la fantastica

Guardo il cielo sopra la città per cercare il paradiso e poi lo trovo lì, sopra il tuo viso, mentre ridi prendendomi in giro.
E sei fantastica anche quando sei incazzata col mondo.
Mentre ti guardo sognare, io penso: “era una vita che ti stavo aspettando”.
—  Francesco Renga

Ma avete mai pensato alla vita di una persona sensibile?
Dovete sapere che potrebbe bastare una singola parola per rendere la sua giornata incredibilmente fantastica… o incredibilmente triste.
Il suo umore cambia costantemente solo a causa delle mille emozioni che le vengono trasmesse da tutto ciò che la circonda.
Le persone sensibili vedono le cose con occhi diversi. Vedono le cose con il cuore.
Sono quelle persone buone, che sognano ad occhi aperti e che non hanno alcuna malizia nelle cose.
E non potete immaginarvi di quanto possano stare male quando la loro realtà si frantuma in mille pezzi. Ogni volta che accade si ripetono sempre di essere degli stupidi illusi, degli ingenui.
Se ne fanno una colpa. Quando in realtà la loro unica colpa è quella di dare fiducia incondizionata a tutte le persone che conoscono.
Le persone sensibili credono anche che tutti siano come loro.
Buoni, sinceri, altruisti e via dicendo. Ma non è così.

