la bolla

Io esisto oltre te, oltre noi, oltre la nostra bolla silenziosa.
Senza te, non mento, sto bene.
Non mi servi per sorridere, per sentirmi bene con me stessa e tantomeno per trarre coraggio dalle tue mani. Sono nata donna ma la vita mi ha reso roccia dura ed impenetrabile, non mi servi per testare la mia morbidezza d'animo, la mia sensualità o addirittura la mia sessualità. Faccio a meno di te, di noi, del mondo: per darmi forza mi basto io, non ho bisogno di qualcuno che tiri su le mie quattro ossa malconce dopo una battaglia andata a male. Mi basta contare fino a dieci, risanare mentalmente le ferite del mio animo e tornare in campo più combattiva di prima. Non mi servi per proteggermi, sono nata donna ma non debole bisognosa costantemente alla ricerca di qualcuno che la salvi.

Ti chiederai perché ho scritto queste parole -apparentemente dure- per sminuirti forse ? Assolutamente no.
Senza te sto bene, ma non sono felice. C'è un sottile velo che divide il benessere e lo stato parziale o totale di felicità. Non ho bisogno di te per essere salvata, sollevata o difesa dai dolori fisici e psichici: non sei il mio medico, il mio psicologo e tantomeno il mio psicanalista in veste di soldato. Sei la persona con la quale ho scelto di dividere il tempo che mi è stato messo a disposizione e non ho intenzione di gettarti al collo zavorre che dovrei indossare io, lasciarti combattere le mie battaglie e far si che il tuo corpo sia invaso dalle mie cicatrici. Io ho la mia storia, tu la tua. Non ho bisogno di essere difesa, raccolta o medicata, non sono un fiore. Scelgo te non come mio giardiniere, ma come muto ascoltatore, che nelle sere più nere di altre, nelle giornate più piovose e grandinose, nelle tristezze più angoscianti finora provate, mi concede l'arte di essere fragile.
Sono dura, sono pietra, sono ghiaccio.
Ma certe sere, certe notti,
Scelgo te.
La pietra viene avvolta dalla carta dei tuoi sospiri.
La durezza viene ammorbidita dal impatto con la tua carne.
Il ghiaccio si scioglie col fuoco che m'inetti nelle vene.
Senza te starei anche bene, ma sarei ignorante ad ogni brivido di felicità.

—  Perlabionda.

Sono trasparente ma dentro la mia bolla non entra nessuno. Non è come avere la camera, il proprio rifugio ma molto di più. La bolla è un posto intensamente catartico. Il granchio gigante dell'isola di Bumbaaga credeva di poterla bucare con le sue chele … che illuso. S'illudeva di poterla vedere ed anche voi credete sia visibile ma non è così. In realtà è molto più grande di quello che vedete. La mia spada non fuoriesce … ed io non me ne sto seduta sospesa nell'aria.

Da questa immagine che ho creato attraverso una macchina fotografica molto tecnologica, donatami da … diciamo un essere venuto da lontano, molto lontano, non posso dire di più, si può vedere la mia anima.

Certo … lo so siete stupiti di quello che vi sto raccontando ma lo immaginavo. Si può fotografare l'anima. Ora lo sapete ma deve restare un segreto altrimenti se lo svelerete arriveranno a migliaia da molto lontano per portarvi via dalla terra.

Comunque, me ne starò qui dentro ancora per molto tempo, mentre voi credete che io sia altrove. Questo è il mio mondo e il mio mondo mi difende. Qui ci sono sogni che schizzano ovunque, ci sono pensieri felici che danzano scambiandosi di posto. Ci sono abissi e 3 stelle come il sole due come la luna, ci sono spiagge nere e il mare lilla e a volte azzurro anche se è notte.

Stelle e luci che rimbalzano sulle pareti della bolla. I pensieri felici scompaiono e riappaiono, mi pizzicano facendomi sorridere e si nascondono facendomi piangere e tutto è così dannatamente necessario anche piangere. Non potete immaginare come sono fatti. Sono lucette bianche. Di un bianco puro.

