te pare che lo rifamo n'altra volta sto casino, quelli se vede che stavano fori all'epoca e ie sembrava normale sderenà un popolo de poracci, de recchioni, de zingheri. Nce potemo ricascà.
Poi crescendo ho capito che magari mo l'ebrei pare che so salvi (pure troppo) e i nuovi poracci so quei disgraziati che scappano dai cazzi che c'hanno ner loro paese e noi giù a dije che so bestie che so cattivi che so negri. A scrive che devono morì sotto agli stati de Salvini. A faie lo sgambetto mentre scappano pe fa la foto fica. Co quella scena ho capito che i nazzisti semo noi, che ar posto der baffetto c'avemo la cravatta e ar posto del pigiama a righe quelli c'hanno er salvagente. Qui dimo che se ricordamo se ricordamo se ricordamo, ma secondo me non se ricordamo popo ncazzo.

—  R. Piacci in Pressappochismo is the way

January 27th, 2016

27 GENNAIO, GIORNATA DELLA MEMORIA

Giosuè: Perché i cani e gli ebrei non possono entrare, babbo?
Guido: Eh, loro gli ebrei e i cani non ce li vogliono. Eh, ognuno fa quello che gli pare
Giosuè, eh. Là c’è un negozio, là, c’è un ferramenta no, loro per esempio non fanno entrare gli spagnoli e i cavalli eh, eh… e coso là, c’è un farmacista no: ieri ero con un mio amico, un cinese che c’ha un canguro, dico “Si può entrare?, dice No, qui i cinesi e i canguri non ce li vogliamo. Eh, gli sono antipatici oh, che ti devo dire oh?!
Giosuè: Ma noi in libreria facciamo entrare tutti.
Guido: No, da domani ce lo scriviamo anche noi, guarda! Chi ti è antipatico a te?
Giosuè: I ragni. E a te?
Guido: A me… i visigoti! E da domani ce lo scriviamo: Vietato l’ingresso ai ragni e ai visigoti. Oh! E mi hanno rotto le scatole ‘sti visigoti, basta eh!
-La Vita è bella –
Dovremmo educare ed ampliare la nostra mente. Passano gli anni ma davanti a tanta ferocia e pazzia non capiremo mai perché il genere umano é arrivato a cosí tanto. Ai tempi chiunque fosse vissuto in quel contesto avrebbe pensato all'apocalisse di fronte a tanto orrore…ahimè purtroppo è successo, una triste storia che è una parte, una piccola parte di una triste storia folle del genere umano.
27gennaio, per nn dimenticare…giornata della memoria..

Oggi, è la giornata della memoria.
Tutte le persone del mondo, il ventisette Gennaio, ricordano la crudeltà dell'uomo contro l'uomo stesso.
A parer mio, queste persone meritano di essere ricordate ogni giorno. A loro andrebbe anche un piccolo pensiero. Sono loro le vere vittime della violenza compiuta dal genere umano.
—  bubbbu
Giornata della Memoria?

La Regione Lombardia ha scritto “Family Day” sul Pirellone, e c'è ancora gente che non capisce la gravità dell'accaduto.

Alessandra Mussolini, in riferimento al ‘Family Day’, ha dichiarato con nonchalance:“ Magari mio nonno resuscitasse”.

De Rossi, pochi giorni dopo il caso Mancini-Sarri, ha urlato “zingaro di merda” a Mandzukic. Spalletti l'ha ripreso…. perché avrebbe dovuto coprirsi la bocca per non esser visto.

Il nostro Paese risulta ancora fanalino di coda in Europa per spese destinate alle politiche di inclusione delle persone affette da disabilità.

L'Italia ha spedito nuove bombe all'Arabia Saudita, rendendosi ancora una volta complice della strage di civili innocenti in Yemen.

In Francia, Christiane Taubira ha dato le proprie dimissioni da Ministro della Giustizia, dopo aver espresso la sua totale contrarietà alle estremamente controverse misure di sicurezza volute dal governo Hollande.