Cosa ci possiamo fare… noi persone sensibili siamo fatte così…

—  @laragazzasemplice

Partimmo finalmente, non vedevo l'ora, dopo mesi di attesa, destinazione Firenze, a metà tra i 550 km che tuttora ci separano. 550 km che ho odiato con tutta me stessa. Ebbene, questa storia parla di un 1-0 per noi contro la distanza.
Furono due giorni, pensandoci, i più belli che io abbia mai passato. Quando sono partita ero emozionantissima, e lascio immaginare quanto lo fossi mentre ti aspettavo alla stazione. Avevo il cuore in gola, ero nervosa, mi passavano mille pensieri per la testa. Poi ricevetti il messaggio “Arrivato”.
Panico. Avevo ansia di incontrarti, di deluderti, di fare brutte figure come il solito, di rimanere impietrita vedendoti o di mettermi a piangere. E per poco non fu così. Ti stavo aspettando da un lato della stazione, con il cuore a mille, mi sentivo soffocare. Passò qualche minuto e la mente mi si offuscava di tanti tanti troppi pensieri, l'agitazione saliva. Non facevo altro che ripetermi nella mente: “550 km”, “manca poco”, “non piangere”, “non piangere”. In pochi secondi mi scorsero per la mente tutti mi messaggi precedenti alla partenza: “ Per tutte quelle volte che non abbiamo potuto…”
Stavo impazzendo, o forse stavo per piangere o magari ero talmente emozionata da non capirci più nulla. Non so bene quanti minuti passarono dell'arrivo del messaggio, so solo che dopo un po’ mi sentii chiamare: “Giulia.”
Inutile dire che sentii un tonfo nello stomaco dallo stupore, forse dallo spavento, insomma, non lo so, fatto sta che il cuore prese a battermi talmente forte che non sentivo più neanche il caos di quella enorme stazione. C'eri solo tu, esattamente così come ti avevo sempre immaginato, con la tua famosa felpa nera e rossa con i buchi, jeans e jordan, con il ciuffo all'insù e quegli occhi stupendi. Eri tu finalmente, dopo mesi di attesa. E cosa potevo fare, ti abbracciai, ti abbracciai forte, ma quell'abbraccio non durò tanto quanto avevamo progettato, chissà, magari colpa dell'imbarazzo, e ce n'era, ce n'era tanto. Che dire poi del tragitto dalla stazione alla piazza dove avresti conosciuto i miei, imbarazzo totale. Come dimenticare quell'uomo di colore che neanche dopo due minuti dall'arrivo ti sfiló i pochi spicci che avevi per dei braccialetti hahaha. Insomma, ti presentasti ai miei, e dopo la fantastica domanda di mio padre:“ ma c'hai da dormì?” e la tua risposta che li lasció a dir poco basiti “ah no, notte in bianco, dormo fuori”, ce ne andammo.
Andammo verso l'Arno, in cerca di un parco dove sdraiarci e recuperare tutto il tempo, recuperare tutte le coccole che ci eravamo promessi mesi prima. Rimanemmo lì per circa tre ore a guardare il cielo tra un bacio ed un altro. Ricordo ancora il sapore che avevano le tue labbra, menta, tutta colpa delle tue caramelle, unica fonte di sostentamento da quella mattina. Forse proprio per quello ti venne mal di testa. Camminammo verso l'hotel, su questo non c'è molto da dire, a parte il fatto che stavamo per perderci, o meglio, ci siamo persi (ops, colpa mia) e per essere investiti. Ricordo bene la sensazione che provavo camminando con te, non saprei come spiegarla… mi sentivo bene, ero felice, ero con te. Peccato che poi quelle stupide chiavi non aprirono. Non ci restó che metterci su dei gradini non molto distanti dall'hotel. Che dire, è stato fantastico. Rimanemmo abbracciati per circa un'ora o forse due, non ricordo, ore fantastiche, almeno per me che tra le tue braccia, sdraiata sugli scalini ero nella posizione più comoda che avessi mai conosciuto. Mi sentivi tremare, (e quanto faceva freddo quella sera) e mi abbracciavi. Guardavamo le stelle, tu mi coccolavi, mi tenevi stretta come per dire “questa è roba mia”, ed ogni tanto ti abbassavi per baciarmi. Lo ammetto, stavo per addormentarmi, e non nascondo che sarebbe stata una notte fantastica. Arrivarono i miei, dovetti rientrare, ma prima ti portai la mia giacca, che tu testardo come sei avevi continuato a rifiutare finché non capisti che te l'avrei data in ogni caso. Che dire, fu una notte tremenda, non facevo altro che pensare a te e stavo impazzendo. Ma arrivó la mattina, scesi e ti vidi, finalmente, mi eri già mancato. Comprato il biglietto in stazione, cercammo un altro parco, per poi scegliere quello sotto le mura della fortezza. E ci baciammo, io che ti toccavo i capelli, tu che mi mordevi le labbra e mi stringevi forte. Poi lì, sotto l'ombra di quell'albero nei pressi del “coso comune” (o come si chiamava), ci demmo il bacio più bello. Duró molto, fu qualcosa di intenso, probabilmente il bacio più bello che avessi mai dato. Ed era fantastico, io ti ero sopra e tu mi stringevi forte come per non farmi andar via e giuro, quello sarebbe stato l'ultimo dei miei desideri. Sentivo il cuore in gola che mi avrebbe impedito di parlare, ma no, non c'era bisogno di parole, eravamo abbracciati, eravamo vicini finalmente, talmente vicini che per un attimo sentii il mio cuore toccare il tuo. Poi chiedevi, “a cosa pensi?”
Non sapevo cosa rispondere, in realtà non sapevo neanche io a cosa stessi pensando, ma in ogni caso ogni domanda lasciava un piccolo passo di tempo dal bacio che mi avrebbe fatto dimenticare di ogni pensiero, ma non di te. Passammo il pomeriggio ad inseguire l'ombra, fin quando quel bambino che ripeteva insistentemente di essere Cristoforo Colombo, e di voler andare sulla luna non ci ha distratti, e tu odi i bambini, proprio come me.
Finì anche quella giornata, zaino in spalla, telo al collo non tentativo di nascondere i succhiotti da mia madre con la scusa del mal di gola e andammo verso la stazione. Quando arrivammo mancavano pochi minuti all'arrivo del treno che ti avrebbe riportato a casa. Me ne andai senza aspettare e pronunciai le parole più aspre di tutto il viaggio: “Beh, allora io vado.” Non era esattamente così che doveva finire, avrei dovuto aspettare il treno non te, passare con te quegli ultimi minuti prima che la distanza ci separasse ancora. Ma non ce l'ho fatta, e ho avuto paura, paura di piangere e di fare la parte di quella “troppo sensibile”. Non durai molto, tant'è che dopo pochi minuti ti mandai un messaggio di scuse per quel che avevo fatto. Passarono pochi minuti dal messaggio, pochi minuti dalla partenza. E dio, già mi mancavi.

