la controfigura

Ieri sono stato tantissimo in giro per la città. E la mia non è un'esagerazione tipica di un certo sottobosco omosessuale sempre portato a dire Oh mio Dio, quella è Loretta Goggi, scriviamo sul marciapiede di questo boulevard Maledetta primavera coi cupcake di That’s bakery! quando invece è solo una signora bionda qualsiasi che sta entrando in merceria.

Perché, mi chiederete voi? Perché ieri era il compleanno di Moroso, mannaggia al diavoletto.

Cenni storici: Ettore Moroso nasce nel 1934 a Teramo, Massachusets. Fin dalla più tenera età dimostra un odio feroce nei confronti delle regole (invece di compiere 4 anni ne compie 6, così, a piacere). Ettore Moroso studia le materie di Canto, Recitazione, Discorsi troppo lunghi farciti di inutili avverbi e Cucito all'Accademia Paolo Meneguzzi di New York, Umbria. All'età di 23 anni sale una rampa di scale. All'età di 25 anni schiaffeggia una vecchia urlandole contro “E con ciò?” e questo gesto inappropriato, ma innegabilmente necessario, gli costa 19 mesi di carcere e una ramanzina da parte della zia, quella più piccola, quella è quasi una cugina. Partecipa come comparsa nel film E.T. (è la controfigura di Drew Barrymore nelle scene in esterna).

A Moroso piace: Il colore turchese, vedere persone che cadono nei fiumi, fare la giravolta, farla un'altra volta, quando Julia Roberts finalmente riesce a fare acquisti di un certo livello nel film Pretty Woman e alla commessa antipatica gli va a quel servizio perché lavora a percentuale.

Ad ogni modo. Ho fatto tutto Corso Buenos Aires like a bitch proprio e, tra le altre cose, ho acquistato delle chicche della Lindt all'emporio dolciario. Io amo fortemente l'emporio dolciario, ma tutta quella parata di confetti mi mette quell'attimo di tensione. Perché tanti confetti? Sono tanti.

Ma Moroso voleva i bagel per organizzare questa cena informale urban chic e allora andiamo in Porta Vittoria. MA NO! Il negozio in Porta Vittoria non esiste più e allora torniamo a casa. MA NO! Andiamo in Piazza Ventiquattro Maggio.

Io: Non la trovo sulla mappa!

Moroso: Devi scrivere in numeri romani

Io: No, ma grazie mille

Prendo un 9 a piacere e arrivo in questa famosa piazza, ovviamente cambiando 9 per 9 perché Milano l'è tutta un cantiere. Arrivo finalmente alla Bagel Factory dopo TRE ORE DI SOFFERENZE METROPOLITANE e acquisto questi famosi ciambellini salatini.

E come li vuole? Mi chiede la commessa che è proprio un tesoro. Guardi, le dico io. Guardi.

Cerco di ritornare a casa, ma un dinosauro esce dal barcone-ristorante del Naviglio e mi mangia la testa a morsi.

anonymous asked:

forse non è una cosa da chiedere, ma posso chiederti quanto costerà il tuo libro? Devo prenderne due, uno per me e uno per la mia migliore amica (glielo regalo), e bo, dato che non navigo nell'oro mi chiedevo quanto (all'incirca) potesse costare, così da mettere da parte i soldi (lo voglio tipo subitissimo il tuo libro) Un bacino!

Il libro costerà 16,00 euro. Non per mia scelta, questo prezzo era già scritto nel contratto, quindi si tratta di una norma della casa editrice. Se fosse stato per me l’avrei messo a minor prezzo, perché il mio obiettivo non è far soldi: altrimenti avrei scritto solo aforismi d’amore, o comunque accessibili a tutti; invece non l’ho fatto, e me lo potrai confermare. Ho scritto un’ottantina di aforismi dai quali vorrei scaturissero riflessioni, perché sono dell’idea che la lettura deve necessariamente far riflettere, e questo non può accadere con un paio di frasi fatte di natura sdolcinata (che, ahimè, ho scritto anche io agli inizi… ma solo per farmi conoscere un po’).
Adesso so di poter essere me stessa nella scrittura, e chi mi apprezzerà, mi apprezzerà per quella che sono realmente, e non per una controfigura che non mi appartiene.

anonymous asked:

E quindi la sofferenza delle donne, gli obiettori che le mandano via, la walk of shame che devono fare le neghi o proprio non ti interessano?

Guarda, fra tutti gli ask sconclusionati, offensivi e farfuglianti che ho ricevuto scelgo proprio il tuo, dal momento che hai usato il termine ‘walk of shame’ ed evidentemente ignori che, in maniera emblematica, in quella camminata l’attrice che interpretava Cersei Lannister aveva una controfigura con la sua faccia incollata in GC.

Vuoi un aborto chirurgico? Lo fai.
Vuoi un aborto farmacologico? Lo fai.
Vuoi la pillola del giorno dopo? Entri in una farmacia e la prendi senza ricetta.

Vai di notte in pronto soccorso, vuoi un aborto, piangi perché non te lo fanno subito e monti una polemica pretestuosa sui medici cattolici che umiliano le donne?
Sei una stupidina ignorante il fatto che un aborto si chiama CHIRURGICO perché ha bisogno di una sala operatoria, un equipe composta da anestesista, ginecologo e ostetrica e quindi di essere PROGRAMMATO. Negli ospedali piccoli gli aborti vengono fatti circa ogni dieci giorni, ogni settimana se è medio, due volte a settimana se è un ospedale grosso… tutto per un discorso di ottimizzazione delle spese, di utilizzo razionale di mezzi e per avere a disposizione personale non obiettore.
Visto che non hai un arteria recisa, ma un bambino nella pancia che per motivi personali non vuoi, aspetti qualche giorno (magari prendendo una decisione prima delle 12 settimane di gestazione).

Vuoi che il medico di guardia ti dia la RU486 per l’aborto farmacologico?
Sei una stupidina ignorante il fatto che per quanto farmacologico c’è bisogno di un’ecografia con cui assicurarsi che il feto non abbia più di sette settimane di gestazione (sennò magari insieme ci caghi via anche l’utero e tre litri di sangue), che non ci siano fattori di rischio correlati e la necessità di essere monitorata fino a 10 giorni dopo.

Vuoi la pillola del giorno dopo perché sei una stupidina ignorante le basilari nozioni di educazione sessuale e affettiva, nonché un’instabile ragazzina dalla figa prensile che ha letto su internet che basta non farsi venire dentro?
Pensa che culo.
Vai in farmacia o in consultorio e te la danno, anche se probabilmente non vorrai sentirti dire la verità su quanto tu sia immatura e quindi la tua testa vuota di social justice warrior codificherà il tutto in un sermone moralista cattolico.

Io parlo conoscendo in prima persona i meccanismi e le dinamiche, voi parlate ignorandole e mescolando questioni morali di principio (dimenticando che anche altri le hanno) a una realtà distorta dalla vostra voglia di polemizzare ad ogni costo.
Questo significa che d’ora innanzi mi confronterò e risponderò solo a persone che dimostreranno di conoscere l’argomento sul quale sollevano obiezioni e lascerò le altre a fare i paladini contro le pale eoliche.