La Danimarca ha approvato una legge infame che permetterà la confisca dei beni dei migranti.

Gaza è ancora la più grande prigione a cielo aperto e continuano gli espropri delle terre palestinesi e gli abusi dei soldati e dei coloni israeliani. Il mondo ancora si rifiuta di ammettere che in Israele e nei Territori Occupati Palestinesi esista uno stato di apartheid.

Negli USA, decine di poliziotti responsabili della morte di ragazzi neri innocenti, prestano ancora servizio e ricevono uno stipendio. Nessuna giustizia per Travyon Martin, Michael Brown, Eric Garner, Tamir Rice, Sandra Bland, Laquan McDonald.

Negli USA, Rick Snyder è ancora governatore del Michigan,  nonostante abbia contaminato le acque di città costituite da una maggioranza di persone povere e afroamericane.

Donald Trump ha nuovamente annunciato la sua intenzione di chiudere le frontiere USA ai musulmani e di voler costruire un muro per separare USA dal Messico.


Altro che memoria.

anonymous asked:

Napoletana di merda, com'è vivere nella spazzatura? Terroni del cazzo uccidetevi tutti

Mi raccomando però, su Facebook condividi una foto per la giornata della memoria con tante faccine tristi.

Ricordo che, il 27 gennaio del mio ultimo anno di liceo, la professoressa di lettere ci raccontò per l'ennesima volta la storia del “Giorno della Memoria”, come se avessimo seriamente la capacità di dimenticarcela una cosa del genere. La campanella suonò anche per fare il minuto di silenzio. Poi, notando la mia faccia storta mi chiese spiegazioni. Io mi strinsi nelle spalle e l'unica cosa che dissi, e che aumentò ancor di più l'antipatia che lei provava nei miei confronti, fu “trovo ipocrita l'atteggiamento che si ha quando si arriva a qualsiasi giorno adibito nel ricordare qualcosa di accaduto in passato. Perché penso che certe cose come questa, sinceramente, sarebbe giusto ricordarle tutti i giorni, non solo quando arriva il 27 di gennaio. Che le persone che se le ricordano veramente sono poche”. 

Nonostante la miriade di critiche che hanno seguito questo mio ragionamento da quel giorno in poi, non ho mai cambiato idea. Però di certo ho capito che le proprie opinioni personali è meglio tenerle per sé, che sono in pochi quelli disposti ad accettare la diversità di pensiero.

Di quando i pregiudizi sfociano nel razzismo

Al quarto anno del liceo, per quasi due settimane non andai a scuola, intenta a non voler rimettere più piede nella stessa e a voler cambiare istituto. Poi, in un modo o nell’altro, mi convinsero a ritornare, principalmente perché ero già al quarto e cambiare negli ultimi mesi della fine dell’anno scolastico per affrontare l’ultimo anno, e quindi la maturità altrove, non valeva la pena.
Il motivo della mia assenza era dovuto al fatto che non avevo un buon rapporto con la professoressa di inglese (diciamo neppure con quella di matematica, ma questa era solo scema), la quale mi aveva preso di mira e ad ogni interrogazione mi dava un voto bassissimo (non meritato), oltre al fatto che mi interrogava spesso. Se ne erano accorti tutti che non gli stavo simpatica, e anche quando si parlava di qualche argomento che nulla c’entrasse con la lezione, qualche frecciatina sempre a me era rivolta. Se la beccavo nei corridoi, a stento mi salutava. Mi fa molto ridere dover parlare di rapporto, di antipatie e simpatie, in un contesto quale quello scolastico, dal momento che non dovrebbero esistere e un professore dovrebbe essere obiettivo sempre.