E poi un giorno apri gli occhi e ti rendi conto che avevano ragione quando ti hanno detto che per risalire a galla sarebbe stato necessario toccare il fondo. Io non solo l'ho toccato; io mi ci sono seduto sul fondo. Imperturbabilmente attaccato al vuoto dell'abisso senza apparenti vie di uscita. Ed è proprio nel nulla di quel momento che qualcosa è cambiato, perchè ognuno di noi merita molto più di uno spazio vuoto. Risalgo a galla, mi chiedo se il sole sia sempre stato tanto luminoso e torno a respirare. In fondo la vita è fantastica se non ci si ferma a sprofondare, non pensate?
Sono felice di com'è andata perché è andata.
Perché ho avuto il mio momento, la mia storia d'amore.
Ho avuto il ragazzo dagli occhi verdi che mi porta al mare, al cinema e le rose. Ho avuto il mio anello, i miei auguri di buon compleanno speciali, le sorprese, gli abbracci, i baci, l'amore.
Ho avuto tutto e non importa se è finito.
Ne è sempre valsa la pena.
Anche adesso, sono fiera di tutto questo.
Racconterò del ragazzo dagli occhi verdi a chi incontrerò, racconterò del ragazzo che mi ha reso felice, davvero, e di quanto io sia fiera di lui per la persona fantastica che è.
Le storie d'amore finiscono, ma le belle persone restano.
—  Al ragazzo dagli occhi verdi
La genetica 😂

Io e papà ieri eravamo in sala da pranzo.
Al tg trasmettevano un servizio sul PIL.
Battutona mia del secolo:
-Il famoso PIL nell'UOVO.
Silenzio.
-Daiiii papà, ridi.
-Io ribatto con questa: “L'equinOZIO è il padre di tutti gli equiVIZI.”

Diciamo che mi ha addirittura superata in quanto a squallore e si è ispirato a quella mia uscita demenziale di un mese fa in cui dissi: “Indovina cosa fa un CAVALLO in primavera? Un EQUINOzio”.
E papà rise come non mai.

Bello essere scemi insieme.
Mi fa anche capire perché io racconti tutte queste trashate: tale padre, tale figlia. 😂

Hai gli occhi blu, scuri e profondi, come il mare d'inverno.
Hai la pelle ambrata che profuma di nocciola.
Hai il tipo di sorriso che ti si imprime nel cuore, perché ogni volta che lo guardo, me lo fa battere all'impazzata.
Ti guardo come si guarda la luna; in silenzio e da lontano, da molto lontano.
Con gli occhi pieni di sogni e la mente che fantastica su noi.
Non mi conosci.
Non ti conosco.
E va bene così.
Perché, in fondo, la luna sarà attratta dal sole, non da una piccola Margherita come me.
—  Volevoimparareavolare (scritta da me)

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[Booktag] El Cuerpo Humano Literario

Muchas gracias de nuevo @bookspalooza por etiquetarme en estos bookstag y perdon por latardanza no habia podido entrar espero les gueste :D

Ojos: Libro del que te enamoraste a primera vista

Originally posted by bumblebookbees

Tokio blues – Haruki Murakami

Simplemente por que la portada luce algo de melancolia, la cual se ve claramente reflejada en sus letras, pongo este por que en verdad me gsuto mucho cuando lo lei pero pudo ser cualquier otro hay varios que me han gsutado al ver su portada

Boca: Libro del que todos hablan

Originally posted by fireladies

Ladroan de Libros – Markus Zusak

Es el unico libro que lei justo cuando era aun muy popular,y ya esta demas hablar de el, simplemente es muy bueno y si no lo has leiodo deberias hacerlo, de los que son populares atualmenteen realidad no me llaman la atencion, pero supongo en algun momento leere alguno.

Pulmones: Libro vital en tu vida

Originally posted by myxwretchedxworld

Frankenstein – Mary W. Shelley

Por qué? simplemente porque fue el primer libro que lei, dejo una gran impresion en mi y de ahi mi interes en libros del mismo genero, no lo voy a olvidar y lo tendre siempre en mi estanteria.

