la ggente

Quanto deve essere faticoso essere donne

Cerco di essere abbastanza critico con me stesso e trovo che mostrare empatia sia un ottimo modo per trovare compagni di percorso.

Sulla carta sono consapevole della disparità di ruolo e trattamento che la società riserva alle donne. Credo di avere un rapporto il più possibile paritario con mia moglie o almeno non inquinato dai bias della società in cui vivo. Se sono stronzo con mia moglie credo per lo meno di non esserlo perchè lei è donna.

Penso di aver fatto un buon lavoro con mia figlia che credo abbia capito che essere donna è solo un altro modo di stare al mondo e non dovrebbe toglierle nessuna opportunità.

L’apice in cui ho dovuto pensare a quanto questa società sia ingiusta con le donne è stato dover preoccuparsi della loro sicurezza quando tornavano a casa la sera.

Ma ho sempre vissuto in una società maschilista, è difficile mantenere un livello di sensibilità così alto abituati a un contesto, per apprezzare meglio le cose. Ovviamente avere una famiglia di donne di cui condividere le responsabilità da adulto è stato un cambiamento, ma avevo già vissuto in una famiglia con donne.

Il più grande cambiamento è stato quello di avere una famiglia “non ariana”.

Il cambiamento l’ho sentito più io, perchè evidentemente mia moglie era già “non ariana”. Ovviamente le girature di palle le ha sentite più lei ma c’era abituata, se lo aspettava, c’è crescuta

Non so quanto faccia onore alla mia capacità di empatia ma ero già un convinto anti-razzista… avevo già “amici negri” come direbbe qualcuno.
Ma quanto ti girano le palle DOPO… quando la vita cambia. Ordini di grandezza… e sono maschio bianco etero, attraverso la vita su un panfilo come quello che secondo Salvini usano gli immigrati con lo smart phone e il wifi gratis.

Frequento poco la ggente se non per lavoro o per amicizia.

Tumblr è il primo social network “di massa” che frequento, che già rispetto a facebook mi sembra “aristocratico”.

Le amicizie sono ben selezionate.

Sul lavoro le donne sono un esiguissima minoranza. E già questo…
Però toglie l’opportunità dell’esperienza quotidiana.

Sono informato sui divari salariali e occupazionali, sul mobbing, sulla violenza domestica…
Mi faccio un sacco di pippe mentali sui cognitive bias che posso avere.
Penso di riuscirmi a fare almeno una vaga idea di quanto  possa essere difficile conquistarsi anche un’autonomia di pensiero in un mondo così consolidato di pregiudizi, rapporti di potere…

Ecco il thread della “fica pelosa vs. depilata” (e che Coatlicue mi risparmi dal doverlo scrivere ancora) m’ha un po’ sbrecciato il mio walled garden di civiltà.

E così il flash e ti rendi conto dell’immane rottura di coglioni che deve essere per una donna stare sull’internet… 2, 3 post, 4 commenti, anche di donne che ti danno una mano ad aprire gli occhi e già è abbastanza per aprirti un mondo caricaturale di pregiudizi, bassezze, volgarità, stalking…

E certo l’internet è sta cosa un po’ particolare su cui discutiamo un altro giorno, che scatena le peggiori pulsioni, ma fuori mica c’è il ban e chiudo l’account eh!

E oggi ci fermiamo alle donne, lasciamo fuori il resto dell’arcobaleno, chi discrimina sulla religione, chi ti schifa che sei povero, perchè sei malato…

E non è una captatio benevolentiae, non aspiro a cene eleganti, è proprio uno scusa mi dispiace tanto, non mi rendevo conto, cosa posso fare di più per riparare a sta merda?

Big Data

Per chi ancora non se ne fosse accorto, i Big Data (ovvero quell'oceano continuo ed inarrestabile di comportamenti umani rilevabili e -in una certa misura, se non altro- misurabili che spaziano da un tweet su Twitter ad un acquisto -on line o no- di un oggetto o di un servizio, ma soprattutto la capacità di analizzarli e coglierne le generiche direzioni e le sostanziali dichiarazioni di umore ed opinione) sono il necessario ambito, sono la traballina ma inevitabile fondamenta di chiunque voglia cimentarsi con un ambito pubblico (diventare presidente degli iùèsèi, trascinare la Britannia fuori dalla , fare un blog che ha il nome di un comico ma è anche un partito politico, etc., etc.).

Bene.

Bene, sì, ma.

Ma, mi chiedo io, questi Big Data e questa tendenza ad ascoltarli, a causa della loro indubbia capacità di suggerire ciò che, detto o fatto, rende immediatamente più simpatici e più popolari, e garantisce, per esempio, che quel compulsivo ed irrazionale segnetto di matita copiativa fatto su carta speciale del Poligrafico dello Stato (che una volta chiamavamo “voto”) sia favorevole, non sono forse tanto l'evidenza quanto la causa di un ritorno ai secoli bui, ai sonni della ragione, ad un novello medioevo, in cui l'analisi razionale, la capacità di analizzare e riflettere in maniera complessa ed approfondita sulle cose e sugli accadimenti, la volontà di mantenere le decisioni all'interno di un recinto morale ed etico appoggiato su valori e principi solidi, siano noiosi esercizi intellettuali, sepolti sotto le pulsioni della pancia del popolo.

