l'australia

Sono tornata dove tutto è iniziato, oggi pomeriggio. Con qualche ruga in più sul volto e una luce diversa negli occhi: lo sguardo di chi sa di non poter tornare indietro e non ha ben chiara in testa la destinazione. Chissà se due come noi sapranno mai dove andare: tutte quelle domande alle quali non trovavamo mai risposte soddisfacenti, i tuoi capelli arruffati e la mia ansia per tutto quello che all'epoca non riuscivo controllare. La tua passione per l'Australia, i miei ricordi su Londra, il bagaglio da cui non ti separavi mai, le mie occhiaie troppo marcate. Riesco ancora a vederci su quei gradini, dopo tutti questi anni. Ci cerheremo sempre, non ci troveremo mai.
—  Pagina Facebook Il treno delle 22.52
10 dicembre 2010

-Fede
Ricordo che quel giorno sono tornato a casa dopo aver giocato a calcetto: prima di cena mi sono messo al computer, in sala, e sono andato su Facebook per vedere un po’ la situazione. Un amico di Benji aveva condiviso su YouTube un video in cui suonava la chitarra con altri due ragazzi. Uno di loro, Wagner, lo conoscevo perché faceva lezione di canto con me. Di Benji invece avevo già visto qualcosa perché comunque se ne parlava un po’ a Modena: faceva le magliette, suonava, giocava a calcio… ma non lo conoscevo di persona, allora sono andato sul profilo per saperne di più. Quella sera ho letto un po’ la sua storia, ho visto che tipo era - per quanto potessi capire da un profilo - e anche che sarebbe dovuto partire per l'Australia, essendo lui australiano, perché voleva provare qualcosa di nuovo. Però ho deciso di mandargli un messaggio lo stesso, pensando che magari sarebbe tornato presto, e gli ho scritto su Facebook se gli andava di fare un duo. Lo vedevo molto simile a me e se ci fossimo messi a lavorare insieme avremmo spaccato…
Lui ha risposto chiedendomi se avevo postato qualcosa su YouTube che poteva vedere o sentire. Io avevo solamente un video vecchissimo, ma non rappresentava quello che ero, e allora siamo rimasti un po’ in stallo fino a quando ci siamo incontrati per la prima volta.

-Benji
La sera in cui Fede mi ha scritto per la prima volta anch'io ero a casa, ho letto il messaggio e all'inizio, non sapendo chi fosse, ho detto: «Chi è ‘sto qua?». Sono andato sul suo profilo ma non c'era niente, perché era su Facebook da pochissimo tempo: per quel che ne sapevo poteva essere benissimo un fake… Comunque sono stato cortese e gli ho chiesto: «Hai un video, qualcosa di te che canti, visto che sei un cantante?» dato che l'unica cosa che potevo vedere nella sua bacheca era un tipo con il ciuffo che sembrava un piccolo Zac Efron o Justin Bieber.
Ma lui non aveva video da farmi vedere, quindi non l'ho preso neanche sul serio e la mia risposta è stata: «Sì, ma devo andare in Australia, ora non ce n'è».
Stavo partendo, anche con Josh ci eravamo detti: «Ok, rimandiamo», pensando sarebbe stato impossibile continuare così a distanza con gli Skye Breath.
La prima volta che io e Fede ci siamo incontrati di persona è stato nel bagno di una discoteca, pochi giorni prima che io mi trasferissi in Australia. Mi aveva scritto via Messanger qualche giorno prima, poi una sera alla Crepa ero in bagno e l'ho visto entrare. Me lo ricordo benissimo: maglioncino azzurro con scollo a V, cappellino tipo cuffie (in discoteca ci saranno stati 150 gradi ma lui aveva il cappello a cuffia!), pantaloni bassi, larghi, tamarri, con delle Timberland altre così… Mi sembrava un miraggio, forse avevo anche bevuto un po’… Quindi lo guardavo e non capivo se era proprio lui, perché l'avevo visto solo in foto su Facebook. Gli ho detto: «Ah vabbe’, ma allora esisti!».