Estómago: Libro que devoraste

Originally posted by lovetheworldlife

Del amor y otros demonios – Gabriel García Márquez

Si bien es relativamente corto, lo termine mas rapido de lo esperado ya que me absorbio bastante su trama, cada uno de los sucesos ocurridos en el me preocupaban, queria saber que es lo que le pasaria a Sierva Maria, cada injusticia y hechos de incompresion hacia ella hasta ese final tan extraño pero esperado a fnal de cuentas. Sin duda un excelente libro

Hígado: Libro muy gordo

Originally posted by yahooentertainment

Cancion de hielo y fuego – George R. R. Martin

Aqui me referiero a toda la saga de The game of thrones ya qu etodo sus libros son bastante gordos sobre todo dos que si sobrepasan las mil paginas asi que por eso y porque es una saga fantastica, la pongo aqui.

Apéndice: Libro que ni te gustó ni te disgustó

Cruzada en Jeans – Thea Beckman

Me lo presto un amigo, no sabia que esperar, es una historia bastante entretenida, lo del viaje en el tiempo fue lo que me llamo la atencion, no es increible pero tampoco es malo y con un final a mi parecer algo forzado, pero bueno historia a final de cuentas

Corazón: Libro romántico

Originally posted by valarmorghulouis

La mecánica del corazón  – Mathias Malzieu

Es un libro que si bien no acaba bien, lo cual me molesto bastante, el resto es una historia increible donde le amor es lo que mueve a nuestro protagonista para encontrar a us amada y poder estar con ella, lo que viene al final me parecio una crueldad excesiva por parte del autor pero…no se.

Cerebro: Libro reflexivo y realista

Originally posted by piercethealltimesleepingveil

Quien se ha robado mi queso – Spencer Johnson

Por demas conocido, libro de superacion personal podria decirse, lo lei hace muchos años, lo pongo aqui porque esa clase de libros no me interesa tanto, lo lei porque lo tenia al mano, soy bastante neutral con este libro asi que por eso lo pongo aqui.

Cabello: Libro superficial

Originally posted by burdened-with-glorious-hobbits

??? – ???

En esta seccion la verdad no se que libro de los que he leido podria poner, me suena a que debria poner un libro que hable de cosas muy superfluas, de personal precisamente superficiales, si ven las lista de mis libros leidos y creen que alguno lo sea pueden decirme

Uñas: Libro que cuidas mucho

Originally posted by credo-in-deum-patrem

Prince Lestat – Anne Rice

Este Libro será siempre el que más cuide y mantenga protegido ya que es un libro que espere mucho aun sin saber que seria escrito despues de tantos años y por que esta Firmado por Anne rice :D

Bueno eso  fue todo espero que esten bien Saludos!!!