A volte dentro le luci si intravedono piccoli occhi e sono minuscoli ma io li vedo chiaramente come se in realtà fossero grandi. Ma è inutile che io descriva non si può davvero capire dal vostro punto di vista dal vostro mondo il mio non può essere visibile con i vostri occhi e nemmeno col pensiero.

Conosco molte persone che hanno la bolla, loro non lo sanno che io ne sono a conoscenza, però a volte penso che l'abbiano capito. In ogni caso la bolla non è qualcosa di così raro. Solo che sono tutte diverse.

Dipende dall'energia, sono fatte d'energia e ognuna ha colori differenti a seconda di come si sono formate, diverse perché tutte le persone lo sono. Uniche. I colori sono elettrici e qui persino il nero è un colore elettrico. La bolla ci rende invincibili mentalmente. C'è un unico punto debole che resta, perché è anche fisico, per metà e l'altra metà, spirito.

Il punto debole è … non dovrei dirlo, ma siete tutti qui con quegli occhi curiosi e oggi vi vedo quasi preoccupati, che dirò qualcosa in più. Il punto debole è l'unico organo che non è un organo, e che prova emozioni forti, più forti di quanto lo siano le pareti della bolla, quindi molto passa attraverso e lui viene colpito. Però, in modo più leggero, per via del fatto che sta protetto, tra sogni e luci. Ma non dirò di più. Vedo le vostre menti esclamare stupore, davvero i vostri pensieri li vedo.

Non è così semplice, la bolla, da ottenere. Ci vuole tempo e si soffre parecchio ed è necessario. Poi inizia ad apparire con piccole righette a forma di fulmine attorno al corpo e si forma un po’ alla volta, provoca dolori molto forti. Inizia come fosse un'aura e si ingrandisce. Ora devo ritirarmi però. Si è fatto tardi e devo. La bolla è anche nutrita dalla mia solitudine, della quale sento una forte necessità. E poi sta tornando quel rompiscatole del granchio e ha qualcuno vicino. A me non piacciono i gruppi quindi ora scompaio. Voi ricordatevi di quello che vi ho raccontato. Forse qualcuno di voi un giorno capirà. Non tutti purtroppo. 

Maria Antonietta C.

http://lamoresaattendere.tumblr.com/

Si accorse che in ogni cosa c'era della nostalgia, una malinconia che le mostrava le persone del suo presente come se già fossero destinate a far parte del passato, come se già fossero destinate a scomparire, a non appartenerle più, a non essere più sue.
Aveva paura, paura del temporaneo, delle cose non stabili, dell'abbandono e della vita. Aveva paura che le cose cambiassero, e alla più minima scossa, gettava le armi perché già troppe volte era stata delusa, tradita, dalle persone a cui teneva di più al mondo e a cui aveva affidato tutto, pensando che l'avrebbero tenuta al sicuro. Quanto era difficile fidarsi di nuovo? Quanto poteva essere dura aprirsi ancora, donare il suo cuore ad una persona che avrebbe potuto ferirla, o peggio rendersi indispensabile e poi sparire? Non se la sentiva di farlo, questa era la verità. La malinconia c'era sempre, i ricordi sulla pelle graffiavano come una volta e nulla era cambiato. La felicità che aveva provato in passato era ancora lì, tutta quanta, intatta almeno nella sua piccola bolla di infinito. Si rendeva conto che nessuno, nessuno avrebbe potuto scalfirla, non la sua piccola dose di gioia pura, fatta di risate incontenibili e di lacrime felici, di momenti di estasi reale, di sogni realizzati, fatta di persone che aveva profondamente amato e che le avevano salvato la vita, in tanti e troppi sensi, troppe volte perché le potesse dimenticare. Si rendeva conto che la sua piccola bolla di universo sarebbe rimasta intatta, qualunque cosa fosse accaduta. Però ora che le si presentava l'occasione di ricominciare, la verità era che non era sicura di esserne capace. Era così abituata alla sua vita, alla malinconia, al pensiero che nulla sarebbe cambiato intorno a lei, che tutto ad un tratto trovandosi impigliata in questa nuova rete, non capiva cosa fare, non sapeva gestirlo l'amore, non sapeva gestire un'altra persona che non fosse se stessa. Aveva una paura folle, di fallire. Aveva paura di tirarsi indietro, e paura di dimenticare, di andare avanti e perdere i ricordi di quelli a cui era così intimamente legata, ricordi e persone che non poteva lasciare andare per nulla al mondo. Era confusa, e triste, felice, piangeva e rideva senza capire cosa volesse davvero dire tutto questo. Era un gomitolo aggrovigliato, senza speranza.

