l'angola

Se io non fossi

Se io non fossi quell'esserino vigliacchetto che sono e se io non mi sentissi quella donnetta petulante che petula, io lo farei un viaggio in Africa. E ho pensato che sarei potuta partire da Dakar (Dakar!), per poi scendere verso la Guinea, la Sierra Leone, la Liberia degli uomini liberi (sono felici gli uomini liberi? Chissà? Ma sono liberi poi?), la Costa d'Avorio e Accra in Ghana (un tempo conoscevo qualcuno nato ad Accra, com'è piccolo il mondo, ora sta in Umbria credo); avrei proseguito per il Togo (che a parte i biscotti chi se lo fila il Togo? Ma io ci andrei lo stesso), saltate la Nigeria e il Camerun perché no, sarei arrivata nel Gabon (cosa c'è nel Gabon? Il Gabon, mah?), e Kinshasa in Congo perché tutti parlano di Kinshasa e io non so nemmeno dov'è, avrei saltato l'Angola con quel nome brutto poverina e mi sarei nascosta per un po’ in Namibia, divisa tra il deserto e l'Oceano, più la sabbia che l'acqua però, più la terra che il mare però. Infine sarei resuscitata a Città del Capo e là mi sarei fermata e avrei pensato una per una a tutte le cose viste e a tutte le persone conosciute, a tutti gli odori e a tutti i sapori per cercare di non scordarli più - pour les retenir direbbero i francesi.
Se io non fossi la personcina debolina che sono lo farei.