Forse l'hai capito, allora, hai capito che non sono la morosa perfetta, né tantomeno la ragazza perfetta. Hai ragione, sono inesperta e ingenua, non so niente del mondo e molte cose, sinceramente non mi interessa neanche saperle, non so ancora bene cosa significa non essere più sola nell'universo, dover calcolare in ogni momento la presenza di un'altra anima che vive con me e dentro me, sono sempre stata solo io con i miei sbagli, i miei sbalzi d'umore, le mie voglie di rinchiudermi in camera per non parlare con nessuno, le mie ansie e paranoie che mi sembrano incomprensibili a tutti. A volte mi dimentico che non posso più farlo perché, ora, c'è un ragazzo - che ritengo essere la parte mancante di me - che si preoccupa se non rispondo ai messaggi, geloso della gente che mi ferma per strada, ansioso che mi possa capitare qualcosa di brutto perché non ce la farebbe senza di me. Inesperta, certo, ma credimi, a questo, io, non mi abituerò mai, mi stupirò ogni volta per il tuo essere premuroso e attento nei miei confronti, per i baci sulla fronte, per gli sguardi pieni di dolcezza, per gli schiaffi, per arrabbiarti perché mi ami, inesperta davanti ad un amore così grande. E un po’ incoerente, anche, quando ti chiedo scusa dopo tutti quei “so quello che faccio”, non so quello faccio, quando si parla di te entra ancora in gioco la mia fantastica irrazionalità che mi impedisce di riflettere lucidamente su cosa dire o cosa fare e poi “scusa” perché ho troppa paura di tornare ad essere da sola, ho troppa paura di stare senza di te, io non posso perderti, sarebbe come se mi togliessero l'aria per respirare. Mi dispiace per tutto, veramente, mi dispiace di essere come sono, di averti fatto entrare nel disordine della mia camera e della mia testa.. mi dispiace anche per questi messaggi immensi che devi leggere alle 5 del mattino e capisco che io possa diventare abbastanza pesante, ma quando mi sdraio sul letto, il mio pensiero a chi vuoi che vada se non a te? E i pensieri, la notte, sono così stancanti, potenti che non ci riescono a rimanere solo fumo e allora mi metto a scrivere e dio, come mi piace scrivere di te, le parole hanno tutto un altro fascino. Tu non lo puoi capire quanto mi manchi, quanto sia importante la tua felicità per il raggiungimento totale della mia, non lo sai che il mattino mi sveglio e spero che tu sia contento di fare lo stesso, che tu lo voglia o no, ho scelto di anteporre il tuo bene al mio, sempre e comunque, e non me ne pentirò in nessun momento perché so che è ed è stata la scelta più giusta che potessi fare. Non sai neanche quanta voglia ho di stare sul nostro letto con le tue mani che accarezzano la mia schiena, alla ricerca del mio piccolo paradiso terrestre, tra le tue braccia, mi mancano i tuoi baci così tanto che mi sembra di impazzire, sono in crisi d'astinenza da te, è davvero brutto essere lontani..
Ho bisogno che sia sabato e di essere abbracciata forte fino al male alle costole, voglio le coccole, voglio piangere dopo aver fatto l'amore perché le emozioni sono troppe e andare a letto senza il tuo “ti amo” mi fa così paura. . io non ce la faccio veramente, ho bisogno del mio moroso da baciare e con cui ridere, della mia persona preferita sulla faccia della terra.
Sono il contrario della perfezione, il tuo piccolo disastro, grazie per prendermi come sono, per dirmi che ne vale la pena..Credo in noi come in poche altre cose al mondo.
Ti amo.
—  Messaggi al moroso delle 3 di notte, 20 luglio.
Non facevamo che tenerci per mano, ad esempio. Vi sembrerà una cosa da niente, lo capisco, ma era fantastica quando la tenevate per la mano. La maggior parte delle ragazze, provate a tenerle per mano, e quella maledetta mano o muore nella vostra, o loro credono di dover continuare a dimenarla tutto il tempo, come se avessero paura di annoiarvi o che so io. Jane era un’altra cosa. Andavamo in un dannato cinema o in un posto così, e subito cominciavamo a tenerci per mano, e non ci lasciavamo sino alla fine del film. E senza cambiare posizione né farne un affare di stato. Con Jane non stavi nemmeno a pensare se avevi la mano sudata o no. Sapevi soltanto che eri felice. E lo eri davvero.
—  Jerome David Salinger, Il giovane Holden
La definiscono l’età più bella di tutte, l’adolescenza.
Ma io di bello qui non ci vedo nulla.
La mia adolescenza è piena di dubbi, paranoie, insicurezze, lacrime, rabbia. Mi sento diversa dai miei amici, mi sento strana. Vorrei essere come loro, che escono e si divertono alla sera. Invece no, io passo le serate a pensare e ripensare ai miei errori.
Troppi rimpianti. Troppe cose che mi mancano. Sento un vuoto dentro che non riuscirò mai a spiegare.
Cos’è, anche questo è il bello dell’adolescenza?
Il bello dell’adolescenza è sentirsi morire dentro, volere essere qualcun altro, sentirsi uno schifo, sentirsi brutta dentro e fuori? E’ questo? Perchè se questo è il bello dell’adolescenza, beh allora la mia è decisamente fantastica.
Perchè l’adolescenza è l’età delle cotte e dei primi amori, dei primi baci e delle prime avventure. Davvero?
E dov’è la mia cotta, il mio amore? Dov’è il mio bacio? Dov’è la mia persona con cui scappare da questa monotonia?
Sì, ci sono gli amici e le risate. Ma non mi basta.
Io vorrei l’adolescenza dei libri. Quella con le feste, la felicità, l’amore sbagliato e poi l’arrivo di quello giusto.
Invece no, ecco la mia adolescenza. Nessuna adolescenza dei libri.
Solo l’adolescenza di una ragazza stanca.