succede delle volte che per salvaguardare te stessa e la tua piccola bolla di sentimenti -che potrebbe esplodere da un momento all'altro al tocco di una carezza- metti le mani avanti, con qualsiasi persona. che sia buona o che sia cattiva, che sia l'amore della tua vita o sia il disastro del tuo essere. lo fai perché sei un essere umano che si ama inconsciamente.

La bolla di sapone
Sai che cos'è una bolla di sapone?
L'astuccio trasparente di un sospiro.
Uscita dalla canna vola in giro,
ballonzolando senza direzione,
per farsi dondolar, come che sia,
dall'aria stessa che la porta via.

Una farfalla bianca, un certo giorno,
vedendo quella palla cristallina,
che rifletteva come una vetrina
tutte le cose ch'essa aveva attorno,
le andò incontro e la chiamò: - Sorella!
Fatti ammirare! Oh, come sei bella!

Son bella, si, ma duro troppo poco.
La vita mia, che nasce per un gioco
come la maggior parte delle cose,
sta chiusa in una goccia. Tutto quanto
finisce in una lacrima di pianto.

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Tu pensi di aver superato tutto. Tu lo pensi davvero.
Poi una sera, sei sola, e senti, come dire… Qualcosa che cresce dentro. Una bolla, che pian piano si gonfia. Tu la vuoi fermare, ma lei no, lei va avanti. È piena di tutto quel tempo andato, piena di cose che non dici, piena di cose che provi ma che non fai vedere, piena di tutto quanto stai tenendo dentro per convincerti di essere andata avanti. E poi che fa la bolla? Scoppia, e tu crolli ancora. Ancora, e poi ti rialzi, e dici che sarà l'ultima. Ma tanto sai che prima o poi succederà di nuovo, e tu non puoi farci niente.
—  mariaravenclaw
E dimmi, tu che ne sai dell'amore?“ mi chiese picchiando il mio petto.
"Ne so, molto di più di quanto un semplice coglione ci provi con te” le risposi bloccandole i polsi e avvicinandola a me, con una forza leggera.
“Non sai niente, altrimenti capiresti!” mi urlò e con un colpo si staccò, spingendomi via.
L'avevo lasciata andare, per sbaglio.
“Scusami” le dissi, con voce calda, ma con una paura che mi faceva tremare la gola.
“No, non ti scuso, non mi meriti” ribadì, girandosi e cercando di scappare.
“Non hai capito, non ti sto chiedendo scusa per il fatto che lui è un coglione, ma per il fatto di averti appena lasciata andare” e lei si fermò.
Si girò, mi guardò e tornò indietro urlandomi: “Ma se ti ho spinto via io!”
Mi avvicinai a lei, le stavo andando in contro, e dissi: “Avrei potuto stringerti più forte, così rimanevi più vicina a me, ma ti ho lasciato andare, scusami” ripetei con la stessa emozione di prima.
“Sei strano, non ti capisco..” aggiunse, come se quel secondo “scusami” l'avesse addolcita.
“Nessuno è mai riuscito a capirmi ed è questo che ti da fastidio, io sono riuscito a distruggere la tua bolla di emozioni, ma tu non sei riuscita nemmeno a sfiorare la mia.” eravamo occhi su occhi mentre vedevo quella sua bolla scoppiare sempre più velocemente.
“Io ti conosco molto più di quanto non credi” aggiunse, con quel tono di voce simile al mio, sottile e pieno di mistero e paura.
“Illuminami principessa” le dissi sorridendo.
“Lo fai ogni volta, sorridi e distogli lo sguardo, lo fai quando sei imbarazzato. Tu guardi la gente, la studi, la capisci e sai come distruggere i loro sentimenti, ma mentre tu guardi loro, io guardo te. Non sei facile da capire. Non sei insicuro, non hai paura di niente, non cadi mai, l'uomo perfetto, solo alcune volte cedi e non sai perché o meglio, lo sai benissimo, ma non lo vuoi ammettere a te stesso. Di amore cosa sai? Niente nemmeno tu, sei solo una persona che preferisce spegnere i sentimenti e fregarsene del mondo. Amare è bello,si, ma essere innamorati, quello sai cosa significa? Penso proprio di no. Innamorarsi significa essere se stessi con l'altra persona, significa fare quelle litigate che finiscono con il fare l'amore e ridere e sorridere insieme, significa soffrire insieme, significa vivere.”
La guardai esterrefatto e per un secondo la mia bolla stava per esplodere, ma non potevo permetterlo, così l'interruppi: “E se io fossi me stesso quando sono con te e se ogni volta che litighiamo io faccio l'amore con quel tuo sguardo arrabbiato, ma che si potrebbe sciogliere in un abbraccio, se significa soffrire insieme, allora io soffro ogni volta che ti allontani. Ecco cosa intendevo prima con quel "scusami” ecco cosa provo ogni volta che dopo un abbraccio, ti stacchi da me sorridendo e dicendomi “a domani”. Io non lo voglio quel domani, non voglio staccarmi e vederti domani, io voglio che tu sia il mio domani.“
La fissai e anche la sua di bolla stava per esplodere, non potevo cadere.
Lei si avvicinò a me, freddamente, mi diede una sberla e aggiunse solo "Ti odio faccia di merda!”
Ma questa volta non le permisi di andarsene, le presi un polso e con forza, leggera, la portai a me, la girai e le sussurrai, fra i profumo dei suoi capelli, e la pelle morbida delle sue rosee guance “Stai qui principessa”
Mi abbracciò, come non aveva mai fatto.
Vidi le sue labbra e subito dopo i suoi occhi fissi sui miei.
Non so esattamente cosa successe dopo, se chiusi prima gli occhi e poi la baciai o se prima la baciai e dopo chiusi gli occhi.
Sta di fatto che la sua bolla non esplose e nemmeno la mia, semplicemente si unirono e ancora oggi non si è distrutta.
—  Luca Fattore - ricordounbacio

