l'innominabile

Questa voce che parla, pur sapendosi menzognera, indifferente a quel che dice, e che si sa inutile, senza valore, che non si ascolta, attenta al silenzio che essa rompe è proprio una voce? Io non farò più delle domande, non ci sono più domande, non ne conosco più. Essa fuoriesce da me, mi assorda, urla contro i miei muri, non è la mia, non posso fermarla, non posso impedirle, di straziarmi, di scuotermi, di assediarmi. Non è la mia, io non ne ho, non ho voce e devo parlare, è tutto quello che so, è intorno a questo tema che ci si deve aggirare, è a proposito di questo che si deve parlare, con questa voce che non è la mia, ma che non può essere che la mia, poiché non ci sono che io e, se ci sono altri, all'infuori di me, ai quali tale voce potrebbe appartenere, non giungono sino a me, non ne dirò di più, non sarò più chiaro.

Samuel Beckett - L’innominabile