karen's marilyn

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MARILYN: Hello? BETTY: Lets go out. MARILYN: Okay. hold on, i’m on the other line with Lauren. BETTY: Don’t invite Lauren, she’s driving me nuts. MARILYN: Hold on. BETTY: Ok, hurry up. MARILYN: It’s Betty, she wants to hang out with me tonight but she told me not to tell you. LAUREN: Do not hang out with her. MARILYN: Why? LAUREN: You don’t want me to tell you. MARILYN: Ugh, you can tell me, hold on… MARILYN: Oh my God she’s so annoying. LAUREN: Who is? MARILYN: Who’s this? LAUREN: Lauren. MARILYN: Right, hold on… MARILYN: Oh my God, she’s so annoying. BETTY: I know, just get rid of her. MARILYN: Ok, what is it? LAUREN: Betty says everyone hates you because your such a slut. MARILYN: She said that? LAUREN: You didn’t hear it from me. RITA: Little harsh Lauren! Lauren: Ugh, whatever, she has a right to know.

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When we’re no longer able to change a situation, we’re challenged to change ourselves.

sporcaccioni.

Stanno agendo tutti come da copione. Il premio Oscar specializzato da una vita nel ruolo del bipolare ne approfitta per fare outing, il suo collega immedesimato dal 1967 nella parte del (finto) tonto casca dal pero, il mega-super-produttore parla tramite avvocati e il bassista di heavy metal, beh, il bassista heavy metal si incazza di brutto.

Tutti si dicono estranei ai fatti, e anche disposti a chiedere aiuto in una clinica di quelle che riportano sul pianeta terra i sesso-dipendenti. Ma chiariamo bene una cosa: il problema non è mai stato il sesso. La verità è che superata un’età, c’è una sola ragione per usare il proprio status per entrare nelle mutande di qualcuno: perché, perdonatemi la dialettofilia, “cumannari  è megghiu ca futtiri“ e concede coprire la propria viltà con un certo stile (quel ”Può avere chiunque, figuriamoci se…” che sentite in giro). Se infatti si può ritrovare nell’insicurezza smargiassa dettata dall’età una giustificazione quando si parla di adolescenza (come raccontato in centinaia di college-movie, quella mi pare l’età più difficile della vita, quella in cui riuscire ad avere una propria vita sessuale è più feroce, ma in cui è importantissimo trovare un proprio equilibrio), son ridicole se riferite a un adulto. Allora comandare, e la molestia è un indubbio atto di intimazione, è meglio che fottere significa che fottere lo può fare chiunque, anche il povero (il fan, l’elettore, la debuttante, eccetera). Invece il comando, precluso ai poveri (o ai fan, gli elettori, le debuttanti, eccetera), spetta a chi, forte del proprio essere, impone qualcosa per ciò che è, per il ruolo che ricopre, e nient’altro. E quando una cosa non è vera ma tu non lo sai, si tratta di un errore. E’ il caso dei capitani delle squadre di rugby che si trombano tutte le ragazzine più belle della scuola per confermare sé stessi (a sé stessi per primi e) agli altri ma, Juno docet, aspirano da sempre alle tipe strane, “solo che non lo ammettono”. Ma se lo sai e lo imponi, allora diventi abominevole, tu e la falsità.

Invece, dopo che il mondo del cinema  è stato colpito e affondato dalla bomba Harvey Weinstein, quando sul produttore di Hollywood sono piovute addosso le accuse di molestie sessuali da una mezza dozzina di attrici, ecco cosa ha detto il collega e regista Oliver Stone: “Penso che a livello internazionale Weinstein sia vittima di ipocriti giustizieri”. Già basterebbe. A fargli eco invece ha pensato la scrittrice Natalia Aspesi che, rimarcando il concetto da “esperta” di Questioni di Cuore, come il nome della rubrica che inspiegabilmente tiene su Repubblica, crede di trovare nelle varie denunce “un’insincerità di fondo. Sono un lamento tardivo. Un coro che non tiene conto della realtà dei fatti”. Quale sarebbe? Ce lo spiega la scaltra stilista Donna Karen: “Hollywood ha sempre agito così, le ragazze sono sempre state consapevoli. Avevano fretta di arrivare. E più i loro genitori, che spesso le hanno accompagnate senza scrupolo alcuno”. Nessuno ha parlato di “nuovo orrore che si ripete“. Non ha detto che “l’uso della propria posizione per azioni comunque lesive dell’onore e della dignità personale altrui è assolutamente inaccettabile”. No, quello che preme sottolineare ai lor signori e signore è che al mondo non esistono leoni e agnelli. Com’è buffo che il resto del mondo creda ancora a questa “favoletta” fatta di orchi da uccidere e belle da salvare, consenzienti o meno che siano. E ci si interroga: scalfirà in qualche modo predatori e vittime? Avrà conseguenze sui prossimi campioni d’incassi in uscita? Sottintendendo che cambierà poco e niente. Come il disvelamento d’un segreto di Pulcinella. Stuzzicante, ma noto. Tanto più se dei sogni sporcaccioni degli uomini, meglio se in ombra, reticenti, segreti, se ne parla già ovunque (si pensi all’uso voyeuristico e fintamente perbenista fatto da Le Iene).