Vento,
amato ed amante ,
Dov’ è la mia bolla di sapone
In cui vivo per un istante?
L'hai già scoppiata con poco rumore
O l'hai solo portata distante?

anonymous asked:

sai, vorrei tanto capire come hai fatto ad "accettare" la timidezza. in questi anni ho iniziato a capire che in fin dei conti è una "protezione", uno scudo. la mia è una timidezza interiore, tento di aprire la mente agli altri, ma non riesco; allo stesso tempo capisco che essere timidi è forse la conseguenza di eventi ed esperienze passate. la mia timidezza è la mia bolla, anch'io le voglio dare il mio affetto.

Sai credo che ad un certo punto della vita uno si stanchi. Io mi sono stancata di provare odio verso la mia timidezza, di rifiutarla, di darle contro. Non accettarla non mi ha dato mai nessun beneficio. Non puoi respingerla o mandarla via perché vuoi o non vuoi è qualcosa che hai dentro, che ti segue, che ti rende ciò che sei.
Non ti aprirai mai con nessuno se non inizi a farlo da te stessa. Non si tratta di amor proprio semplicemente di accertarsi così. La timidezza è tante cose; ha i suoi pro e i suoi contro. Non devi “uscire dalla bolla” a mio parere..devi accettarla e abbatterla ogni qual volta che ti da contro per il resto si vive benissimo anche da timidi.