ildiariodigin  asked:

A che ora vai dal dentista? Non riesco a venire a tenerti la manina, ma posso chiamarti e calmarti con la mia voce! La cosa fantastica è che posso dire quello che voglio e non puoi replicare nulla! 😂😂😂

Sei proprio sadica. Ma potrei accettarlo, guarda che il dentista mi tiene sempre per ultimo e ho appuntamento dopo le 19.00 così da non far tardare nessun altro condannato.

Non facevamo che tenerci per mano, ad esempio.
Vi sembrerà una cosa da niente, lo capisco, ma era fantastica quando la tenevate per la mano.
La maggior parte delle ragazze, provate a tenerle per mano, e quella maledetta mano o muore nella vostra, o loro credono di dover continuare a dimenarla tutto il tempo, come se avessero paura di annoiarvi o che so io.
Jane era un’altra cosa. Andavamo in un dannato cinema o in un posto così, e subito cominciavamo a tenerci per mano, e non ci lasciavamo sino alla fine del film.
E senza cambiare posizione né farne un affare di stato. Con Jane non stavi nemmeno a pensare se avevi la mano sudata o no.
Sapevi soltanto che eri felice. E lo eri davvero.
—  Il giovane Holden

Vorrei fare un post dedicato a tutte quelle persone che pensano che essere innamorati di una persona ed amarla siano la stessa cosa.

Quando si è innamorati di una persona, si vedono tutte le cose belle di essa ed in un qualche modo “montiamo” questa figura che realmente non c'è; mi spiego meglio: quando siamo innamorati, vediamo quella persona fantastica, la vediamo come probabilmente non è, nella mente creiamo un'idea, un immagine di quella persona come però in realtà non è. Ciò significa che è come se l'altro indossasse una maschera e che ci faccia vedere solo le cose belle.

Quando amiamo, non abbiamo un'idea o un immagine di quella persona, perché noi sappiamo esattamente come quella persona è. Conosciamo i suoi difetti a memoria, ed è proprio questo che ci spinge ad amarli.

Il momento migliore per amare una persona è quando si sta bene da soli, quando ci sentiamo appagati anche nella nostra solitudine e non abbiamo bisogno di nessun altro. Sembra un controsenso ma non lo è, ed ora vi spiegherò il motivo.
Se noi amiamo noi stessi, amiamo la nostra vita e tutto ciò che ci circonda, quando incontriamo una persona di cui ci innamoriamo e successivamente amiamo, rendiamo la nostra vita ancora più bella e speciale. Se invece noi non siamo felici con noi stessi, ci sentiamo vuoti e sentiamo la necessità di avere qualcuno al nostro fianco, beh, mi spiace dirvelo ma non è amore. E’ semplicemente egoismo, è volere per forza una persona da amare solo per dire alla nostra mente “hai visto non sono sola!”, l'amore non funziona così. Se non amate la vostra vita, non potrete mai amare qualcun altro. Se avete una vita squallida, la persona che sceglierete di avere al vostro fianco non ha alcun valore, a differenza invece del valore che ha la persona che amate nel momento in cui siete felici con voi stessi. Una persona innamorata, quando non ama, è semplicemente appagata dal solo pensiero di essere innamorato di qualcuno, quasi come fosse una scusa.

Se odiate voi stessi, la vostra vita e non riuscite a rendervi felici, come potete pensare di riuscire a rendere felice qualcun altro?
Ricordatevi che nell'innamoramento è presente solo il cuore, ma nell'amore oltre al cuore c'è anche la ragione.