Non è passato molto tempo che, alle accuse contro Weinstein, sono seguite quelle contro Kevin Spacey, Dustin Hoffman e lo storico bassista di Manson, Twiggy Ramirez - come se non fosse bastata la notizia dello stupro (ehm…) di gruppo di cui sono stati accusati a settembre (quasi) tutti i Decapitated. Ma il feedback ottenuto è stato, un po’ ovunque, di nuovo lo stesso. Perché appena una cosa ottiene un minimo di rilevanza tendiamo a buttarla giù, a minimizzare. Si vede che ci piace la merda, e chiunque voglia distaccarsene viene visto con sospetto, come Courtney Love, che aveva detto dei party di Weinstein già nel 2OO5 e il commento più autorevole credo sia stato: “Fatte n’altra canna!”, se non direttamente con disprezzo, come Asia Argento, che in quanto cagna a recitare sembra non esserle concessa nemmeno una dignità come persona.

Quindi il problema non è mai stato il sesso, siamo noi. E la costanza con cui lo sopravvalutiamo o sottostimiamo.

Con grande disappunto del sottoscritto, anche l’opinione pubblica italiana si è fermata all’idea che chi ha già tutto non voglia di più, rimanendo decisamente contraria a qualsiasi prospettiva accusatoria nei confronti dei molestatori - più dei due terzi dei commenti sui social sembrano volere discolpare i sospettati - e, per la prima volta, anche i commentatori di tendenza sinistroide, ovvero gli stessi che scrissero peste e corna dei bunga-bunga di Berlusconi, si sono visti concordi sull’idea che le vittime se la siano andata un po’ a cercare (”Se mi chiedi un massaggio e te lo concedo, poi non mi posso stupire di come vada a finire” come letto su un giornale che ha avuto tra le firme Montale e Calvino). Se però nel XXI Secolo dovessimo ancora prendere per buono il consiglio della Loren, l’attrice italiana più nota al mondo che disse di essersi sposata nel 1966 “per proteggermi, per non passare attraverso esperienze molto negative”, non la prenderei proprio come una conquista per la società. Abbiamo visto a cosa portano queste cose. Con una buona dose (e neanche tanta) di sfiga non ci si salva nelle pareti domestiche ne altrove. Certi uomini hanno sempre la forza e l’illusione di essere i padroni di tutto. Qualcuno di loro a otto anni dalle nozze della Scicolone nazionale considerava ancora la donna una proprietà privata quanto basta per non  volere far passare il referendum sul divorzio. Pochissimi ora vogliono che gli venga tolto quel diritto, pochissimi credono che valga la pena continuare una storia malata. Ma secondo quel terzo mistero di Fatima di Maria Grazia Cucinotta (nel senso che Dio solo sa come faccia ancora cinema) le denunce sono solo un mix di gossip e verità e dopo tanto tempo denunciare non ha poi nemmeno tanto senso. A quanto pare, abbiamo ancora la memoria a intermittenza. Ma non siamo soli.

Nel corso dei decenni  di storie simili ne abbiamo sentite già altre. Klaus Kinski accusato di stupro dalla figlia Pola. Roman Polanski accusato ad anni alterni di molestie. E il mondo della musica non è da meno. Da Ike Turner ad Axl Rose, passando per Michael Gira e Sleazy. La lista degli sporcaccioni con cui, alla fine, abbiamo mantenuto dei rapporti cordiali negli anni è lungo, ed è un atto di accusa contro chiunque abbia il coraggio di sostenere di muoversi sul terreno della correttezza. Tutta gente che ha finito per guadagnarci su più delle proprie vittime. Quindi il problema non è il sesso ma, nel bene o nel male, siamo noi. La generazione cresciuta durante lo scandalo di Bill Clinton e quello di Pete Townshend che ancora “riflette” su chi abbia più torto tra la vittima e il carnefice. Abbiamo visto il terreno della moralità che alcuni dei nostri beniamini hanno tracciato sul successo che gli abbiamo dato, e abbiamo visto che si scioglie come neve al sole. Ciò non ci impedisce di continuare ad apprezzare ciò che di buono hanno fatto nella propria carriera. Ma almeno noi mettiamoci dal lato chi non si lascia accecare dall’isteria di chi mischia l’attore con l’uomo, la confessione privata all’intrigante storytelling del ritratto d’artista, di chi tollera la megalomania del grande e addita il risentimento del piccolo e non viceversa. Almeno noi dai.