Ma una cosa che mi dava davvero fastidio di lei, è che non amava molto la gente del mio paese. Quando si affrontavano determinati argomenti, come quelli sulla criminalità organizzata o quelli sui quartieri/sulle zone più malfamate di Napoli e provincia, lei nominava sempre il mio paese dicendo “la gente di E. etc.”. Non solo il mio paese, ma anche altri che non avevano una buona fama. A voler ascoltare lei, se qualcuno l’avesse ascoltata, qualcuno che non è di Napoli (anche voi che adesso leggete questo post), avrebbe potuto pensare chissà che cosa. Quando in realtà - per quanto io non possa negare che fino ad una decina di anni fa o più, non era un paese tranquillissimo - non era neppure quel paese che lei voleva lasciar intendere. Oggi è più tranquillo che mai. È come pensare che a Scampia (quartiere noto a tanti) sono tutti criminali, cosa che pensano in molti. Ho due amici di Scampia che appartengono a famiglie perbene e che sono cresciuti lontani dalla realtà delle vele.

Potrei usare il termine razzista in senso lato, potrei dire che faceva discriminazioni e aveva dei pregiudizi. Forti pregiudizi. Quello che non tolleravo di lei, e di chi come lei, è che non era in grado di distinguere le persone buone da quelle marce facendo di tutta l’erba un fascio e, in un certo senso, affermava che dei cittadini erano meglio degli altri solo perché non abitavano in certi quartieri/paesi. Era davvero in grado di fare l’insegnante? Una persona del genere merita davvero di occupare quel posto?

Quando sento parlare un settentrionale dell’idea che ha di Napoli e dintorni, o del Sud in generale, quando sento parlare un leghista esaltato, a me viene da ridere. Mi viene da ridere perché stupidi in primis; e poi perché i leghisti e i nordisti li abbiamo anche nella nostra terra, in casa nostra. Un napoletano che appartiene alla Napoli bene, potrebbe augurarsi l’eruzione del Vesuvio per fare un po’ di pulizia. Cosa che ho sentito con le mie orecchie, e sarei stupida nell’affermare che tutti quelli che appartengono a quella zona la pensano così. E questo non succede solo al Sud, non succede solo nelle regioni meridionali. Ho avuto modo di constatare che anche su si creano rivalità tra province che non hanno ragione di esistere.

A volte si parla di razzismo facendo riferimento a chi ancora distingue un uomo di colore da un uomo bianco, quando poi anche tra bianchi esiste. È un fenomeno diffuso, soprattutto nelle piccole realtà. Parte dalle piccole realtà per poi colpire quelle grandi. L’affermazione della superiorità tra cittadini che appartengono alla stessa regione, alla stessa nazione, allo stesso continente, allo stesso mondo, fa sentire meglio? L’idea di dover accettare che calpestiamo la stessa terra fa così schifo alle persone? Abbiamo la cultura e l’arte che ci permettono di entrare a contatto con realtà e mondi che non conosciamo per superare i confini della nostra realtà, per superare i nostri limiti, e spesso ce ne serviamo solo per sentirci migliori degli altri. Il peggior uso che si possa fare della cultura. Il razzismo è ovunque, anche in ciò.

Abbiamo celebrato la Giornata della Memoria qualche giorno fa, e purtroppo abbiamo bisogno delle ricorrenze per rispolverare un passato che non ci piace, un passato che dovrebbe insegnarci tanto, un passato che ha fatto tante vittime che avevano solo la colpa di essere ebrei. Io sono disgustata dalle persone che, ancora oggi, nel loro piccolo, discriminano e sono piene di pregiudizi, ma si nascondono dietro la faccia del finto moralismo e buonismo unendosi agli altri per ricordare che i tedeschi sono stati, in passato, una razza di merda. Perché così dice la gente.

  • X: Io per la giornata della memoria su facebook mi sono messa come foto profilo una stella di David gialla
  • Io: Io invece la foto di una RAM.
  • X: E perché scusa?
  • Io: Perché è una memoria volatile e ad accesso casuale.