Perchè, i fautori ed i difensori dei Big Data, proprio della “pancia della nazione” (o dell'elettorato, o del popolo) si interessano, dei movimenti subombelicali, siano essi positivi o negativi, senza contestarli, anche se palesemente immaturi, impulsivi, dannosi o semplicemente inutili: la ggente maltollera il fatto che per le linde ed ariane strade texane abbiano l'ardire di deambulare dei messicani? Ed allora noi diremo che è nostra assoluta intenzione fare un muro lungo tutto il confine con il Messico, che problema c'è! La ggente guarda il dito delle pensioni ad i parlamentari ed evita di notare la Luna dell'evasione e della corruzione e dell'infiltrazione della criminalità organizzata in tutto il tessuto produttivo ed amministrativo nazionale? E noi, allora, o-ne-stà-o-ne-stà! La ggente, oggi, sta con Assad? Lo lasciamo lì dicendo che è l'unico garante della civiltà in Medioriente; alla ggente Assad non piace più? Ecco qui 60-signori-60 missiloni pronti a piovergli sulla capoccia, però hey! guarda! c'è un koreano!

Insomma, mi chiedo io, ma questi Big Data ed il loro utilizzo, saranno mica la versione sociale e politica di quei genitori divorziati o divorziandi che, per accaparrarsi il gradimento ed il supporto dei figli, smettono di educarli ed iniziano ad accontentare ogni loro capriccio, non importa se il capriccio di oggi confligge con quello di ieri.

Ma, quei genitori, non stanno, forse, mettendo da parte il loro imprescindibile e fondamentale compito di educatori, di persone in grado di dirigere verso il giusto ed il morale, dei giovani individui?

Io dico di sì, così come dico che i politici (o sedicenti tali) che inseguono i Big Data, tradiscono la loro missione di rappresentanza e guida, di difesa e ricordo dei valori caratterizzanti un popolo ed una nazione, quei politici, di fatto, scaricano la responsabilità di agire nel giusto, a favore della lusinga del compiacere sempre e comunque.

Anche perchè, pensateci un attimo, ma cosa produciamo, propriamente, dentro la pancia…

…ecco…

…ed una volta prodotta, gli educati fra noi, tirano l'acqua, mica fanno un comizio…

I grillini e la differenza tra → e ↔.

In particolare era: “ritardati → elettori grillo” confuso con “ritardati ↔ elettori grillo”, e non c'è stato modo di spiegarlo neanche coi disegnini.

La cosa che mi rode non è tanto il ritardo mentale, mi fa rabbia il fatto che questa ggente è laggente amici miei, che fino a l'altro ieri erano assolutamente disinteressati della politica, e mi prendevano in giro perché me ne andavo ai dibattiti, alle manifestazioni antimafia, a fare la scorta civica, al 19 luglio, ai comizi in piazza di chicchessia anche solo per sapere di che cosa si stava parlando, alle manifestazioni studentesche, ai no b-day e alle manifestazioni viola (eh si, pure questi due mi sono fatta, anche se col senno di poi me ne sto pentendo, perché ce lo meritavamo, Belusconi), e - veramente - derisioni su derisioni che mi sono presa (“ahahah ma cosa volete fare, voi quattro gatti”, “noi stiamo bene, i ristoranti sono pieni” e altra roba simile), e ora fanno gli intelligentoni perché sono l'unica pirla che non va a sbavare sotto il palco di Grillo, perché lo votano tutti e se lo fanno tutti e riempie le piazze"evidentemente ha ragione" come se Berlusconi per vent'anni non avesse avuto mezza Italia che lo votava (indimenticabile 61 a 0 in Sicilia… ah, siciliani dalla memoria corta), però se adesso pubblico “cose contro Grillo” si lamentano, quando invece pubblicavo su FB “cose contro Berlusconi” nessuno si lamentava. Se lo faccio presente, la risposta è “eh, ma è oggettivo che Berlusconi è una merda”. Grillo invece no. Però poi sono io quella che pretende di avere la verità in tasca.

Wall of Hate

-I simil-gollum nei film horror

-Il tumore della banana

-I giovani “politicanti” di paese infervorati e i liceali uè frà hasta la vista

-L'artificio retorico utilizzato troppo e a sproposito del “sai io sono quel tipo di persona che….” (quel tipo di persona che deve morire, si) 

-Lo “strapazzami di coccole” di Topo Gigio

-I frignamenti infiniti per i tagli di capelli ad America’s next top model 
 
-Le amiche che “no chiudi le tende e lasciami nel mio loculo sociale” e poi appena arriva amica 2 si rifanno una vita felice (ciao M, tvb)
 
-La pila di libri sul comodino ognuno con un foglietto di carta igienica come segnalibro in un punto diverso per ricordarmi che devo smetterla di cominciarne trenta alla volta
 
-I pen-pals che “si sai qui in questa gigantesca capitale 
americana/inglese/giapponese/indonesiana/plutoniana che dù palle 
non c'è mai niente da fare

#C’è questa tipa

Che si fa 200 foto al giorno, ogni giorno.
Quindi vi assicuro che ho avuto modo di vederla in molte pose e in molti luoghi diversi.

Niente, vi giuro non è solo che è mono espressiva, ma è palesemente la versione umana di Grumpy Cat.

«…sapete cosa ho scoperto?»
«Che cosa?»
«Che la gente non dice nulla»
«Oh, parlerà pure di qualche cosa, la gente!»
«No, vi assicuro. Parla di una gran quantità di automobili, parla di vestiti e di piscine e dice che sono una meraviglia! Ma non fanno tutti che dire le stesse cose e nessuno dice qualcosa di diverso dagli altri…»
—  Ray Bradbury_“Fahrenheit 451”
#Mi dico

Sempre che quando un’amica ha problemi col ragazzo con cui sta da 200 anni, io per darle consigli sulla situazione non posso certo rapportarla alle mie relazioni di breve durata.
Invece poi il testa di cazzo in questione ragiona esattamente come uno che la relazione ce l’ha da 5 minuti e non da 5 anni, quindi niente, allora posso anche essere un guru delle teste di cazzo.