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She was not the usual movie idol. There was something democratic about her. She was the type who would join in and wash up the supper dishes even if you  didn’t asked her.
- Carl Sandburg

I had great respect for her as an artist and as a person. She was a lovely girl. She had a great mind. The girl’s got character. The first sixteen years of her life was enough to floor most of us. She never fully realized herself. The best years for her were ahead of her, the best years were the years to come.
-Carl Sandburg

She was very quiet and had great natural dignity (I cannot imagine anyone who knew her trying to take a liberty with her) and was extremely intelligent. She was also exceedingly sensitive… . In repose, her face was at moments strangely, prophetically tragic, like the face of a beautiful ghost—a little spring-ghost, an innocent fertility-daemon, the vegetation spirit that was Ophelia. 
- Dame Edith Sitwell

She was a difficult woman, you know. We liked her and we said the nicest things about her and she deserved them; but, she was trouble and she brought that whole baggage of emotional difficulties of her childhood with her. 
-Norman Rosten 

It’s difficult to write about Marilyn Monroe now that she is gone. The past tense just doesn’t suit her somehow; she was too acutely alive. I knew her and was very fond of her. She was a strange, tormented, endearing girl, full of fun - a bravado fun, as though daring death to strike her down. Well, it did, finally. What can we say who saw her living in that shadow-land of loveless Hollywood? She who had such love in her heart - love for people, animals, birds, trees - had to die for lack of it! Who’s to blame? I thought of blame, even though it’s always too late.“
- Norman Rosten

 “Marilyn seemed genuinely glad to see a familiar face. I have yet to see anything in Marilyn that isn’t genuine. Surrounded by thousands, she conducts herself like a philosopher.”
-Saul Bellow in a star-struck letter to his editor Pascal Covici after meeting her at the Chicago premiere of Some Like it Hot

I think Marilyn is bound to make an almost overwhelming impression on the people who meet her for the first time. It is not that she is pretty, but she radiates, at the same time, unbounded vitality and a kind of unbelievable innocence. I have met the same in a lion-cub, which my native servants in Africa brought me. I would not keep her, since I felt that it would in some way be wrong.. I shall never forget the most overpowering feeling of unconquerable strength and sweetness which she conveyed. I had all the wild nature of Africa amicably gazing at me with mighty playfulness.
Karen Blixen/ Isak Dinesen

Miss Monroe is one of the greatest comedy actresses of our time. She is simply superb. Miss Mansfield I’ve never seen.
-Vladimir Nabokov, when asked his opinion of America’s sex symbols (Marilyn and Jayne Mansfield)

She was quite adorable and fey
- Dorothy Parker

Marilyn had an ability, unique in my experience, to appear to be what you wanted her to be and therefore the real person remained elusive. If you considered her a blonde bombshell, she’d play that for you but have no respect for you.
-W.J. Weatherby

For women Monroe embodies kinds of fear that were just as basic as the hope she offered men: the fear of a sexual competitor who could take away men on whom women’s identities and even livelihoods might depend; the fear of having to meet her impossible standard of always giving – and asking nothing in return; the nagging fear that we might share her feminine fate of being vulnerable, unserious, constantly in danger of becoming a victim.
-Gloria Steinem

To have survived, she would have had to be either more cynical or even further from reality than she was. Instead, she was a poet on a street corner trying to recite to a crowd pulling at her clothes.
-Arthur Miller

Literati on Marilyn

willyliberteen  asked:

Psst. Angus Scrimm is dead :c

WELP.  THERE GOES ANY CHANCE OF ME SMILING ABOUT ANYTHING ANYTIME SOON.

Within the past few years, we’ve lost so many beloved actors and comedians:  Robin Williams, Leonard Nimoy, Joan Rivers, Bob Hoskins, and Rik Mayall, to name a few.

The musical world lost Lemmy Kilmister, and David Bowie–both legends in their own right.

The horror world lost several very beloved people:  Christopher Lee, Wes Craven, H.R. Giger, Karen Black, Marilyn Burns, Robert Z’dar, and now Angus Scrimm.

I know people can’t live forever.  I know this.  But that doesn’t make it any less painful that they’re no longer with us.