la fatina dei denti

La sabbia da piccola era montagna.

C'è un altro me, dentro me, a cui mi aggrappo con le unghie ed i denti.
È fatto di tutti i miei sogni, le speranze, i desideri. Tutte le lettere a babbo Natale ed i soldi della fatina dei denti, che crede che la luna sia fatta di formaggio e che se fissi a lungo i semafori quelli diventano verdi per te.
Ma la vita è fatta di carta vetrata, e più vai avanti più ogni passo ogni scelta ogni urto sfregano via un pezzetto, limano, puliscono, riducono.
E per incastrarsi bene bisogna smussare gli angoli e ridurre le dimensioni, e magari è anche vero, non ne dubito: ma di quella parte di me via via che il tempo passa vedo rimanere sempre di meno, ed a volte i ricordi non riempiono bene gli spazi mancanti nel cuore.

Il momento critico in cui il tuo ragazzo, guardando un'altra, fa apprezzamenti ad alta voce. 
NO, MA DICO, SEI COGLIONE? MA VUOI MORIRE? NO, MA SEI PROPRIO SCEMO ALLORA. MA IO TI DO UNA SPRANGATA SUI DENTI E TE NE FACCIO SALTARE COSI TANTI DA MANDARE LA FATINA DEI DENTI IN BANCA ROTTA. TESTA DI CAZZO.

Credo che per innamorarsi dopo una delusione, ci voglia davvero un gran coraggio.
Insomma… innamorarsi dopo una delusione, è come rialzarsi dopo essere caduti ed essersi fatti male, sorridere, dopo aver pianto.
Io questo lo faccio sempre, nonostante il ‘dolore’ e le sofferenze, sorrido sempre.. in tanti mi dicono che ho un viso solare.
Ogni volta ricomincio, è così in tutto.. anche in amore.
Dopo tante delusioni, trovo sempre la forza per riaprire il cuore e adagiare in altre mani, le cicatrici dell’anima, nella speranza che vengano risanate.
Sempre, dopo una delusione, trovo il coraggio per amare di nuovo.
Certo, ho paura di soffrire, è una cosa ovvia… ma aver paura di soffrire, non vuol dire, auto-ostacolarsi e impedirsi di provare ad essere felici, un’ennesima volta.
Basterebbe un semplice avvertimento, uno sguardo, un gesto..una parola.
…Del tipo..
«Non chiamarmi amore, se non vuoi stare con me. Non farmi credere che ti piaccio, quando poi non è vero. Non farmi affezionare se poi te ne vai.»
[…]
E allora con che coraggio, io, mi reputo non coraggiosa, quando poi ho il coraggio più grande di tutti? ..
Ma certo, sicuramente è colpa di quell’insicurezza, per colpa della quale sto sempre in disparte, per fatti miei, ho pochi amici, parlo poco, non mi piaccio e ho paura di relazionarmi ai miei coetanei, non sentendomi alla loro altezza.
Quell’insicurezza, per colpa della quale, non mi piaccio e sono in cerca di continue conferme e certezze.
Non è facile, amare, dopo esser stati feriti, ripeto, ma io ci riesco quasi sempre, fortunatamente.
Ci vorrebbe l’ergastolo per i cuori furbi, quelli che “usano” e non si prendono cura della tua persona.
Non è un gioco, tornare ad amare, dopo aver chiuso una storia, allora perchè deludere le persone e farle male ancora?
Perchè deludere la fiducia?
Perchè la gente delude?

Ci vorrebbe un numero d’emergenza anche per gli abbracci.

Così, che dopo un pianto, dopo un continuo scoraggiarsi, arriva questa persona che ti sommerge di affetto, ti riempie di abbracci e ti fa (ri)credere, ancora una volta… che non tutto è perduto, che non è mai detta l’ultima parola.
..Quella persona che ti fa capire che qualsiasi cosa succeda, il sorriso, non bisogna perderlo.
..Quella persona che ti fa capire che mai nessuno deve farti credere che non amerai mai più come hai fatto l’ultima volta..
[…]
Che poi, ” l’ultima volta.” … non è mai, secondo me.

Amerai, amerai ancora, non smetterai mai.
Ameremo ancora.
L’amore è una forza e noi tutti, dobbiamo tenerlo in vita.
…Potrebbe appassire, se nessuno credesse più in esso, come le fate, ogni volta che qualcuno dice ” io non ci credo” … ecco che allora, proprio accanto a quel qualcuno, ce n’è una che muore.
Come la fatina dei denti e la magia del Natale .. queste, sono cose che svaniscono quando ci si fa grandi e si dice ” non ci credo più.”

Ma non l’amore, quella, è una delle cose che ci accompagnerà in eterno, non morirà mai, perchè noi, non smetteremo mai di crederci.

—  Francesca M. Girone. | dispensatricediemozioni, on Tumblr. ©

Quanto era bello essere piccoli?
Aspettare con ansia il Natale per scrivere la letterina a Babbo Natale, lasciargli i biscotti con il latte e andare a letto presto non solo per l'emozione di trovare i regali da scartare sotto l'albero, ma anche perchè avevi un pò di paura. E aspettavi anche la befana che, nonostante ti facesse una paura terribile, ti lasciava una calza piena di dolci. E le uova di Pasqua? Come era bello scartarle! E la fatina dei denti? E i compleanni con gli amichetti? Era tutto più bello. Non ti preoccupavi di nulla, ti godevi quei momenti e ti divertivi semplicemente. Non avevi nessun tipo di problema se non avere un certo giocattolo o invitare un amico a casa. Però poi cresci. Cresci e diventa tutto più difficile. Nessuna ansia per Natale o la befana, nessun compleanno super. Niente di niente.
Solo problemi su problemi. La scuola, gli amici, i primi amori, lo sport, la famiglia. Aumentano sempre di più ed il brutto è che nessuno ti aiuta a rialzarti.
Voglio tornare piccola.