La vita sulla terra è solo un bolla di sapone. Mahatma Gandhi

Avete mai notato come le bolle di sapone siano una metafora della vita?
Nascono così, dal nulla e non ce n’è mai una uguale all’ altra, spesso possono sembrare identite ma hanno sempre dimensioni diverse.
Nascono da un sospiro, un alito di vita, e da quel momento non lo lasciano più.
Ci sono bolle che fin dall’inizio sono unite ed è quando ci leghiamo così tanto ad una persona fin da piccoli e non la lasciamo più, ci resta “attaccata” per sempre. Ma questo è molto raro ed è il caso delle amicizie che durano tutta una vita.
Poi ci sono quelle bolle che piano piano, nel loro percorso verso il cielo, si avvicinano e col tempo si fondono, fino a formare una nuova bolla. Questo è il caso degli amori, ma non le semplici cotte ma i grandi amori che uniscono non sono i corpi (le “pareti” della bolla), ma anche le anime, il respiro stesso da cui ha avuto origine quella stessa vita.
Spesso cerchiamo di unire due bolle, per formarne una “doppia” più grande ma questo porta sempre allo scoppio di una o entrambe. Questo perché non possiamo forzare le cose, le bolle si devono scegliere e hanno bisogno di tempo per abituarsi l’una all’altra, fidarsi.
Le bolle, come le vite di ognuno di noi, hanno una durata diversa. Ci sono quelle che fin dalla nascita non hanno la forza di vivere e scoppiano subito. Altre scoppiano quando entrano in contatto con forze più grandi che le ostacolano. Infine ci sono quelle che riescono a superare tutto ed arrivare lassù nel cielo prima di scoppiare.

Ognuno di noi è una bolla, un piccolo spettacolo. Sappiamo già che prima o poi scoppieremo ma finché la nostra bolla resiste e il nostro sospiro vive non dobbiamo smettere di splendere e cercare di raggiungere il cielo, più in alto possibile.

Eravamo angeli,
in una bolla di sapone,

guardando il mondo
attraverso un vetro,

ma poi qualcuno ci ha sfiorato,
e la bolla è scoppiata intorno
a noi,
gocce sono scivolate sulle nostre labbra,

angeli, un tempo lo siamo stati,
ma la realtà
è entrata a forza
nel nostro mondo
immaginario,

e ha distrutto ogni cosa,
ogni illusione,
di te e di me

7

titolo della ricetta: “Questo non è un tiramisù ma aiuta”

Il tiramisù è sacro, mascarpone, uova crude e tutto il resto… questa  è una preparazione che “lo scimmiotta” utilizzando una crema diplomatica cotta (quindi più sicura e stabile).

Per la crema:

  • 3 uova
  • 500 ml latte
  • 120 g zucchero
  • 30 g maizena
  • qb vaniglia
  • 500 ml panna da montare

Per la composizione:
• caffè • savoiardi • cacao • cioccolato fondente


Montare i tuorli con lo zucchero e la maizena stemperata con poco latte freddo, scaldare il restante latte con la vaniglia. Prima che bolla, stemperare i tuorli montati con parte del latte caldo (per alzare la temperatura del composto prima di versarlo in pentola), quindi versare il tutto nel rimanente latte in pentola e portare ad ebollizione. Far raffreddare e poi ritirare in frigo.
A parte montare la panna ed aggiungervi la crema fredda di frigo incorporando per bene il tutto.
Inumidire i savoiardi in caffè e procedere con la stratificazione in bicchiere o in vasetto fino al bordo. Qui ho aggiunto delle scaglie di cioccolato tra gli strati.

Piange chi ha perso una battaglia, chi ha amato per due, chi è stato sostituito.
Piange che non si piace, che si sente solo, chi è stato tradito.
Piange chi è vuoto, chi fa il duro, chi è troppo stanco.
Piange chi vorrebbe fuggire, chi ascolta una canzone, chi vede senza colori né emozioni, tutto bianco.
Piange il cieco, il sordo, il muto, il vecchio, il bambino, la mamma e il fidanzato.
Piange il panettiere, la maestra, il barbone e il pensionato.
Piangono tutti, e tu no, ragazzina dal cuore forte e gli occhi tristi.
Ma è davvero reale il tuo sorriso sul tuo viso sempre presente o sei solo un pesce rosso che da dentro la sua bolla piange silenziosamente?
Come fai a tornare nel mondo? Fa paura.
Il tempo si era fermato. E ora trascorre rapido.
Cerchi una scialuppa di salvataggio,
qualcosa che possa darti speranza.
Ma sei davvero pronto ad abbandonare la tua piccola bolla felice
per tornare in quel mondo
così terrificante, terribile e accecante?
Sei pronto ad inseguire l'impossibile?
—  Grey’s Anatomy