l'officina-della-camomilla

I miei testi sono frutto di quel che vedo e di come lo vorrei modificare. Non è nonsense. Il senso c’è. Solo in pochi evidentemente sono in grado di capirlo. Mi dedico all’evocare sensazioni e dimensioni. Le dimensioni e le sensazioni che ho vissuto nella mia vita. E’ addolcire la pillola in un modo malato, ossessivo, esagerato, magari surreale o iperreale sì, ma non nonsense. Chi scambia l’Officina col nonsense commette un errore. Vedo i testi e la musica come un cinema. Proietto le mie immagini cariche di deliri, è un delirare, errare. Delirare drogastico, alcolico, giovane e saggio assieme. Parlo di come fuggire dalla Milano Città Mostro di Vestiti. Parlo di vandalismo. Parlo di come uccidere la noia. Se sono sconnesso è perché lo sono davvero.
—  Francesco De Leo